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Libri di Giuliano Zanchi

Qualcosa ci parla. Sussurri e grida tra una tempesta e l'altra

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: EMP

anno edizione: 2021

pagine: 138

È molto difficile per ora capire veramente cosa significa per noi una pandemia che ancora ci tiene prigionieri. Ci vorrà ancora molto tempo. Per adesso si può solo raccontare. Quando questo libro sarà nelle mani di qualche gentile lettore, sapremo se e con chi avremo celebrato il natale, festeggiato il capodanno, condiviso gli eventi. Tutte queste parole, che ora metto in fila una dietro l'altra, avranno una luce diversa da quella che le ha viste nascere. Vi arriveranno già coperte di molta polvere. Io stesso incontrerò l'altro me stesso che è stato qui, in questo tempo indecifrabile, a scrivere sulla sabbia di cose che mutano in continuazione. Per quanto evanescenti, queste parole avranno provato lo stesso a tracciare un ricordo, parziale e soggettivo, della strada compiuta per arrivare a quel prossimo presente. Le avrò con imbarazzo messe alla prova di un trascorrere del tempo che come sempre ci avrà di nuovo sorpreso.
12,00

La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: VITA E PENSIERO

anno edizione: 2020

pagine: 248

Arte, cucina, moda, design, spettacolo, fiction, arredamento, grafica, comunicazione, insomma tutto quanto coinvolge la nostra vita viene confezionato con attenzioni estetiche persino ossessive. La seduzione è diventata un comandamento sociale. La bellezza ha riempito il mondo e plasmato i nostri occhi. Ma che sia anche in grado di salvarlo è tutto da vedere. Sembra piuttosto che, negli automatismi che regolano il nostro inconscio culturale, essa svolga una sorta di funzione riparatrice. Dove non sembra più possibile, per conclamata mancanza di esistenza, affidarsi a qualcosa di vero e reale, restano le strategie della simulazione estetica, dove tutto quello che conta - Dio, il senso, l'identità e i legami - diventa oggetto di una costruzione artificiale. La bellezza ha così preso il posto lasciato vuoto dalla verità. Una strabiliante industria dello spettacolo ci intrattiene con quelle mitologie, favole e narrazioni che secoli di paziente decostruzione hanno dichiarato defunte. La cultura artistica si è tramutata in una spiritualità laica e le religioni sopravvivono come offerta estetica. La congiunzione tra mercato e tecnica fornisce con prodigiosa efficienza quegli strumenti magici, soprattutto digitali, che sono indispensabili agli individui di questo tempo per modellare identità dove regnano incertezze. La cosmesi è così diventata la forma del nostro mondo. Ma si tratta solo di apparenza?
16,00

Francesco Parimbelli. Dalle acque profonde

di Giuliano Zanchi

Libro

editore: Lubrina-LEB

anno edizione: 2014

pagine: 16

8,00

Un amore inquieto. Potere delle immagini e storia cristiana

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: EDB

anno edizione: 2020

pagine: 264

La lunga vicenda del legame tra storia cristiana e il potere delle immagini non si lascia facilmente rinchiudere dentro la comoda definizione di «arte sacra». Essa riguarda quel segmento di produzione artistica a soggetto religioso che ha trovato la sua più compatta codificazione dottrinale nei secoli della controriforma cattolica. Un diffuso riflesso mentale della cultura credente ha elevato questo specifico momento storico a forma permanente e quasi immutabile del secolare legame tra arte e fede. Per questo il suo declino moderno viene vissuto come un lutto che ha qualcosa di irreparabile. Nella storia cristiana il rapporto fra la vita credente e il potere delle immagini non si è dato in un modo univoco e secondo modalità immutabili, ma sempre in modo dinamico e secondo modelli diversi. A lungo il cristianesimo si è tenuto lontano dalla seduzione idolatrica delle immagini per poi assegnare loro un potere molto vicino a quello del sacramento. In altre stagioni esse sono state separate da un potere che appariva eccessivo per essere ricondotte a un compito di rappresentazione del sacro. Nel nostro tempo le immagini sono a servizio di una potente cultura visiva che rende difficile il loro rapporto coi tradizionali bisogni dell'esperienza credente. Insomma, quella tra il potere delle immagini e la vita cristiana è da sempre un'amicizia inquieta. Una reciproca attrazione fatale che deve continuamente trovare i suoi punti di equilibrio.
20,00

