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Libri di Gaetano Mosca

Elementi di scienza politica

di Gaetano Mosca

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2021

pagine: 616

La prima esperienza politica di Mosca gli è stata data dall'osservazione della piccola borghesia travagliata dalle cricche locali. Il deputato maestro di corruzione. La vita parlamentare complice degli accaparramenti dei magnati delle province. Il governo demagogico pronto a vendere le sue concessioni per crearsi dei partigiani. Per effetto di queste lusinghe: tutti ministeriali. I partiti maschera di interessi particolari, di rivalità personali. La nazione era immatura: della democrazia si vivevano tutti gli equivoci, ma non si trovavano i vantaggi per l'assenza delle premesse obbiettive ed economiche. In queste condizioni la questione di essere conservatori era questione di essere galantuomini. Anche Mosca ha la nostalgia per l'ancien régime, perché «quei regimi avevano un non so che di paterno, e l'antica bonarietà del carattere nazionale, ora purtroppo in gran parte perduta, avvicinava i grandi ai piccoli e li legava reciprocamente con un sistema di clientele allora quasi generale». Tutti questi pensieri rimarrebbero anacronistici e nulla sarebbe intravvisto dell'Italia futura, Italia democratica e liberale, in cui la lotta politica sarà diventata questione di responsabilità, di intransigenza, di serietà calvinista, Mosca insomma sarebbe soltanto il galantuomo lealista della terza Italia invece del cafone borbonico, se a questo punto non balenasse la scoperta geniale del concetto di élite politica. La teoria di Mosca della classe dirigente è veramente una di quelle idee che aprono distese infinite di terre alla ricerca degli uomini.
35,00

Che cosa è la mafia

di Gaetano Mosca

Libro: Copertina morbida

editore: GAEditori

anno edizione: 2022

pagine: 74

L'autore spiega il senso della mafia nella Sicilia dei primi nel Novecento quando "essere mafiosi" era quasi un dovere sociale. In uno dei passaggi cruciali del libro Mosca scrive testualmente: "Le offese all'onore delle famiglie, le percosse, le violenze personali, l'omicidio in rissa o per agguato sono tutti reati per i quali la denunzia alla giustizia è ritenuta dai mafiosi cosa sconveniente. Anche il taglio delle viti, l'uccisione del bestiame, l'abigeato e il ricatto con sequestro di persona quando assumono il carattere di vendetta personale, di sfregio fatto ad un dato individuo, non sarebbero a rigore denunciabili; e, se si denunciano è pro forma, per mettersi in regola, come si dice in Sicilia, con la giustizia, ma senza in nulla agevolarla nella scoperta del reo, che invece spesso si conosce benissimo ed al quale si vuole fare sentire il peso della propria personale vendetta". Dopo cento anni, il senso morale e civile sta lentamente cambiando. Il sacrificio dei caduti e la mentalità più aperta e meno vigliacca delle nuove generazioni faranno il resto con la speranza che, in un futuro imminente, questo fenomeno faccia capolino soltanto nei libri di storia.
6,00

Che cosa è la mafia

di Gaetano Mosca

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

Un reato che "giustamente" ha commosso l'Italia: l'assassinio nel 1893 di Emanuele Notarbartolo, marchese di San Giovanni. Esponente politico della Destra storica, sindaco di Palermo e poi direttore generale del Banco di Sicilia. Uomo "competentissimo" e "inesorabile coi disonesti". La prima vittima eccellente della mafia. Un processo che "seriamente" ha preoccupato gli italiani: increduli di fronte allo scandalo di aule di tribunali da cui, anni dopo, escono impuniti sia gli autori che i mandanti del delitto. La celebre conferenza tenuta da Gaetano Mosca nel 1900, prima a Torino e poi a Milano, parte da questa "nefanda strage" per una riflessione articolata sulla mafia, in quanto fenomeno associativo criminale, formato da "poco onorevoli sodalizi", che in generale preferiscono il quieto vivere ai "reati rumorosi", e sullo "spirito di mafia", sentimento essenzialmente "antisociale" che, però, "non è speciale alla Sicilia", che induce spesso i danneggiati e i testimoni a tacere su tutto ciò che possono aver visto ed udito. La novità dell'analisi di Mosca si coglie nella denuncia della "mafia in guanti gialli", composta da alcune frazioni delle classi dirigenti, da individui delle classi superiori, qualche volta anche investiti del mandato politico, autorità governative, che accordano "protezione" alle cosche criminali. Emerge anche una severa critica al "regime rappresentativo", benemerito per alcuni aspetti, ma che "dappertutto dà una prevalenza alle minoranze organizzate". E, tra queste, alle minoranze "già organizzate" che rasentano il codice penale. Non fu la mafia a impedire l'individuazione degli assassini di Notarbartolo, scrive Mosca, perché una cosca "non riesce a sviare il braccio della giustizia", ma un circolo molto più grande che, per "secreti comuni" da difendere, ha consentito che dalla legge si uscisse. Il politologo spera che il processo Notarbartolo segni la chiusura di un ciclo "funesto" di errori e debolezze - "quando si permette uno strappo alla giustizia ed alla legalità, non è possibile prevedere dove lo strappo andrà a fermarsi" - e aiuti l'Italia a superare "la triste era di codardia morale per la quale il nostro Paese è passato".
12,00

