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Libri di Gian Mario Villalta

Parlare al buio

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina morbida

editore: SEM

anno edizione: 2022

pagine: 160

Ci troviamo in un paese del Nordest italiano: una voce narrante all'inizio parla di sé e poi ci conduce, attraverso altre vicende e altri personaggi, a ritroso nel tempo, fino a raggiungere l'infanzia dei protagonisti. Forse è proprio il tempo il tema più importante: la voce ora disincantata, ora ironica, ora intensamente poetica che compie questa discesa nella memoria inventa uno sguardo inedito su una provincia investita e sconvolta in pochi decenni da un'ondata di mutamenti. Ci sono tutti: i furbi e le disadattate di ieri e di oggi, le buone e gli spaventati, i preoccupati e le convinte, con il lavoro, il sesso e i suoi sogni accesi; tutto un paese che risponde all'appello del tempo, insieme con gli alberi e gli animali, compresi in una comune vorticosa accelerazione che so-spende le singole esistenze in un falso movimento o in un delirio dell'immobilità. Dalle soglie del nuovo secolo, uno sguardo al passato prossimo che oggi, a vent'anni dall'inizio delle vicende narrate, può farci comprendere meglio chi siamo stati, chi siamo e chi potremmo forse ancora essere.
15,00

Dove sono gli anni

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina rigida

editore: Garzanti

anno edizione: 2022

pagine: 204

«Fantastica umanità: agli infelici non è negato il piacere; a chi ha un dolore non è negata la felicità.» Con queste parole Gian Mario Villalta approfondisce il solco che il libro traccia fin dal primo verso: l'appartenenza dell'essere umano alla terra, e quindi la sua «fantastica» imperfezione, che però genera anche la sua gloria. Siamo tutti - cioè tutta la vita del pianeta - nella stessa casa, reciprocamente ospiti; e non ignari della violenza che le metamorfosi della natura, alla quale apparteniamo, comportano. Ma se tutti i viventi comunicano, solo l'uomo parla; e nella parola il tempo ha la sua vera dimora. Lo sa il bambino che siamo stati e che abbiamo abbandonato crescendo, lo sa l'adolescente che eravamo quando ci siamo innamorati e abbiamo visto il fondo più abrasivo della nostra solitudine, lo sa il giovane che ci ha insegnato il suo primo errore quando credevamo già di conoscere noi stessi. Tutti loro sono in viaggio con noi, contemporaneamente, con tutto il tempo che abbiamo ereditato e che ci ha portato fin qui dove siamo. Tutti i noi stessi che siamo stati e che ci aspettano a ogni incrocio della vita. Poesia colta, densa, originalissima, quella di Gian Mario Villalta è certamente tra le acquisizioni di maggior rilievo della nostra letteratura e "Dove sono gli anni" stabilisce una tappa cruciale e memorabile della sua traiettoria d'autore.
18,00

La poesia, ancora?

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina morbida

editore: Mimesis

anno edizione: 2021

pagine: 170

Perché ancora la poesia, se la poesia c'è da sempre, da quando gli esseri umani - gli animali parlanti - hanno percorso la terra, e sempre ci sarà finché le mutevoli lingue umane genereranno la sfera della loro esistenza? Perché questo ancora, dunque? Perché il trionfo dell'"infosfera" sta portando verso una visione del linguaggio distorta e impoverita nella dimensione comunicativa, alla quale la poesia pare adeguarsi, dimenticando un'eredità poetica di millenni. Perché antropologia e neuroscienze raccontano oggi un'altra vicenda, nella quale la lingua è costitutiva della sfera dell'esistenza, e la comunicazione solo un suo aspetto; e di più: la prosodia, il suono delle parole e la voce del parlante sono sostanza del pensiero, del sentire e del percepire. Questo ancora significa avere nuove domande e inseguire le risposte nella lingua e nella tradizione poetica, riconoscendo allo strumento della scrittura e alla storia del libro il loro effettivo ruolo di primaria importanza.
15,00

