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Libri di Silvana Grasso

Solo se c'è la luna

di Silvana Grasso

Libro: Copertina rigida

editore: Marsilio

anno edizione: 2017

pagine: 222

Il manovale Girolamo, dopo trent'anni d'America, dove ha imparato marketìnghi e bisinès, torna in Sicilia, primi anni Cinquanta, col nuovo nome americano di Gerri. Nel suo paese arretrato, dove ancora si usa la cenere per lavare e lavarsi, fonda una gigantesca fabbrica, stile americano, di sapone e saponette, la Gerri Soap, che esporta, con grande successo economico e d'immagine, i suoi prodotti in tutta Italia. L'America, che ha fatto di lui un imprenditore, gli ha insegnato le strategie di mercato, di comando, sempre e comunque, perché, quando si è padroni, non esiste il torto, ma solo la ragione. Da uno sciagurato matrimonio con una ragazza che trascorre il tempo a intagliare volti e corpi sul legno, nasce Luna, minuta quanto un coniglietto, per di più con una rarissima malattia che la costringe a vivere al buio, solo se ce la Luna, perché il Sole ucciderebbe le sue tenere carni. Per farle compagnia, e soprattutto prenderne le distanze, Gerri le "compra" una quasi sorella, Gioiella, figlia di una sua operaia, ragazza madre, che vuol vivere, anche lei, col suo nuovo amore il sogno americano. Gioiella cresce con una spaventosa bellezza bruna e sensuale, ma è chiusa, scontrosa, ostile a ogni avventura sessuale o sentimentale. Nel frattempo, nella grande villa, Luna studia, legge avidamente poeti e scrittori, nell'illusione di conoscerlo quel mondo che non conoscerà mai nelle geografie dei luoghi, finché a 16 anni non le basta più innamorarsi di uomini scolpiti nel marmo o nei versi dei poeti: vuole un maschio vero, di carne vera. Non sa, però, che la quasi sorella prova per lei un sentimento d'attrazione sessuale devastante, contro cui nulla può la volontà o la preghiera. Con la potenza di un'immaginazione sgargiante e l'estro di una lingua febbrile, Silvana Grasso racconta lo scontro tra la natura e il moderno nella scena mediterranea di una Sicilia marina e assolata obbligata a piegarsi al primato notturno, per costringerci a ripercorrere il percorso della metamorfosi del mondo nella storia e a ritrovare le tracce di quel destino fatale che - nonostante ogni sforzo di sfuggirgli alla ricerca di un futuro migliore - resiste vitale, luminoso e feroce.
17,00

Distìno

di Silvana Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: ETS

anno edizione: 2021

pagine: 78

Dall'ultimo romanzo del 2018, La domenica vestivi di rosso, la scrittrice torna con un nuovo racconto che ha come protagonista occulto il destino. Nella sua imprevedibile ragnatela di morte, che nessuno può contrastare né contenere, si troveranno invischiati diversi personaggi, gente umile e dalle aspettative ordinarie a cui l'autrice dona una inattesa vita letteraria. Centrale è la prometeica figura di Nanà, l'ostetrica veterinaria, che organizza un improbabile matrimonio, estraneo ad ogni intento amoroso-riproduttivo. Nel silenzio della solitudine e della perifericità sociale, ella sfiderà la natura e il destino: sarà impossibile per il lettore non essere coinvolto nelle sue disperate e vane macchinazioni. Il ritorno ad un'ambientazione popolare consente all'autrice di recuperare la cifra linguistica peculiare, ossia quel plurilinguismo che l'ha fatta conoscere e amare alla critica e al pubblico. Prefazione di Marina Castiglione.
12,00

