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Libri di Maurizio Serra

Amori diplomatici

di Maurizio Serra

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2021

pagine: 256

Un ambasciatore in esilio dal Michoumistan, immaginario paese in preda alla guerra civile, rivive le speranze e le illusioni di un'esistenza sconvolta dalla Storia, come il suo grande amore di gioventù. Un addetto culturale giapponese insegue la donna dei suoi sogni da Roma alla vigilia della guerra fino a Salò, poi a Tokio vent'anni dopo e a Denver ai giorni nostri. Una bella donna alcolizzata guida senza sosta la sua Alfa Romeo intorno al lago di Ginevra in cerca dell'uomo della sua vita che è appena morto, cosa che lei non vuole accettare. Un romanzo scomposto e ricomposto in tre movimenti di classica compostezza, in cui malinconia rima con parodia e il lettore diventa complice del labirinto esistenziale dell'autore e dei suoi personaggi.
17,00

Malaparte. Vite e leggende

di Maurizio Serra

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2021

pagine: 592

Nazionalista e cosmopolita. Pacifista e bellicista. Elitista e populista. Scrittore politico dalla prosa essenziale e romanziere dall'immaginazione barocca. Mitomane, esibizionista, gelido dandy che flirta con fascismo, marxismo e anarchia, attratto di volta in volta dall'Italia di Mussolini, dall'Urss di Stalin, dalla Cina di Mao e dall'imperialismo americano. Seduttore inveterato, esibizionista, "camaleonte" pronto a servire (e a servirsi di) ogni potere. Tutto e il contrario di tutto, in apparenza, Curzio Suckert detto Malaparte (1898-1957) sfidò solitario le convenzioni della sua epoca. Questa poderosa biografia di Maurizio Serra - basata su un'ampia documentazione, su corrispondenze e testimonianze anche inedite - ci restituisce le sfaccettature di una vicenda umana e letteraria che non può ridursi ai luoghi comuni che ne hanno imprigionato la memoria. Emerge così la modernità di un Malaparte visionario interprete della decadenza europea, che non smette di stupire perché aveva, potente e inconfessato, il gusto dello scacco: «Malaparte o le disavventure di Narciso».
14,00

L'imaginifico. Vita di Gabriele D'Annunzio

di Maurizio Serra

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2019

pagine: 719

Era bianco come la neve, impomatato, immacolato nell'abito e nella persona, con un guardaroba che uguagliava quello del principe di Galles, e una calvizie precoce che ne fece, con l'età, un «piccolo idolo d'ebano dalla testa d'avorio» (Marinetti). Di statura modesta, aveva la fronte alta, volitiva, il naso dritto, ma «lo sguardo e la bocca così deboli, completamente abbandonati alle fatalità e alle passioni». Nell'aspetto, non tradiva alcunché del poeta o dell'artista, ma, stando alle parole di Romain Rolland che lo detestava, «sembrava un addetto d'ambasciata molto snob». Scandali, duelli, separazioni accompagnate da tentativi di suicidio e da soggiorni all'ospedale psichiatrico suggellavano puntualmente i suoi numerosi amori. Lettore onnivoro, era un cesellatore del plagio capace di prendere tanto dai classici quanto dalle tendenze e dagli stili alla moda. Un avventuriero, dunque? Un fatuo Narciso che le bizzarre circostanze dell'epoca elevarono a «scrittore più celebre al mondo», oggetto di ammirazione di Thomas Mann, D.H. Lawrence, Pound, Hemingway, Brecht e Borges? Cercando l'uomo al di là del personaggio che lo occulta, Maurizio Serra mostra, in questa imponente biografia, come Gabriele D'Annunzio non sia stato affatto un frivolo esteta che indossava di volta in volta i panni del poeta, del seduttore, dell'uomo d'azione, del condottiero. «È stato, dall'inizio alla fine, un poeta dell'azione, un aedo epico portato alle stelle dal movimento esistenziale, paralizzato dal decadimento, ucciso dall'inerzia», un cultore dell'opera d'arte totale wagneriana il cui coerente, intimo scopo era «riproporre il vate dantesco, guida lirica e sacerdotale della nazione». Non un avventuriero, dunque, ma un principe dell'avventura, «precursore e fratello maggiore dei Lawrence d'Arabia, Saint-Exupéry, Malraux e Romain Gary».
25,00

