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Libri di Paolo Portoghesi

Poesia della curva

di Paolo Portoghesi

Libro: Copertina rigida

editore: GANGEMI

anno edizione: 2021

pagine: 448

Questo libro illustra una predilezione, quella per le linee e le superfici curve, che nasce dall'amore per le forme della creazione e in modo particolare per quelle degli esseri viventi. Il libro vuol essere il racconto di una ricerca durata più di sessanta anni che ha avuto come obiettivo, di rendere, ancora una volta, l'architettura un linguaggio capace di esprimere emozioni, speranze, scelte e rifiuti. Vuole essere anche, attraverso la sua accurata realizzazione l'omaggio a una tradizione, quella del libro, oggetto che ha un valore tattile di oggetto reale che nessun altro mezzo di comunicazione può sostituire.
80,00

Aldo Rossi. Il teatro e la città

di Paolo Portoghesi

Libro

editore: SAGEP

anno edizione: 2021

pagine: 176

Il testo che costituisce l'essenza di questo libro è l'elaborazione autografa dei contenuti della lectio magistralis che Paolo Portoghesi tiene a Genova, alle ore cinque della sera di venerdì due febbraio 2018, davanti al pubblico che riempie la sala del teatro Carlo Felice: Aldo Rossi, il teatro e la città. Paolo Portoghesi (Roma, 2 novembre 1931), architetto, progettista, saggista, teorico e critico, è una delle figure centrali della storia dell'architettura italiana. Professore emerito presso l'Università di Roma La Sapienza, membro dell'Accademia Nazionale di San Luca dal 1966, insignito nel corso della sua lunga carriera di importanti riconoscimenti, la sua attività di studioso si pone a fondamento della presente cultura architettonica internazionale.
20,00

I ponti di Borromini

di Paolo Portoghesi

Libro: Copertina morbida

editore: Silvana

anno edizione: 2020

pagine: 52

«Questa sera, per non annoiarvi troppo con cose risapute, parlerò di Borromini come costruttore di ponti, anche se sul piano fisico non ne ha costruito nessuno. Per capire in che senso va interpretata la parola 'ponte' vi riporto la definizione che ne diede un filosofo di cui avrò occasione di riparlare: "Il ponte si slancia 'leggero e possente' al di sopra del fiume. Esso non solo collega due rive già esistenti. Il collegamento stabilito dal ponte - anzitutto - fa sì che le due rive appaiano come rive. È il ponte che le oppone propriamente l'una all'altra. Luna riva si distacca e si contrappone all'altra in virtù del ponte. Le rive poi non costeggiano semplicemente il fiume come indifferenziati bordi di terra ferma. Con le due rive il ponte porta di volta in volta l'una e l'altra distesa del paesaggio circostante. Esso porta il fiume, le rive e la terra circostante in una reciproca vicinanza». Le rive che i ponti borrominiani distinguono e congiungono sono molte. Quelle di cui parleremo sono sei: il Nord e il Sud dell'Europa; la decorazione e l'organismo architettonico; le forme dell'architettura e i loro significati; la composizione e scomposizione come metodo progettuale; virtuale e reale; l'architettura e la vita.» (Paolo Portoghesi)
10,00

Francesco Borromini. La vita e le opere

di Paolo Portoghesi

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 632

Francesco Borromini è diventato negli ultimi decenni una delle figure centrali nel dibattito sulla storia dell'architettura occidentale, e al suo profilo di artista e alle sue opere sono stati dedicati libri, convegni, un numero impressionante di saggi e persino diversi romanzi ispirati alla sua vita e alla rivalità rispetto a Bernini. Nato a Bissone, sulle sponde del lago di Lugano, nel 1599, Borromini trascorre la sua adolescenza a Milano iniziando la sua formazione intellettuale nel clima creativo della città borromaica. Giunto a Roma intorno ai vent'anni, inizia a lavorare nella Fabbrica di San Pietro come scarpellino e incontra Carlo Maderno, suo lontano parente, che ne scopre le doti di architetto avvalendosi della sua collaborazione nella chiesa di Sant'Andrea della Valle. Alla morte del Maderno Bernini lo sceglie come collaboratore per il baldacchino di San Pietro e per il palazzo Barberini, fino a che, nel 1636, avviene tra i due una rottura che segna l'inizio di una rivalità destinata a diventare leggendaria. Le sue opere principali sono le chiese di San Carlo alle Quattro Fontane, di Sant'Ivo alla Sapienza, di Santa Maria dei Sette Dolori e di Sant'Andrea delle Fratte e gli interventi nei palazzi Falconieri, Giustiniani, Carpegna e di Propaganda Fide. Innocenzo X, nell'imminenza del giubileo del 1650, gli affida l'incarico più importante della sua vita, il restauro della costantiniana basilica lateranense. Nonostante il valore e il significato di questo restauro, che conserva come reliquie le mura della basilica paleocristiana, Borromini rimane insoddisfatto per la mancata realizzazione della volta che aveva progettato. Negli ultimi anni della sua vita il lavoro diminuisce e l'architetto, pur realizzando ancora dei capolavori come il campanile e la cupola di Sant'Andrea delle Fratte, la cappella dei Re Magi e la facciata del palazzo di Propaganda Fide, diventa sempre più malinconico e inquieto fino al gesto estremo del suicidio avvenuto nel 1667, che non gli impedisce però, prima di morire, di ravvedersi e di raccontare il tragico evento in una drammatica confessione rilasciata al suo medico, messa in musica da due musicisti contemporanei, Salvatore Sciarrino e Peter Maxwell Davies.
90,00

