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Libri di Franco Cordelli

Un mondo antico

di Franco Cordelli

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Theoria

anno edizione: 2019

pagine: 502

È la forma della letteratura, questo campo temporalesco contenente il tempo e tutte le idee della storia, che Cordelli ha indagato con una intensità che non conosce eguali: nei suoi stessi romanzi - in un arco che va da Procida a "Una sostanza sottile" - e simultaneamente nell'attività saggistica. Nel presente volume si raccolgono articoli usciti sul «Corriere della Sera» dal 2003 a oggi, insieme ai saggi, alle prefazioni, ai testi di conferenza non ancora chiusi in un'opera unitaria. Il libro accoglie quelli che sono compiuti ritratti per una enciclopedia del romanzo, tracciando del genere un paesaggio attraverso i meridiani (ciò che una volta è stata chiamata "Weltliteratur"). Da Salinger a Benet, e da Tomasi di Lampedusa a Inoue, la chimera inafferrabile della realtà - con il suo volto petroso e strano - è risuonata dentro mille voci umane, continuamente cambiando di mano, come si dice sia accaduto quando un vecchio viaggiatore, per pagare il passaggio del confine, ha regalato all'uomo di guardia la filosofia cinese.
20,00

Il mondo scintillante

di Franco Cordelli

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Theoria

anno edizione: 2019

pagine: 504

Edizioni Theoria pubblica una silloge di articoli e saggi, letterari scritti da Franco Cordelli dal 2003 a oggi raccolti in un'opera unitaria di due volumi. Qual è il mondo letterario di Cordelli? I mondi altrui. Qual è il motore del mondo? Il sentimento della vita. Il mondo scintillante è una sorta di Binge watching, un fruire consecutivo di una lettura senza sosta che, come il testo, è in continuo divenire nella costante ricerca di una "qualità della prosa". È un mondo abitato da quegli scrittori arrivati alla fine del XX secolo da altri mondi e con altri temi, scrittori che rappresentano forze parallele al vecchio baricentro europeo e nordamericano.
20,00

Procida

di Franco Cordelli

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni Theoria

anno edizione: 2018

pagine: 233

"Procida" è il romanzo col quale Franco Cordelli esordì a trent'anni nel 1973. Fu subito chiaro che l'autore possedeva già uno stile maturo, con una conoscenza profonda del romanzo moderno. Il personaggio che dice «io» è un intellettuale che lascia Roma per rifugiarsi nella sua casa (dove topi e formiche girano liberamente) nell'isola di Procida. Lì prende degli appunti su un diario in cui scrive il resoconto della giornata; anzi, il resoconto dei suoi stati mentali. Nulla di straordinario da raccontare. Ma è proprio questa la scommessa di Cordelli, che cerca di ribaltare ogni luogo comune della letteratura (di cui il titolo è un chiaro riferimento, quello che rimanda a "L'isola di Arturo" di Elsa Morante e a "L'isola del tesoro" di Stevenson): come raccontare nulla? Quando lo raggiungeranno anche la figlia del narratore e tre suoi amici, e nell'isola viene rinvenuto il cadavere di una donna, qualcosa nella mente del narratore cambia, assume una diversa prospettiva. Desiderio e morte, fato e necessità si intrecciano inesorabilmente, come in un giallo in cui non ci sono casi da risolvere ma solo stati mentali da decifrare.
16,00

Guerre lontane

di Franco Cordelli

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Theoria

anno edizione: 2018

pagine: 320

"Guerre lontane" potrebbe essere definito come la "storia di un manoscritto perduto". Il romanzo di Cordelli si concentra sulla riscrittura di ciò che non c'è più, che va immaginato nuovamente. Ne viene fuori un diario, forma espressiva cara all'autore. Fin dalle prime pagine è quindi chiaro che la riscrittura di un originale vuole stabilire la falsificazione nel temporale in cui si trova la coscienza di chi scrive: essa vuole prendere forma, cercare la propria identità. La voce narrante è quella di un venticinquenne studente di restauro. È il 1989. Lorenzo ha annotato in un suo quaderno dell'anno precedente gli appunti sulla messinscena di un'opera teatrale. Quel quaderno viene affidato a Margherita, cle non lo restituisce e forse lo distrugge. La donna è legata a Bruno, il regista dello spettacolo da mettere in scena: "Rose rosse per me", del drammaturgo Sean O'Casey. Uno spettacolo che si conclude con il trionfo distruttivo dell'azione: quasi con una guerra, non più lontana ma vicina.
18,00

