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Libri di Fernando Acitelli

Mamma Roma a colori

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: Ponte Sisto

anno edizione: 2019

20,00

Oltre la linea. Jünger e Heidegger a Wembley

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: ES

anno edizione: 2018

pagine: 124

Un incontro memorabile tra Ernst Jünger e Martin Heidegger nella foresteria del castello di Wilflingen, residenza dell'autore dei taccuini di guerra "Nelle tempeste d'acciaio". Il giorno è il 30 luglio 1966 e l'occasione dell'incontro è la finale del Campionato del mondo di calcio tra Inghilterra e Germania Ovest nello stadio londinese di Wembley. Dunque non un seminario sul nichilismo, sulla mobilitazione totale, ma l'avvistamento del nemico in uno stadio: strategie bene in vista tra l'eleganza inglese e la potenza tedesca. Davanti allo schermo, tra dribbling e geometrie, funambolismi e volontà di potenza, i temi degli autori verranno tutti in luce. Lo spostarsi di Heidegger da Friburgo fino a Wilflingen sarà soprattutto un rendersi conto della sua età e di come l'uscire fuori dagli spazi conosciuti della sua casa potrebbe porre l'animo in angoscia. Inoltre sarà un modo per verificare l'integrità del corpo: la lucidità e l'orientamento saranno gli stessi, fuori dall'area sacra delle sue mura? E comunque si tratterà d'un viaggio ricco di luce per Heidegger, a sostenersi con quei brevi momenti di quiete che ogni tragitto reca con sé. Un borgo di poche case, quasi dimenticato, con una locanda e una chiesuola screpolata saranno infatti per lui motivo di serenità, la sosta perfetta in attesa di giungere a Wilflingen. Per Jünger, ben protetto nel suo fortilizio pieno di libri e allineate collezioni, si tratterà dell'ennesima prova di calma, curiosità e stupore davanti alla mobilitazione totale, planetaria. E questa volta per una partita di calcio.
19,00

La tristezza delle ripartenze

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: Ponte Sisto

anno edizione: 2018

pagine: 250

A 20 anni dalla pubblicazione de "La solitudine dell'ala destra" ecco il suo giusto seguito. Una storia del calcio ricamata in versi, a partire dall'inizio del Nuovo Millennio, ovvero bene addentro nel calcio ultramoderno che tutti stanno osservando, con i cambiamenti, le variazioni, le ossessioni tattiche e l'introduzione della Tecnologia - la Var, o moviola in campo - che dovrebbe limitare al minimo l'errore umano. Il libro di Fernando Acitelli si distende con un linguaggio puro (la forma chiusa del sonetto) che è una vera sfida contro ogni narrazione/telecronaca oramai fattesi logore perché divenute troppo tecniche e "senza poesia". Tutto quello che l'immagine televisiva non può donare si coglie nitidamente con la Poesia. La capacità di sognare delle piccole drammaturgie per ogni calciatore visto, amato e custodito nel cuore, è senz'altro un tocco dell'animo alla verità testarda d'ogni partita. Con oltre duecento sonetti si rappresenta una lunghissima galleria di calciatori illustri che sfilano assieme ad altri con un profilo più lieve, accennato ma soltanto perché la loro traiettoria calcistica fu in penombra, quasi in punta di piedi.
16,00

Un mondo senza Totti

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: Ponte Sisto

anno edizione: 2017

Un mondo senza Totti è la narrazione d'un congedo definitivo dal calcio giocato. È il dopo che ci scuote e ci fa tornare alla realtà togliendoci da quel favorevole affresco calcistico che ci sollevava dal faticoso quotidiano. La narrazione è un modo per attenuare il dolore e per non dimenticare quell'universo fantastico che Totti ci ha donato. E comunque è la constatazione che la "favola bella" finisce per tutti, eroi e figure minori. La partita d'addio concepita per Totti si distende su trenta sfide, una per sera. Ad esse partecipano tutti coloro che hanno indossato la maglia giallorossa e, per chi non è più tra noi, ecco i discendenti, recuperati in sublimi ritagli di mondo. I superstiti in età scendono in campo per testimoniare la loro già antica militanza e ognuno, discendente o vecchia gloria, dialogherà con Totti e s'accorgerà di cosa avviene al pallone dopo il tocco del fuoriclasse. È il Trionfo di Totti, ovviamente, ma è anche un affresco sulla Memoria e Totti è un po' il catalizzatore di esistenze, di nomi lontani, dispersi, ascoltati un tempo al primo campo della Roma, il Motovelodromo Appio, e poi a Campo Testaccio, allo Stadio Flaminio, fino all'anfiteatro Olimpico.
14,00

