Libri di Ferdinando Scianna

Il viaggio di Veronica. Una storia personale del ritratto fotografico

Il viaggio di Veronica. Una storia personale del ritratto fotografico

di Ferdinando Scianna

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2022

pagine: 178

Secondo un vecchio ma efficace cliché, la prima fotografa della storia fu santa Veronica. La leggenda narra che vedendo Cristo piegato sotto il peso della croce, ricoperto di sudore e sangue, Veronica si sia avvicinata e gli abbia asciugato il viso con un panno, sulla cui tela rimasero impressi i tratti di Gesù. Ecco, allora, il primo ritratto "fotografico" della storia. Bisognerà aspettare l'inizio dell'Ottocento per un procedimento chimico e meccanico in grado di rivaleggiare con la Veronica, quando in pochi mesi, quasi in contemporanea, Niépce e Daguerre, Fox Talbot e Bayard arrivano a mettere a punto l'invenzione fatale che Sir John Herschel battezza col nome di fotografia. I primi ritratti fotografici servono per catalogare e studiare le tribù indigene di Asia e Africa, ma anche a Lombroso per mettere a punto il concetto di fisiognomica criminale e a Galton per cercare sostegno alle sue idee sull'eugenetica. Nel frattempo, per l'apparato burocratico statale la fotografia diventa una risorsa indispensabile, da declinare in milioni di ritratti in formato tessera, già prima che la propaganda la sfrutti per raccontare e sostenere il potere. Ma se da un lato il ritratto viene usato per analizzare e incasellare gli esseri umani, dall'altro sono presto evidenti le potenzialità estetiche di questa tecnica rivoluzionaria. Nadar la eleva all'altezza dell'arte figurativa classica, aprendo la strada ai grandi fotografi di ritratto: da Margaret Cameron a Lewis Hine, da Dorothea Lange a Richard Avedon, fino ai capolavori di Cartier-Bresson, "il Mozart della fotografia". Che siano immagini glamour accuratamente studiate in teatri di posa o scatti rubati alla realtà inconsapevole, i ritratti raccontano tanto sul soggetto rappresentato quanto sul fotografo, sulla sua visione del mondo e sull'idea che sorregge quello scatto. Un gioco di specchi affascinante in cui si riflette la storia di come l'uomo ha codificato la propria immagine, di come osserva e rappresenta se stesso. Un gioco in cui si è appassionatamente fatto coinvolgere Ferdinando Scianna, che, mentre costruisce il suo personalissimo percorso nella storia della fotografia, mentre critica o elogia, scarta o riscopre, rivela cosa è il ritratto per uno dei maestri della fotografia italiana. Appendice a cura di Gaia Gambini.
25,00
Autoritratto di un fotografo

Autoritratto di un fotografo

di Ferdinando Scianna

Libro: Copertina morbida

editore: Contrasto

anno edizione: 2021

pagine: 208

Ho come l'impressione che ormai mi interessi più immaginare che vedere il risultato finale. Se continuo a progettare mi sembra di essere vivo. Il futuro diventa alla mia età sempre più ipotetico. Finora l'epidemia mi ha risparmiato, ma l'età e qualche nuova seccatura di salute continuano a estendere il territorio della fatica e delle impotenze. Ho avuto una vita molto interessante e fortunata, oso pensare persino meravigliosa. "Autoritratto di un fotografo" è una nuova edizione dell'autobiografia di Ferdinando Scianna aggiornata con il racconto degli ultimi dieci anni di vita e di lavoro.
22,90
NOMI, COSE, CITT?. CALENDARIO CON PLEXIG
99,00
NOMI, COSE, CITT?. CALENDARIO

NOMI, COSE, CITT?. CALENDARIO

di FERDINANDO SCIANNA

Libro

editore: Henry Beyle

anno edizione: 2022

59,00
MA CHE DIAVOLO ? QUESTA BELLEZZA? UN CAL
90,00
MA CHE DIAVOLO ? QUESTA BELLEZZA? UN CAL
55,00
Cartier-Bresson libro dopo libro

