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Libri di Paolo Poma

Nietzsche in senso antiorario. Osare di cambiar la direzione degli essenti. Note per l'élite futura. Vol. 2

di Paolo Poma

Libro: Copertina morbida

editore: AlboVersorio

anno edizione: 2021

pagine: 128

Il «Nietzsche in senso antiorario» è quel "Nietzsche alternativo (ma non arbitrario) che, nel lasciarsi alle spalle anche la configurazione indolico-heideggeriana della contemplazione «C» di realizzazione discendente (residuo epistemico delle «Note per l'élite futura»), chiude letteralmente il cerchio, facendo riapparire l'anello di Zarathustra nella sua fulgida verità incontrovertibile - ciò che, quindi, rispetto alla Necessità del divenire originale, s'impone come Necessità del divenire originaria (in un rapporto di orientamento che ricorda quello del sufismo iraniano - rischiarato da Corbin - tra «uomo di luce» e «guida sovrasensibile»). Si tratta, dunque, di pagine ardite e complesse, in cui, attraverso un formidabile gioco di specchi, viene dimostrato che il timbro più potente della dottrina dell'Eterno Ritorno non «riguarda [...] propriamente il passato» (E. Severino), bensì il futuro" (P. Poma). Nel volume, che contiene anche una confutazione in veste logica del destino severiniano e ulteriori potenti argomenti intorno a Sade, Heidegger, Gentile e Guénon, l'autore non indietreggia nemmeno di fronte ai nomi "scomodi" di Miguel Serrano e Savitri Devi, testimoniando così l'importanza decisiva di esibire una critica ontologico-metafisica (non semplicemente morale) allo "scandalo" dell'Hitlerismo Esoterico.
12,50

Note per l'élite futura. Quando anche le masse si saranno inchinate alla filosofia

di Paolo Poma

Libro: Copertina morbida

editore: AlboVersorio

anno edizione: 2020

pagine: 104

Nelle «Note per l'élite futura» (introdotte, in sequenza, da una conferenza torinese su «La prevenzione della depressione esistenziale cronica», da una risposta puntuale - e di una severità pungente - a un articolista della «Rivista di Studi Tradizionali», infine da un «Poscritto alla "Lettera aperta a Emanuele Severino"»), non si tratta più «di esibire resipiscenze clamorose, cioè di ricusare, sia pure coi titoli più suffraganti, l'ultimità della dimensione ontologico-metafisica guadagnata dalle dissertazioni precedenti [...]. Ma [...] proprio la conferma [...] della contemplazione «C» (Sade con Guénon) non può non implicare, sub specie interioritatis, due ulteriori passaggi metamorfici: 1) quello dal carisma annientante della santità alla realizzazione discendente dello stadio profetico; 2) quello dall'inferno dello pseudo-Heidegger all'anti-inferno dello Heidegger «H». Del resto, ciò che qui ci si propone di fare è riflettere sull'essenza dell'élite futura, le cui caratteristiche di fondo, per quanto similari a quelle che aveva in mente René Guénon nell'auspicare la rigenerazione di un'élite occidentale, non potranno mai essere esattamente le stesse» (P. Poma). Con uno sperimentalismo speculativo spinto ai limiti del dérapage concettuale (basti citare, in proposito, la «cura per ciò che sta al buio»), l'autore si conferma fra le voci nuove più audaci e interessanti nel variegato coro della filosofia contemporanea.
9,90

Oltre Severino, Guénon prossimo mio

di Paolo Poma

Libro: Copertina morbida

editore: AlboVersorio

anno edizione: 2018

pagine: 85

«L'allusione perspicua al celeberrimo titolo di Pierre Klossowski ("Sade mon prochain") intende dare pieno risalto a uno dei più singolari intrecci teoretici - nel senso letterale di contemplativi - che siano mai sopraggiunti nel cerchio dell'apparire: quello del Divin Marchese con René Guénon. Ma, per imbattersi nella contemplazione «C», ovvero neW intelletto puro concreto, bisogna avere la pazienza di ripercorrere l'intero cammino». Del resto, «autenticamente intesa, l'utilità di [...] Guénon presuppone ciò di cui difetta l'intero filone perennialista, ovvero quella comprensione della filosofia come sapienza incontrovertibile che, dopo aver trovato la propria coerenza con l'icona ontologica della Necessità del divenire, si è imbattuta nel problema gigantesco del pensiero contrastivo, di cui le pagine seguenti esibiscono la "Risoluzione"» (P. Poma). Il volume, che prende avvio da una suggestiva "Meditazione esergale", è articolato in due saggi a carattere iniziatico («Breve invito allo sguardo immaginale» e «A 6000 piedi da Nietzsche») e impreziosito da una "Lettera aperta a Emanuele Severino".
12,00

