Il tuo browser non supporta JavaScript!

Libri di Marco Tullio Cicerone

Pro Ligario-Pro Marcello-Pro rege Deiotaro (Orazioni cesariane). Volgarizzamento di Brunetto Latini

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina rigida

editore: Scuola Normale Superiore

anno edizione: 2019

pagine: 315

Il volgarizzamento a opera di Brunetto Latini delle tre orazioni cosiddette «Cesariane» (Pro Marcello, Pro Ligario, Pro rege Deiotaro), pronunciate da Cicerone tra il settembre del 46 a.C. e il novembre dell'anno seguente, ebbe fin da subito ampia fortuna, tanto che risulta tràdito da un gran numero di codici, databili per lo più fra Tre e Quattrocento. I motivi di interesse del volgarizzamento sono molteplici: sotto il profilo stilistico e linguistico, innanzitutto, poiché l'opera costituisce un mirabile esempio di prosa d'arte, con Brunetto che plasma il volgare fino a competere per rigore e raffinatezza con l'originale ciceroniano, così che la sua lingua acquista, come ricordava Cesare Segre, «una forza interiore piena di fermenti»; ma anche dal punto di vista culturale, dal momento che la traduzione delle tre orazioni si origina e trova giustificazione nel mutato contesto comunale fiorentino, nel quale del resto, proprio a partire da quegli anni, si assisterà all'affermarsi della grande stagione dei volgarizzamenti dei classici. Nell'Introduzione ai testi si passa in rassegna la fortuna del volgarizzamento, indagando gli ambienti culturali in cui fu letto e copiato, per poi affrontare le questioni legate all'attribuzione e alla datazione dell'opera. Nei capitoli successivi, dopo aver presentato un approfondito esame della tradizione latina nel tentativo di individuare la fisionomia dell'examplar di traduzione utilizzato da Brunetto, si analizzano nel dettaglio le tecniche traduttive messe in campo dal notaio fiorentino. La Nota al testo offre le schede codicologiche, provviste di tavole del contenuto, di tutti gli oltre trenta codici del volgarizzamento, e cerca di far luce sull'intricata tradizione, proponendo una razionalizzazione dei rapporti fra i testimoni. Il testo critico, fondato sull'intero testimoniale, è accompagnato da un ampio e puntuale commento che, oltre a fornire un supporto al lettore per le questioni interpretative, offre annotazioni di natura storica, linguistica ed ecdotica, con particolare interesse per i problemi e le difficoltà della traduzione. Il volume è chiuso da un glossario, pressoché integrale, e dagli indici.
32,00

Dei doveri. Testo latino a fronte

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: RUSCONI LIBRI

anno edizione: 2019

pagine: 344

Cicerone dedica quest'opera filosofica al figlio Marco, la cui vita dissoluta è stata per lui causa di profonda afflizione. In essa ritrae la figura ideale ed esemplare del perfetto cittadino devoto alla patria, che, probabilmente illudendosi, spera possa ispirare il figlio per renderlo suo degno erede. Anche se influenzato dalle opere di Ecatone da Rodi, Diogene da Babilonia e Antipatro di Tarso, Cicerone scrive quest'opera in termini spiccatamente romani, rendendola una summa della sua personale esperienza, senza particolari astrazioni, ma fondandola su regole e norme concrete molto evidenti soprattutto nel terzo libro. Egli, in particolare, si concentra sul fatto che la ragione crea nell'uomo degli stimoli, dai quali nascono quattro virtù, ovvero giustizia, sapienza, fortezza ed equilibrio: sono proprio queste le caratteristiche che il "vir" deve possedere per essere «onesto».
14,00

De officiis. Quel che è giusto fare

di Marco Tullio Cicerone

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 365

12,50

La saggezza

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Theoria

anno edizione: 2019

pagine: 93

A pochi mesi dall'assassinio di Giulio Cesare, Cicerone, ancora ossessionato dal pensiero del dittatore, affronta il tema scottante del contrasto fra l'utile e l'onesto, fra l'interesse e la rettitudine. Questa opposizione, capace di influenzare tanto la vita quotidiana quanto i grandi eventi storici, è in realtà solo apparente e nasce quasi sempre da motivi assai poco nobili. Cicerone lo dimostra con numerosi esempi, traendo il meglio dagli insegnamenti morali delle filosofie del tempo e avendo sempre come punto di riferimento le quatto virtù fondamentali: prudenza, giustizia, coraggio e temperanza.
10,00

