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Libri di Harold Bloom

Il demone di Shakespeare. Cosa possiamo imparare da Cleopatra e Falstaff

di Harold Bloom

Libro: Copertina rigida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2019

pagine: 328

Harold Bloom si è innamorato di Sir John Falstaff all'età di dodici anni: "Ero un ragazzino piuttosto grassoccio e malinconico e mi accostai a lui per necessità, perché ero solo"; al 1974 risale invece l'innamoramento per Cleopatra, o meglio per la Cleopatra interpretata dall'attrice sudafricana Janet Suzman: "La voracità della donna più seducente di tutta la produzione shakespeariana si declinava in un personaggio vivido, i cui sbalzi d'umore riflettevano la spinta propulsiva di una sessualità al suo apice". Il cavaliere spaccone, maestro d'arguzia, compagno d'avventure e di bevute del futuro Enrico V, e l'affascinante regina d'Egitto, incarnazione della donna fatale, sono i protagonisti di questa nuova immersione di un gigante della critica contemporanea nell'universo dell'autore prediletto, l'ennesima dichiarazione d'amore per "il massimo scrittore che mai conosceremo", come Bloom lo definisce nel suo capolavoro, Il canone occidentale. Per Bloom, leggere o assistere a un dramma di Shakespeare, "ineguagliato psicologo" in cui sono già presenti "tutti gli aspetti essenziali di Freud", significa leggere dentro noi stessi, scendere negli eterni abissi dell'essere. Falstaff e Cleopatra non sono personaggi: come tutte le creature shakespeariane, sono personalità irriducibilmente vive, in grado di irrompere nella vita di noi lettori, di incidersi nella nostra memoria, di cambiare insieme a noi.
22,00

L'angoscia dell'influenza. Una teoria della poesia

di Harold Bloom

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2018

pagine: 168

«La storia della poesia, come il nostro libro vuole dimostrare, dev'essere considerata indistinguibile dall'influenza poetica, poiché i poeti forti costruiscono tale storia travisandosi l'un l'altro, in modo da liberare un nuovo spazio alla propria immaginazione. Il mio interesse è per ora unicamente rivolto ai poeti forti, alle figure maggiori che hanno avuto la tenacia di lottare, anche fino alla morte, coi propri precursori forti. I talenti deboli tendono a idealizzare; le figure di vasta immaginazione invece si appropriano dell'esistente. Ma niente si ottiene per niente, e l'autoappropriazione comporta dunque enormi angosce di indebitamento, poiché quale autore forte vorrebbe riconoscere ch'egli non è riuscito a creare con le sue sole forze?»
20,00

Il canone americano. Lo spirito creativo e la grande letteratura

di Harold Bloom

Libro: Copertina morbida

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2017

pagine: 609

I "dàimon" per i filosofi greci erano gli esseri superiori, a metà strada fra il divino e l'umano; per Bloom sono gli scrittori dotati di un'intensità tale da elevarli verso il sovrasensibile: Whitman, Melville, Emerson, Dickinson, Hawthorne, James, Twain, Frost, Stevens, Eliot, Faulkner e Crane. Ritroviamo un'idea di letteratura esigente, idiosincratica, che è sempre anche una "guerra del gusto". Ma quando Bloom spiega perché l'amore per un poeta non si può spiegare, o perché Whitman gli ha letteralmente salvato la pelle, è chiaro che il merito principale di questo libro è di regalare ancora una volta il racconto di un'esperienza di lettura unica, non tanto diversa dalla vita, che fa corpo con la vita.
18,00

Shakespeare. L'invenzione dell'uomo

di Harold Bloom

Libro: Copertina morbida

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2003

pagine: 575

Analizzando le opere maggiori di Shakespeare, Bloom dimostra che il drammaturgo, più che semplici ruoli teatrali o personaggi, ha creato vere e proprie personalità. Dopo oltre 12 anni trascorsi a studiarlo e a insegnarlo, Bloom si arrende, ammirato, alla mente del "bardo" che, lungi dal "riprodurre la natura", ha inventato l'uomo, i percorsi e i motivi della sua psiche, scendendo a profondità non ancora completamente spiegate e comprese, nemmeno da Freud. I personaggi shakesperiani sono più vivi della vita stessa, come il pubblico di allora e di oggi percepisce bene al di là di ogni velleitaria analisi critica o messinscena teatrale.
12,00

Il canone americano. Lo spirito creativo e la grande letteratura

di Harold Bloom

Libro: Copertina rigida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2016

pagine: 500

I "dàimon" per i filosofi greci erano gli esseri superiori, a metà strada fra il divino e l'umano; per Bloom sono gli scrittori dotati di un'intensità tale da elevarli verso il sovrasensibile: Whitman, Melville, Emerson, Dickinson, Hawthorne, James, Twain, Frost, Stevens, Eliot, Faulkner e Crane. Ritroviamo un'idea di letteratura esigente, idiosincratica, che è sempre anche una "guerra del gusto". Ma quando Bloom spiega perché l'amore per un poeta non si può spiegare, o perché Whitman gli ha letteralmente salvato la pelle, è chiaro che il merito principale di questo libro è di regalare ancora una volta il racconto di un'esperienza di lettura unica, non tanto diversa dalla vita, che fa corpo con la vita.
28,00

