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Libri di Osip Mandel'stam

La quarta prosa e altri scritti

di Osip Mandel'stam

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

"La prosa di Mandel'stàm è un sereno, luminosissimo addio, un rito di addio, senza sovrattoni né scoppi di sconforto, alla cultura del passato. Essa esprime in ogni sua piega il brivido cosmico, il freddo boreale di anni sgomenti, il palpito di Pietroburgo-Petròpoli sospesa nel vuoto, «mostruoso vascello a una terribile altezza», della Russia-vascello che affonda dopo «l'enorme, maldestra, scricchiante sterzata del timone». L'opera intera di Mandel'stàm ha sapore, risalto classico: i profili, ad esempio: i precisi, taglienti profili di poeti russi, che si direbbero pezzi di iconografia, «imprese» di una araldica letteraria. È intriso di classicismo persino il satirico umore implacabile della Quarta prosa, che inventa una sorta di breugheliana, di mondo a rovescio, nel tratteggiare beffardamente l'accolta di volpi maligne e referendari e gaglioffi del sottobosco editoriale sovietico - il satirico umore che a tratti ricalca la nausea blokiana per i filistei. Mandel'stàm avverte il fascino delle cose immobili e fissate in eterno. Nei saggi e racconti, come nelle poesie, egli anela a restaurare la corposità degli oggetti, di cui l'impressionismo floreale aveva annebbiato i contorni, e a connetterli in densi incastri. Quasi nell'ansia di sdrammatizzare e rapprendere ciò che fluisce, dà alle parole spessore, cubicità, una sostanza cristallica infusa di luce. Il suo cézannismo verbale, attento alla rigorosa collocazione del vocabolo-oggetto, si prova in straordinarie inflessioni ottiche, in assidui esercizi oculari, in spasmodici dilatamenti del campo visivo." (Dalla presentazione di Angelo Maria Ripellino)
23,00

Epistolario. Lettere a Nadja e agli altri (1907-1938)

di Osip Mandel'stam

Libro: Copertina morbida

editore: Giometti & Antonello

anno edizione: 2020

pagine: 250

«Questi testi - con poche eccezioni - non erano stati pensati per la pubblicazione: è una scrittura "parlata", intima, fatta di omissioni, sottintesi, che prosegue conversazioni lasciate a metà, riempie assenze durante lontananze forzate. Nella loro immediatezza, mentre scandiscono la marcia verso una fine che a un certo momento pare inesorabile, ci permettono di seguire da vicino gli umori di Mandel'stam, il suo difficile quotidiano, fatto di traduzioni e altri lavoretti, sempre in bilico per la sopravvivenza. E la tragicità di un quotidiano ben riconosciuta da Pasolini, quando scrive: "Ciò che è tragico - più che la sua lotta accanita e prudente contro Stalin - è il suo cercare di accontentarsi, i suoi poveri movimenti di accomodamento, i suoi lavoretti editoriali, i suoi viaggi e le sue sistemazioni - che gli sembrano così felici - in qualche calmo appartamento di Mosca. [...] Annaspando nel limbo della vita - che era poi la non-vita di chi accettasse la dittatura di Stalin - Mandel'stam ha vissuto dunque una vita irreale, per cui non esisteva soluzione". Le lettere ci conducono sulle tracce di questa "vita irreale", pagina dopo pagina, giorno dopo giorno, aprendo nuovi spiragli, integrando prospettive, svelando un lato nuovo del poeta, meno mitico e meno monolitico...» (Dall'Introduzione di Maria Gatti Racah)
28,00