Cinema Farnese

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: FAHRENHEIT 451

anno edizione: 2017

pagine: 196

Un amore nel cuore di Roma, con Campo de' Fiori come sfondo. Un ventenne studente di Farmacia che cerca riparo in luoghi lirici, e una donna, una fricchettona bella e piena di colore, con una mansarda a due passi da Piazza Farnese. Un tempo irripetibile, senza fine, con traiettorie magiche: via dei Giubbonari, Campo de' Fiori, Piazza Farnese, via Monserrato con la meravigliosa atmosfera degli anni 70. Ci si muove tra marmi, scheggiature classiche e popolani vocianti, speranzosi e rassegnati, con nuovi miti, nuovi rituali; e fricchettoni a zonzo, ragazzi impegnati, femministe in transito, poeti come Renzo Paris, Dario Bellezza, Antonio Veneziani, a donare alla soffitta in via dei Pettinari, o a una cantina riadattata, la magia dei versi. E' in questo scenario che emerge il ventenne protagonista, innamorato di questa donna colta e indipendente. I suoi quotidiani vagabondaggi per Roma alla scoperta di sé, hanno il loro approdo sempre a Campo de' Fiori che diviene un porto sicuro, il posto dei sentimenti e dei colori: in fondo, il luogo della poesia.
15,00

Accattone

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: ES

anno edizione: 2015

pagine: 95

"A ogni sua nuova raccolta poetica Fernando Acitelli, cultore dell'effige, dello stemma e dell'iscrizione, quasi fossero croste di una memoria sanguinosa che riguarda i più dispersi eroi, chiama all'appello gli amici, presenti e trascorsi: Aurelio, Stefano, Plinio, Alessandro, Franco, Andrea, Raffaele, Eraldo... Se ci siete, battete un colpo. Qui, dove ho posto la mia ridotta - è come se ci dicesse - nella capitale imperiale, a Porta Furba, sul ciglio dell'Appia Antica; ad Anzio, fra i ruderi della villa di Nerone; sul Campetto prenestino dove nei pomeriggi del 1955 i Forti e Tenaci affrontavano l'Alba Radians; nella costola francese del triennio rivoluzionario; in una parrucca fuori asse di William Hogarth; nella luce tagliata di Van Eyck; nel tiro micidiale da fuori area di Agostino Di Bartolomei; nella solitudine lancinante di Angelo Domenghini; attenzione, proprio qui, in questo luogo di resistenza estrema, fantastico come una leggenda ma più vero del vero, è d'obbligo rispettare i morti, ripristinare gli amori, illudersi di dare senso al tempo. Così noi rispondiamo: presente! C'è da firmare un foglio di assenso, ognuno può farlo a suo modo. Incidere col coltellino nel tronco della corteccia una sigla di verifica." (Dallo scritto di Eraldo Affinati)
12,00

Cantos romani

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: ES

anno edizione: 2012

pagine: 95

"A ben guardare, buona parte dei Cantos sono Xenia: è il posto giusto per XXII e per il suo incipit (ma si può dimenticare La madre di Ungaretti, in ginocchio davanti all'Eterno in attesa del figlio e in maggior attesa che il figlio fosse perdonato?): 'Mia madre è pronta per il presepe ', quasi si trattasse di un segno di riconoscimento per l'aldilà, un fischio che si prova a modulare non nel timore, ma 'nella speranza / che tutti siamo già morti senza saperlo' (Montale, Xenia 1,4). Così nei Cantos romani non è detto (è il sospetto che trafigge tutto il libro) se siano più morti i vivi o più vivi i morti. Certi pomeriggi da fidanzati lasciano credere che il limite o il discrimine sia un arbitrio, un punto indecidibile. Da piéton piuttosto che da flâneur, anche da lì sotto, il passo e lo sguardo di Acitelli sono sempre ad altezza d'uomo (con tutte le implicazioni che l'espressione 'ad altezza d'uomo' comporta). Così i suoi versi. E la storia della città, una riscoperta poetica di Roma e delle memorie del suo sottosuolo, è anche un racconto sul corpo e sui corpi che vivono nel loro e del loro stesso disfacimento. Acitelli si muove, come in un film di Godard, con la telecamera a mano; e quanto massimamente, qui, si vede in azione dalla sua memoria di lettore è la grande poesia di Le ceneri di Gramsci: una Roma dove perfino un colpo d'incudine dalle officine di Testaccio diventa oggetto emozionato e straziato di poesia." (dallo scritto di Raffaele Monica)
12,00

