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Libri di Paolo Donini

La scatola di latta

di Paolo Donini

Libro: Copertina morbida

editore: Voland

anno edizione: 2019

pagine: 108

"Così la sua oziosa giornata ne conteneva un'altra, operosa, ilare, incessante, fortunosa..." P è una creatura senza storia né età, un artista o un poeta ("il che per molti aggiungeva mistero al mistero"); vive isolato nella piccola comunità di Ics osservandola dalla sua soffitta "come in fondo alla lente di un cannocchiale"; apparentemente non fa nulla e non si sa come riesca a campare, salvo sperperando il patrimonio di famiglia. Beato praticante della pigrizia come sottile forma di eversione, finirà inaspettatamente nel cosiddetto corso della realtà quando iniziano a prodursi bizzarri fenomeni che travolgeranno la pacifica vita della cittadina. Tra epidemiche amnesie, primavere in pieno inverno, scombussolamenti urbanistici, inspiegabili sparizioni, la chiave del rebus è sotto gli occhi di chi legge. "La scatola di latta" è un'avventura ironica nel labirinto del linguaggio, una fabula universale sulla lettura come viaggio verso la salvezza.
13,00

Incipitaria

di Paolo Donini

Libro: Copertina morbida

editore: GENESI

anno edizione: 2005

pagine: 176

10,00

L'ablazione

di Paolo Donini

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2010

pagine: 142

"Con L'ablazione Paolo Donini scrive un'opera di eccezionale valore e di eccezionale tensione. In un paesaggio di ombre e ipermercati, detriti e rovine urbane, il particolare realistico e la forza simbolica si intrecciano splendidamente. Più la scena è dettagliata - i fori d'entrata, la mano gonfia dietro la schiena, il sesso riempito di sabbia - e più si carica di sensi oscuri. Salvezza, morte e parola stringono un abbraccio originario. Veniamo condotti in un luogo purgatoriale dove siamo inquirenti e indiziati. Dobbiamo parlare. L'omicidio si lascia scrutare solo dalla voce poetica, mentre un viavai di poliziotti si affanna nello stereotipo dei verbali e dei referti. Solo quella voce può entrare nel corpo, che fin dall'inizio era un corpo di parole: "sulla schiena l'alfabeto imbrattato", "hai un livido / sul nome", "inizi a perdere senso dalla tempia, dal collo, battito, sangue / dalla ferita inarrestabile"." (dalla presentazione di Milo De Angelis)
14,00

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