La pietra. Testo russo a fronte

di Osip Mandel'stam

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2018

pagine: 203

Nel 1913, quando il pianeta sta per fare un doppio salto nel vuoto, spinto dalla Grande guerra e dalla Rivoluzione, a San Pietroburgo un gruppo di poeti fa la storia della letteratura russa: rompe i legami con il simbolismo otto-novecentesco e muove verso un realismo autentico, concreto, con la volontà di raggiungere l'acme delle cose, toccarne l'essenza. Di quel gruppo fanno parte Sergej Gorodeckij, Nikolaj Gumilév, Anna Achmatova e Osip Mandel'stam. Quello stesso anno Mandel'stam dà alle stampe la sua prima raccolta di versi, La pietra. Una poesia fatta di sentimenti primari, oggetti, viandanti, specchi, dita che scivolano sulla superficie terrestre e sulla carne. Versi come pietre levigate, limate con tenacia e sapienza. Un gesto poetico netto, puro, indomabile. Una lingua che si confronta con la natura, la contempla, la ricrea. Un'opera di rigenerazione di cui oggi, a distanza di un secolo, abbiamo un bisogno disperato.
18,00

L'opera in versi. Ediz. russa e italiana

di Osip Mandel'stam

Libro: Copertina morbida

editore: Giometti & Antonello

anno edizione: 2018

pagine: 370

I testi qui raccolti coprono l'intera produzione poetica di Mandel'stam edita in volume quando era in vita: "Kamen'" (La pietra), del 1913, "Tristia", del 1922, e la sezione aggiuntiva al volume "Poesie" (1928), che comprendeva le due raccolte precedenti e una terza parte intitolata 1921-1925. Si presenta inoltre un'ampia selezione delle poesie pubblicate postume o solo in rivista. Osip Emil'evic Mandel'stam (1891-1938) fa parte di una generazione di scrittori di lingua russa che costituisce quasi un unicum nella storia della letteratura mondiale per la schiera di astri intramontabili che ha generato: Anna Achmatova, Marina Cvetaeva, Boris Pasternak, Velimir Chlebnikov, Sergéj Esénin, per citarne solo alcuni. In mezzo a loro Mandel'stam si staglia fin dall'inizio con naturale autorevolezza come la voce di spicco, come un talento ineguagliabile di quelli che in ogni secolo si contano sulle dita di una mano. E il regime staliniano ben vede questo suo potenziale, lo arresta una prima volta nel 1934 e in seguito, dopo più di tre anni di esilio a Voronez, lo invia in Siberia, dove muore di stenti in un lager di transito nei pressi di Vladivostok. Gaio Zappi (Bologna, 1964), traduttore e poeta, si è confrontato con questi testi per oltre un decennio. Per tentare di far sì che la vita non «sfugga via dalla traduzione poetica come la lieve polverina delle ali delle farfalle», è stato in grado di chiamare a raccolta le voci maggiori della tradizione letteraria italiana e di coinvolgerle a turno nei suoi versi di traduzione, riuscendo anche a far fiorire quegli embrioni di italiano e di Italia onnipresenti nella produzione del poeta (Dante, Petrarca, Ariosto, le città e la storia italiane) fino a creare un innesto potentissimo da considerarsi come una prova paradigmatica di quella Verjüngung, quel «ringiovanimento», che in campo traduttivo era stato il miraggio di Goethe e dei romantici tedeschi.
38,00

Quasi leggera morte

di Osip Mandel'stam

Libro

editore: ADELPHI

anno edizione: 2017

pagine: 100

«Chi potrà mai dirci da dove è arrivata fino a noi la divina armonia che chiamiamo "poesia di Mandel'stam"?» si chiedeva Anna Achmatova. Se lo chiederà anche il lettore di queste Ottave, un ciclo di liriche prodigiose nate in gran parte nel novembre 1933, e dunque quasi contemporaneamente al celebre epigramma contro Stalin, «il montanaro del Cremlino», dove parlavano la rabbia e l'orrore del suddito. Solo così, dopo aver pagato il tributo a un presente in cui il potere non si limita ad asservire, ma pretende anche di spiare nelle menti degli schiavi, Mandel's?tam è libero di inoltrarsi nel non-tempo e non-spazio della lirica pura. In un'epoca che promette e celebra il «radioso futuro», le Ottave di Mandel'stam («poesie sulla conoscenza» le definiva) portano il lettore indietro, sempre più indietro, in un universo incorporeo, rarefatto, dove la creazione si sta ancora compiendo - e coincide con la nascita della parola poetica.
10,00