Proprietà perduta

di Franco Cordelli

Libro: Libro in brossura

editore: L'orma

anno edizione: 2016

pagine: 262

Dal 28 al 30 giugno 1979 a Castelporziano, su un palco precariamente issato sulla sabbia, va in scena - complice il geniale assessore Renato Nicolini - il Festival internazionale dei poeti. Franco Cordelli ne è l'ideatore insieme a Simone Carella e Ulisse Benedetti, anime di un teatro dell'underground romano, il Beat 72. Insieme agli italiani, da Antonio Porta ad Amelia Rosselli, da Dario Bellezza a Valentino Zeichen, arrivano poeti da tutto il mondo, da Amiri Baraka ad Allen Ginsberg e William Burroughs, da Evgenij Evtusenko a Marcelin Pleynet, da Erich Fried a David Gascoyne. I mille spettatori della prima sera, la terza sono trentamila. La poesia, da stanza separata per anime elette, d'improvviso si fa moda, fenomeno di costume, isteria collettiva. Scoprono di dover salire sul palco, quei tutti, bisognosi di "esprimersi". Il successo non modifica l'impianto di quello che Cordelli ha concepito come esperimento di "avanguardia per le masse": un gesto concettuale che l'anno dopo viene replicato - nello spazio antitetico di Piazza di Siena, a Villa Borghese - per paradossalmente dimostrarne l'irripetibilità. Durante la preparazione del secondo festival mette mano, Cordelli, a un testo che scrive in preda a una specie di raptus (anche se lo pubblicherà per Guanda solo nell'83). "Proprietà perduta" è insieme il diario-reportage dei due Festival ma soprattutto quello che definisce un "romanzo con i poeti", nel quale il primo dei personaggi è quello che dice "io".
24,00

Una sostanza sottile

di Franco Cordelli

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2016

pagine: 264

"Ciò che importa sono le relazioni, non c'è altro: come le cose e le persone si legano tra loro". A parlarsi, in questo romanzo, sono un padre e una figlia. E lo fanno come fosse la prima volta, esplorando, sospinti dall'audacia della maturità e della giovinezza, e da una familiarità prima sconosciuta, ora più intima. Si incontrano in Provenza, un luogo per entrambi lontano ma da entrambi amato. Lui, benché distratto, si guarda alle spalle per consegnare la propria storia a lei, Irène, per dirle tutto quello che non ha mai saputo o immaginato. Ma il racconto di sé, inevitabilmente, non può prescindere da lacerazioni e rotture, da divisioni dell'anima che si esprimono in continue divagazioni e dubbi, dando vita a una narrazione che obbedisce alla circolarità e che fa i conti con i difetti della memoria. A lei, quindi, il compito di raccogliere il flusso dei ricordi, di ascoltarlo e sollecitarlo con domande sempre nuove, di allargare quella trama di cui è intessuta ogni esistenza facendo però attenzione a non aprirla troppo. E così, sullo sfondo delle bianche mura di Avignone e dei paesini sferzati dal vento, si dipana un'anamnesi che è anche sentimentale e filosofica: i viaggi, i romanzi, le donne, gli autori più amati, gli affetti perduti, gli incontri fortuiti; e ancora e soprattutto le sconfitte patite nel corpo e nelle illusioni, quella dimensione liminare fra la vita e la morte a lungo indagata nel corso di una degenza in ospedale.
21,00

Scipione l'italiano

di Franco Cordelli

Libro: Libro rilegato

editore: PELLEGRINI

anno edizione: 2016

pagine: 144

Le Olimpiadi, i Mondiali di calcio, il Giro d'Italia, la boxe: pochi scrittori italiani hanno vissuto così avidamente lo sport come Franco Cordelli. In questo quaderno filosofico sulla portata dei riti sportivi moderni di massa, l'autore gioca a carte scoperte, perché "scrivere di sport significa, per me, scrivere di me". Da Fausto Coppi a Michel Platini, da Franz Beckenbauer a Laurent Fignon, le gesta di questi eroi moderni vengono osservati e indagati sullo sfondo dei rivolgimenti geopolitici tra la fine degli anni '50 e la fine degli anni '80, e nel clima psicologico e spirituale del mondo moderno post-bellico. "Scipione l'italiano" riflette vorticosamente su tutto: sul significato della vittoria e della sconfitta, sulla potenza, sul ruolo dei tifosi, sul sistema mediatico sportivo, sul senso dell'epica nel tempo della pace. E quasi ci si sorprende che riti ludici di massa possano suggerire così tante idee e suggestioni sulla modernità e sui popoli.
12,99

Tre dialoghi sul teatro

di Franco Cordelli, Oberdan Forlenza

Libro

editore: Libreria Editrice Cafoscarina

anno edizione: 2019

pagine: 142

"Il teatro, in questo momento, è in due trappole. La prima è quella della organizzazione pubblica della materia in senso burocratico. L'altra è quella della decadenza culturale, e più specificamente teatrale."
14,00