La ddraunàra. I racconti

di Silvana Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 384

I primi, ammirati lettori di alcuni di questi racconti furono Amelia Rosselli e Cesare Garboli, che subito li fece pubblicare sulla rivista Paragone e li raccomandò a vari editori. Da quel nucleo venne a formarsi "Nebbie di ddraunàra", un libro che fu accolto con grande entusiasmo e che quell'anno vinse sia il premio Grinzane Cavour per gli esordienti sia il premio Mondello. In seguito, Silvana Grasso è tornata al racconto con Pazza è la luna, confermandosi così come uno dei maestri contemporanei di questo genere letterario, tant'è che Licia Maglietta ne ha tratto due pièce che ha portato nei più noti teatri europei. Ora queste venti storie vengono riproposte in un unico volume che à rebours consente di conoscere una serie di personaggi - maschi miti e donne prepotenti, vedove eccentriche e spietate imprenditrici, molli poeti e rozzi bastardi, alcuni arditi e altri incapaci - che provano a vivere le proprie esistenze in luoghi talmente reali, ma distanti, da apparire come immaginati da un folle. Ognuno di loro proverà a sottomettere la sorte per inverare un disìo segreto e profondissimo, ma, come accade nella vita vera, solo alcuni ce la faranno.
11,00

Disìo

di Silvana Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 256

Al capezzale della madre morente, la figlia Memi - ormai adulta e psichiatra a Milano -, seguendo il lento e muto gocciolio della flebo, scandisce l'azzanno di un suo dolore mai sanato, solo narcotizzato, lo scippo d'un affetto materno dovuto ma negato, mendicato in penombra. Alla morte della madre, Memi torna in Sicilia, stregata da un "disìo" carnefice e salvifico a un tempo, insensato e irrinunciabile, disperato e incomprensibile per chi non si sia mai abbandonato al canto delle sirene. Partecipa come dirigente medico a un concorso in Ospedale, concorso già manipolato, già infettato. Nulla è mutato dunque, il lutto del Diritto è ancora lutto, la Giustizia è solo un nomen, l'omertà è ancora calvario, sotto il peso di una nuova e più potente mafia, che veste in camice, in toga, in giacca e cravatta, e vanta curricula di prim'ordine. Combattuta tra tornare a Milano e restare, Memi resta a lottare in una terra arsa e disperata, per una terra magica e maciullata, decisa a vivere l'unica maternità possibile, il "disìo".
9,50

La pupa di zucchero

di Silvana Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 229

Pietro, un cinquantenne geniale, pensatore, filosofo, non è affatto votato al culto patriarcale della "roba" della sua famiglia, i ricchissimi Branciforti, di cui eredita anche la fiorente tonnara dell'Isola delle Correnti, dove il sole non muore mai e la luna fatica a trovare un posticino in cui splendere ogni tanto. Con lucida premeditazione Pietro smantella la tonnara, la rende infruttuosa, facendo di quell'agonia apparente il suo unico progetto di vita, cambiamento e rinascita, non facile ma forse possibile. In quel contesto immobile in cui accumulare "roba" significa essere qualcuno, però, lui è per tutti un inetto, una disgrazia immeritata per la sua famiglia. Quell'inettitudine è invece un perfezionato talento, che trova nell'amico e coetaneo Bruno - brillantissimo affarista, come quel patriarca Branciforti di cui è per incesto il figlio negato - un contestatore apparente ma anche un appassionato interlocutore. Fra le due tesi - accumulare o dissipare - non ci sarà un vincitore: a vincere sarà l'inoppugnabile certezza del nanismo degli esseri umani, creature fragili come una pupa di zucchero che, gigante a vedersi, si disintegra in mille cocci per un semplice soffio di vento.
9,50

Me pudet. Poesie 1994-2017

di Silvana Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: ETS

anno edizione: 2019

pagine: 110

Nella prosa di Silvana Grasso si riscontra un continuo, quasi ossessivo, ricorso a forme metriche che rimandano ai ritmi della lirica e dell'elegia. Di ciò s'erano accorti elegantissimi lettori, convinti che nei suoi cassetti dovessero nascondersi delle poesie. Avevano ragione. Ora viene pubblicato l'intero corpus; per quanto il titolo - "Me pudet" - rammenti la ritrosia e il disagio dell'autrice a esporre la parte più segreta e seducente della sua scrittura. Da una silenziosa e appartata cameretta Silvana Grasso guarda il mondo, le creature miti (e sempre giovani), l'impietosa natura. Così ha composto il suo canzoniere, scandaloso e pudico, che narra vicende minime e che, in quanto tali, riguardano tutti.
10,00

