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Libri di Sergio Givone

Quant'è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione

di Sergio Givone

Libro: Copertina morbida

editore: Solferino

anno edizione: 2019

pagine: 187

Post-religiosi, atei, materialisti: nell'infinita gamma degli atteggiamenti dell'Occidente secolarizzato verso la religione sembra manchi solo quello più semplice: credere. È ormai una scelta marginale, in via d'estinzione? Niente affatto, tanto è vero che il bisogno di Dio sembra tornare alla ribalta ovunque nel mondo, in modi anche drammatici. Perché? È opinione comune che la religione sia stata inventata dagli uomini per autoconsolarsi della propria condizione mortale. Ma se le cose stanno così, come mai tutte le religioni hanno sempre offerto ai fedeli e ai non-fedeli scenari inquietanti, dal giudizio finale al paradiso e all'inferno? Il fatto è che la religione, nel momento in cui risponde alla domanda sul senso della vita, riguarda la nostra libertà, perché della libertà è l'ultima difesa e non la soppressione. Ecco perché il ritorno a Dio è necessario al fine di contrastare il totalitarismo in tutte le sue forme. Se è vero che la religione non può essere tenuta fuori dalla sfera pubblica, riflettere sulla sua opportunità significa riflettere sulla giustizia, che è ciò da cui si dispiega, secondo la lezione del pensiero antico da Parmenide in poi, l'ordinamento stesso del mondo e del nostro stare insieme come umani. Uno dei nostri maggiori filosofi si interroga e ci interroga sulla necessità della religione prima ancora che sul bisogno di essa, avendo il coraggio di prendere le distanze da figure mai come ora oggetto di discussione e al centro del dibattito: Nietzsche e Heidegger. E lo fa da laico, consapevole che laico non è chi rivendica la propria indifferenza nei confronti della religione ma al contrario chi la prende sul serio, riconoscendo che i contenuti essenziali con cui è chiamato a fare i conti, le ragioni per cui si vive, vengono proprio da lì. Un percorso incalzante e profondo che fa appello alle conclusioni di poeti e scrittori non meno che a quelle dei filosofi - Hölderlin e Dostoevskij su tutti -, intreccia alla religione il discorso sul sacro e mette in guardia dai pericoli del relativismo e dell'etica utilitaristica. Al cuore, una domanda cruciale: davvero possiamo fare a meno della verità sull'uomo e sul mondo che solo la religione è in grado di comunicare?
10,00

Quant'è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione

di Sergio Givone

Libro: Copertina morbida

editore: Solferino

anno edizione: 2018

pagine: 187

Post-religiosi, atei, materialisti: nell'infinita gamma degli atteggiamenti dell'Occidente secolarizzato verso la religione sembra manchi solo quello più semplice: credere. È ormai una scelta marginale, in via d'estinzione? Niente affatto, tanto è vero che il bisogno di Dio sembra tornare alla ribalta ovunque nel mondo, in modi anche drammatici. Perché? È opinione comune che la religione sia stata inventata dagli uomini per autoconsolarsi della propria condizione mortale. Ma se le cose stanno così, come mai tutte le religioni hanno sempre offerto ai fedeli e ai non-fedeli scenari inquietanti, dal giudizio finale al paradiso e all'inferno? Il fatto è che la religione, nel momento in cui risponde alla domanda sul senso della vita, riguarda la nostra libertà, perché della libertà è l'ultima difesa e non la soppressione. Ecco perché il ritorno a Dio è necessario al fine di contrastare il totalitarismo in tutte le sue forme. Se è vero che la religione non può essere tenuta fuori dalla sfera pubblica, riflettere sulla sua opportunità significa riflettere sulla giustizia, che è ciò da cui si dispiega, secondo la lezione del pensiero antico da Parmenide in poi, l'ordinamento stesso del mondo e del nostro stare insieme come umani. Uno dei nostri maggiori filosofi si interroga e ci interroga sulla necessità della religione prima ancora che sul bisogno di essa, avendo il coraggio di prendere le distanze da figure mai come ora oggetto di discussione e al centro del dibattito: Nietzsche e Heidegger. E lo fa da laico, consapevole che laico non è chi rivendica la propria indifferenza nei confronti della religione ma al contrario chi la prende sul serio, riconoscendo che i contenuti essenziali con cui è chiamato a fare i conti, le ragioni per cui si vive, vengono proprio da lì. Un percorso incalzante e profondo che fa appello alle conclusioni di poeti e scrittori non meno che a quelle dei filosofi - Hölderlin e Dostoevskij su tutti -, intreccia alla religione il discorso sul sacro e mette in guardia dai pericoli del relativismo e dell'etica utilitaristica. Al cuore, una domanda cruciale: davvero possiamo fare a meno della verità sull'uomo e sul mondo che solo la religione è in grado di comunicare?
16,00

Il boccagentile. Ricette della vita buona

di Sergio Givone

Libro: Libro in brossura

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2018

pagine: 136

Un libro di filosofia della cucina e del cibo scritto da uno dei più importanti filosofi italiani che, attraverso una serie di ricette, ci conduce alla ricerca del senso della vita buona.
10,00