Roma/amoR. Memoria, racconto, speranza

di Paolo Portoghesi

Libro: Copertina rigida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 398

«Sembro provare odio», ha scritto Pasolini parlando di Roma, «e invece scrivo dei versi pieni di puntuale amore». È sulla scia di questo sentimento che Paolo Portoghesi ricostruisce il suo rapporto con la città eterna, scegliendo non a caso di includere nel titolo «Amor», palindromo di Roma e ritenuto per molto tempo il nome segreto della città. «Gettare un sasso nello stagno», scrive Portoghesi, «è sempre stato per me un gesto familiare e liberatorio. E i cerchi concentrici che si formano sulla superficie dell'acqua sono diventati forma simbolica nella mia architettura». È quanto si realizza anche in queste pagine: gettando un sasso nello stagno della memoria, l'autore dà vita a un viaggio che si sviluppa attraverso tre fondamentali dimensioni. Quella più intima, autobiografica, dagli schizzi giovanili di piazza Navona e delle opere di Borromini, all'esperienza al fianco di Ludovico Quaroni, Carlo Aymonino, Mario Ridolfi, Giulio Carlo Argan e Bruno Zevi, fino all'insegnamento universitario, agli incarichi istituzionali e alle attività più recenti. Quella professionale, tra sconfitte e successi, con progetti rimasti tali e altri portati a termine, come la Grande Moschea, il più esteso luogo di culto islamico in Europa, a pochi passi dal cuore della cristianità. Infine la dimensione onirica di una Roma immaginata e mai realizzata. Portoghesi getta nuova luce sul passato e le molte rinascite della «città della memoria», in un bilancio utile per affrontare le sfide di un futuro che non riguarda solo Roma, ma l'intero pianeta.
22,00

Abitare la terra. Ediz. italiana e inglese

di Paolo Portoghesi

Libro: Copertina morbida

editore: GANGEMI

anno edizione: 2016

pagine: 47

Rivista di geoarchitettura.
15,00

Abitare la terra. Ediz. italiana e inglese

di Paolo Portoghesi

Libro: Copertina morbida

editore: GANGEMI

anno edizione: 2016

pagine: 45

Rivista di geoarchitettura.
30,00

Abitare la terra. Ediz. italiana e inglese

di Paolo Portoghesi

Libro: Copertina morbida

editore: GANGEMI

anno edizione: 2016

pagine: 47

Rivista di geoarchitettura.
15,00

Il gioco dell'architettura. Dialoghi su ieri oggi domani

di Paolo Portoghesi, Leone Spita

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2017

pagine: 219

Il libro è frutto di un dialogo tra i due autori protrattosi per più di un decennio. Si incontravano due, tre volte l'anno e discutevano su alcuni temi che di volta in volta venivano suggeriti dall'uno o dall'altro. Le differenze - senz'altro di carattere culturale e anagrafico - hanno tenuto vivo l'interesse per la discussione. Talvolta l'intesa si è formata naturalmente, in altri casi è stato difficile trovare delle convergenze. Consapevoli che lo sfondo sul quale proiettare il dialogo era quello del confronto generazionale i due architetti decisero di condividere uno spazio di intese-scambi-contrasti che non annullasse le differenze in una sintesi ideale. Il lungo arco di tempo ha fornito l'antidoto per evitare che i colloqui, fuggevoli per la loro velocità, non lasciassero lo spazio per maturare una riflessione. Il dialogo è servito a costruire una relazione tra elementi spesso opposti e contraddittori che nasce dal confronto e dalla tensione e si basa sulla necessità delle parti di comprendersi, pur restando spesso discordi. In questa "regione condivisa" hanno affrontato alcune coppie tematiche: educazione e professione dell'architetto, passato e futuro, teoria e progetto, simmetria e asimmetria, minimalismo e massimalismo, andando a tratteggiare un pensiero e un mondo di relazioni che abbiano un'immediata ricaduta sul modo di leggere e intendere il progetto nel panorama attuale. Nelle parole di Portoghesi si ripercorre quella storia dell'architettura italiana (e internazionale) del XX secolo che egli ha attraversato nella sua lunga carriera. In quelle di Spita ritornano spesso riferimenti al panorama attuale dell'architettura giapponese e al suo rapporto con quella occidentale. I protagonisti del dialogo hanno inoltre cercato di individuare alcuni sviluppi possibili dello scenario imminente e alcune "alternative aperte" che individuino i temi sui quali lavorare per migliorare le prospettive di un futuro che all'orizzonte si profila incerto e spesso insensato. Il confronto termina con un "gioco delle parole" che individua temi e termini da usare per richiamare il coinvolgimento e l'attrazione di giovani architetti verso la costruzione responsabile del futuro. Con la coscienza che, in fondo, la crisi dell'architettura altro non è che la sua astensione dalla vita.
21,00