Luoghi della grazia. La liturgia e i suoi spazi

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: SAN PAOLO EDIZIONI

anno edizione: 2018

pagine: 112

Come l'essere umano è intrinsecamente legato al corpo che abita, così anche la grazia di Dio ha bisogno di situarsi nel tempo e nello spazio per "accadere-. E anche se nel cristianesimo gli spazi rituali sono ormai relativi, ovvero non costituiscono più la sostanza della liturgia, ne defi niscono comunque la qualità. Per questo meritano ancora che gli si riservi una certa cura. È ciò che cerca di fare Giuliano Zanchi con questo libro in cui ci offre una rassegna di quelli che lui stesso defi nisce "luoghi della grazia-. Perché, per usare le stesse parole dell'Autore, «predisporre la consistenza di un altare, di un ambone, dare forma a un'assemblea, disegnare luoghi di passaggio, illuminare lo spazio non sono esercizi puramente ornamentali [...]. Non si tratta semplicemente di arredi. Ma di luoghi della presenza». Attraverso un'analisi storico-artistica delle forme si cercherà quindi di comprendere l'importanza di questi luoghi anche per il presente, svelando l'evoluzione teologica di cui sono segno.
15,00

Il neopelagianesimo

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: SAN PAOLO EDIZIONI

anno edizione: 2018

pagine: 128

Nelle omelie di Santa Marta, divenute ormai il luogo di un magistero umile e feriale, ma anche nell'Evangelii gaudium e nella Gaudete et exsultate, papa Francesco spesso ci mette in guardia dalla tentazione di essere oggi un po' "pelagiani" o meglio "neopelagiani". Cosa vuole dire il Papa con il richiamo a questa antica eresia? Pelagio, monaco cristiano vissuto tra il IV e il V secolo, riteneva l'uomo capace di meritare la salvezza con le sue sole forze, senza l'ausilio della grazia. Rapportata al vivere ecclesiale odierno, questa concezione dell'uomo e del suo rapporto con Dio potrebbe portare la Chiesa a confidare più nelle sue strutture che nel primato della grazia, a cui Francesco ha dato il nome di «misericordia». A questa riduzione del cristianesimo antica, ma sempre nuova, il Papa, come ben dimostra il presente volume, contrappone la centralità del compito «pastorale», con una Chiesa chiamata a favorire in tutti i modi possibili l'incontro fra Cristo e l'uomo e non semplicemente a «regolarlo» con delle norme.
10,00

Rimessi in viaggio. Immagini da una Chiesa che verrà

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: VITA E PENSIERO

anno edizione: 2018

pagine: 240

Come ha efficacemente sintetizzato papa Francesco, non ci troviamo in un'epoca di cambiamento, ma in un cambiamento d'epoca. Un intero scenario di paradigmi e valori, nel quale la cultura cristiana ha potuto radicare le proprie forme pastorali, sembra di colpo svanito. Lo stato d'animo di molti credenti è esposto ai rischi dello smarrimento, dell'accidia o dell'attaccamento risentito al passato. Ma i cristiani, almeno in Occidente, sono come rimessi in viaggio sulle strade di una storia nella quale testimoniare, senza acrimonia e senza pigrizia, il Dio di Gesù in compagnia di questa umanità irrequieta. Anche oggi, come in ogni tempo, il cristianesimo è possibile. Il complesso panorama di questo passaggio storico esige però lucida consapevolezza e acuto discernimento, condizioni per essere all'altezza del compito pastorale che lo Spirito chiede alle Chiese. Le linee maestre e le prospettive spirituali tracciate dal Concilio si stanno rivelando ancor più preziose, e attendono di essere compiutamente acquisite nella mentalità comune dei credenti. Le concrete pratiche della cura pastorale hanno bisogno di essere creativamente riprese e ripensate attorno ad alcuni nuclei essenziali: la liturgia, la parola, la carità, la trasmissione, la responsabilità. In ognuno di questi ambiti si può immaginare come, passo dopo passo, senza fughe in avanti e senza volgersi indietro, si può stare accanto agli uomini di oggi perché siano toccati dal mistero della grazia di Gesù.
16,00

