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Libri di Giuseppe Nocca

La tiella e il caniscione di Gaeta. Con il ventre nel cuore

di Giuseppe Nocca

Libro: Copertina morbida

editore: Ali Ribelli Edizioni

anno edizione: 2020

pagine: 68

"La tiella e il caniscione di Gaeta" comprende una rigorosa ricerca storico-gastronomica sulla vicenda di queste due pietanze, i loro valori nutrizionali e risguardi antropologici che ne risaltano le origini e le connessioni con altre località del Mediterraneo. Il tutto è corredato da fotografie inedite e dipinti d'epoca, anche raffiguranti preziosi ingredienti tra cui il pomodoro spagnoletta di Gaeta.
12,00

Il divin torrone

di Giuseppe Nocca

Libro: Copertina morbida

editore: Ali Ribelli Edizioni

anno edizione: 2022

pagine: 206

Il torrone, protagonista delle nostre sagre paesane, di molte nozze e momenti di gioia, spesso defraudato del suo valore perché non dietetico, ha varcato i millenni segnando i riti di passaggio della vita umana nel bacino del Mediterraneo. Due soli ingredienti, che costituivano inizialmente i simboli del trascendente, saranno ulteriormente incrementati con l'introduzione dello zucchero, dell'albume e degli aromi; il torrone soggiace a due fenomeni: l'aumento delle sue dimensioni e dei suoi ingredienti. Il saggio propone un viaggio a ritroso nel tempo, alle radici di una preparazione così diversa dalle formulazioni commerciali, e che rimane traversale a molte culture del bacino mediterraneo.
20,00

Alieutica. Biodiversità ittica e pesca ecosostenibile nel Mediterraneo antico da Oppiano ad Aquileia

di Giuseppe Nocca

Libro: Copertina morbida

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2021

pagine: 360

La nuova traduzione del testo poetico di Oppiano redatto in greco nel II secolo d.C. apre inedite prospettive nella ricerca delle tipologie di prodotti ittici che comparivano sulla tavola romana in epoca imperiale. La lettura delle tecnologie di pesca e la disponibilità stagionale delle specie ittiche riesce meglio a circoscrivere le preferenze gastronomiche rispetto alle possibili indicazioni dei ricettari romani del tempo. Ne emerge un contesto di completa sostenibilità dell'attività di pesca accanto al consapevole consumo di un elevato numero di specie, molte delle quali ascrivibili al gruppo del pesce azzurro.
65,00

Il confetto. Dolce della fede

di Giuseppe Nocca

Libro: Copertina morbida

editore: Ali Ribelli Edizioni

anno edizione: 2020

pagine: 218

Nessuno avrebbe immaginato che mangiare un confetto ci avrebbe resi partecipi della dimensione divina, eppure questo piccolo dessert, nato innocentemente per essere un fine pasto, nel tempo si è arricchito di profondi significati religiosi. L'incontro della mandorla e dello zucchero accompagna da sempre le tappe della nostra esistenza; recuperarne il senso e la qualità ci permette di riscoprire le nostre radici.
25,00

