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Libri di Gregor von Rezzori

Tracce nella neve. Ritratti per un'autobiografia che non scriverò mai

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2021

pagine: 320

Cinque «ritratti per un'autobiografia»: la bruttissima e magica balia Cassandra, custode e protettrice dell'infanzia, la madre nevrotica e affascinante, il padre romantico e cacciatore, la sorella intelligente e predestinata, la colta e sensibile istitutrice Straussìna, redentrice di un'adolescenza che altrimenti si sarebbe perduta per «una fatale indifferenza, un'innata indolenza del cuore». In questo libro, pubblicato per la prima volta in Germania nel 1989 e nello stesso anno in traduzione americana con l'aggiunta dell'epilogo, Gregor von Rezzori delinea il proprio percorso di crescita dalla remota Bucovina del 1914, suo anno di nascita e insieme annus horribilis della storia europea, fino alla Vienna dell'Anschluss e alla desolazione del secondo dopoguerra. A ogni persona centrale della sua vicenda biografica, von Rezzori dedica un intero capitolo in un processo volto, come osserva Andrea Landolfi nella postfazione, «al recupero del proprio passato tra i sedimenti e i detriti dell'inautentico, e alla consegna di esso alla posterità nell'unico modo in cui è dato trasmettere una realtà possibile, vale e dire attraverso il medium della letteratura». E poiché, nel nostro tempo, è impossibile rappresentare la realtà in modo univoco, l'autore non segue un filo cronologico: in ciascun capitolo ricomincia, per così dire, dall'inizio, o ritorna all'inizio, ripercorrendo gli stessi anni, e a volte gli stessi eventi, sempre dal punto di vista del se stesso protagonista, ma ogni volta «contaminandolo» e variandolo sulla base degli incontri con le persone che ne hanno reso il destino unico e irripetibile, e certamente degno di essere narrato.
19,00

Un ermellino a Cernopol

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2016

pagine: 417

Sono ammantati di un fascino fiabesco i protagonisti di quell'enigma che è, per i bambini, la realtà degli adulti. Ed ecco allora, circondato da un'aura di pacata ma intangibile autorità, il prefetto Tarangolian, saggio conoscitore degli intrighi della società e del cuore umano. Ed ecco Pasckano, tragico truffatore dalla ferinità quasi leggendaria; e poi le donne, portatrici dei misteri più profondi. E ancora imbroglioni luciferini e cavalieri, nobili dame, fanciulle purissime e streghe temibili: sono gli abitanti di Cernopol, immaginario crocevia di mille popoli e tradizioni al tramonto dell'impero austroungarico. Filo conduttore delle tante vicende è la devozione dei bambini per un eroe puro e senza macchia, il maggiore Tildy che, per difendere l'onore della sua affascinante e malatissima moglie, sfida a duello tutta l'alta gerarchia dell'esercito in cui serve. E se il maggiore, con la sua granitica serietà e l'inettitudine nell'arte della finzione e del compromesso, diventa lo zimbello ideale per lo scaltro popolo di Cernopol, per i bambini il destino di questo cavaliere dalla triste figura è il malinconico simbolo dell'uscita dall'infanzia e della fragilità di un mondo ambiguo e tutt'altro che perfetto, ma ricco di poesia e umanità. Introduzione di Claudio Magris.
13,00

Edipo a Stalingrado

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2019

pagine: 324

Berlino, fine anni Trenta. Il barone prussiano Traugott ("Sperindio") von Jassilkowski, sprovvisto di antenati illustri e ossessionato da una madre borghese che di nome - e non solo - fa Bremse ("freno"), affronta con caparbia determinazione la sua scalata sociale, complici l'intraprendente proprietaria della pensione in cui alloggia e un matrimonio d'interesse con la bella e disinibita erede di un industriale produttore di armi. Ma è solo l'inizio, perché il mai superato complesso edipico che affligge il barone e le nevrosi che ne conseguono procurano ai due sposi novelli non pochi guai. Provvidenziale giunge quindi la chiamata alle armi: Polonia, Francia, e poi Stalingrado, che regala all'improbabile eroe gli onori di un finale aperto e inatteso. A dir poco rocambolesche, le vicende di Traugott von Jassilkowski ricordano molto da vicino quelle di Rezzori (Berlino alla vigilia del secondo conflitto mondiale, l'alloggio nella pensione di un'aristocratica decaduta, la collaborazione a riviste illustrate...), ma "Edipo a Stalingrado" è molto più di un'autobiografia romanzata. E un affresco corrosivo e nostalgico di un'epoca, una città e un ceto sociale che, ignaro e apolitico, continua a perpetuare e a difendere i propri ideali, riti e privilegi, alla vigilia di un evento che ne decreterà il tramonto. Con uno scritto di George Grosz.
14,00