La domenica vestivi di rosso

di Silvana Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2018

pagine: 188

Non è un maschio Nerina, non ha cinque dita per piede come tutti i neonati, ma sei. Non la cresce la sua giovanissima madre di sangue, ma due grasse quasi madri, una col diabete, l'altra senza. Nascondere le dita dei piedi che, nell'immaginario del suo paese, di anno in anno diventano dieci, venti, cinquanta, è la sua prima prova di forza e resistenza al mondo. La seconda, quasi epica, è ammettere che, nonostante la sua bellezza, innegabile quanto la sua sensualità, sono solo i suoi piedi il polo d'attrazione per i maschi. Tutti vogliono, sempre e solo, cominciare dalla svestizione dei suoi piedi per poi magari, svelato l'enigma, non procedere oltre. Quel punto di debolezza, ad arte enfatizzato dal mistero, diventa il magnete con cui, invece, concupire e sedurre, secondo un progetto quasi cinematografico, di cui Nerina scrive il canovaccio negli anni della sua adolescenza, al liceo classico, e dopo, negli anni dell'università a Catania: anni in cui dal Nord veniva sganciato in Sicilia il Sessantotto come una bomba in tempi di guerra. Nerina seduce, recitando il copione di Lolita, Mauro, Emmanuel, Giancarlo, più uomini che ragazzi, non cercando mai l'amore, ma recitandolo l'amore, sul miserabile set della provincia guardona. Nella vita si tiene alla larga dai sentimenti, terreno a lei sconosciuto, terreno minato, ove saltare in aria a ogni passo. Alla vigilia della laurea lo incontra, infine, il personaggio eccezionale che da tempo braccava, invano, per il suo romanzo d'esordio. Lo chiamano «il Professore», si sa pochissimo di lui, se non che alla vigilia della sua laurea, devastato dalla schizofrenia, aveva perso la mente e l'amore della sua Nerina. A sessant'anni vive in una magnifica, persino poetica, follia col suo vecchio gatto Platone, e scrive decine di tesi di laurea per ragazzotte della provincia, mentre lavora, ancora e incessantemente, alla sua, e non intende scriverci la parola «fine», convinto filosoficamente che non si debba mettere punto mai alla Bellezza, né la si possa confinare nella parola «fine» dell'ultimo capitolo.
16,00

7 uomini 7. Peripezie di una vedova

di Silvana Grasso

Libro

editore: ETS

anno edizione: 2018

"7 uomini 7. Peripezie di una vedova" è la paradossale, incredibile storia della scrittrice Silvana Grasso nella città di Gela, dopo la morte del marito. La sua vedovanza scatena, negli abitanti della bella località di mare, ipotesi estreme di fidanzamento, strategie paraninfali (clubiche e collettive), diktat maritali: un'autentica "caccia all'uomo", a tutt'oggi irrealizzata per la singolarità dei nubendi, ma innanzitutto per la singolarità della protagonista. Silvana infatti, individuata nell'orchestrazione nuziale una spassosa e conveniente via di fuga dalla depressione, ribalta le parti, diventa soggetto d'una messinscena, assegna i ruoli e decide i tempi e i luoghi del corteggiamento, incipit e necrosi d'ogni amore. Si assiste, così, ad accadimenti al limite della follia, del tutto improbabili ma del tutto veri. Veri, se si accoglie come verità la cicaleggiante e salvifica insipienza di paese, recitata con la leggerezza, il senso dell'ovvietà e tutta la sicilianità di un esilarante mastrodonismo.
12,00

Helena Blavatsky. La fisica del pensiero e l'anima universale

di Silvana S. Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni DrawUp

anno edizione: 2015

pagine: 280

Esiste una speciale "materia" comune all'universo, apparentemente diversificata ma sostanzialmente una. Una realtà impalpabile e onnicomprensiva che ci riguarda. Il libro racconta il cerchio magico della nostra evoluzione, dalla religiosità alla filosofia, passando per le moderne visioni neurologiche e cosmologiche. Noi non possiamo vederla, ma sappiamo sentirla e utilizzarla. Ci sorprenderà sapere che, più di un secolo fa, l'Iside di Helena Blavatsky ha svelato la trama sottile che governa i mondi.
15,00

