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Libri di Diego Lanza

Il gatto di piazza Wagner

di Diego Lanza

Libro: Copertina morbida

editore: L'orma

anno edizione: 2019

pagine: 157

Ci sono libri che si compongono alla fine di una vita e raccontano la dignità e l'intelligenza di un individuo, forse di un Paese intero. Il gatto di piazza Wagner, unica prova narrativa di un autore altrimenti noto per i suoi fondamentali contributi alla comprensione della cultura classica, è uno di questi libri. Un'infanzia milanese nell'arco temporale che va dal Fascismo alla fine degli anni Sessanta, con al centro la figura del padre - lo scrittore, giornalista e drammaturgo Giuseppe Lanza - rimasto vedovo troppo presto, teneramente orgoglioso dei suoi magri tentativi culinari, che emerge con tutta la sua preziosa serietà e decenza. Scomponendo i meccanismi di una memoria famigliare che tende a fondersi con quella individuale («Di chi sono i ricordi?» è il programmatico incipit del testo), "Il gatto di piazza Wagner" descrive una città vibrante - tra appassionate discussioni nelle latterie di quartiere e palpitanti prime teatrali - e indaga con ragionata esattezza azioni e moventi di protagonisti e comprimari, dallo zio Ramy agli amici letterati, da Solmi a Montale, da Lodovici a Bazlen. Una lettura che ci rimanda, come un monito e come un modello, alla migliore tradizione intellettuale ed etica del nostro Novecento.
18,00

Tempo senza tempo. La riflessione sul mito dal Settecento a oggi

di Diego Lanza

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2017

pagine: 198

Che cos'è un mito? La sua definizione dipende dal contenuto, dalla struttura narrativa o dalla funzione sociale che assolve? Con questo tema si sono confrontate eminenti figure di studiosi di diversa origine e differenti interessi: Heyne, Nietzsche, Propp, Mann, Lévi-Strauss, Pavese, solo per citarne alcuni. Le loro riflessioni hanno mostrato che i racconti che definiamo miti hanno costituito o continuano a costituire un'espressione particolarmente significativa dell'immaginario di una società, di cui compendiano fedi religiose, credenze comuni, paradigmi di comportamento. Rievocando i termini essenziali di questo bisecolare dibattito, l'autore ne evidenzia i rapporti con il più vasto processo di trasformazione intellettuale della società europea.
19,00

La disciplina dell'emozione. Un'introduzione alla tragedia greca

di Diego Lanza

Libro: Copertina morbida

editore: Petite Plaisance

anno edizione: 2019

pagine: 416

Clitennestra si presenta al pubblico con la spada levata, ancora sporca del sangue di Agamennone; Edipo mostra agli spettatori le orbite vuote dopo essersi accecato; Agave agita trionfalmente la testa mozzata del figlio. Per tutta la durata del V secolo a.C. i tragediografi non risparmiarono al loro pubblico le emozioni più intense. Ma perché oggi, dopo 2500 anni, queste emozioni puntualmente si rinnovano, perché ne avvertiamo ancora la necessità? Che senso possono avere per noi quelle antiche storie di dèi ed eroi? Questo libro ricostruisce con vivacità circostanze storiche e regole istituzionali della tragedia greca, conduendoci a considerarne la funzione sociale e a penetrare nel suo ricco patrimonio simbolico: un libro, come scrive A. Beltrametti, «pensato e articolato a supporto-approfondimento delle lezioni universitarie e destinato agli studenti e agli studiosi non solo di Filologia classica». È uno strumento soprattutto per intendere la polifonia del dettato tragico, il susseguirsi dei diversi ritmi drammatici, l'uso degli attori e del coro, in una parola il complesso funzionamento della macchina teatrale di cui i tragici greci furono maestri a tutto il teatro europeo.
35,00

Interrogare il passato. Lo studio dell'antico tra Otto e Novecento

di Diego Lanza

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2013

pagine: 254

I maggiori studiosi del mondo classico degli ultimi due secoli hanno sempre avuto occhi e orecchi attenti al rapporto tra la loro disciplina e la società in cui vivevano. Il libro ripercorre le esperienze di alcuni grandi maestri dell'antichistica: Friedrich August Wolf tra Goethe e Schelling, Wilamowitz e Nietzsche di fronte all'affermarsi dell'impero prussiano, Werner Jaeger e Bruno Snell nell'Europa lacerata dall'avvento del nazismo, Jean-Pierre Vernant tra marxismo e strutturalismo, fino al filologo immaginato da Thomas Mann come suo alter ego nel Doctor Faustus, nella ricorrente memoria dell'intransigenza di Lutero e della compiacente tolleranza di Erasmo da Rotterdam. Il lettore è così condotto, fuori di ogni tecnicismo ma sempre nel merito della disciplina, fino al più recente classicismo invocato come fulcro di una pretesa identità occidentale.
19,00

Lingua e discorso nell'Atene delle professioni

di Diego Lanza

Libro

editore: LIGUORI

anno edizione: 1979

pagine: 144

15,99

Ideologia della città

di Diego Lanza

Libro

editore: LIGUORI

anno edizione: 1977

pagine: 128

15,99

La disciplina dell'emozione. Un'introduzione alla tragedia greca

di Diego Lanza

Libro

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2007

pagine: 295

La rappresentazione tragica si costruisce su un doppio movimento: un progressivo disagio cui segue un sollievo. Il disagio è prodotto strappando il pubblico dal quadro della sua vita quotidiana; il sollievo consiste nel recupero delle norme che regolano la vita sociale, delle certezze che gli dei danno agli umani. Un paradigma di questo genere è quello tracciato da Aristotele: pietà e paura, cui segue catarsi. Ma i tratti determinanti del modello aristotelico sono la qualità morale dell'eroe tragico, la sua coerenza psicologica. Aristotele tace sul gioco delle relazioni tra individuo e collettività (tra personaggio e coro), tra uomo e dio, tra incertezza umana e destino.
20,66

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