Declino del teatro di regia

di Franco Cordelli

Libro: Libro rilegato

editore: Editoria & Spettacolo

anno edizione: 2014

pagine: 288

Questo libro raccoglie ottantuno articoli usciti sul "Corriere della Sera" tra il 1998 e il 2013, tutti dedicati a registi contemporanei italiani o stranieri, prendendosi la responsabilità di indicare gli spettacoli più significativi degli anni Zero. Grazie al ricco schedario teatrografico allestito da Simone Nebbia, il testo è anche uno strumento indispensabile per chiunque nel teatro lavori o il teatro studi. Dedicati come sono a figure di registi dal più o meno accentuato tratto demiurgico, questi articoli parrebbero contraddire il declino del titolo, ma - come l'autore scrive nella premessa - nel loro insieme rappresentano appunto il tramonto di una grande stagione d'arte, quella del Novecento teatrale d'Occidente. D'altra parte, non da oggi il teatro per Franco Cordelli è, oltre che un'occupazione professionale e una passione irriducibile, sede d'una riflessione non episodica sul senso dell'arte e della critica. Sulla freccia del senso, insomma, che - come si legge nella conversazione con Andrea Cortellessa che mette capo al testo - dal passato giunge sino a noi e, attraversando la nostra esistenza, prosegue verso un futuro che, per definizione, è ancora tutto da scrivere.
20,00

L'Italia di mattina

di Franco Cordelli

Libro: Copertina morbida

editore: PERRONE

anno edizione: 2014

Giro d'Italia 1989. Un cronista-scrittore di nome Scipione racconta, tappa per tappa, la corsa ciclistica; attraversa paesi e città - da Taormina a Trento, con traguardo a Firenze. Porta con sé libri e domande: viaggia, legge, si interroga. "Scipione scriveva e i corridori gli correvano intorno", attraverso un'Italia che lo sorprende per luce e bellezza. Immerso nel paesaggio italiano, vi si abbandona: indaga piccole verità della storia ed enormi verità umane. Riscopre luoghi che credeva di avere dimenticato, li ritrova più veri nella lentezza e nella fatica di chi spinge sui pedali. Ama quei campioni. Ama il ciclismo per la sua povertà eroica. Forse minata - proprio in quella fine di decennio - da una mondializzazione che tutto trasforma. Si poteva più vincere soltanto con le proprie forze? Si poteva più riconoscere la qualità di un campione? Cambiava il ciclismo, cambiava l'Italia. L'uno, per Scipione, diventa specchio o allegoria dell'altra: pretesto per un racconto che si fa romanzo, saggio, atto di poesia.
10,00

Partenze eroiche

di Franco Cordelli

Libro: Libro in brossura

editore: Gaffi Editore in Roma

anno edizione: 2013

pagine: 410

Pubblicato per la prima volta nel 1980, "Partenze eroiche" è l'importante saggio col quale Franco Cordelli si impose nel panorama culturale italiano. Il volume raccoglie testi scritti tra gli anni Sessanta e Settanta diventati punto di riferimento per un'intera generazione di intellettuali. Questo libro rappresenta, nell'intera opera del suo autore, uno snodo teorico fondamentale. Centro dell'analisi è il romanzo (di James in primis, e poi di Gombrowicz, Virginia Woolf, Lewis Carroll, Charlotte Bronté, e ancora di Sciascia, Borges e Màrquez), l'unica architettura, la sola macchina di senso in grado di giudicare la vita di chi quei libri li legge e li interpreta. Per Cordelli la vita non sarebbe tale, infatti, senza la possibilità di essere espressa. E questo il sottotesto di "Partenze eroiche", ma pure la verità celata in ogni sua opera: non è affatto immaginabile una vita deprivata del romanzo. Postfazione di Andrea Caterini.
15,90

La democrazia magica. Il narratore, il romanziere, lo scrittore

di Franco Cordelli

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2012

pagine: 211

"La democrazia magica" è, al di là di ogni ragionevole dubbio, un libro del e nel Novecento, scritto mentre il secolo volgeva alla fine ma dichiaratamente e orgogliosamente novecentesco. Ora, non solo il secolo è finito, e con lui il millennio, ma è passato un decennio, e quello nuovo è bene avviato: gli anni Zero hanno ceduto il passo ai più familiari anni Dieci, che richiamano alla mente (più che una guerra mondiale) il tono vivace del foxtrot e l'eleganza delle prime automobili. E nel suo spaziare da Sofocle a Moravia, concentrandosi su Byron e Dumas, Cordelli non dimentica mai di essere gettato nel suo tempo tanto che nessun lettore minimamente avvertito avrebbe difficoltà nell'individuare quel tempo: la seconda metà del ventesimo secolo.
10,00

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