Palmula. I datteri nell'antichità. Indagine antropologica e archeologica

di Giuseppe Nocca

Libro: Copertina morbida

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 110

Un lungo viaggio nell'antropologia del cibo che percorre, in modo trasversale, anche l'archeologia, la letteratura classica e l'arte, e ci rivela aspetti del tutto inediti sulla palma in quanto tale e sul dattero quale suo frutto. Il dattero era, ed è, un vero e proprio integratore alimentare, poiché privo di proteine e grassi e ricco di molte vitamine, dunque è in grado di dare una vera e propria sterzata energetica oltre ad essere un potente remineralizzante del metabolismo. L'osservazione poi sulle caratteristiche vegetative della palma e sulla longevità delle sue foglie, rispetto ad altre essenze sempreverdi, proiettano nel tempo una condizione atemporale che trova la sua sintesi più perfetta nel concetto di immortalità. L'immortalità affonda la sue radici nella condizione umana della lotta e del superamento della sofferenza che sempre oscilla tra la fatica ed il ristoro, il dolore e la gioia, la lotta e la vittoria, la sconfitta ed il trionfo. La palma allora viene assunta sia come segno di un traguardo terreno raggiunto che come speranza ed augurio di un successo, di una vittoria, ove il futuro è intravisto some sublimazione dell'essere presente. In epoca romana la dolcezza del dattero era così apprezzata da costituire non solo un ingrediente delle ricette aristocratiche, ma anche un diffuso dono per gli auguri di inizio anno; nel dattero la dolcezza si coniuga all'incertezza del futuro nel tentativo di travalicare l'angoscia della quotidiana sofferenza. Nella dolcezza del dattero l'uomo ritrova il suo desiderio di serenità e di immortalità, poiché la dolcezza appartiene solo a Dio e, nel cingersi la testa con le foglie di palma, l'uomo tenta di proiettare in una dimensione soprannaturale una condizione squisitamente umana. I datteri permeano la cultura italiana non solo nelle espressioni artistiche e nella gastronomia, ma in modo più silente nella evoluzione degli antroponimi con radice semitica tamar, come Tammaro, dal termine tamr (dattero) di origine indeuropea.
35,00

Galeno. Le proprietà degli alimenti

di Giuseppe Nocca

Libro

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2019

pagine: 490

Galeno osserva e descrive lo scibile alimentare della sua epoca con un taglio squisitamente medico. Il testo analizza con molta elasticità le denominazioni degli alimenti senza trascurarne la diffusione, il valore nutrizionale e il diverso impatto sull'apparato digerente in funzione dei diversi metodi di cottura. Ne emerge in tutta la sua freschezza un'istantanea dello stile alimentare diffuso nell'ambiente mediterraneo nel corso del II secolo dopo Cristo e che costituisce già un primo nucleo consolidato della futura dieta mediterranea.
65,00
45,00

Cecubo. Dalle anfore da vino al vino in anfora

di Giuseppe Nocca

Libro: Copertina morbida

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2017

pagine: 158

Il Cecubo è il vino più celebre dell'antichità romana, citato da numerosi poeti, esso era servito sulle tavole degli imperatori ed esportato fino ai confini dell'impero. Il testo prova a colmare un vuoto editoriale su questo prestigioso status symbol del mondo romano ricostruendo innanzitutto il luogo di produzione, sito nel Lazio, a partire dalle informazioni fornite dagli autori classici, fino a ricostruirne la sua decadenza economica. Il Cecubo presenta numerose apparenti anomalie rispetto ad altri vini dell'antichità romana, tra cui il suo ambiente di coltivazione completamente paludoso, incompatibile con qualsiasi viticoltura da reddito antica e moderna.
35,00

Le officine del garum sulla costa mediterranea ed atlantica del Marocco

di Giuseppe Nocca

Libro: Copertina morbida

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2016

pagine: 52

I Romani avevano mutuato dall'oriente il gusto per la salsa di pesce; il termine garum viene tout court importato dal greco, ma probabilmente il gusto per il pesce fermentato proviene da molto più lontano se ancora oggi nel Vietnam si produce il nuoc-nam con modalità pressoché analoghe al garum romano.
15,00

Cerealia. Archeonutrizione e archeogusto nell'evoluzione delle strategie alimentari dei cereali

di Giuseppe Nocca

Libro: Copertina morbida

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2015

pagine: 440

Il testo ripropone con un'ampia visione retrospettiva, in chiave storica ed archeologica dell'Italia classica, il recupero di una biodiversità di specie cerealicole ampiamente utilizzate in età greco-romana ed oggi del tutto scomparse nella dieta moderna. La progressiva riduzione della coltivazione di alcune specie consumate, fino alla quasi totale scomparsa già nel secondo dopoguerra, trova i suoi prodromi in epoca romana sia per esigenze agronomiche che per fattori antropologici.
45,00

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