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Libri di Geoff Dyer

Per pura rabbia. Fare a pugni con D.H. Lawrence

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 256

Questo non è un libro di critica letteraria. Non è una biografia. Non è un romanzo. Non un reportage di viaggio e nemmeno un omaggio a D.H. Lawrence. O meglio: non è niente di tutto questo ed è tutto questo contemporaneamente. È il risultato di anni di preparazione e impegno, anni che Geoff Dyer ha passato a studiare, prendere appunti e girare il mondo in pellegrinaggio nei luoghi di Lawrence, cercando di dar corpo al ritratto di uno dei suoi autori di culto. L'esito è un elogio e insieme un lamento sulla procrastinazione, il male oscuro che quotidianamente fagocita i nostri progetti, e che Dyer qui eleva a forma d'arte. A Roma lo vediamo barcamenarsi tra il caldo torrido che opprime la città e la difficoltà a trovare il giusto cornetto integrale. In Grecia è vittima di un incidente mentre sfreccia in motorino sui tornanti di Alonissos. In Sicilia, cercando la villa di Lawrence a Taormina, non riesce a capire il motivo per cui i frutti di mare sono così apprezzati. Ogni minimo passo in avanti nella ricerca su Lawrence diventa l'occasione per una digressione - letteraria e biografica - che lo allontana dall'obiettivo e regala a noi questo oggetto non identificabile e non incasellabile che è "Per pura rabbia". "Per pura rabbia" è dunque un fallimento - il fallimento nel portare a termine un «sobrio saggio accademico» -; ma il frutto dell'insuccesso si rivela, come in un fortunato esperimento alchemico, qualcosa che supera ogni aspettativa: un'opera straripante che racconta il cortocircuito prodotto dallo scontro tra ambizione e realizzazione; la fusione perfetta di arte e vita; la manifestazione del più esemplare ossimoro letterario: un libro sull'impossibilità di scrivere un libro.
25,00

Natura morta con custodia di sax. Storie di jazz

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 238

Ci sono saggi che parlano di jazz, romanzi ambientati nel mondo del jazz, raccolte di articoli, analisi musicologiche, biografie di jazzisti. E poi c'è "Natura morta con custodia di sax" di Geoff Dyer. Libro unico e inafferrabile, oggetto letterario misterioso che sfugge e resiste a ogni tentativo di incasellarlo in un genere, testo mercuriale e metamorfico che muta a ogni nuova lettura, "Natura morta con custodia di sax" è un libro sul jazz, sull'influenza che questa musica ha avuto sulla società e la cultura occidentali, sulle vite di alcuni dei musicisti più importanti della storia - Lester Young, Charles Mingus, Thelonious Monk -, vite evocate con tanta vividezza che, secondo Jonathan Lethem, «si può sentire il whisky sulla lingua, l'odore dei mozziconi di sigaretta, i colpi di tosse fra una registrazione e l'altra». Ma "Natura morta con custodia di sax" è anche un libro sulla poesia, sulla fotografia, sugli sconfinati spazi americani che un Geoff Dyer giovanissimo attraversa in auto con la fidanzata, ascoltando jazz, solo jazz, mentre guidano sotto un cielo illimitatamente blu. È un libro sulla musica, e su come la musica può cambiare la vita. Sull'arte, sulla bellezza, sulla bellezza imprevedibile della vita. È, soprattutto, un libro sulla scrittura, dove la scrittura si piega fino a diventare puro suono; finché la parola si spoglia della sua rigidità per diventare - in queste pagine che il New Yorkerha definito «notturne réverie musicali» - gioco, continua allusione, improvvisazione, sogno. Con una nuova prefazione dell'autore.
20,00

Keith Jarrett. A portrait. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Seipersei

anno edizione: 2021

pagine: 112

"In questa lunga serie di fotografie che osservo retrospettivamente, si gioca decisamente sulla presenza, quella del corpo e dello strumento, che compaiono nell'immagine. Le foto sono il risultato di una intima e oggettiva attenzione nei confronti di un artista a lungo seguito e ammirato, ma anche di una sua risposta che è consapevole accettazione, e soprattutto, partecipazione. Suo, solo suo, è il suono di una musica inconfondibile che la serie di fotografie ambisce di evocare e far risuonare." R. Masotti
40,00

Fuga. Su «Dove osano le aquile»

di Geoff Dyer

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2020

pagine: 112

Un aereo militare sorvola i picchi innevati delle Alpi bavaresi. Scritte rosse a caratteri teutonici appaiono in sovraimpressione sullo schermo. Il ritmo martellante della colonna sonora si fa sempre più serrato mentre la cinepresa nell'abitacolo ci mostra lo sguardo truce di un Richard Burton visibilmente pensieroso e il volto di ghiaccio di un Clint Eastwood pietrificato nell'espressione facciale che avrà per tutta la pellicola: gli occhi strizzati e ridotti a due fessure. Sono i titoli di testa di "Dove osano le aquile" e lo schermo è quello della casa di Geoff Dyer, su cui queste immagini sono passate decine e decine di volte. Il film di Brian G. Hutton occupa un posto privilegiato nella memoria dell'autore ed è una sonda che penetra a fondo nel suo passato. "Fuga" è il punto esatto in cui lo sguardo puntuto e sardonico di Geoff Dyer incontra l'immaginazione del bambino che è stato; è il tributo arguto e graffiante al rapporto che instauriamo con i miti fondativi della nostra giovinezza.
19,00