Sull'infinito

di Sergio Givone

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2018

pagine: 135

Da dove viene? E soprattutto dove va? E giunto fin lì, agli estremi confini del mondo, per poter guardare oltre: fermo e ben saldo sulla roccia, il viandante romantico di Friedrich sembra essere consapevole che l'infinito è più grande di lui, ma proprio da questa smisurata grandezza, da questa espansione soverchiarne è tentato. Irraggiungibile, l'infinito è però anche irrappresentabile. Perché allora non cessa di incuriosire e tormentare pittori, filosofi, matematici e letterati, e in generale tutti i comuni mortali?
12,00

Trattato teologico- poetico

di Sergio Givone

Libro: Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2017

pagine: 131

« Potremmo dire che il nichilismo altro non è che una forma di ateismo in cui Dio non è più un problema, come non è più un problema il male - Dio è morto, e questa sarebbe l'ultima parola, non solo su Dio, ma anche sul male. Questo nichilismo amichevole e pieno di buon senso, oltre che perfettamente pacificato, continua a essere la cifra del nostro tempo. Lo sarà finché nella morte di Dio vedremo un fatto che per noi non significa più nulla e non invece quel che intravide Nietzsche: un evento la cui portata è ancora tutta da esplorare».
8,00

Luce d'addio. Dialoghi dell'amore ferito

di Sergio Givone

Libro

editore: Olschki

anno edizione: 2016

pagine: 156

Cinque dialoghi, cinque atti di un unico dramma. A far da cornice sono episodi occasionali, visite di cortesia, incontri avvenuti realmente o soltanto ipotizzati fra personaggi quali Paul Celan, Martin Heidegger, Fëodor Dostoevskij, Ivan Turgenev. In gioco ci sono visioni opposte e prospettive inconciliabili, donde un senso di dolorosa incomunicabilità. Eppure è come se questo disperato parlarsi avvenisse alla luce di una verità che trascende tutto e tutti. E che, direbbe Platone, "chiama alla battaglia".
15,00
6,00

I sentieri della filosofia

di Sergio Givone

Libro: Copertina morbida

editore: ROSENBERG & SELLIER

anno edizione: 2015

pagine: 110

Cos'è la filosofia, come nasce, come si diventa filosofi? Forse anzitutto andando alla ricerca dei linguaggi con cui si è costituita per seguirne le tracce, le interruzioni, le riprese, ripercorrendo i sentieri già tracciati o avventurandosi su quelli appena iniziati. La filosofia, come ci mostra la prospettiva ermeneutica di Givone, non è riducibile a un'univoca definizione; si costituisce appoggiandosi a qualcosa che sta al di fuori di essa, dalla poesia dei tragici greci fino ai testi che la tradizione ci ha via via consegnato come "filosofici". Non solo. La tensione tra mito e logo si ripropone, a detta dell'autore, in ogni discorso filosofico autentico. Ci sono infatti cose che hanno bisogno del logo, per essere comprese, e cose che hanno bisogno del mito, per essere dette. L'abisso che il mito ci mostra l'assunzione della colpa per un atto non voluto - è quel pensiero tragico a cui la filosofia continuamente si alimenta e che interpreta rivelando l'intreccio profondo tra filosofia, etica ed estetica. Il volume riprende le lezioni di Sergio Givone alla Scuola di alta formazione filosofica. Muovendo dall'interrogativo autobiografico su che cosa sia per lui la filosofia, e anzi più precisamente in che cosa consista la sua filosofia, l'autore dipana un viaggio affascinante che attraversando i tragici greci, Platone, Plotino, Leibniz, Hegel e Kierkegaard, ma anche scrittori come Boccaccio o Dostojewski, esplora i sentieri della filosofia...
11,00

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra

di Sergio Givone, Remo Bodei

Libro: Copertina morbida

editore: Lindau

anno edizione: 2013

pagine: 85

Nella società contemporanea la mitezza è spesso assimilata alla passività, alla debolezza, alla mancanza di coraggio. L'essere miti appare un comportamento assolutamente inadeguato ad affrontare le durezze della realtà. Un grande merito di questo volume è quello di riscoprire, in controtendenza rispetto al pensiero prevalente, il significato autentico di questo concetto, rivalutandone il valore etico-politico. Da due prospettive diverse ma complementari, l'una religiosa e l'altra laica, Givone e Bodei sviluppano un discorso esauriente e approfondito sotto il profilo filologico, teologico e storico. Nei due saggi sono confrontati i diversi significati che la mitezza assume nel pensiero greco e nella cultura giudaico-cristiana, in particolare nell'Antico Testamento (i Salmi), nelle lettere di san Paolo e nella concezione ascetica e mistica del cristianesimo tipica del Medioevo. Uno spazio importante è poi dedicato al pensiero religioso e politico dei grandi interpreti moderni della mitezza evangelica, da Tolstoj a Gandhi, da Schweitzer a Bonhoeffer, fino alle più recenti riflessioni di Bobbio e di Zagrebelsky. Di particolare interesse è anche l'analisi che i due autori conducono sulla reinterpretazione del concetto di "eredità della terra" formulata dal pensiero ecologico che pone l'accento sulla necessità di salvaguardare la terra ricevuta in eredità per le prossime generazioni.
13,00

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