Uno straniero nella terra di Lolita

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2019

pagine: 87

Nel 1958, su richiesta di Rowohlt, il suo editore tedesco, Gregor von Rezzori collabora alla traduzione di "Lolita "di Vladimir Nabokov. Da quell'esperienza nasce l'idea di un'impresa che Rezzori realizza una trentina di anni più tardi: un pellegrinaggio negli Stati Uniti sulle tracce di Humbert Humbert e della sua giovane seduttrice, ma anche, e forse ancor più, alla ricerca dell'America del suo immaginario infantile, disegnata sul mappamondo di una stanza dei giochi nel cuore della Mitteleuropa. L'America dei cowboy e degli indiani, della natura incontaminata, dei grandi spazi. I tempi sono cambiati, e lo scenario che si offre a Rezzori e ai compagni di viaggio che via via lo affiancano (un giovane americano, una «vintage virgin» stregata da Scarlett O'Hara, e infine la moglie Beatrice) è ormai irrimediabilmente altro: paccottiglia turistica, chioschi di hamburger, paradisi naturali cementificati in cui le Lolite sono merce rara. Ma c'è anche un'altra faccia dell'America: Gettysburg, Harpers Ferry, i santuari di una storia che agli europei, schiacciati da un passato millenario, pare ancora incredibilmente vicina. Per Rezzori il sogno americano, quel miscuglio irresistibile di divertimento e meraviglioso infantilismo, non si è spento, e la sintesi più efficace non può essere che Las Vegas, Disneyland e nuova Gerusalemme della Terra Promessa. Qui, nel segno dell'affermazione di sé, del proprio stile di scrittura e della propria sensibilità, si conclude un viaggio che per Rezzori è stato anche dialogo a distanza e confronto ininterrotto con Nabokov, «gemello non identico», come lo definisce Zadie Smith nell'introduzione al volume, e suo mito letterario.
13,00

Memorie di un antisemita

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2018

pagine: 301

Un adolescente «distratto e solitario» cresce nella lontana Bucovina, provincia orientale dell'Impero absburgico, terra di confine e crogiolo di popoli. Con la guerra mondiale crollano insieme uno stato, una società, un mondo, ma resta intatto, in quello che è divenuto il Regno di Romania, il miscuglio delle razze. L'adolescente austriaco si trasforma in un giovane rumeno, si trasferisce a Bucarest e poi a Vienna, e diventa uomo. Lungo le tappe della sua esistenza lo accompagna un atteggiamento che è proprio del suo ambiente e della sua cultura, quello dell'antisemitismo, un sentimento che, come scrive Claudio Magris nella Prefazione, «viene ritratto in una sua inquietante spontaneità, quasi innocente perché naturale, e quindi tanto più oggettivamente colpevole». È un antisemitismo che nasce da una mescolanza irrazionale di fascino e repulsione, così come testimoniano le cinque vicende di rapporti fra il protagonista e il mondo ebraico che costituiscono l'ossatura del romanzo. Le "Memorie di un antisemita" possono essere lette come la rappresentazione lucida, cristallina di un mondo variegato e complesso, ma sono anche e soprattutto il racconto di una ricerca della verità - la verità di un fenomeno ambiguo, quasi eterno, sempre latente e pronto a esplodere: l'insofferenza nei confronti della diversità. Prefazione di Claudio Magris.
20,00