Ottanta poesie. Testo russo a fronte

di Osip Mandel'stam

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2009

pagine: 277

A poco più di dieci anni dalla scelta delle "Cinquanta poesie" di Mandel'stam uscita in questa stessa collana (1998), Remo Faccani propone ora un'edizione aggiornata di quel libro, accresciuta di trenta testi, che si giova anche del lavoro filologico condotto nel frattempo dai migliori studiosi russi. Ne risulta un'immagine più completa dell'autore, che tiene maggiormente conto delle poesie degli anni Trenta, quando Mandel'stam visse un'ultima stagione di grande ispirazione ed energia creativa, a dispetto della crescente ostilità del potere politico e della cultura ufficiale sovietica. Le traduzioni di Faccani si caratterizzano per l'impegno di restituire il più possibile integralmente le stratificazioni di senso tipiche di Manderstam: e dunque grande attenzione viene data alla trasposizione metrica in versi derivati dalla tradizione italiana e al tessuto sonoro dei testi, ma il largo ricorso a rime e assonanze non va a scapito di una resa semantica molto vicina all'originale. Operazione difficile ma assolutamente necessaria, perché il personale rapporto di Mandel'stam con il vuoto e con la morte passava anche, o soprattutto, attraverso la più precisa architettura del verso, unica speranza di dare una forma definita e resistente all'effimero respiro della vita.
16,00

Viaggio in Armenia

di Osip Mandel'stam

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 1988

pagine: 192

15,00

Quaderni di Voronez. Primo quaderno. Testo russso a fronte

di Osip Mandel'stam

Libro: Copertina morbida

editore: Giometti & Antonello

anno edizione: 2017

pagine: 108

La presente edizione raccoglie i testi del primo dei tre quaderni scritti da Osip Mandel'stam tra l'estate del 1934 e il maggio del 1937 durante l'esilio a Voronez. Essa si basa sulla più recente edizione russa che modifica radicalmente le precedenti, ed è quindi da considerarsi una assoluta novità nel panorama editoriale italiano. Gli anni di Voronez - città che il poeta e la moglie Nadezna avevano scelto come residenza coatta in seguito all'arresto del poeta - furono anni di esclusione dalla vita letteraria, segnati da povertà e malattia, nell'attesa più o meno consapevole del secondo arresto, che si concluderà con i campi di lavoro e la morte. Ma paradossalmente sono anche il momento in cui il poeta giunge a una forma di «liberazione», personale e poetica, accettando definitivamente la dismisura della «vita incomparabile». Componimento dopo componimento - come delle vertebre in una più ampia spina dorsale - quello che viene a comporsi è una sorta di diario in poesia, sì raffinato, ma nudo e potente, necessario, della necessità a cui rimandava Mandel'stam quando di fronte al pericolo che le proprie poesie andassero perdute, si affidava all'intelligenza del destino: «Le persone le conserveranno. Se ne sentiranno il bisogno, le troveranno: le persone trovano sempre quello di cui hanno bisogno».
16,00

I lupi e il rumore del tempo

di Osip Mandel'stam

Libro

editore: Biblioteca dei Leoni

anno edizione: 2013

pagine: 96

12,00

Viaggio in Armenia

di Osip Mandel'stam

Libro

editore: Pontecorboli Editore

anno edizione: 2012

pagine: 84

12,00

Il rumore del tempo e altri scritti

di Osip Mandel'stam

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2012

pagine: 209

Le prose narrative di Mandel'stam sono uno fra gli esempi più alti di quella prosa assoluta che ha contrassegnato la letteratura novecentesca. Mandel'stam procede per associazioni e divaricazioni fulminee, non meno audaci di quelle che si incontrano nella sua poesia. Così affiorano schegge di memoria e di visioni: una infanzia e giovinezza pietroburghesi di fine secolo, il clima (anche sonoro) di quegli ultimi anni prima della Rivoluzione, paesaggi abbaglianti, ritratti incisi su pietre dure.
19,00

LA MORTE NON ESISTE

di Osip Mandel'stam

Libro

editore: Giometti & Antonello

anno edizione: 2016

20,00

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