Il sorriso di tenerezza. Letture sulla custodia del creato

di Paolo Portoghesi

Libro

editore: Libreria Editrice Vaticana

anno edizione: 2014

pagine: 320

Il volume valorizza l'atteggiamento dei cristiani nei confronti del creato visto come dono prezioso da rispettare e preservare. Attraverso un approccio storico, letterario e biblico l'autore ripercorre il magistero dei Papi e l'esempio dei Santi in riferimento al creato e al degrado ambientale. Il sorriso al quale allude il titolo è il sorriso di Gesù che risplende nelle bellezze della terra. Come invito alla lettura e all'approfondimento, questo libro è uno stimolo rivolto ai credenti affinché si uniscano a coloro che si battono contro il degrado dell'ambiente e contro il consumismo. Il volume è ricco di immagini e documentazioni.
26,00

Tecnica curiosa. Dall'infanzia delle macchine alle macchine inutili

di Paolo Portoghesi

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2014

pagine: 207

Questo libro raccoglie una serie di riflessioni sulle macchine e la loro storia. La civiltà macchinista, ispiratrice delle avanguardie storiche dell'inizio del XX secolo, è ormai un'etichetta obsoleta, ma i problemi dell'intelligenza meccanica, dell'automazione, della crisi ambientale connessa agli sviluppi della meccanizzazione sono all'ordine del giorno e pongono interrogativi drammatici sul futuro del nostro pianeta. Il libro invita a riflettere sul modo discreto e fantasioso in cui la macchina è entrata in scena nel mondo antico, come ampliamento e raffinamento degli arnesi del vivere quotidiano, e sulla sua graduale trasformazione da oggetto funzionale al servizio dell'uomo in forza inesauribile di trasformazione e di cambiamento, fino ad acquistare la fisionomia di essere vivente capace di riprodursi e dotato, se non di una sua volontà, di un potere sorprendente di imporre all'umanità i suoi ritmi e le sue regole. Una ciclica alternanza di illusioni e delusioni caratterizza un decennio dopo l'altro la seconda metà del secolo XX e il primo decennio del XXI. Quando l'abbandono delle campagne e la rapida crescita urbana avevano accreditato l'ipotesi di un nuovo equilibrio sociale creato dalla piena occupazione, emerge la tecnica dell'automazione che sottrae spazio al lavoro industriale e innesca un processo di crescita smisurata del terziario e la conseguente elefantiasi della burocrazia.
22,00

I luoghi della memoria. Il cimitero monumentale di Cesena

di Paolo Portoghesi, Lorenzo Cappellini

Libro: Copertina morbida

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

anno edizione: 2014

pagine: 96

I cimiteri che hanno nutrito la mia immaginazione nel progettare quello di Cesena sono in terra scandinava, a Lund e a Stoccolma e si tratta questa volta di cimiteri urbani, legati a grandi città e non riducibili a una immagine semplice e unitaria. Dal 1916 al 1969 l'architetto Sigurd Lewerenz si occupò del cimitero di Malmo, una piccola città della Svezia meridionale mentre un anno prima, insieme a Gunnar Asplund, aveva vinto il concorso per il celeberrimo "Cimitero nel Bosco" di Stoccolma, dichiarato dall'Unesco "patrimonio dell'Umanità". In entrambi i casi si avverte l'influenza di un momento particolarmente felice della cultura architettonica scandinava in cui si identificava la modernità con una rilettura della tradizione classica in una direzione già prefigurata in Germania da Karl Fredrich Schinkel; tornare alla millimetrica esattezza del modo greco di modellare le forme architettoniche e interpretare la natura come l'indispensabile sfondo e il segreto nutrimento della immagine architettonica.
20,00

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