L'ira degli imbecilli e la collera dei giusti. L'hommage a Bernanos di Jean Marie Pirot detto Arcabas

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Gruppo AEPER

anno edizione: 2015

Nella sua piena giovinezza troviamo Jean Marie Pirot saldamente inserito in una rete di relazioni composta di intellettuali, uomini di teatro, teologi, filosofi, letterati, tutti legati alla visione di un cattolicesimo in vario modo dissenziente, deciso a svincolarsi dalla cupa convenzione di un dottrinalismo ormai imposto con le sole ragioni dell'autorità, pietra di inciampo di una vita cristiana bisognosa invece di confrontarsi con le istanze del pensiero moderno. È nel clima di questo ambiente, destinato a lasciare tracce profonde nella storia del pensiero e della teologia, che Jean Marie Pirot detto Arcabas, esercita il suo ministero di intellettuale impegnato, e concepisce Hommage à Bernanos, un monumentale polittico, ispirato al pamphlet "I grandi cimiteri sotto la luna", potente requisitoria dello scrittore francese di fronte al carnaio della guerra civile spagnola.
8,00

L'arte di accendere la luce. Ripensare la Chiesa pensando al mondo

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: VITA E PENSIERO

anno edizione: 2015

pagine: 141

La Chiesa di oggi sembra in cerca di un varco per il futuro. Mossa dal potente impulso riformatore di papa Francesco, diventa sempre più consapevole della necessità di un cambiamento al proprio interno per essere all'altezza di quanto richiestole dal vangelo di Gesù. Ma quali priorità deve assumere? Quali nodi deve sciogliere? Che forma dare all'istituzione ecclesiastica perché non finisca con l'oscurare il volto del Dio di Gesù, ma riprenda quell'arte di tenere accesa la luce della fiamma evangelica che sa attirare moltitudini? Sono le domande a cui la riflessione di Giuliano Zanchi offre una risposta lucida e persuasiva. Molto va ripensato delle figure che popolano la Chiesa: quella del laico, ancora in posizione subordinata rispetto al clero; quella della donna, marginale nei processi decisionali; quella del prete stesso, il cui profilo è diventato precario e incerto. Ma perché il vangelo possa parlare alla storia è necessaria anzitutto l'esistenza di una comunità. La testimonianza credente può darsi nel mondo solo grazie a una comunità di uomini e di donne che danno alla loro vita la forma del vangelo, solo attraverso il loro laborioso esercizio di quotidiana fraternità che si fa largo nei gesti di costruzione della città, della storia, della convivenza umana. Questa è la posta in gioco della presenza dei cristiani nel mondo. A questo essi servono.
12,00