Il cuore a destra

di Silvana Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: Le Farfalle

anno edizione: 2014

pagine: 72

A Spinasanta le anziane gemelle Corallo portano avanti una bottega di zoccoli, conducendo una vita arida e priva di altri interessi. Alla loro morte la nipote Billonia, "lèna come la mostarda quando non quàgghia" e zitella come loro, decide di disfarsene e di convertire l'attività in un'altra più confacente al suo talento imprenditoriale. Il basso maleodorante si trasforma così in una processione di braccianti e lavandaie che chiedono l'intercessione dei santi per i più disparati disturbi di salute. Anche il prete del paese, don Calò, si rivolge a Billonia e al potere taumaturgico dei suoi santini, ottenendo la sperata guarigione. Un giorno però la gretta e ordinata vita di Billonia viene turbata dall'apparizione di una straniera, Marìdda, che lentamente si insinua nella sua vita e nella sua attività sino a diventarne compagna inseparabile...
12,00

Ninna nanna del lupo

di Silvana Grasso

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2012

pagine: 208

In una casetta di Bisacquino, paesino siciliano, nel breve spazio temporale che dalla sera si consuma fino a tutta la notte, tra il rituale accadimento della serva Clementina alle mani artritiche della novantenne padrona Mosca Centonze, e il momento in cui quest'ultima sentirà nuovamente, come nell'infanzia, la "ninna nanna del lupo" che dà il titolo al romanzo, ha luogo la rievocazione del passato, di un'esistenza, quella di Mosca (emigrata in America a inizio Novecento, finita in sanatorio, diventata moglie di un boss poi ucciso in un agguato e ritornata in Sicilia nel '36) a cui fa da contrappunto quella della serva Clementina, in una storia che ha nella solitudine e nella sterilità i due grandi fuochi narrativi attorno a cui si addensano tinte forti, macabre, di una vitalità grottesca, e tornano a rianimarsi le figure e le vicende di una vita trascorsa. La notte dei ricordi della Ninna nanna del lupo è un sabbah linguistico a cui Silvana Grasso chiede di assistere partecipando di un ritmo e di una sintassi che si fondono a un lessico che forgia parole dall'arcaico e dall'aulico come dal dialetto e dal popolare, per un romanzo rutilante di immagini e odori, visioni viscerali di una moderna tragedia greca.
12,00

L'incantesimo della buffa

di Silvana Grasso

Libro

editore: Marsilio

anno edizione: 2011

Nel paesino di Roccazzelle, periferia siciliana dell'impero, anche gli echi della guerra, la seconda mondiale, arrivano quasi appannati, affidati ai volantini lanciati sulla campagna dagli aerei alleati e ai manifesti del Partito Fascista. Sullo sfondo di una comunità abituata al poco e che sa vivere anche del niente, che guerra o meno continua nelle sue abitudini, nei suoi riti, e nelle sue credenze (come quella dell'incantesimo della buffa, la femmina del rospo, che se la si fissa negli occhi poi non si cresce più), si muovono personaggi ai margini e notabili del luogo - dal poetico Agostino, venuto dal mare e in fuga dal proprio passato al pavido podestà Agnello che infligge alle sue mani lavaggi d'ammoniaca pura - sempre in sbilenco equilibrio tra il dramma e il grottesco. Ma soprattutto il tredicenne Gesù, figlio di quella terra bruciata dal sole, e la coetanea Tea, di origine austriaca e cieca per una malformazione agli occhi, vivono a Roccazzelle un idillio adolescenziale fatto di salsedine e scogliere, di esclusività e dolcezza, nel tentativo di dimenticare il loro essere rimasti orfani di madre, mentre l'ombra della guerra si fa improvvisamente più minacciosa fino alla tragedia dei bombardamenti e al conseguente sbarco alleato anglo-americano.
18,00

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