Zona. Un libro su un film su un viaggio verso una stanza

di Geoff Dyer

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2018

pagine: 188

Nebbia, vecchi tubi, edifici abbandonati. Un uomo fissa i tre personaggi sullo schermo mentre attraversano un paesaggio indecifrabile a bordo di un carrello ferroviario; musica elettronica; sulle loro facce perplessità e inquietudine. Attraversano una zona anonima, innominata, innominabile: la Zona, il luogo dei desideri rimossi. Ma questo l'uomo che fissa i tre personaggi sullo schermo lo sa già, perché negli ultimi trent'anni ha guardato e riguardato quel film decine di volte. Lo spettatore si chiama Geoff Dyer e il film, "Stalker" di Andrej Tarkovskij, è l'ossessione estetica della sua vita. "Zona" è il libro con cui Dyer fa i conti con i conti in sospeso. Dyer guarda dentro il film e il film guarda dentro di lui. Gli capita a vent'anni, a trenta, a quaranta. Il volto dell'attore Solonicyn si trasmuta in quello di suo padre, il volto dell'ansia e di un affetto silenzioso. Gli scenari estoni del setting si riverberano nella Cheltenham dell'infanzia, in tutti i luoghi perduti della vita. Quella colonna sonora dal ritmo acido evoca i viaggi lisergici della giovinezza. I dialoghi dei personaggi esplodono le parole degli amori sprecati troppe volte troppi anni fa. Dyer subisce le immagini di Tarkovskij e poi se ne impossessa immergendole con sguardo beffardo e autoironico nel proprio vissuto. La sua scrittura divora i fotogrammi altrui e dice, in un linguaggio vergine, che cosa sono la speranza e il fallimento, l'amore e la perversione, il sogno e la caduta. Annulla il confine tra realtà e finzione, tra vita e arte. Con "Zona" Geoff Dyer scrive il libro del viaggio di tutti noi che, seduti al cinema in ultima fila, vediamo scorrere il nostro tempo che scena dopo scena si consuma.
24,00

Sabbie bianche

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2017

pagine: 211

Ci sono, nel mondo, città, fiumi, vulcani, deserti che pulsano di un'energia arcana, di un magnetismo misterioso che attrae gli sguardi e i passi, i sogni e i desideri. Ci sono regge, strade, foreste che risuonano di parole: le parole di Goethe quando scorge per la prima volta il mare a Venezia, le parole di Kerouac mentre disegna il profilo dell'America con le ruote di una Cadillac, le parole di Joyce per smarrirsi e ritrovarsi a Dublino, le parole di Hemingway per inseguire il sole da Parigi a Pamplona. Parole che guidano, parole cicerone, calamite, fari: parole che ci fanno vedere il mondo come altrimenti non potremmo mai fare. A queste parole si aggiungono oggi quelle di Geoff Dyer, stralunato viaggiatore, favoleggiatore babelico, flàneur della letteratura, incantatore della sabbia, che sa animare per plasmarla in forme sempre nuove, un ammaliamento che non conosce fine: sabbia bianca dei deserti americani, sabbia bianca fra le strade della Città Proibita, sabbia bianca di neve sotto il cielo di una notte alle Svalbard, sabbia bianca in riva al mare di Tahiti, sabbia sospesa nel vento, sabbia che scorre dalle dita chiuse a pugno, sabbia in perpetuo, inarrestabile movimento. Come Geoff Dyer, come noi. "Sabbie bianche" non è un romanzo, né un reportage, non è una raccolta di racconti e nemmeno un diario di viaggio: è tutte queste cose e si ostina a non esserne nessuna; è lo «spazio vuoto sulla cartina» del suo autore. È, soprattutto, la conferma dell'incredibile dono di Geoff Dyer di mescere arte e vita, immagini del reale e fantasmi dell'immaginazione: geodeta della parola, Dyer deposita nel deserto abbacinante della pagina i semi di un'affabulazione inesauribile, come inesauribile è la sua e nostra tensione, umana troppo umana, a trovare un posto nel mondo, un senso, un amore. Alla perenne ricerca di "qualcosa", ci smarriamo allora fra dune di sabbia, destinati a non giungere mai all'oasi cui aneliamo. Ma non importa, suggerisce Geoff Dyer, la vita è questo, quello che succede quando non troviamo ciò che cerchiamo.
20,00

