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Libri di Jean-Marc Besse

Paesaggio ambiente. Natura, territorio, percezione

di Jean-Marc Besse

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2020

Esistono paesaggi meramente decorativi, cartoline consolatorie pronte a diventare merce. Ma esiste anche un altro paesaggio, che l'autore di questo libro definisce «profondo, essenziale, necessario». Si tratta di quel paesaggio che da sempre è il riflesso delle aspirazioni, delle pratiche e dei desideri umani di continuare ad abitare il mondo. Mentre si moltiplicano i segnali della ricerca di altri rapporti tra città e campagna, mentre si sperimentano forme di vita diverse e compaiono nuove geografie, il paesaggio - ben oltre la sua dimensione estetica - è qui interrogato nelle sue relazioni con l'ambiente, con l'insieme dei viventi che lo abitano e che lo costituiscono. Riflettere sul paesaggio, sul suo essere un elemento connaturato dell'esistenza umana, significa pensarlo come qualcosa di diverso dalla natura, dall'orizzonte, dal territorio, scoprendo - grazie a questo libro - che il paesaggio è il modo in cui diamo forma alle relazioni vissute con ambienti attraversati dalla vita dei quali siamo attivamente parte. "Paesaggio ambiente" è un libro di ecologia e filosofia, architettura e antropologia, che nella forma di un lemmario fa la sintesi, semplice ed esaustiva, di decenni di dibattiti sulla natura del paesaggio e la sua conservazione. Si tratta della prima traduzione italiana dell'opera di un autore che, al pari di Gilles Clément o altri autori francesi, ha dato un contributo fondamentale al rinnovamento del pensiero ecologico globale.
14,00

Vedere la Terra. Sei saggi sul paesaggio e la geografia

di Jean-Marc Besse

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2008

pagine: 148

Quali forme ha preso nel tempo lo sguardo con cui l'uomo ha osservato la Terra? E quali sono le immagini che hanno espresso queste forme? Nell'affrontare queste domande, che sorgono dal mettere in relazione geografia e filosofia, Jean-Marc Besse assume il paesaggio come qualcosa di vivo, qualcosa che è continuamente in grado di stimolare e mettere in crisi "un'attesa della percezione, una categoria del pensiero, una forma d'espressione". In questo senso, il paesaggio non è un punto di arrivo ma, al contrario, attiva una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, e sulla violenza tragica - come la definiva Simmel - che questo rapporto porta con sé, in particolare a partire dalla modernità. Il paesaggio è dunque un punto di partenza per interrogare figure che a loro volta sono state toccate, o meglio segnate, dal paesaggio, dalla sua presenza, nello sforzo di dare una risposta possibile a una questione sempre attuale: come è possibile abitare lo spazio? Come, nel nostro porci di fronte al mondo, possiamo produrre modi e forme per un nuovo rapporto con la Terra, intesa come la base dell'esistenza umana?
17,00

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