Caino. L'ultimo manoscritto

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2016

pagine: 214

"Pubblicato postumo in Germania nel 2001, "Caino" è l'ultima opera di Gregor Von Rezzori e rappresenta una ipotetica "continuazione" del romanzo "La morte di mio fratello Abele", in cui il protagonista Aristides, nel 1968, vorrebbe scrivere il libro della sua generazione, ma ne è continuamente distolto dalla frammentazione della vita e dei ricordi, e nel descrivere la propria incapacità scrive di fatto il romanzo che noi lettori andiamo leggendo. "Caino" è il risultato di un incessante lavorio su una massa imponente di appunti, abbozzi, ripensamenti, assemblati in un'opera che, muovendo dagli stessi luoghi e personaggi del romanzo precedente, di fatto ne inficia alcune certezze, osservandole da una o più prospettive diverse. Le illusioni e gli inganni della Germania del secondo dopoguerra, dove un capitalismo aggressivo privo di scrupoli si esprime anche attraverso il cinema, l'americanizzazione dell'Europa e del mondo, la progressiva perdita di autenticità e bellezza sono alcuni dei temi sui quali il romanzo si sofferma." (Andrea Landolfi)
13,00

L'ultima fermata

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2016

pagine: 249

La storia del ricco sessantacinquenne armeno-newyorkese che all'improvviso, spinto da un impulso oscuro, "pianta tutto" (business moglie amante) e parte per un viaggio à rebours che, attraverso mezzo mondo, lo conduce prima a Vienna e a Venezia e poi, addirittura, a imbarcarsi sull'Orient-Express, il mitico treno di lusso appena restaurato, è l'"occasione romanzesca " di cui, in questo libro esigente e originale, Gregor von Rezzori si serve per delineare con efficacia quello che sembra essere il tratto caratteristico del nostro Occidente satollo e impaurito: l'impossibilità del destino individuale. In un mondo ormai del tutto omologato, dove ogni realtà è perfettamente riproducibile, e quindi fungibile, anche le cosiddette "crisi esistenziali" seguono un andamento comune e prevedibile, attraverso luoghi a loro volta comuni e prevedibili. Così alla Venezia del mito, quella di Byron e di D'Annunzio, di Goethe e di Thomas Mann, si sovrappone l'attuale, percorsa da orde di inconsapevoli consumatori di cultura, e al leggendario treno di lusso dei romanzi di Dekobra e di Agatha Christie si affianca quello di adesso, perfettamente riprodotto per essere adibito a una lucrosa "operazione nostalgia". La capacità del narratore di muoversi in equilibrio tra rievocazione sentimentale e critica aspra e derisoria del presente - nonché di quella stessa inclinazione nostalgica - fa di questo romanzo un documento della nostra crisi.
20,00

La morte di mio fratello Abele

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2014

pagine: 748

"Pubblicato in Germania nel 1976, definito dal Premio Nobel Elie Wiesel uno dei grandi romanzi del Ventesimo secolo, 'La morte di mio fratello Abele' rappresenta, in modo caleidoscopico e in una forma che programmaticamente si sottrae a qualsiasi ordine, cinquant'anni di storia europea, dal 1918 al 1968. Un quarantenne cosmopolita dalle origini dubbie e confuse cerca disperatamente, da anni, di scrivere il romanzo della propria generazione, l'opera che dia conto di tutte le sensazioni, gli eventi, le vibrazioni, le illusioni, la ferocia degli anni che hanno visto due guerre mondiali culminare nella definitiva 'americanizzazione' dell'Europa. In un gran numero di scatoloni, che da anni trascina con sé, egli ha depositato - proprio come l'autore reale Gregor von Rezzori - una impressionante quantità di appunti, abbozzi, capitoli più o meno conclusi, resoconti di incontri. Una intera, magmatica realtà cartacea parallela alla realtà ufficiale della Storia, e che di quella costituisce ora l'integrazione, ora il ritratto, ora la smentita... Tra presente e passato, tra Parigi del 1968 e Vienna del 1938, passando per Amburgo, Norimberga, la Bessarabia, la Costa Azzurra, il romanzo narra, e insieme mette in scena, l'impossibilità 'moderna' di narrare. Ma lo fa, appunto, narrando." (Andrea Landolfi). Con una nota di Claudio Magris.
25,00