L'apprendista

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina morbida

editore: SEM

anno edizione: 2020

pagine: 228

Fuori piove, fa freddo. Dentro la chiesa, in un piccolo paese del Nord-Est, fa ancora più freddo. È quasi buio, la luce del mattino non riesce a imporsi. Un uomo, Tilio, sta portando via i moccoli dai candelieri, raschia la cera colata, mette candele nuove. Sistema tutto seguendo l'ordine che gli hanno insegnato, perché si deve mettere ogni cosa al suo posto nella giusta successione. Parla con se stesso, intanto, in attesa che sulla scena compaia Fredi, il sacrestano. Tra una messa e l'altra i due sorseggiano caffè corretto alla vodka. Così inizia il teatro di una coppia di personaggi indimenticabile, che intesse nei pensieri, nei dialoghi e nei racconti un intreccio vertiginoso di vicende personali, desideri, rimpianti e paure che convocano la vita di tutto un paese, in una lingua che fa parlare la realtà vissuta.
17,00

L'olmo grande

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina morbida

editore: Aboca Edizioni

anno edizione: 2019

pagine: 223

L'industria è arrivata tardi in quella campagna friulana, dove gli alberi e le piante da frutto hanno intrecciato la loro vita a quella delle persone e delle famiglie, alla loro storia. t arrivata a cose fatte, quando già era in atto la profonda trasformazione del paesaggio. Nel giro di pochi anni tutto è cambiato. Questo libro racconta la violenza della tecnologia che annienta un paesaggio e la persuasione delle nuove prospettive di vita che si impongono con il loro formidabile potere di attrazione. Attraverso memorie, riflessioni e racconti, Gian Mario Villalta ripercorre il senso di uno sradicamento, subito come violazione e allo stesso tempo con la contraddittoria certezza che un mondo nuovo può portare opportunità e miglioramenti. La storia di un albero - il gigantesco olmo del titolo - ultimo protagonista di una saga famigliare in dissoluzione, rende qui evidente il legame profondo che c'è tra la vita umana e quella delle piante. Sarà infatti quest'albero secolare a dare impulso a una nuova, diversa ricerca di verità sulla relazione tra la vita e la memoria, i legami affettivi e quelli con la terra dove vivere i propri giorni.
14,00

Autofiction. Poesie 1982-2019

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina morbida

editore: Giuliano Ladolfi Editore

anno edizione: 2022

pagine: 134

Che cos'è un'autoantologia? E come si fa? A quali criteri potrà mai obbedire? Se la poesia è una possibilità di diventare se stessi, e di incontrare gli altri, in una dimensione che è quella della forma, dell'immaginazione, dell'altrove che ci abita, come si può ricostruire e selezionare qualcosa che è nei libri, oramai, in una dimensione che, per l'autore, non è più appropriabile di quanto lo sia per un qualunque lettore? A meno che l'autore non accetti di dare voce "all'esile mito" che ha perseguito e dal quale è stato più volte tradito sullo sfondo degli anni, della cronaca e degli incontri, e decida di raccontare ciò che oggi gli appare ancora essenziale per quello che ha scritto. Per le dinamiche proprie della memoria e per il semplice fatto che tutto il tempo è il presente, tutto ciò non può che diventare Autofiction. Solo le poesie restano le stesse di quando sono state scritte e pubblicate.
12,00

Il scappamorte

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina morbida

editore: Amos Edizioni

anno edizione: 2019

pagine: 64

Fra il sonno, che è riposo e rifugio, e la veglia, tempo di scelte e di attese, "Il scappamorte" nasce sulla soglia, quell'indiscreto affiorare dell'inconscio che permette a realtà e visione onirica di fondersi. Mentre gli altri, i vicini, vivono di giorno la loro vita di «doppioni», Scappamorte è creatura della notte: in essa si raccoglie, a essa si confida, scopre che la verità è una mente incerta. Villalta ci ricorda che tutto entra ed esce dal tempo, «tutto/ passa di vita in morte in vita in un istante».
12,00