L'amicizia

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: EDIZIONI CLANDESTINE

anno edizione: 2019

pagine: 93

In questo dialogo di carattere filosofico, Cicerone descrive quel fondamentale vincolo umano che pochi mostrano di apprezzare quanto si dovrebbe: l'amicizia. "Non si deve essere sazi di un'amicizia come lo si è di altre cose, perché, quanto più le amicizie sono vecchie, tanto più vanno tenute care, come quei vini che reggono al tempo; è infatti vero quello che si dice: che bisogna mangiare insieme molti moggi di sale affinché sia completo il dono dell'amicizia". Con brevi e concise affermazioni, Cicerone descrive le difficoltà non solo di trovare un vero amico, ma altresì di mantenerlo, evitando che le difficoltà quotidiane e gli inevitabili scontri possano condurre a una definitiva rottura. E, soprattutto, si sofferma sul fatto che non vi è evento lieto o bellezza nella vita che possa garantirci la felicità, se non si ha un amico con cui condividerli. Per questo si rende fondamentale fare qualsiasi sforzo per custodire e rafforzare questo rapporto, più importante dell'amore stesso, corrotto dagli istinti sessuali. E, se anche questo può costare fatica e creare grattacapi, sempre ne vale la pena.
7,50

Le Tusculane. Testo latino a fronte

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: Foschi (Santarcangelo)

anno edizione: 2019

pagine: 444

Le Tusculane si possono considerare sicuramente una delle più importanti opere filosofiche di Cicerone: esse raccolgono cinque dialoghi immaginari ambientati nella villa ciceroniana di Tuscolo e sostenuti da due anonimi interlocutori, conosciuti generalmente come A (Auditor) e M (Magister). Queste disputationes, i cui singoli titoli evidenziano con chiarezza il contenuto dell'opera (come disprezzare la morte; come sopportare il dolore; come lenire le afflizioni; le altre perturbazioni dell'animo; a vivere in beatitudine la virtù è paga di se stessa), consentono al lettore di indagare la figura del retore e di comprendere che la retorica non è solamente un artificio precettistico, ma una macchina intellettuale piuttosto complessa.
15,00

Dei doveri. Testo latino a fronte

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: Foschi (Santarcangelo)

anno edizione: 2019

pagine: 344

Cicerone dedica quest'opera filosofica al figlio Marco, la cui vita dissoluta è stata per lui causa di profonda afflizione. In essa ritrae la figura ideale ed esemplare del perfetto cittadino devoto alla patria, che, probabilmente illudendosi, spera possa ispirare il figlio per renderlo suo degno erede. Anche se influenzato dalle opere di Ecatone da Rodi, Diogene da Babilonia e Antipatro di Tarso, Cicerone scrive quest'opera in termini spiccatamente romani, rendendola una summa della sua personale esperienza, senza particolari astrazioni, ma fondandola su regole e norme concrete molto evidenti soprattutto nel terzo libro. Egli, in particolare, si concentra sul fatto che la ragione crea nell'uomo degli stimoli, dai quali nascono quattro virtù, ovvero giustizia, sapienza, fortezza ed equilibrio: sono proprio queste le caratteristiche che il vir deve possedere per essere «onesto».
15,00

Opere retoriche. Testo latino a fronte

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: Scholè

anno edizione: 2019

pagine: 405

Le opere di Cicerone raccolte in questo volume sono espressione della cultura fondamentale per l'aggregazione sociale nel mondo antico greco e romano: vale a dire la retorica, intesa come arte del dire nelle pubbliche assemblee e del parlare pubblicamente nel foro e nei tribunali. Già nel trattato giovanile intitolato "De inventione" Cicerone si era occupato della prima delle cinque parti che, fin dalla "Retorica" di Aristotele, costituivano tradizionalmente l'oggetto di studio nelle scuole antiche: l'inventio, che è la capacità, scrive l'autore, di escogitare argomenti veri o verosimili, tali da rendere convincente una causa. Il progetto ciceroniano di trattare anche le successive quattro parti non ebbe mai seguito. Oltre al "De inventione", questo volume presenta il breve opuscolo intitolato "De optimo genere oratorum", cui seguono le più corpose trattazioni di scuola, denominate "Partitiones oratoriae" e "Topica". L'insieme costituisce il quartetto delle opere cosiddette minori di retorica di Cicerone. Di tutte queste viene qui fornita innanzitutto un'Introduzione storico-letteraria, seguita dall'elenco delle fonti, dalla discussione dei luoghi di controversa interpretazione filologica e dalla bibliografia specifica. Segue il testo latino con traduzione a fronte: il tutto con corredo di note esplicative. La trattazione delle quattro opere è preceduta da una sintesi di storia della retorica greca e latina, corredata da una bibliografia generale sulla materia.
30,00