L'esteta armato. Il poeta-condottiero nell'Europa degli anni Trenta

di Maurizio Serra

Libro: Copertina morbida

editore: La Finestra Editrice

anno edizione: 2015

pagine: 404

50,00

Paesaggi anticipati

di Maurizio Cont, Gianmarco Serra

Libro: Copertina rigida

editore: Moroni

anno edizione: 2016

pagine: 48

50,00

La Francia di Vichy. Una cultura dell'autorità

di Maurizio Serra

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2011

pagine: 300

Ormai da alcuni anni i contributi più validi e stimolanti per la conoscenza della realtà di Vichy vengono da studiosi non francesi. Col presente lavoro, Maurizio Serra affronta uno degli aspetti fondamentali e più controversi di tale realtà. Quello della cultura, non limitandosi però agli anni di Vichy, ma risalendo agli anni Trenta e anche più indietro, così da tracciare un convincente profilo della tradizione antirepubblicana e poter poi vedere come le diverse componenti di questa tradizione abbiamo giocato e si siano atteggiate nel 1940-44. Ne è uscito un libro che farà a lungo testo e che al tempo stesso si inserisce autorevolmente nel dibattito in corso sul "fenomeno fascista" e sui caratteri del "fascismo" francese.
28,00

Fratelli separati. Drieu-Aragon-Malraux

di Maurizio Serra

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Settecolori

anno edizione: 2006

pagine: 326

18,00

L'inquilino del Quai d'Orsay

di Maurizio Serra

Libro

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2002

pagine: 160

13,00

Aiuto! Cultura, turismo, visione

di Maurizio Cont, Gianmarco Serra

Libro: Copertina morbida

editore: Moroni

anno edizione: 2012

pagine: 72

"Aiuto!" è un pamphlet contro la concezione ornamentale e conformista della cultura, demenziale del turismo, banale della visione nella Maremma contemporanea. Un piccolo libro che accenna ad Altro ed Altrove per restituire la gioia del vivere e il piacere del superamento della stupidità dominante.
10,00

La gabbia infranta. Gli Alleati e l'Italia dal 1943 al 1945

di Ennio Di Nolfo, Maurizio Serra

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 306

Perché ancora un libro sull'Italia e la Seconda guerra mondiale? Perché l'utilizzo di nuovi strumenti interpretativi ha permesso di dare un senso diverso alla trama degli eventi. Gli autori muovono da tre elementi fondamentali. In primo luogo, il tema della continuità strutturale della società italiana, basata anche sulle solide relazioni esistenti con gli Stati Uniti almeno dalla Prima guerra mondiale e sulla ripresa delle relazioni con l'Unione Sovietica. In secondo luogo, il ruolo che il nostro paese ebbe come incubatore della guerra fredda: campo di un duro scontro fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna per il dominio del Mediterraneo, ma soprattutto terreno di contrasto per la definizione delle aree di influenza nel dopoguerra fra le potenze occidentali e l'Urss. Infine, terzo elemento, il ruolo di Palmiro Togliatti come protagonista del processo di normalizzazione della vita italiana. La leggenda della svolta di Salerno viene di solito presentata come il momento che segnò la svolta della politica italiana verso la nascita di un sistema politico pluralistico e democratico. In realtà, come rivela il libro, le intenzioni di Togliatti erano diverse: l'Unione Sovietica già nel dicembre 1944 aveva stabilito con il governo italiano un contatto nel quale erano state poste le basi non solo per la fine dell'isolamento internazionale dell'Italia ma anche per predisporre la forma e i contenuti del ritorno di Togliatti.
20,00