Il cigno

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2014

pagine: 121

Nel tempo "sospeso" tra le due guerre mondiali, due adolescenti - l'io narrante e la sorella Tanja, di pochi anni più grande - tornano nella casa della loro infanzia, nella remota Bucovina, per assistere al funerale dello zio Sergej, morto suicida. Questo ritorno sarà per loro occasione di un amaro rendiconto, che sancirà irrevocabilmente la fine dell'incanto dell'infanzia e insieme la fine di un mondo che, in realtà già tramontato nel tempo immobile della loro fanciullezza, era stato tenuto artificialmente in vita dalle finzioni familiari e dallo stesso ingenuo romanticismo con cui fratello e sorella avevano mitizzato, rendendola appunto "letteraria", la vita loro e della loro composita famiglia.
14,00

Edipo a Stalingrado

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2011

pagine: 316

Berlino, fine anni Trenta. Il barone prussiano Traugott ("Sperindio") von Jassilkowski, sprovvisto di antenati illustri e ossessionato da una madre borghese che di nome - e non solo - fa Bremse ("freno"), affronta con caparbia determinazione la sua scalata sociale, complici l'intraprendente proprietaria della pensione in cui alloggia e un matrimonio d'interesse con la bella e disinibita erede di un industriale produttore di armi. Ma è solo l'inizio, perché il mai superato complesso edipico che affligge il barone e le nevrosi che ne conseguono procurano ai due sposi novelli non pochi guai. Provvidenziale giunge quindi la chiamata alle armi: Polonia, Francia, e poi Stalingrado, che regala all'improbabile eroe gli onori di un finale aperto e inatteso. A dir poco rocambolesche, le vicende di Traugott von Jassilkowski ricordano molto da vicino quelle di Rezzori (Berlino alla vigilia del secondo conflitto mondiale, l'alloggio nella pensione di un'aristocratica decaduta, la collaborazione a riviste illustrate...), ma "Edipo a Stalingrado" è molto più di un'autobiografia romanzata. E un affresco corrosivo e nostalgico di un'epoca, una città e un ceto sociale che, ignaro e apolitico, continua a perpetuare e a difendere i propri ideali, riti e privilegi, alla vigilia di un evento che ne decreterà il tramonto. Con uno scritto di George Grosz.
20,00

Memorie di un antisemita

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2010

pagine: 301

La parabola di un uomo dall'adolescenza alla maturità, sullo sfondo delle trasformazioni di una terra di confine. Il protagonista, cresciuto nella lontana Bucovina, crogiolo di popoli e razze diverse, sperimenta sulla propria pelle la dissoluzione della Felix Austria. Austriaci, tedeschi, slavi, turchi, armeni, ebrei da cittadini di un impero si trovano a essere popoli diversi con crescenti aspirazioni indipendentistiche. Le sue vicende personali lo costringono a interrogarsi sui temi dell'identità, della trasformazione dell'io, tipici della letteratura mitteleuropea.
10,00

L'attesa è magnifica

di Gregor von Rezzori

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2010

pagine: 279

Sulla soglia degli ottant'anni, convalescente, Gregor von Rezzori affronta nella quiete del suo ritiro toscano un vorticoso "viaggio nei viaggi" in cui le esperienze, gli incontri che hanno segnato un'esistenza ricchissima e singolare si aggregano e disgregano intorno ad alcuni nuclei di riflessione fondamentali: il potere e le sue manifestazioni nella storia, la responsabilità dell'artista e dell'individuo di fronte a un reale sempre più falsificato dai media, la possibilità di condividere il proprio destino con altri esseri umani, e di accettarlo. Ma non si tratta di semplici ricordi, perché per questo straordinario interprete del Novecento le molteplici realtà di cui siamo spettatori o protagonisti non trascorrono con ordine sulla linea del tempo, ma si compenetrano e coabitano in noi in una perenne simultaneità, complessa da gestire quanto appassionante. Ne nasce un'opera, come scrive Andrea Landolfi nella postfazione, "provocatoria e per nulla incline a conformarsi allo spirito del tempo".
22,00

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