«Il Principe» di Machiavelli quattro secoli dopo la morte del suo autore

di Gaetano Mosca

Libro: Copertina morbida

editore: Ass. Culturale Il Foglio

anno edizione: 2017

pagine: 110

Per quale ragione si legge ancora Machiavelli? Secondo Gaetano Mosca, «perché quest'uomo che pretese di insegnare ai suoi simili le arti dell'inganno, fu come scrittore uno dei più sinceri che mai siano stati al mondo. Quella che è l'onestà professionale dello scrittore, la quale consiste nell'esporre al lettore il vero pensiero di colui che scrive senza curarsi del successo o dell'insuccesso del libro, egli la possedette in grado eccezionale. E questa volta la sincerità ebbe fortuna, perché molto contribuì a far gustare il contenuto del Principe. Mosca, ci restituisce un Machiavelli, poco machiavellico, soprattutto quando sottolinea, che se egli «fosse stato davvero un furbo ed un arrivista avrebbe, dato il suo ingegno, fatto una carriera assai più brillante, non sarebbe morto povero e si sarebbe ben guardato dallo scrivere il Principe. Giacché i veri furbi di tutti i tempi e di tutti i paesi sanno benissimo che la prima regola della loro arte consiste nel non rivelare agli altri i segreti del proprio giuoco»
12,00

Élites

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2019

pagine: 141

In questa antologia di testi di Mosca, Pareto, Michels e Gramsci, il lettore non potrà certo trovare una risposta coerente ed esaustiva agli interrogativi contemporanei, ma potrà senza dubbio avvalersi degli adeguati strumenti concettuali per orientarsi di fronte ai grandi sconvolgimenti politici a cui assistiamo. Questi autori ci ricordano infatti quali sono i problemi irrisolti della teoria democratica, quali i meccanismi di circolazione dell'élite, quali i processi di creazione dei principi di legittimità, con particolare attenzione al ruolo svolto dagli intellettuali nell'organizzazione del consenso sociale. Ognuno con le proprie peculiarità, ognuno proveniente da un angolo diverso della topografia politica italiana dell'epoca, eppure tutti e quattro impegnati in un dialogo i cui frutti più che in Italia sono stati raccolti senza esitazioni dagli studiosi americani, che hanno guardato proprio ai nostri élitisti per formulare le loro teorie: pensiamo a Burnham, Wright Mills, Dahl, Lasswell. È quindi arrivato il momento di fare i conti con la nostra prima tradizione élitista, una tradizione la cui potenza demistificatrice, invece di siglarne la validità scientifica, ne ha causato la marginalizzazione, a destra come a sinistra.
13,00

Che cosa è la mafia

di Gaetano Mosca

Libro

editore: Ediz. Storia e Studi Sociali

anno edizione: 2013

pagine: 96

8,00

Discorsi parlamentari

di Gaetano Mosca

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2004

pagine: 485

Il volume raccoglie i discorsi pronunciati da Gaetano Mosca alla Camera ed al Senato del Regno, tra il 1909 ed il 1926, introdotti da un saggio di Angelo Panebianco e corredati da un ricco apparato di note. Massimo teorico della scienza politica nell'Italia liberale, Mosca interviene in Parlamento in qualità di deputato, di sottosegretario alle Colonie nei Governi Salandra (1914-1916) e di senatore, dal 1919, i suoi discorsi toccano molteplici aspetti della vita politica italiana, dalle questioni dell'agricoltura meridionale, all'organizzazione dell'esercito, alla legislazione elettorale, alla politica coloniale.
29,00

Che cosa è la mafia

di Gaetano Mosca

Libro

editore: Stampa Alternativa

anno edizione: 1994

pagine: 64

1,00

Élites. Le illusioni della democrazia

Libro: Copertina morbida

editore: Circolo Proudhon Edizioni

anno edizione: 2016

13,00

Che cosa è la mafia. Con un saggio di Gian Carlo Caselli e Antonio Ingroia

di Gaetano Mosca

Libro

editore: Laterza

anno edizione: 2002

pagine: 114

"Sottovalutazione della mafia, limiti politico-culturali di approccio al problema, ambiguità e timidezze: dall'attualità ci vengono tanti motivi in più per rileggere quest'opera di Gaetano Mosca, facendo tesoro di una testimonianza che racconta un mondo lontano nel tempo, ma vicino ai nostri interessi di uomini ancora alle prese con lo stesso fenomeno criminale che affliggeva l'Italia agli inizi del Novecento." (Gian Carlo Caselli e Antonio Ingroia)
5,00

La classe politica

di Gaetano Mosca

Libro

editore: Laterza

anno edizione: 1994

pagine: 268

"Nel rinnovamento della scienza politica in Italia, che ha accompagnato lo sviluppo delle nostre istituzioni democratiche, l'opera di Gaetano Mosca occupa un posto d'onore e merita di essere nuovamente divulgata e riletta". (Norberto Bobbio)
13,94

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