Libri di Gabriele Ferraresi

Mad in Italy. Manuale del trash italiano. 1980-2020

di Gabriele Ferraresi

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2020

pagine: 432

Il Gabibbo che sfiora la top 10 dei singoli musicali più venduti. Gianfranco Funari candidato sindaco a Milano. Renato Pozzetto che gareggia nella Parigi-Dakar. Le televendite di Wanna Marchi e degli improbabili piazzisti di Telemarket. Monsignor Milingo che passa dal cantare a Sanremo allo sposarsi allo Yankee Stadium di New York. L'Uomo Gatto a Sarabanda. C'è un filo unico che collega queste immagini: un insieme di idiozia e genialità, cattivo gusto e spontaneità, ingenue velleità e spettacolari fallimenti, comportamenti immorali e manifestazioni grottesche, premesse drammatiche e risoluzioni comiche. In una parola, il trash. Gabriele Ferraresi ripercorre questo filo lungo gli ultimi quarant'anni di vita del nostro paese: gli arroganti e spensierati anni ottanta, incarnati dai paninari e da Jerry Calà, da Luis Miguel e dalla guida alle discoteche d'Italia di Gianni De Michelis; i colorati anni novanta, con il karaoke in tv e Luke Perry che passa da "Beverly Hills 90210" a "Vacanze di Natale 95", ma anche con Nino D'Angelo che gira una parodia di "Titanic" in salsa neomelodica; i primi anni del nuovo millennio, che scorrono inquieti tra il ministro Calderoli che sfoggia una maglietta irriverente su Maometto provocando scontri armati in Libia e l'epica lite in diretta tra Antonio Zequila e Adriano Pappalardo; e infine lo spaventato e confuso decennio seguito a crisi economica e diffusione dei social, con il furto della salma di Mike Bongiorno e la webserie "The Lady", la svolta mistica di Pippo Franco e il mistero delle nozze tra Pamela Prati e Mark Caltagirone. "Mad in Italy" è un pellegrinaggio alla scoperta della parte più esposta e meno raccontata dell'anima italiana: il tentativo di ricostruire il puzzle dell'identità nazionale attraverso i suoi tasselli più assurdi e volgari, per cercare di capire che cosa di noi è rimasto immutato nel tempo e come invece siamo cambiati. Un bestiario del trash contemporaneo in cui, tra vip in declino e anonimi individui baciati per un momento dalla gloria, riconoscere il nostro volto più vero e imbarazzante.
20,00

Cortocircuito. Come politica, social media e post-ironia ci hanno fottuto il cervello

di Gabriele Ferraresi

Libro: Copertina morbida

editore: LEDIZIONI

anno edizione: 2019

pagine: 108

Da Di Maio e Salvini, da Trump alla Brexit, lo stile di comunicazione politica dove chi grida di più ha ragione, dove chi è più sicuro trionfa e dove la battuta conta più dell'approfondimento è diventato quello comune. È lo schema politica-social media ed è in cortocircuito. In campo ci sono "loro", i populisti che impongono i temi perlopiù marginali di cui parlare. Nel mezzo TV e giornali capaci di amplificare il rumore e generare ulteriore disordine informativo. All'ultimo posto i cittadini, ovvero i "noi", che reagiscono scandalizzati a ogni provocazione schierandosi e commentando un provvedimento del Ministro del Lavoro come se fosse un outfit di Chiara Ferragni. Quando e come si è creato questo stile di comunicazione? Chi sono gli attori e perché è importante fermarlo? In questo pamphlet dal taglio narrativo, Gabriele Ferraresi racconta casi significativi degli ultimi mesi e insieme all'analisi di sociologi, linguisti e filosofi cerca di capire i meccanismi di questa strategia di amplificazione del segnale basata sull'indignazione dei "buoni", che si galvanizzano a colpi di condivisioni su Facebook, retweet e commenti su Instagram. Un meccanismo consolatorio ma inutile: serve forse a contarsi, a sentirsi meno soli, ma andrebbe fatto con cautela. Perché è esattamente il carburante di cui hanno bisogno "loro". Glielo stiamo regalando e sarebbe il caso di smettere.
14,90

L'uomo che riuscì a fottere un'intera nazione

di Gabriele Ferraresi

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2012

pagine: 312

L'Italia non è mai stata innocente. Tantomeno l'Italia di oggi. Da oltre vent'anni un tycoon socialdemocratico delle telecomunicazioni governa il paese, lo tiene in pugno con segreti che solo lui conosce. Circondato da una corte innaffiata di modelle e immerso nell'orgia del potere, tiene in pugno il suo regno senza rinunciare alla vocazione per l'avanspettacolo. Investe cifre enormi in ricerche sull'immortalità, perché ha un sogno: la vita eterna. Dall'altra parte dell'oceano decidono che è abbastanza. Barack Obama convoca Desmond Creek, agente Cia con le fattezze di John Malkovich a un passo dalla pensione, per sistemare la faccenda. Infiltrato nell'entourage del presidente italiano, l'agente si addentra nel carnevale dei poteri e ne viene sorprendentemente inghiottito. Tra strisce di coca disegnate con American Express e giganteschi idoli priapici in cartapesta, Creek scivola nel delirio grottesco di una nazione insana, senza mai abbandonare il fianco del presidente dalla cui naturale ipnosi viene irretito. La mano dell'agente rimane armata, ma il braccio sostiene quel piccolo uomo che è stato capace di sedurre un'intera nazione. E seducendola, di fotterla. Burattinaio manovrato dai pupi, l'agente dovrà mettere a tacere fantasmi del suo passato per compiere la missione e uccidere il premier del Bel Paese. Il quale a morire non ci pensa proprio: continua ad allestire un refrigeratore ipertecnologico che gli consentirà la sopravvivenza eterna.
15,00

Il testimone. Era meglio l'omertà?

di Gabriele Ferraresi

Libro

editore: ALIBERTI

anno edizione: 2007

pagine: 224

Orta Nova, Foggia, 1992. Mario Nero ha ventotto anni, un allevamento di cani corsi e una famiglia che ama. Una sera come tante, mentre sta facendo passeggiare il cane, assiste impotente all'omicidio di Giovanni Panunzio, un imprenditore che si era voluto ribellare al racket della Sacra Corona Unita. Due giorni dopo in tv il figlio della vittima lancia un appello alla ricerca di testimoni del delitto. E Nero, purtroppo, dà ascolto alla voce della sua coscienza e si decide a deporre. È l'inizio di un lunghissimo, interminabile incubo. Il magistrato che segue l'inchiesta, Gianrico Carofiglio, lo tiene in palmo di mano fino al processo dove viene condannata una cinquantina di esponenti della Sacra Corona Unita. Ma è subito dopo che la vita del testimone finisce nella bufera: la famiglia lo abbandona e lui inizia a peregrinare per l'Italia cambiando di continuo case, città, persine identità. Ed è a quel punto che Nero si rende conto dei perversi meccanismi della macchina della giustizia e della burocrazia, che lo trasformano incredibilmente da testimone a vittima.
15,00

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