Libri di Viktor Sklovskij

Viaggio sentimentale. Memorie 1917-1922

di Viktor Sklovskij

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2019

pagine: 346

«La mia storia d'amore con la rivoluzione è profondamente infelice...» scrive a Gor'kij dalla Finlandia, dov'era fuggito per evitare l'arresto, Viktor Sklovskij. È il 15 aprile 1922. A Mosca si preparava il processo ai «socialrivoluzionari di destra», e Sklovskij aveva militato nelle cellule clandestine del Partito socialrivoluzionario. «Negli allevamenti di cavalli ci sono stalloni che chiamano "ruffiani" ... Il ruffiano monta sulla giumenta, lei prima si rifiuta e scalcia, poi inizia a concedersi. A quel punto il ruffiano viene trascinato via e fanno entrare il vero riproduttore ... Noi socialisti abbiamo "scaldato" la Russia peri bolscevichi...». E mentre attende di poter partire per Berlino, comincia a scrivere nuove - le più ardue, dolorose - memorie del recente passato. Nasce così "Viaggio sentimentale", titolo che è un palese e sorridente omaggio a Sterne, lo scrittore da lui «resuscitato in Russia». La prima guerra mondiale, la rivoluzione d'Ottobre e la lotta fratricida che ne seguì - tutto è raccontato da un testimone che, per nostra fortuna, non ha pretesa alcuna di imparzialità. È semmai la scrittura, l'inconfondibile e celebrata paratassi sklovskiana (frasi essenziali, brevi, dai legami sintattici e logici ridotti al minimo), a illuminare di verità il racconto - erratico, digressivo e aberrante come i fatti che cambiarono la storia del XX secolo. Grande bricoleur, teorico della letteratura e «narratore professionista» che riesce, parlando, raccontando, a confondere anche la polizia politica che gli dà la caccia, Sklovskij ha scritto con "Viaggio sentimentale" il suo libro più bello, dove alla sapienza nell'organizzare un materiale ancora caldo, grondante stupore, pietà e sdegno, si unisce l'abilità nel fondere due piani - dei fatti e della memoria, della visione e della coscienza morale - sempre intermittenti. E, ancor più, un libro indispensabile per chi voglia assistere dal vivo, quasi in presa diretta, alla «fine dello spettacolo "Russia"». Non rimpiango, certo, di aver baciato, mangiato, visto il sole; mi rincresce di essermi avvicinato alle cose per cercare di dar loro un indirizzo, mentre tutto andava invece secondo un itinerario prestabilito. Mi rincresce di aver combattuto in Galizia e sul Dnepr, di essermi occupato dei mezzi blindati a Pietroburgo. Non sono riuscito a cambiare niente. E ora me ne sto seduto alla finestra, guardando la primavera che mi passa accanto senza chiedere a me che tempo dovrà allestire domani, la primavera che non ha bisogno della mia autorizzazione, forse perché sono forestiero, e penso che allo stesso modo avrei dovuto lasciarmi scivolare accanto la rivoluzione. «Quando cadi come una pietra non bisogna pensare, e se pensi non bisogna cadere. Ho confuso due mestieri. «Ciò che mi muoveva era al di fuori di me. «Ciò che muoveva gli altri era al di fuori di loro. «Io sono soltanto una pietra che cade. «Una pietra che cade, e cadendo può accendere una lanterna per vedere dove va a finire». Nota introduttiva di Serena Vitale.
22,00

Marco Polo

di Viktor Sklovskij

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2017

pagine: 242

"Il Milione" di Marco Polo è un'opera tanto nota e citata quanto poco letta, nel 1936 il letterato russo Viktor Sklovskij ne fa una riscrittura. Seguendo a distanza il viaggio di Marco Polo, Sklovskij ci dà un'ampia e accurata descrizione dei tanti popoli che via via si incontravano nell'Asia medievale, con le loro diverse usanze, cibi, cavalli, religioni, deserti, guerre, assassini, il freddo altopiano del Pamir, le città e i mercanti della grande Cina di Kubilay khan, e Venezia vista con gli occhi ammirati di un russo. Con una nota di Giovanni Maccari.
15,00

Zoo o lettere non d'amore

di Viktor Sklovskij

Libro

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2002

pagine: 188

Berlino 1923. Una donna rivolge a un uomo innamoarato il rimprovero più doloroso: "il tuo amore è grande ma non è gioioso" e gli vieta di scriverle d'amore. L'uomo allora comincia a scriverle lettere non d'amore. Questa finzione è il nucleo si "Zoo", romanzo in lettere del fondatore del formalismo russo. Da essa si sivluppa un ininterrotto divagare e vagheggiare intorno a un esilio berlinese, un serraglio di giovani e meno giovani che non sopportano la lontananza dalla patria russa, una comunità riunita in un quartiere a ridosso della città tedesca; da queste due circostanze il titolo: ritratti di artisti, scene di vita, incontri, cose viste e lette; un parlar d'altro fitto di riferimenti e citazioni nascoste, in uno stile ironico e trepidante.
12,00