Cartier-Bresson libro dopo libro

di Ferdinando Scianna

Libro: Copertina morbida

editore: Contrasto

anno edizione: 2021

pagine: 94

"Cartier-Bresson. Libro dopo libro" di Ferdinando Scianna con una introduzione di Stefano Bartezzaghi è il secondo titolo della collana Lampi, che nasce dal legame che per anni ha unito Ferdinando Scianna e Henri Cartier-Bresson. Un libro che non è un saggio erudito, né un trattato di filologia. Quel che Scianna propone è una conversazione molto personale incentrata, come scrive lui stesso, su due grandi passioni: "Quella per i libri, soprattutto i libri di fotografia, e quella, nello specifico, per i libri di Henri Cartier-Bresson che io considero il maestro dei miei maestri e certo non solo io, visto che quattro generazioni di fotografi si sono rifatti a lui come al punto di riferimento più importante della fotografia mondiale del XX secolo. Almeno, di un certo tipo di fotografia. Mi interessano i suoi libri in modo particolare perché credo esistano alcuni paradossi e molte ragioni di interesse che riguardano il rapporto di Cartier-Bresson con i libri. E dei suoi libri con la mia vita".
14,90
Ti mangio con gli occhi

Ti mangio con gli occhi

di Ferdinando Scianna

Libro: Copertina morbida

editore: Contrasto

anno edizione: 2021

pagine: 248

Torna in libreria "Ti mangio con gli occhi": una nuova edizione in brossura, copertina rinnovata, e testi inediti. Il libro, della collana "In Parole", che Ferdinando Scianna ha realizzato rintracciando nella sua memoria personale, nella sua vita professionale e nei suoi tanti incontri, la parte che il cibo - inteso come cultura del mangiare - ha avuto nell'elaborare ricordi, impressioni e idee. "Mi sono detto, questo non è un libro sulla cucina e ancora meno un libro di cucina. Non ci sono ricette. E magari è uno dei suoi più gravi difetti. È un libro sul mangiare e sul ruolo fondamentale che il cibo ha avuto e ha nella mia memoria e nelle mie esperienze di vita. Come, credo, nella vita di tutti noi".
25,00
Il viaggio di Veronica. Una storia personale del ritratto fotografico

Il viaggio di Veronica. Una storia personale del ritratto fotografico

di Ferdinando Scianna

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2020

pagine: 178

Secondo un vecchio ma efficace cliché, la prima fotografa della storia fu santa Veronica. La leggenda narra che vedendo Cristo piegato sotto il peso della croce, ricoperto di sudore e sangue, Veronica si sia avvicinata e gli abbia asciugato il viso con un panno, sulla cui tela rimasero impressi i tratti di Gesù. Ecco, allora, il primo ritratto "fotografico" della storia. Bisognerà aspettare l'inizio dell'Ottocento per un procedimento chimico e meccanico in grado di rivaleggiare con la Veronica, quando in pochi mesi, quasi in contemporanea, Niépce e Daguerre, Fox Talbot e Bayard arrivano a mettere a punto l'invenzione fatale che Sir John Herschel battezza col nome di fotografia. I primi ritratti fotografici servono per catalogare e studiare le tribù indigene di Asia e Africa, ma anche a Lombroso per mettere a punto il concetto di fisiognomica criminale e a Galton per cercare sostegno alle sue idee sull'eugenetica. Nel frattempo, per l'apparato burocratico statale la fotografia diventa una risorsa indispensabile, da declinare in milioni di ritratti in formato tessera, già prima che la propaganda la sfrutti per raccontare e sostenere il potere. Ma se da un lato il ritratto viene usato per analizzare e incasellare gli esseri umani, dall'altro sono presto evidenti le potenzialità estetiche di questa tecnica rivoluzionaria. Nadar la eleva all'altezza dell'arte figurativa classica, aprendo la strada ai grandi fotografi di ritratto: da Margaret Cameron a Lewis Hine, da Dorothea Lange a Richard Avedon, fino ai capolavori di Cartier-Bresson, "il Mozart della fotografia". Che siano immagini glamour accuratamente studiate in teatri di posa o scatti rubati alla realtà inconsapevole, i ritratti raccontano tanto sul soggetto rappresentato quanto sul fotografo, sulla sua visione del mondo e sull'idea che sorregge quello scatto. Un gioco di specchi affascinante in cui si riflette la storia di come l'uomo ha codificato la propria immagine, di come osserva e rappresenta se stesso.
29,00
Cose. Catalogo della mostra (Brescia, 15 maggio-2 settembre 2018)

