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Libri di Domenico Moro

Eurosovranità o democrazia? Perché uscire dall'euro è necessario

di Domenico Moro

Libro: Copertina morbida

editore: Meltemi

anno edizione: 2020

pagine: 128

Il rifiuto dell'euro, e con esso dell'unità europea, viene identificato da una parte dell'opinione pubblica con il ritorno al nazionalismo, assumendo così una valenza regressiva e reazionaria. L'Europa attuale, invece, non rappresenta né un fattore di progresso né di superamento dello Stato nazione. L'euro attiene alla riorganizzazione dell'economia e dello Stato, ridefinendo i rapporti di forza a favore dello strato superiore e più internazionalizzato del capitale e a scapito del lavoro salariato e delle classi subalterne. Secondo l'autore, ad essere messa in crisi è la sovranità democratica e popolare, la possibilità per la maggior parte della popolazione di incidere sulle decisioni dello Stato. In questo saggio controcorrente, Moro ripensa una realistica politica di difesa della democrazia e del welfare, che non può prescindere dalla rottura della gabbia europea e dal recupero delle funzioni statali delegate alle istituzioni europee.
12,00

Verso la difesa europea. L'Europa e il nuovo ordine mondiale

di Domenico Moro

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2018

pagine: 278

«Nos convictions les plus fermes sont remises en cause par l'apparition d'un nouvel ordre mondial qui nous est encore inconnu». Un nuovo ordine mondiale che ancora non conosciamo: questa è la sfida cruciale che ci attende e di cui ha parlato Emmanuel Macron davanti al Congresso degli Stati Uniti. Il volume analizza le prospettive per l'approfondimento del processo di unificazione dell'Europa a seguito delle decisioni che, in un quadro mondiale sempre più instabile, sono state recentemente adottate per la difesa europea: Fondo europeo per la difesa, capacità militare di pianificazione e condotta di missioni e cooperazione strutturata permanente nella difesa. Si tratta delle misure più importanti adottate dall'UE dopo il fallimento della Comunità Europea di Difesa (CED). Jean Monnet, riflettendo sui passi da fare verso l'unificazione europea, era giunto alla conclusione che non è possibile agire su linee generali, ma che tutto diventa possibile concentrandosi su un punto preciso, che determina poi tutto il resto. Allora si trattava di dar vita alla CECA, oggi il «punto preciso» è quello di una difesa federale europea: poiché l'Unione è costituita da 27 Stati nazionali storicamente consolidati è difficile pensare di costituire un'unica forza armata europea. Una possibile soluzione è di trarre ispirazione dall'esperienza americana della "dual army". Oggi, in presenza di un'amministrazione degli Stati Uniti che mette in discussione le istituzioni multilaterali, una più ampia capacità di iniziativa dell'Europa anche nella difesa le consentirà di sostenerle, mantenendo così aperta la strada verso una maggiore unificazione mondiale su basi federali.
23,00

La terza guerra mondiale e il fondamentalismo islamico

di Domenico Moro

Libro: Copertina morbida

editore: Imprimatur

anno edizione: 2016

pagine: 144

Il nemico è alle porte, anzi, è già al di qua delle nostre porte. Questo ci dicono governi e mass media europei. Anche in questo caso, però, come in ogni guerra, di qualunque tipo essa sia, la prima vittima è la verità. Il concetto indiscusso, dopo l'attacco a "Charlie Hebdo" a gennaio 2015 e a maggior ragione dopo gli attentati molto più devastanti del 13 novembre successivo sempre a Parigi, e quelli a Bruxelles del marzo 2016, è che l'Occidente, con i suoi valori di libertà, di opinione e di espressione, è stato gravemente colpito dal bestiale estremismo islamico. In realtà la diffusione dell'estremismo islamico in Europa (incluso il fenomeno dei foreign fighters) e in Medio Oriente è legato sia alla disgregazione del tessuto produttivo e sociale europeo sia al processo di destabilizzazione dell'area mediorientale e Nordafricana portata avanti dalle potenze imperialistiche occidentali, a partire da Usa e Francia. Ma i nuovi "ascari" non sembrano essere controllabili, anzi: spesso si rivoltano contro chi pretende di manovrarli. Quanto avviene in Medio Oriente, e coinvolge il radicalismo islamico, è da inserire nel contesto più ampio della competizione tra Usa ed Europa da una parte e Russia e Cina dall'altra, che si traduce in una sorta di terza guerra mondiale "a pezzi". In questo approfondito saggio di geopolitica, Domenico Moro solleva il velo dell'ipocrisia e dipana la realtà dei fatti sui rapporti tra Occidente e Islam.
14,00

Globalizzazione e decadenza industriale. L'Italia tra delocalizzazioni, «crisi secolare» ed euro

di Domenico Moro

Libro

editore: Imprimatur

anno edizione: 2015

I risultati economici e sociali dell'Italia sono da vent'anni tra i peggiori dei Paesi avanzati. Bassa crescita del Pil, alta disoccupazione, alto debito pubblico, bassi investimenti, contrazione della base industriale. Il senso comune attribuisce tale situazione esclusivamente alle inefficienze e agli sprechi della politica, e alla mancata realizzazione di adeguate riforme liberiste. Eppure, si dimentica che quanto accade è, prima di tutto, influenzato da tre fenomeni di importanza epocale. Il primo è la realizzazione del mercato mondiale che ha trasformato le imprese, delocalizzato gli investimenti e decretato la fine delle tradizionali politiche pubbliche degli Stati-nazione. Il secondo è la "crisi secolare" che rimette in discussione la capacità del capitalismo di garantire lo sviluppo economico e la soddisfazione dei bisogni collettivi. Il terzo è l'integrazione valutaria europea che, rigidamente allineata alle logiche neoliberiste, ha peggiorato l'impatto della crisi. Se se ne vuole uscire, bisogna prima di tutto andare al di là dei luoghi comuni e capire i meccanismi della globalizzazione e dell'integrazione europea. Domenico Moro ce li spiega in questo volume impreziosito da grafici e tabelle esplicative.
16,00