Morcote. Il più bel villaggio del mondo

di Paolo Poma

Libro

editore: Armando Dadò Editore

anno edizione: 2017

pagine: 224

21,00

Integrare il Nietzsche maggiore. Ancora su René Guénon

di Paolo Poma

Libro: Copertina morbida

editore: AlboVersorio

anno edizione: 2016

pagine: 64

Se le valve laterali di questo "trittico speculativo" sono dedicate, rispettivamente, alla neikosofia di Sgalambro (La verità è contro di te) e ai limiti dell'angoscia heideggeriana nelle relazioni d'aiuto (Quando Heidegger ci pianta in asso), il pannello centrale (C'è pure un sapere che precede la filosofia, postilla all'articolo di Severino "C'è un sapere che precede la scienza", apparso sul "Corriere della sera" nell'ottobre 2015) non mette certo in questione l'incontrovertibilità del verbo filosofico tout court, ma il suo ignaro e sempre più pernicioso isolamento dall'orizzonte gnostico della Metafisica integrale. D'altra parte, nel discorso teoretico di Poma si è fatto innanzi (enucleato dalla tesi del superamento necessario dell' affermazione dell'opposizione di "superuomo" e "individuo") un senso dell"'esser cosiddetto" infinitamente più ampio di quello testimoniato da "La mia cosiddetta psichicità contrastiva" in "Coalescenza di Nietzsche con Guénon" (Terzo Premio Nazionale di Filosofia "Le figure del pensiero") - e, quindi, un senso dell'esser "coalescente" ancora inaudito.
7,00

Coalescenza di Nietzsche con Guénon. Necessità del divenire II

di Paolo Poma

Libro: Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2014

pagine: 92

Preceduti da un saggio sul nichilismo, i paralipomeni di "Necessità del divenire" fanno i conti con "un nodo aporetico gigantesco: quello della distanza dell'individuo dal superuomo, ovvero della delusione che il nolente, colui che dice io e mio, non può non provare di fronte all'eterno ritorno dell'identico". Dal giudizio deduttivo sulla "tecnica iperontica" alla risoluzione della "psichicità contrastata", dal pronunciamento sull'impossibile iena" all'inferenza dell'"incubo similare", la vorticosa sequenza di queste note va a "locupletare" la posizione teoretica dell'autore.
15,00

Il contrattualismo come errore radicale. Haller o l'Anti Rousseau

di Paolo Poma

Libro: Copertina morbida

editore: ETS

anno edizione: 2012

pagine: 146

Ridicolizzato da Hegel in una celebre nota delle "Grundlinien der Philosophie des Rechts", in seguito riabilitato da Croce negli Elementi di politica, il contributo speculativo di Carl Ludwig von Haller continua a rimanere poco conosciuto anche in ambito specialistico, come attesta la pressoché totale mancanza di studi monografici recenti. Paolo Poma ha voluto dare il primo impulso per colmare questa lacuna vistosa, attraverso un'esposizione puntuale delle parti salienti di "Restauration der Staats-Wissenschaft", il cui autore, teorico svizzero dello stato sociale di natura, può essere definito, a buon diritto, l'anti-Rousseau par excellence.
12,00

Necessità del divenire. Una critica a Emanuele Severino

di Paolo Poma

Libro: Copertina morbida

editore: ETS

anno edizione: 2011

pagine: 84

La deduzione che lo spettacolo autentico mostri l'oltrepassare perenne della gloria è fondata, sine ira et studio, sul crollo vero dell'Esperia. Ciononostante, secondo Paolo Poma, l'impossibilità del divenir-nulla dell'ente non implica, simpliciter, l'eternità dell'essente: dietro la maschera venusta dell'"Immenso", si cela ancora, dans toute la force du terme, il risentimento del mortale. Una tesi, questa, che alla bella prima potrà suonare strana, spiazzante, persino dogmatica: non è forse il destino della necessità l'obiezione non smentibile rivolta al "mondo in cui viviamo"? Non rappresenta esso ciò che, a differenza della metafisica e, in generale, della tradizione epistemica, riesce a stare, perché non edificato sullo epamphoterízein? Indubbiamente, la saldezza che lo caratterizza consiste nell'attitudine a contrastare, in guisa non sovra-storica, l'oscillazione nichilistica; pur tuttavia - sostiene Poma - il linguaggio che testimonia il destino lascia inesplorata proprio quella regione che più è convinto di aver percorso in lungo e in largo: si tratta, nientemeno, della volontà di potenza.
10,00

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