Sulla strada del padre

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: Cavallo di Ferro

anno edizione: 2011

pagine: 292

Può un padre lasciare un segno così indelebile da indurre suo figlio a seguirne il solco per tutta la vita? Spinto dal ricordo intenso del genitore, il figlio ci porta con sé in un emotivo viaggio a piedi attraverso le strade di Roma, partendo dai resti della città antica per arrivare fino alla periferia sud (quella dove con il padre ha condiviso l'amore per il calcio e i racconti della guerra), passando per i quartieri che hanno da raccontare qualcosa sul suo passato. Il figlio attraversa rioni e strade seguendo la scia della memoria, rievocando nella mente le parole paterne, come a ricostruire il dialogo di un tempo. Gli sembra di leggere quelle parole sui muri e sui monumenti della città, anche dove tutto è cambiato e l'immagine nella mente è lontana. Roma diventa allora non solo il museo all'aperto della storia collettiva, ma anche il museo di una storia individuale, l'affresco dei frammenti della giovinezza paterna "donata alle armi" e devastata dalla guerra, dalla prigionia nel campo di concentramento. Fernando Acitelli racconta un viaggio nella Roma presente che si fonde con le immagini ricordate e fotografate della Roma post-bellica, ma che è anche e soprattutto un pellegrinaggio alla ricerca del padre.
17,50

Hogarth

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: ES

anno edizione: 2008

pagine: 96

Il massimo poeta di Roma si accuccia estasiato nel Settecento di William Hogarth. Eppure, a Roma, Hogarth non è mai stato. La Roma di oggi Acitelli non può che stringerla di notte, quando rincasano i " finti scellerati "; e solo di notte, sdraiato sul marmo liscio a Palazzo Farnese, riesce a respirare le "soavi intese" con il passato dissolto. Il poeta di Roma "retrocede dal mondo attuale", e nel suo "cuore/locanda" c'è Hogarth, un Settecento carnale e cerimonioso - un mondo ormai perduto di codici precisi. Acitelli ancora aspetta la venuta di Hogarth e, nell'attesa, nel suo animo si fa largo il rosa, la seta, i tappeti, la visione di una Roma sontuosa e popolare. Questo canzoniere della retrocessione sentimentale è la cronaca di un esilio, "d'un sentimento che non ha misura", di una fuga e, all'imbrunire, quando spuntano come fantasmi cardinali ubriachi, Acitelli si culla nel suo Settecento, in voci lontane di tosse e di preghiera. Trionfa, ancora una volta, il grande sentimento della romanità. E questa città dipinta da Acitelli - come l'avrebbe, forse, dipinta Hogarth - odora di chiese, di camini accesi, e brulica di nobili, di donne, di avventurieri e di "anatomisti in fuga". Il poeta è un'ombra che s'infila nell'ombra viva della storia. Spuntano lacchè, guardie, preti e una madre calata in una tela di Hogarth. (Andrea Di Consoli)
12,00

I vecchi esultano la sera

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: AVAGLIANO

anno edizione: 2007

pagine: 198

È Roma lo scenario che protegge i personaggi di questi racconti. Roma con le sue scheggiature classiche, se il paesaggio è l'Appia Antica o anche i resti di una chiesa; e ancora quella Roma che si sostiene nei silenzi dei sottoscala, dove ondeggiano tende e anche screpolature d'intonaco. È un gran salto dagli anni Cinquanta - cinema di terza visione, chioschi di bibite come vere oasi che sembra possano attenuare la povertà, e poi stentatezze solenni di scantinati dove "nonnetti" sfiniti vendono pesciolini di liquirizia, cerbottane e miccette - sfilando dunque negli anni Settanta dove tutto pare ancora in ordine. Personaggi perplessi, impauriti, anche ai margini, che si accontentano dello stupore che comunque provano per la vita e che non chiedono altro se non vegliare sulle poche cose sicure, conosciute: affetti ancora in vita o scomparsi le mura già antiche della propria casa e poi le ore del giorno, puntuali e da avvistare come inoffensive.
13,00

Blu di Seneca

di Fernando Acitelli

Libro: Copertina morbida

editore: POLISTAMPA

anno edizione: 2006

pagine: 120

La proiezione verso l'antichità è il tema assoluto di questa raccolta poetica, che prende il titolo dall'intenso colore che l'autore immagina per gli occhi del filosofo. Acitelli cura se stesso con la nostalgia: la fuga nell'antico è un'esenzione dalle lesioni del presente crudo e aggressivo, ma anche un'esperienza del dolore che fu perché il dolore è per lui una delle sostanze prime del mondo che, come tale, esige attenzione e religioso rispetto. Conosceremo i grandi che sono le principali figure di riferimento del poeta Cicerone, Seneca, Marco Aurelio - ma accanto a loro gli oscuri legionari e gladiatori, i bambini che subirono ingiuste violenze come Drusilla, figlioletta di Caligola.
12,00

La solitudine dell'ala destra

di Fernando Acitelli

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1996

pagine: 209

Acitelli ha immortalato 160 giocatori che hanno fatto la storia del calcio e di ognuno ha eseguito il ritratto in rapidi efficacissimi veris. E' la storia poetica e struggente di un manipolo di eroi che hanno trovato, accanto all'album delle figurine Panini, un altro luogo, fatto di parole per restare tra noi.
7,75

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