La kabbalah e la tradizione critica

di Harold Bloom

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2014

pagine: 120

"La grande lezione che la Kabbalah può dare all'interpretazione contemporanea è che il significato, nei testi tardivi, è sempre un significato errante, proprio come gli ebrei tardivi erano un popolo errante. Il significato erra, come la sofferenza umana, o come il peccato, da testo a testo, e, all'interno di un testo, da figura a figura. Ciò che governa questo errare, questo essere nell'errore, è la difesa, la stupenda necessità della difesa. Poiché non soltanto l'interpretazione è una difesa, ma il significato stesso è una difesa, e così il significato erra per proteggersi. Etimologicamente, "difesa" si riferisce a "cose vietate", a "proibizione", e possiamo congetturare che la difesa poetica sorga in stretta alleanza con le nozioni di violazione e trasgressione, che sono essenziali per la presentazione di sé da parte di ogni forte poeta nuovo. Nella tradizione ebraica, ogni rappresentazione letteraria partecipava della trasgressione, a meno che non fosse canonica. Ma l'Esilio costituisce uno stimolo profondo al desiderio umano di rappresentazione letteraria. La Kabbalah è una dottrina dell'Esilio, una teoria dell'influenza concepita per spiegare l'Esilio. L'Esilio, in un contesto puramente letterario, migra dalla categoria di spazio a quella di tempo, per cui l'Esilio diventa Tardività. Dopo l'Esilio dalla Spagna, la Kabbalah intensificò la propria visione della Tardività, intensificazione culminata nel mito luriano.
19,00

L'angoscia dell'influenza. Una teoria della poesia

di Harold Bloom

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2014

pagine: 168

"La storia della poesia, come il nostro libro vuole dimostrare, dev'essere considerata indistinguibile dall'influenza poetica, poiché i poeti forti costruiscono tale storia travisandosi l'un l'altro, in modo da liberare un nuovo spazio alla propria immaginazione. Il mio interesse è per ora unicamente rivolto ai poeti forti, alle figure maggiori che hanno avuto la tenacia di lottare, anche fino alla morte, coi propri precursori forti. I talenti deboli tendono a idealizzare; le figure di vasta immaginazione invece si appropriano dell'esistente. Ma niente si ottiene per niente, e l'autoappropriazione comporta dunque enormi angosce di indebitamento, poiché quale autore forte vorrebbe riconoscere ch'egli non è riuscito a creare con le sue sole forze?".
20,00
24,90

Anatomia dell'influenza. La letteratura come stile di vita

di Harold Bloom

Libro: Copertina rigida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2011

pagine: 444

"La critica letteraria è l'unica forma accettabile di autobiografia" sosteneva Walter Pater. Lo dimostra in questo libro Harold Bloom, che oggi suggella l'esperienza di una vita intera di curiosità, pensiero e insegnamento ripercorrendo i temi e le passioni della sua carriera con gli occhi del critico e soprattutto del lettore instancabile. A quarant'anni dal capolavoro "L'angoscia dell'influenza", torna infatti a confrontarsi con la trama segreta di soggettività, emulazione, mimesi, lotta e tradimento che innerva la storia letteraria e arricchisce l'esperienza del testo, poiché leggere è innanzitutto un dialogo a distanza che non si esaurisce nelle pagine ma si nutre di echi, risonanze e infiltrazioni che durano per tutta la vita. I capolavori non vengono infatti al mondo già perfettamente formati: emergono da una lotta senza quartiere con quelli che li hanno preceduti. Leggerli e comprenderli fino in fondo significa ricostruire le mosse di questa battaglia, tracciando di rimando in suggestione, di citazione in appropriazione, la mappa dei vincitori, dei vinti, dei saccheggi. Sul filo degli incontri, delle scoperte e degli amori più duraturi, Bloom costruisce un ideale testamento - il suo "canto del cigno", come lui stesso lo ha definito - che è insieme raccolta di saggi, autobiografia letteraria e invito al corpo a corpo con i maestri del nostro pensiero.
22,00

Il canone occidentale. I libri e le scuole delle età

di Harold Bloom

Libro: Copertina morbida

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2008

pagine: 588

Quali sono i testi e gli scrittori su cui la civiltà occidentale ha edificato la sua letteratura? Come conciliare il gusto personale con il bisogno di condividere un patrimonio comune? Da Dante a Shakespeare, da Molière a Goethe, da Cervantes a Tolstoj, Harold Bloom ha individuato ventisei autori, prosatori e drammaturghi che non si può non conoscere e dedica loro pagine di studio diventate un patrimonio straordinario. Opera profondamente personale, controversa, discussa, letta in tutto il mondo, "II Canone occidentale" è un saggio sui classici diventato, a sua volta, un classico degli studi letterari.
15,00

Il genio. Il senso dell'eccellenza attraverso le vite di cento individui non comuni

di Harold Bloom

Libro: Copertina morbida

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2004

pagine: 945

Che cos'è il genio? È un'idea che la cultura materialista del nostro tempo non ama, e che tenta di spiegare, riconducendone la portata, con l'analisi del contesto storico, sociale o culturale, o con il determinismo genetico. Ma per il critico americano Harold Bloom una definizione materialistica del genio è impossibile, dato che il genio è proprio l'aspirazione allo straordinario e al trascendentale che, magari inconsapevolmente, coltiviamo dentro di noi e che alcuni individui hanno saputo realizzare con le loro opere. In questo saggio l'autore limita la ricognizione al campo dei suoi studi, cioè ai geni che hanno scelto la parola come mezzo di espressione, in un racconto che spazia dalla Palestina del X secolo avanti Cristo alla fine del XX secolo.
12,90
56,00

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