Il colore della memoria

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2017

pagine: 268

La pioggia di Londra è diversa da quella delle altre città. È una pioggia grigia, è una pioggia corrosiva. Preme incessante sull'asfalto fino a perforarlo. È agosto, ma piove ininterrottamente, e la pioggia di Londra annacqua i pomeriggi d'estate fino a farli marcire. Nei ghetti di Brixton l'odio segregazionista riversa per le strade il sangue degli scontri razziali. Sul piccolo schermo la società applaude la vittoria del capitalismo bianco edonistico. In attesa del sussidio di disoccupazione, Freddie, Carlton e Steranko se ne stanno in disparte con Foomie, Monica e Fran a fumare erba e ubriacarsi di birra, arte, poesia e jazz, brindando al coraggio della rassegnazione e alla hybris della sconfitta. Sospesa sull'abisso degli anni ottanta, la vita dei ragazzi di Brixton somiglia a quella degli abitanti di Ottavia, la città-ragnatela, la città «meno incerta» fra quelle invisibili di Calvino. Geoff Dyer tesse la rapsodia della loro generazione, estinta nelle note hard bop di Coltrane e fra le pagine di Roland Barthes, perdente dalla nascita per sentenza storica. Dyer usa gli strumenti affilati della sua scrittura inconfondibile per contrapporre all'evasione dei beat il microcosmo narrativo di un'epoca in impasse, in cui il lirico vagabondaggio di Kerouac si frantuma nella composizione episodica dell'immagine bohémiennee la vertigine dell'allucinazione onirica si staglia sulla carta come un album di istantanee. A trent'anni di distanza, Geoff Dyer rilegge "Il colore della memoria", suo romanzo d'esordio. Dopo tanto tempo quel colore non sembra sbiadire: restano il bagliore della lampada rimasta accesa, l'azzurro vuoto del ricordo; in un angolo, il vestito di Foomie che «con minuscole gocce bianche come tante stelline» conserva il blu di quel cielo buio di tanti anni fa.
21,00

Un'altra formidabile giornata per mare. Cronaca da una portaerei

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2017

pagine: 218

Nel novembre del 2011, Geoff Dyer ha la possibilità di esaudire un sogno d'infanzia: viaggiare a bordo di una portaerei. Il suo soggiorno sulla USS George Bush comewriter in residence si rivelerà più intenso e memorabile di quanto avesse mai potuto sperare: Dyer è un intellettuale in mezzo a migliaia di militari, è goffo, pieno di fobie e più vecchio di ogni altro passeggero, oltre a essere l'unico cittadino britannico. Raccontando di una nave, del suo equipaggio e di sé, Dyer finisce per parlare di religione, droga, sesso, fanatismo, preghiere, lutti, ma anche di cibo in scatola e "scorregge". Soprattutto, però, riflette su di noi, sulle nostre vite e sul mondo che ci circonda, guardandolo da un punto di osservazione così «eccentrico» da diventare privilegiato.
18,00
8,85

Il sesso nelle camere d'albergo. Saggi (1989-2010)

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2014

pagine: 417

Geoff Dyer si è conquistato la devozione di un gruppo di attenti lettori grazie ai suoi insoliti romanzi, ma anche a una serie di opere difficilmente etichettabili: prima fra tutte, "Natura morta con custodia di sax", un libro a metà tra il racconto e la riscrittura della vita dei grandi del jazz. Nel corso della sua lunga carriera, Dyer ha firmato saggi brevi dedicati ai temi più diversi: fotografia, scultura, cinema, recensioni di libri, ma anche scritti di natura vagamente autobiografica. "Il sesso nelle camere d'albergo" raccoglie una parte di questa sua produzione.
20,00

Natura morta con custodia di sax. Storie di jazz

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2013

pagine: 330

Thelonious Monk che, incurante della baraonda intorno a lui, suona il Baby Steinway mezzo incastrato in cucina, con la schiena così vicina ai fornelli da rischiare di prendere fuoco. Lester Young perso, la notte, in una stanza d'albergo inondata dalla luce di un neon verde proveniente dalla strada. Charles Mingus che come una furia pedala al Greenwich Village attaccando briga con passanti e automobilisti e attraversando giornali, lattine vuote e cartacce sollevate dal vento. E poi Bud Powell, Duke Ellington, Chet Baker... Musicisti che hanno fatto la storia della musica jazz raccontati a partire da immagini, aneddoti e soprattutto dalla musica.
15,00

Amore a Venezia. Morte a Varanasi

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2009

pagine: 320

Jeff Atman, un critico frustrato e lunatico, è nella mondanissima Venezia per la Biennale Arte. Si aspetta di vedere svariate installazioni, moltissimi party e di bere Bellini in quantità. Quel che non si aspetta è l'incontro con Laura, una gallerista americana che trasformerà completamente i suoi giorni in città e con la quale ha una relazione appassionatamente erotica che lo distoglie dal suo culto del pessimismo cosmico. Un'altra città, un altro viaggio di lavoro, questa volte sulle rive del Gange, a Varanasi. Tra la folla che si accalca sui ghat e nel caos della principale città sacra indiana, Jeff si arena su astrusi passaggi del Mahabharata e si abbandonato al languido decadimento di una città dalla quale non sembra abbia precisa intenzione di partire, preparandosi a un'altra inattesa trasformazione.
18,50

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