Terra madre. Uomini, donne e ambiente sotto il peso della globalizzazione

Libro

editore: EMI

anno edizione: 1999

pagine: 128

Dopo aver scandagliato, discusso e dedicato tanta attenzione critica circa gli aspetti più appariscenti della politica internazionale e delle relazioni Nord/Sud alla ricerca/denuncia dei meccanismi politici, economici e finanziari che caratterizzano il nostro tempo, e che costituiscono la base dello squilibrio internazionale e dell'aumentato divario tra gli emisferi del pianeta, "Terre del Fuoco" dedica la sua attenzione a un altro aspetto della nostra attualità, cercando di raccontarla avendo come riferimento ciò che accade alla Terra ed a chi vive con/di essa. Terra intesa come agricoltura, come alimentazione, come dimensione rurale, come ambiente di vita. Terra intesa come risorse naturali, come clima, come riferimento universale per tutti gli esseri viventi. Ma non solo: Terra intesa come luogo dell'anima, come dimensione estetica, come divinità. Quel luogo ove, alla fin fine, tutto converge nel mostrare i suoi effetti. E i cui effetti ricadono inevitabilmente su ognuno di noi.
6,71

Antivita di Italo Svevo

di Maurizio Serra

Libro

editore: ARAGNO

anno edizione: 2017

Protagonista indiscusso della modernità, Italo Svevo (1861-1928) continua a rappresentare un enigma, sfuggito finora anche alle più attente indagini biografiche. Uomo dalle molteplici identità, ebraica, triestina, italiana, racchiuse per due terzi della sua vita nell'uniforme impeccabile del figlio di una Mitteleuropa al tramonto, Svevo è in realtà un sovversivo che non accetta alcun dogma: dalla religione alla scienza, dalla psicanalisi al patriottismo. Sempre in lotta come Charlot contro 'ordigni' e 'rane' che lo assediano ogni giorno, è un nemico giurato della retorica e dei buoni sentimenti. La metafisica lo annoia, il lirismo lo lascia freddo, l'epica lo irrita, il sacrificio non fa per lui. Eppure, questo apolitico professo ha affidato al finale de La coscienza di Zeno una delle più alte e profetiche allegorie della guerra civile europea. L'antivita di Svevo si cela nella sua opera sfuggente, sinuosa, breve se misurata sul metro delle principali odissee letterarie del Novecento, che tuttavia non si finisce mai di esaminare nei suoi mille anfratti e interstizi. Come Borges, a lui affine per tanti versi, Svevo non sopporta l'esposizione in piena luce. Ma, a differenza di Borges, vede benissimo anche al buio. Non lascia impronte digitali ma semina oculatamente indizi. All'atto in cui sembra darci l'illusione di averlo stanato, riesce a nasconderci qualcosa, forse l'essenziale, che non è finzione. Quando rispose a un giovane amico inglese che il primo dovere di uno scrittore è la sincerità, Svevo era sincero. Questo libro, frutto di una lunga e minuziosa indagine documentaria sullo scrittore, il suo ambiente e la sua epoca, si propone di raccogliere la sfida, capovolgendone le premesse. Serra ci invita ad accompagnarlo alla scoperta di quell'antivita, che per il commerciante e industriale Ettore Schmitz non fu soltanto la prigione, ma la condizione per rigenerare Italo Svevo e condurlo all'ultima straordinaria stagione creativa. Se il notabile ha frenato a lungo l'artista con il quale coabita, esiste nondimeno fra loro una ben rodata complicità. Entrambi sono intelligenti e astuti, amano l'ordine e diffidano del pathos. Spetta a noi capire questa intesa e rivelarla nella misura del possibile. Allusivo, felpato, Ettore-Italo manterrà intatta, fino alla proverbiale "ultima sigaretta" rifiutatagli dai medici sul letto di morte, la sua fede ironica ma autentica nell'uomo, convinto che la salvezza non sia garantita dalla volontà che vacilla, bensì dall'intelligenza che scruta.
25,00

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