L'isola senza memoria

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2018

pagine: 110

L'isola senza memoria di cui si parla nel libro è l'isola di Goli Otok in Croazia, divenuta tristemente nota per la presenza di un gulag jugoslavo destinato a ospitare gli oppositori al regime di Tito. Qui, dopo la rottura tra Stalin e Tito del 1948, vennero infatti deportati molti dei comunisti vicini alle posizioni staliniste. Il totale dei detenuti politici fu di circa 30.000 (circa 300 gli italiani), 4.000 circa i morti per torture o pestaggi. Solo nel 1956 l'isola cessò di essere un campo di 'rieducazione politica'. Ma per molti anni questa realtà non ebbe alcuna pubblica denuncia, non c'è stato un solo testimone che abbia consegnato quei fatti alla memoria. La conoscenza di Ligio Zanini, un poeta che fu prigioniero nel campo, pone all'autore una domanda ineludibile: come era stato possibile non sapere cosa era accaduto in un luogo così vicino alla sua casa? Assistiamo così, pagina dopo pagina, al nascere di una coscienza che si forma, per caso e per ostinazione, circoscrivendo il tema della responsabilità individuale di fronte agli eventi della storia.
14,00

Vedere al buio

di Gian Mario Villalta

Libro

editore: Luca Sossella Editore

anno edizione: 2017

pagine: 88

"Quello che vorrei fare, non so se ci riesco ma ci provo, è far entrare dentro di me le cose al punto tale da dirle come sono semplicemente."
12,00

Satyricon 2.0

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2014

pagine: 234

Un professore di lettere che legge e rilegge i classici ai suoi studenti, fino a che un giorno gli appare lampante che uno di quei testi rivela in filigrana una storia più attuale che mai... Così Villalta accetta la sfida, e si immerge in una riscrittura di Petronio nella quale protagonisti sono dei giovani ricercatori universitari, che dopo dottorati, master eccetera, e passati i trent'anni, ancora stentano a rimediare la cena. Partendo da un nordest ricco ma appiattito su un deprimente orizzonte materialista e non immune alle infiltrazioni della malavita cinese, percorrendo l'Italia fino a una Roma splendida e decadente, il testo antico dispiega una serie incalzante di possibilità narrative, libere da ogni tabù, dove sesso, amore, amicizia, ambizione e rabbia si mescolano in sorprendenti vicende di ordinaria vita da nerd postadolescenti, belli e arroganti, scazzati e presuntuosi, pronti a scegliere l'avventura in cambio del niente che gli viene offerto dalla vita. Una corrosiva energia critica percorre tutto il racconto, insieme alla "favola" antica dell'impotenza, che è l'impossibilità di incidere sugli eventi pur leggendoli con infallibile lucidità.
19,00

Alla fine di un'infanzia felice

di Gian Mario Villalta

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2013

pagine: 218

Quella che sta cominciando non sarà per Guido una giornata come le altre. Arrivato in ufficio, nella casa editrice dove lavora come editor, lo attende una busta. Ma non è il solito aspirante scrittore in cerca di attenzione. Il tempo di leggere il mittente e il cuore di Guido ha un sussulto. Sergio Casagrande. Un nome che porta con sé le ferite di un passato sepolto. Il grande amico di infanzia, perso per sempre dopo un dramma terribile e mai dimenticato. Bastano le prime parole del libro per capire che le sorprese non sono finite: "Mercoledì mattina ho visto Guido" scrive Sergio. Sarà vero? Che Sergio l'abbia seguito? E da quanto tempo? Per scoprirlo non resta che immergersi nella lettura. E rendersi conto che, davvero, il romanzo parla di lui, di loro, dall'infanzia fino al presente. Per Guido comincia un viaggio nella memoria, in un tempo lontano, l'estate in cui nacque la sua amicizia con Sergio, nelle campagne del Friuli abitate dalle loro famiglie. I giri in motorino, la caccia alle rane, fino all'incidente che ha cambiato ogni cosa. D'improvviso però la narrazione dei ricordi si interrompe e il romanzo-nel-romanzo comincia a parlare di un dramma coniugale, una storia di infedeltà che apparentemente non ha legami con quanto raccontato fino a quel momento. E poi, con un altro salto, ci troviamo nel presente, intere settimane in cui Sergio pedina Guido, ne segue ogni mossa, scava negli angoli più in ombra della sua vita...
19,00

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