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Libri di Sergej M. Ejzenstejn

Memorie. La mia arte nella vita

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2006

pagine: 716

Scritte negli ultimi due anni di vita, le "Memorie" sono una raccolta di informazioni sull'infanzia e l'adolescenza di Ejzenstejn, sui conflitti familiari, sulla formazione e la sua arte, sui rapporti sociali e politici con Stalin, tra tutti - sulla sua idea di cinema e di Hollywood. Il volume è corredato da un apparato di foto appartenute all'autore.
38,00

Lezioni di regia

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2000

pagine: 218

18,00

Teoria generale del montaggio

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 1985

pagine: 434

La "Teoria generale del montaggio" fu scritta nel corso del 1937 ed è rimasta per molto tempo medita. Si tratta della più ampia e audace ricognizione sul montaggio che Ejzenstejn abbia mai concepito: il cinema resta il suo referente esemplare, ma l'indagine si muove con grande libertà nei più diversi campi della produzione artistica, con illuminanti incursioni nell'antropologia e nell'estetica filosofica. Ne risulta un quadro interpretativo capace di gettar luce non solo sui fondamenti teorici e sull'evoluzione storica del montaggio ma anche sulle prospettive, ancor oggi in larga parte inesplorate, di una cultura dell'audiovisivo.
34,00
19,90

Walt Disney

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2017

pagine: 137

Nel 1940, mentre lavorava al Metodo, la sua opera teorica più ambiziosa in cui si sarebbe occupato di quello che definiva il Crundproblem, cioè il rapporto tra il razionale e l'emotivo nell'arte, Ejzenstejn decise di dedicare uno studio all'opera di Walt Disney, che aveva conosciuto personalmente dieci anni prima nel corso del suo sfortunato viaggio in America. Ai suoi occhi, Disney rappresentava il risorgere, nel bel mezzo della più avanzata civiltà industriale, del pensiero prelogico ed emotivo tipico delle prime fasi dello sviluppo della civiltà e dell'individuo: una rivolta contro l'inesorabile razionalità di un sistema, rappresentato dalla catena di montaggio e dalla parcellizzazione del lavoro, che sfociava nell'estasi e nella soppressione di ogni distinzione tra soggetto e realtà oggettiva.
16,00

Memorie e appunti di cinema e di vita

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Copertina morbida

editore: Ghibli

anno edizione: 2015

pagine: 147

Dal "montaggio delle attrazioni" alla teoria del "cine-pugno", il cinema di Eisenstein ha sempre avuto un scopo principale: quello di scuotere lo spettatore dal suo torpore e stimolarlo a partecipare attivamente alla comprensione - e talvolta alla ricomposizione - di quanto stesse avvenendo sotto i suoi occhi durante lo svolgimento della pellicola cinematografica. In questa autobiografia Eisenstein, considerato da molti il più grande teorico del cinema, racconta i film che ha diretto e quelli che non ha potuto realizzare e raccoglie le sue osservazioni sulla settima arte e le sue tecniche espressive. Una perla per tutti i veri cinefili, ricca di materiale fotografico e schizzi originali di Eisenstein, il cui autentico protagonista è il cinema quale espressione pura ed efficace strumento socio-politico.
15,00

Walt Disney

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2015

pagine: 168

"A volte ho paura a guardare le sue opere. Paura di quella loro perfezione assoluta. Sembra che quest'uomo non conosca solo la magia di ogni mezzo tecnico, ma sappia anche agire sulle corde più segrete dei pensieri, delle immagini mentali e dei sentimenti umani. Così dovevano agire le prediche di san Francesco d'Assisi, così ci incantano i dipinti del Beato Angelico, così ci affascina Andersen, e Alice nel suo paese delle meraviglie. Disney è, molto semplicemente, "al di là del bene e del male". Come il sole, come gli alberi, come gli uccelli, le anatre, i topi, i cerbiatti e i piccioni che attraversano il suo schermo". Sergej M. Ejzenstejn considerava Walt Disney un "grande artista e maestro", e la sua opera "the greatest contribution of the American people to art". Tra il 1940 e il 1942, dieci anni dopo la sua sfortunata esperienza cinematografica a Hollywood e in Messico, Ejzenstejn scrisse questo saggio particolarmente ispirato che è al contempo un omaggio all'arte del creatore di Topolino, uno studio tecnico sul cinema d'animazione, un'erudita indagine sulla morfologia della fiaba, una riflessione sociologica sul cinema quale strumento di consolazione e di elevazione per l'uomo moderno: "per coloro che sono vincolati da ore di dura fatica, dai minuti regolamentari di pausa e dalla precisione matematica del tempo; coloro la cui vita è regolata dal 'cent' e dal 'dollar'."
20,00