Davide Casari. Operasosta

Libro: Copertina rigida

editore: Lubrina-LEB

anno edizione: 2018

pagine: 64

"Questa brunita scultura/segno, il cui rigore grafico rimbalza nell'interminabile sequenza di stampe che l'hanno preparata, si presenta come oggetto paradossale, inconcludente, inservibile. Una tavola cui resta impossibile sedersi. Una promessa di ospitalità mortificata dalla stessa fonte che la suscita. Un desiderio che mentre si accende contemporaneamente si nega. (G.Z.) Operasosta è anche un invito al visitatore, moderno viandante che interroga la memoria dei luoghi: le lapidi sulle tombe nell'antichità per parlare di sé, per potere, anche se mute, intrecciare un dialogo con il fortuito passante, lo pregavano di una sosta e di un ascolto. È quello che, in fondo, questa mostra chiede, per consegnare al ricordo ciò che le opere sono: un vuoto desideroso d'accoglienza e un silenzio gravido di possibilità. (G.B.) I giorni in cui abbiamo lavorato a San Lupo sono stati guidati da due parole: collocazione e corrispondenza, cioè la ricerca del luogo adatto alle opere scelte, in modo che dialogassero tra loro ed entrassero in relazione con l'Oratorio. Il termine corrispondenza richiama connessioni e legami che possono essere anche lontani". (D.F.) Fotografie di Marco Ronzoni.
25,00

Ezio Tribbia. Pane di domani

di Mauro Zanchi, Giuliano Zanchi

Libro

editore: Lubrina-LEB

anno edizione: 2009

pagine: 48

"Ezio Tribbia, mettendo in ostensione un alfabeto del pane rimasto impresso sopra sudari dell'opera quotidiana di un fornaio, afferma al contempo sia la pratica "predestinata" di un lavoro ereditato dai suoi avi sia "il segno visibile di una realtà sacra", una forma visibile di qualcos'altro che è invisibile: "Una nazione che ricominci la sua storia ridà, prima di tutto, agli uomini, l'umiltà di assomigliare con innocenza ai padri. La tradizione è una grandezza che si può esprimere in un gesto. Mille padri lo videro, e attraverso loro nei secoli è diventato puro come il volo di un uccello, elementare come il moto di un'onda"." (Mauro Zanchi). "Nell'automatica sapienza del fare il pane converge il flusso indistinto di passaggi ereditari le cui origini si perdono nella nebbia di una memoria inaccessibile, arriva fino all'inconscio della storia, lungo il chiaroscuro della sua indefinita linea di partenza, dove stazionano apparentemente immobili e dormienti, come celenterati in fondo al mare, gli impulsi primordiali dell'invenzione umana, la parola, il fuoco, l'arte, la ruota, i sacri segni in cui l'uomo è sorto grazie alle singolari trovate della sua sfida evolutiva." (Giuliano Zanchi)
15,00

Prove tecniche di manutenzione umana. Sul futuro del Cristianesimo

di Giuliano Zanchi

Libro: Copertina morbida

editore: VITA E PENSIERO

anno edizione: 2012

pagine: 106

Che ci troviamo di fronte a una svolta epocale nella civiltà umana, tutti lo avvertiamo, più o meno lucidamente. Una sorta di mutazione antropologica sta cambiando le strutture profonde dell'umano, esito sempre più appariscente della postmodernità. Di fronte a questo sogno estremo di emancipazione, la coscienza cristiana si sente profondamente turbata. Essa oscilla tra un rifiuto arroccato sulle vestigia di un passato glorioso e una resa spesso inconsapevole allo spirito del tempo. La grande bussola del Concilio Vaticano II, che negli anni Sessanta aveva restituito slancio e idealità a un cattolicesimo alle prese con le sfide moderne, sembra aver perso le sue capacità magnetiche. Eppure il credente sa di non poter restare umano separandosi dalla storia. Semplicemente perché il Dio di Gesù Cristo ad essa si è legato per sempre. I discepoli pertanto accompagneranno queste "prove tecniche di manutenzione umana" con una cordialità non acritica, mettendo in gioco la propria antica sapienza a proposito dell'umano: "La presenza cristiana", ci ricorda Zanchi, "è chiamata, proprio mentre la civiltà sembra impegnata in un lungo esodo verso mete ancora incerte, a riaffermare la sua irrinunciabile affezione per una forma comunitaria della vita evangelica impiantata nel cuore dell'esistenza comune, umilmente a fianco della costruzione umana collettiva, decisa a scegliere sempre per propria dimora il luogo dove gli umani hanno le loro case, la loro vita, le loro speranze".
13,00

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