De officiis. Quel che è giusto fare. Testo latino a fronte

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 363

Nel 44 a. C., in un periodo di profonda crisi delle istituzioni sociali e politiche di Roma, Cicerone dedica al figlio Marco un trattato che intende riordinare le forme dell'interazione tra i cittadini e rifondare la res publica. Consapevole che l'antico sistema di valori è ormai superato, Cicerone tenta di organizzare un sistema di trasmissione della memoria fra generazioni, regole di comportamento che indichino «quel che è giusto fare» ai giovani della città, cui tocca ripartire dalle rovine ancora fumanti dello Stato. Una specie di «Etica spiegata a mio figlio», come si intitolerebbe oggi, che è diventata uno snodo fondamentale per il mondo latino, medievale e moderno, permeando la cultura occidentale fino ai giorni nostri.
12,50

L'amicizia

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Theoria

anno edizione: 2018

pagine: 94

Il "Laelius de amicitia", fortunatissimo dialogo ciceroniano risalente al 44 a.C. e dedicato ad Attico, s'immagina condotto da tre illustri interlocutori, Fannio, Scevola e Lelio, che disquisiscono sul tema dell'amicizia: cos'è, da cosa nasce e a quali fini tende. Mentre l'amicizia per i Romani è innanzitutto la creazione di legami personali a scopo di sostegno politico, la tesi di Cicerone espressa per bocca di Lelio, e ispirata soprattutto a fonti di orientamento platonico e storico, è assai innovativa: la vera amicizia è un sentimento del tutto disinteressato, un rapporto insostituibile che, dopo la sapienza, rappresenta il massimo bene cui l'uomo possa aspirare. Sforzandosi di allargare la base sociale dell'amicizia al di là della ristretta cerchia della nobilitas, ponendo come sue fondamenta valori come virtus e probitas, l'amicizia viene sdoganata dall'ambito esclusivamente politico per diventare una sorta di spinta al miglioramento individuale.
14,00

Epistole ad Attico. Testo latino a fronte

di Marco Tullio Cicerone

Libro

editore: UTET

anno edizione: 2015

pagine: 1566

La vita di Marco Tullio Cicerone, il più grande intellettuale e filosofo latino della tarda Repubblica, è scandita da un'incessante produzione di scritti: dialoghi e trattati filosofici sui più svariati argomenti, orazioni, opere di retorica. Nelle aule dei tribunali, non aveva rivali, e ancora oggi i suoi scritti incarnano il canone degli studi classici. Ma Cicerone visse in un'epoca difficile. Conobbe tre grandi guerre civili, quella tra Mario e Siila, la congiura di Catilina e infine le tensioni che si crearono a Roma al tempo di Giulio Cesare. Venne esiliato, si vide espropriare i beni da avversari politici, e perse le sue ricchezze e la sua famiglia. Più ancora che i suoi dialoghi e le sue orazioni, sono le lettere che scrisse al suo amico Tito Pomponio Attico tra il 68 e il 44 a.C. a contenere le più affascinanti riflessioni del filosofo sull'attualità, sulla storia e sulla sua vita personale, negli anni che videro il crollo della Repubblica romana e la tormentata e cruenta nascita dell'Impero. Questo primo volume raccoglie le lettere scritte tra il 68 e il 49 a.C, ovvero negli anni che precedettero il colpo di stato di Giulio Cesare. Cicerone racconta all'amico, che visse per un certo periodo ad Atene (e sempre si tenne lontano dai pubblici uffici), della propria carriera politica, dei propri rapporti con Pompeo, dei segreti e degli scandali dell'aristocrazia romana, ma anche della gioia per la nascita del figlio Marco... Con e-book scaricabile fino al 30-06-2016.
24,00
7,80

Iscriviti alla nostra newsletter

Per restare aggiornato sulle novità in uscita, ricevere anteprime, contenuti aggiuntivi e promozioni

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.