Charlie Chaplin

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2013

pagine: 132

Iniziato da Sergej M. Ejzenstejn nel 1937, "Charlie the Kid", qui presentato con altri due brevi testi del grande regista su Charlie Chaplin, avrebbe dovuto far parte di un libro incompiuto, "Metodo", insieme a studi sulla fruizione dell'opera d'arte, sul cinema di David W. Griffith e sul "grande artista e maestro" Walt Disney, saggio, quest'ultimo, edito da SE nel 2004. Il saggio è un omaggio a Chaplin, che Ejzenstejn ebbe modo di conoscere nella sua sfortunata esperienza cinematografica in America nel 1930, e verso cui il regista nutrì per l'intera vita un affetto profondo e una stima senza confini.
20,00

Diderot e il demone dell'arte

Libro: Libro in brossura

editore: MIMESIS

anno edizione: 2015

pagine: 245

L'orizzonte della riflessione estetica di Diderot, con particolare riferimento alle arti della rappresentazione, al teatro e alla pittura, è stato oggetto nella seconda metà del Novecento di una serie di letture critiche che hanno colto nell'opera del grande enciclopedista uno snodo decisivo per la formazione di uno sguardo estetico della modernità, capace di dialogare con le istanze contemporanee che attraversano gli studi di cultura visuale, le svolte metodologiche della storia e della critica d'arte novecentesche (Fried, Marin. Arasse), la riflessione sulla rappresentazione teatrale e sul ruolo dell'attore (Szondi, Barthes, Ejzenstejn) così come l'interrogazione nei confronti del soggetto e del linguaggio rivolta dal pensiero filosofico contemporaneo (Lyotard, Lacoue-Labarthe). Dall'incontro fra il Novecento e Diderot, qui ricostruito attraverso una selezione di saggi per lo più inediti in italiano, emerge l'immagine di un pensatore al tempo stesso a noi prossimo e distante, capace di parlare alla contemporaneità con forza attraverso la polifonia della sua scrittura, l'apertura alle differenze e alla molteplicità dei saperi e dei discorsi che rendono i suoi testi degli organismi ibridi, dei mostri testuali capaci di dare voce alla "parola degli altri" (Starobinski), come di intercettare e catturare nelle maglie della scrittura le immagini del suo tempo, mettendo in opera un esercizio dello sguardo che lavora negli interstizi fra il visibile e il dicibile.
20,00

Sulla biomeccanica. Azione scenica e movimento

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Copertina morbida

editore: Armando Editore

anno edizione: 2009

pagine: 128

10,00

Memorie

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2008

pagine: 166

"Nel febbraio del '46 ebbi un attacco di cuore. Per alcuni mesi, per la prima volta, fui bruscamente imbrigliato. Inchiodato a un letto e a un regime da infermo. La circolazione del sangue batteva fiacca. I pensieri procedevano a rilento. Dinanzi a me, vari mesi di un ambiente irrimediabilmente uguale. Mi sentivo perfino contento. Pensavo che finalmente mi sarei guardato attorno, avrei meditato e cambiato le mie idee. E avrei capito tutto su me stesso. Sulla vita. Sui quarantotto anni vissuti. Dirò subito che non capii nulla. Né sulla vita. Né su me stesso. Né sui quarantotto anni vissuti. Nulla, tranne forse una cosa. Che la vita l'avevo percorsa al galoppo. Senza voltarmi a guardare indietro. Come una serie di trasbordi da un treno all'altro. Come una corsa per prendere un treno, dopo essere sceso dall'altro. Con l'attenzione incessantemente rivolta alla lancetta dei secondi. Arrivare a tempo in un posto. Non arrivare troppo tardi in un altro. Far presto qui. Riuscire a svignarsela di là. Come dal finestrino di un treno, sfrecciano via brandelli d'infanzia, scampoli di gioventù, momenti di maturità. Vividi, rutilanti, vorticosi, policromi. E d'un tratto una sensazione orribile. Che non si è afferrato niente. Lo si è solo sfigurato. Mai bevuto sino in fondo. Di rado s'è inghiottito qualcosa, ma senza gustarlo ".
21,00

Quaderni teatrali e piani di regia (1919-1925)

di Sergej M. Ejzenstejn

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2004

pagine: 359

Il libro raccoglie quanto di nuovo è stato recentemente pubblicato in Russia degli scritti sul teatro del regista sovietico Sergej Michajlovic Ejzenstejn il cui ruolo per la storia del cinema e della cultura sono ormai ben noti. Si tratta di scritti comprendenti: "I quaderni teatrali 1919-1921", la ricostruzione della messa in scena di "Anche il più saggio ci casca" e i testi letterari dei due spettacoli che Ejzenstejn mise in scena insieme a Tret'jakov, "Mosca ascolti?" e "Maschere antigas". Un contributo di Pietro Montani sul montaggio e di Valentina Valentini sui tratti distintivi del teatro di Ejzenstejn, oltre a un apparato iconografico relativo ai bozzetti, disegni e foto di scena, completano il volume.
18,00

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