Cose. Catalogo della mostra (Brescia, 15 maggio-2 settembre 2018)

di Ferdinando Scianna

Libro: Copertina rigida

editore: Contrasto

anno edizione: 2018

pagine: 161

"Un fotografo come me è forse sostanzialmente un raccoglitore compulsivo e ossessivo. Guarda il mondo come uno specchio dalle migliaia di sfaccettature, che gli rimandano immagini delle cose più disparate, in cui cerca istanti attraverso i quali tenta di costruire un'idea del mondo e di se stesso. Per cercare di capire, di capirsi."
45,00
Lo specchio vuoto. Fotografia, identità e memoria

Lo specchio vuoto. Fotografia, identità e memoria

di Ferdinando Scianna

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2017

pagine: 99

Niente è più astratto e sfuggente della nostra identità e nello stesso tempo niente è più esposto al giudizio altrui, è più concreto e visibile. A cominciare dal volto, la prima immagine di noi stessi. Da quasi due secoli la fotografia è legata alla nostra stessa idea di identità. Tutti portiamo con noi un documento con il nostro volto e abbiamo fotografie delle persone che più amiamo. Il rapporto emozionale che stringiamo con queste immagini è talmente complesso da farci rifiutare, qualche volta, i nostri stessi ritratti. Non ci riconosciamo, anche se bastano pochi anni per trovare sorprendentemente migliorate fotografie che prima detestavamo. Perché la fotografia è come la memoria: cambia. Non resta immobile, ma si trasforma sulla base della storia di ciascuno e dell'idea che si ha di se stessi.
9,00
Istanti di luoghi

Istanti di luoghi

di Ferdinando Scianna

Libro: Copertina rigida

editore: Contrasto

anno edizione: 2017

pagine: 170

"Non mi considero un fotografo paesaggista. Nemmeno un fotografo ritrattista, o un fotografo di moda. Nemmeno soltanto un fotogiornalista. Anche se a queste pratiche artigianali ho dedicato per cinquanta anni, e quasi altrettanti libri, il mestiere della mia vita. Meno che mai mi considero un fotografo artista. Ho cercato di essere un fotografo, un reporter, e spero che come tale mi si consideri. Negli ultimi anni ho soprattutto fatto libri in cui ho accompagnato le mie fotografie con testi e memorie. Ho voluto con questo, senza che cambiasse in nulla il senso e l'obiettivo, proporre un racconto di sole immagini. In definitiva, per mezzo secolo, ho fatto il fotografo. Fotografo è per me uno che usando lo strumento della fotografia guarda il mondo, lo incontra, e cerca di vederlo e raccontarlo. Anche questo libro si definisce per quello che indica il titolo: Istanti di luoghi. Nella mia vita ho incrociato uomini, storie, luoghi, animali, bellezze, dolori, che mi hanno suscitato, come persona e come fotografo, emozioni, pensieri, reazioni formali che mi hanno imposto di fotografarli, di conservarne una traccia. Ho sempre pensato che io faccio fotografie perché il mondo è lì, non che il mondo è lì perché io ne faccia fotografie. Anche questi luoghi non mi sembra di averli cercati, li ho incontrati vivendo, e poi ho scelto alcune delle tante fotografie che in questi incontri mi sono state regalate per comporne un libro nel quale riconoscermi. Fare libri è stato, mi sembra, l'obiettivo principale di tutto il mio fotografare. Tentativi di sintesi, questi libri, nei quali cerco di consegnare e comunicare la passione per la realtà e per la vita." (Ferdinando Scianna)
45,00