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Libri di Laurent De Sutter

L'arte dell'ebbrezza

di Laurent De Sutter

Libro: Copertina morbida

editore: Giometti & Antonello

anno edizione: 2021

pagine: 144

La storia dell'ebbrezza è la storia di una fascinazione che ha sempre oscillato tra l'esaltazione romantica e la condanna scandalizzata. Eppure sono numerosi coloro che, in tutti i tempi e in tutte le culture, hanno rifiutato tale dicotomia per interrogarsi sugli effetti reali dell'alcool e sui poteri insospettabili che nasconde. Dalla Baghdad del IX secolo alla New York del XX secolo, dalla Francia medievale al Giappone dell'era Meiji, poeti, filosofi, scrittori, alchimisti e semplici bevitori hanno esplorato, in modo spesso vacillante e brillo, le conseguenze dell'ubriachezza nel campo dell'arte e in quello della scienza, in quello della politica e in quello della morale - fino a sondare il campo stesso dell'essere. Camminando in compagnia di Abû Nûwas, Nakae Chômin, Rabelais, Dorothy Parker, Zhang Xu e molti altri, Laurent de Sutter propone un viaggio conoscitivo attraverso le trasformazioni offerte dall'ebbrezza, alla ricerca di una nuova verità, che non si regga in piedi se non sbandando: una verità ubriaca, che metta in ridicolo il millenario regime poliziesco della sobrietà.
18,00

Narcocapitalismo. La vita nell'era dell'anestesia

di Laurent De Sutter

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2018

pagine: 104

Cosa hanno in comune l'invenzione degli anestetici nella metà del XIX secolo, l'uso della cocaina da parte dei nazisti e il diffondersi del Prozac? La risposta è che sono tutti prodotti della stessa logica, che definisce la nostra era contemporanea come "l'era dell'anestesia". Laurent de Sutter mostra come gran parte delle nostre vite siano ora caratterizzate dalla gestione dei nostri sentimenti attraverso i farmaci, dalle pillole per dormire ai narcotici pesanti. La chimica è diventata così parte di noi che non riusciamo nemmeno a vedere quanto ci abbia cambiato. In questa era, essere un soggetto non significa semplicemente essere sottoposti ai poteri che decidono delle nostre vite: significa che i nostri stessi affetti ed emozioni sono stati demandati alla stimolazione chimica. Eppure non capiamo perché le sostanze che assumiamo non siano in grado di liberarci dalla fatica e dalla depressione, e dalla mancanza di desiderio che ora caratterizza la nostra condizione psicopolitica. Abbiamo dimenticato cosa significa essere eccitati perché le sole eccitazioni che conosciamo sono indotte da farmaci e droghe. Dobbiamo abbandonare la stimolazione narcotica cui siamo arrivati ad affidarci e trovare un modo per tornare all'eccitazione collettiva, che è la più grande paura del narcocapitalismo.
10,00

Teoria del kamikaze

di Laurent De Sutter

Libro: Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2017

pagine: 87

«Seduto al volante, l'uomo che guida il camion carico di esplosivo non è un killer, né un terrorista; è un attore: l'attore di una scena pirotecnica il cui obiettivo non è tanto la distruzione, quanto la sua possibile visibilità. Il kamikaze è un essere estetico: appartiene al regime delle apparenze, di cui satura per un po' l'intera ecologia, rendendo invisibile tutto, eccetto il flash dell'esplosione che si presume lo porti via in un'apoteosi di luce. Per un kamikaze si tratta di ottenere che l'immagine dell'attentato diventi l'immagine definitoria del momento in cui si verifica: che ne diventi l'icona ».
8,00

Metafisica della puttana

di Laurent De Sutter

Libro: Copertina morbida

editore: Giometti & Antonello

anno edizione: 2017

pagine: 102

«Nella sua maniera ambivalente, Lulu era dunque un'incarnazione della verità: il riflesso che rinviava a chi desiderava possederla era il riflesso del vero - ma di un vero che non era una qualità o una proprietà. Vero era soltanto l'attimo del riflesso, l'attimo dell'immagine vuota che rinvia a chi la osserva il suo stesso sguardo, permettendogli improvvisamente di coglierlo. Perché non è vero che non è possibile cogliere il proprio sguardo: è sufficiente avvicinare una puttana perché esso diventi improvvisamente visibile, ma di una visibilità impossibile, insopportabile».
16,00

Deleuze e la pratica del diritto

di Laurent De Sutter

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2011

pagine: 107

La filosofia di Gilles Deleuze si è sviluppata in un continuo confronto con il fuori, con l'altro da sé che di volta in volta ha assunto i tratti del cinema, della psicoanalisi, della scienza, della politica, della letteratura. Più sotterranea è invece la sua relazione con il diritto, portata sapientemente alla luce da questo lavoro di Laurent de Sutter. L'ipotesi è quella che dall'opera deleuziana emerga una vera e propria filosofia del diritto, in cui alla giurisprudenza viene affidato il ruolo di dispositivo di collegamento fra diritto e filosofia. "La giurisprudenza - dice Deleuze - è la filosofia del diritto, e procede per singolarità, prolungamenti di singolarità". La sua caratteristica è quella di stabilire rapporti innovativi sulla base dell'autonomia dei soggetti e del loro agire pratico. È una operazione "disgiuntiva" che smonta la logica "congiuntiva" della legge, il trascendentale al quale vanno in anticipo riferite e ricondotte le azioni. In un'epoca come la nostra, segnata dalla crisi degli ordinamenti, della legge, delle sue fonti, la prospettiva elaborata da Deleuze fornisce strumenti indispensabili per ripensare il diritto, considerandolo non come una mera codificazione di norme e sanzioni sancite dal potere sovrano, ma come una pratica di invenzione, di associazione, di costruzione di relazioni.
13,00
80,00

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