Il gruppo Bilderberg

di Domenico Moro

Libro: Copertina morbida

editore: ALIBERTI

anno edizione: 2014

pagine: 192

Non sono pochi i premier e i banchieri centrali che, prima di diventare tali, sono entrati a far parte del Bilderberg o della Trilaterale. Tra questi, Draghi e Monti. L'esistenza di queste organizzazioni pone questioni decisive come quella del controllo democratico sui processi decisionali pubblici. È possibile gestire le sfide della mondializzazione con forme di coordinamento composte da élites ristrettissime? Élites selezionate solo in virtù della propria enorme ricchezza, che appartengono a pochi Paesi, non sono elette da nessuno né delegate da alcuna autorità pubblica, agiscono in modo segreto e sono ispirate al dogma del mercato autoregolato. Le recenti vicende dell'euro dimostrano quanto una gestione affidata a ristrette élites mercatistiche sia portatrice di caos. L'obiettivo di questo libro è analizzare l'organizzazione internazionale delle élites transnazionali, le basi economiche del loro potere, gli orientamenti e i modi attraverso i quali riescono a influenzare gli altri livelli di potere, a partire dagli Stati-nazione.
14,50

Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo

di Domenico Moro

Libro: Copertina morbida

editore: ALIBERTI

anno edizione: 2013

pagine: 171

Non sono pochi i premier e i banchieri centrali che, prima di diventare tali, sono entrati a far parte del Bilderberg o della Trilaterale. Tra questi, Draghi e Monti. L'esistenza di queste organizzazioni pone questioni decisive come quella del controllo democratico sui processi decisionali pubblici. È possibile gestire le sfide della mondializzazione con forme di coordinamento composte da élites ristrettissime? Élites selezionate solo in virtù della propria enorme ricchezza, che appartengono a pochi Paesi, non sono elette da nessuno né delegate da alcuna autorità pubblica, agiscono in modo segreto e sono ispirate al dogma del mercato autoregolato. Le recenti vicende dell'euro dimostrano quanto una gestione affidata a ristrette élites mercatistiche sia portatrice di caos. L'obiettivo di questo libro è analizzare l'organizzazione internazionale delle élites transnazionali, le basi economiche del loro potere, gli orientamenti e i modi attraverso i quali riescono a influenzare gli altri livelli di potere, a partire dagli Stati-nazione.
14,00

Nuovo compendio del Capitale

di Domenico Moro

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni dell'Orso

anno edizione: 2006

pagine: 176

16,00

LA CATASTROFE EVITABILE

di DOMENICO MORO

Libro

editore: IMPRIMATUR EDITORE

anno edizione: 2019

15,50

La gabbia dell'euro. Perché uscirne è internazionalista e di sinistra

di Domenico Moro

Libro: Copertina morbida

editore: Imprimatur

anno edizione: 2018

pagine: 104

I trattati europei e l'euro hanno ridotto la democrazia a mera ratifica delle decisioni di istituzioni sovranazionali che nessuno ha votato. L'integrazione economica e valutaria europea ha realizzato l'esatto contrario di quello che prometteva: ha accentuato i divari economici e di potere tra i Paesi europei e le disuguaglianze all'interno di questi. Con ciò, insieme alla disoccupazione e alla povertà, il nazionalismo e la xenofobia si sono diffusi a livello di massa in Europa per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per queste ragioni, uscire dalla gabbia dell'euro non significa assumere una posizione nazionalista o antistorica, al contrario è l'unica strada per ricostruire una connessione tra politica e lavoratori. E, soprattutto, è l'unica via per realizzare un concreto internazionalismo, cioè una strategia di difesa delle classi subalterne adeguata alle condizioni economiche e politiche di quest'epoca. Uscire dall'euro è un anacronistico ritorno al nazionalismo o un passaggio necessario per ricostruire una vera solidarietà tra i lavoratori europei? Lo Stato nazionale è un'anticaglia da relegare al museo della storia o il contesto all'interno del quale la democrazia e i diritti del lavoro possono essere difesi più efficacemente? Obiettivo di questo libro è rispondere a tali domande. Per farlo, l'autore ripercorre le ragioni dello scetticismo verso lo Stato nazionale e della diffusione del cosmopolitismo e dell'europeismo, dimostrando come l'integrazione europea sia nata e sia stata pensata in opposizione agli interessi popolari. I trattati europei e l'euro si pongono in rotta di collisione con le Costituzioni antifasciste e con le garanzie democratiche e i diritti sociali che in oltre due secoli di storia e di lotte si sono concretizzati nello Stato nazionale. Non è un caso, quindi, che si assista al trasferimento di alcune fondamentali competenze dello Stato nazionale agli organismi sovranazionali. La questione, dunque, è affermare non tanto la sovranità nazionale quanto difendere e allargare la sovranità popolare e democratica, contrastando così il progetto delle élites economiche e politiche delle nuove democrazie oligarchiche.
11,00

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