Guerra e pace di Tolstoj

di Viktor Sklovskij

Libro: Copertina morbida

editore: Elliot

anno edizione: 2014

pagine: 46

Per avere idea del fascino, ancora prima che delle straordinarie virtù intellettuali, di Viktor Sklovskij, bisogna cercare alcune citazioni solo apparentemente marginali di "Grazie per le magnifiche rose" di Arbasino o rileggere una ventina di pagine di "Sessanta posizioni", sempre di Arbasino. Si può così intuire la forza magnetica, sostenuta da una mitica grandezza, dell'anziano e garbatissimo professore, che a vederlo di lontano aveva forse qualche tratto in comune con il Pnin di Nabokov. Un suo passaggio a Roma alla fine degli anni Sessanta o all'inizio dei Settanta, in una Capitale che aveva creduto - incontrando il Sessantotto - di sperimentare la rivoluzione in proporzioni bonsai, si risolse nella solita richiesta di interviste, di autografi, di applausi, però delusi perché il genio, a differenza dei divi, non si può fotografare, né può far scena in ambienti affollati. Così l'incontro non rese giustizia allo strepitoso autore del testo che qui presentiamo, "capace di trasformarsi, senza darlo a vedere, in una sorta di coautore d'un romanzo pure in sé perfetto e in nessun modo perfettibile quale Guerra e pace". In che modo riesca nell'impresa lasciamo ai lettori il piacere di scoprire. Introduzione di Lucio Villari.
8,00

Iprite

di Viktor Sklovskij, Vsevolod Ivanov

Libro: Copertina morbida

editore: Meridiano Zero

anno edizione: 2013

pagine: 352

Per la prima volta in traduzione italiana, il romanzo ucronico del 1925 a firma del grande formalista russo Viktor Sklovskij! Spassosa parodia dei romanzi d'avventura occidentali, "Iprite" mette in scena una grandiosa e visionaria fantasia narrativa dallo stile cinematografico e scoppiettante. Una guerra all'ultimo respiro fra Potenze Imperialiste e URSS a suon di gas tossici, nuove religioni, stacanovismo chimico e strilli di giornali. Nel futuro immaginato dai due eccezionali coautori si presume infatti che gli Occidentali abbiano in progetto di sterminare l'Unione Sovietica e i popoli che insorgono per la libertà con l'iprite, il gas tossico simbolo dell'orrore della Prima guerra mondiale. Da Mosca a New York, passando per l'arcipelago di Novaja Zemlja, al centro di questa storia fantastica si muove l'estroso marinaio sovietico Paska, accompagnato dall'inseparabile orso ubriacone Rokambol. Tra comici colpi di scena, avventure surreali e scambi di persona, gli autori si divertono a introdurre digressioni e nuovi personaggi che vanno a intrecciarsi con l'evoluzione di una Storia "alternativa", denunciando col sorriso numerosi elementi di realtà.
18,00

Il leone di Riga. Sergej M. Ejzenstejn

di Viktor Sklovskij

Libro

editore: Testo & Immagine

anno edizione: 1998

pagine: 240

La figura e l'opera di Ejzenstejn delineata da uno dei principali esponenti del formalismo russo, in un montaggio che unisce squarci biografici a pagine di intensa rilettura teorica di alcuni dei capolavori che hanno fondato il moderno linguaggio cinematografico.
17,56

Simile e dissimile. Saggi di poetica

di Viktor Sklovskij

Libro

editore: Ugo Mursia Editore

anno edizione: 1982

pagine: 180

19,00

MARCO POLO

di VIKTOR SKLOVSKIJ

Libro

editore: CASTELVECCHI SRL

anno edizione: 2016

16,50

Der Zoo, o lettere non d'amore, oppure la terza Eloisa

di Viktor Sklovskij

Libro: Copertina morbida

editore: Meridiano Zero

anno edizione: 2014

pagine: 158

Nella Berlino del 1923, a un semisconosciuto scrittore russo emigrato non ancora trentenne da una Pietrogrado postrivoluzionaria, viene rivolta dalla donna amata la richiesta più difficile da rispettare: "Se vuoi che ti risponda, scrivimi di tutto, fuorché d'amore". Lei è Alja Kagan, conosciuta in arte come Elsa Triolet (nonché sorella di Lili Brik, amante e musa di Majakovskij). Lui è Viktor Sklovskij, iniziatore del Formalismo russo insieme all'amico Roman Jakobson. Si incontrano in una città i cui bar sono zeppi di russi coi pantaloni senza piega. Parlano a voce troppo alta o non parlano affatto. Poeti affamati, narratori sradicati, ubriaconi tristi o molesti... Fra loro c'è anche Boris Pasternak. Chi più chi meno, soffrono la condizione degradante dell'esilio, hanno nostalgia di casa. Li riconosci perché tra loro discorrono di rivoluzione, guerra, paura, letteratura e donne. Vivono vicino allo Zoo, e ogni volta che mettono piede fuori casa non possono evitare di gettare un occhio alle scimmie con commiserazione fraterna. In un esperimento di scomposizione del romanzo a intreccio e del genere epistolare, Sklovskij gioca a confondere amabilmente il lettore nella sua percezione degli elementi di realtà e finzione, opera e vita, componendo l'intera narrazione su stranianti digressioni: arte e motori, amici e detrattori, case editrici e camere d'affitto... Laddove ogni argomento, compreso il tempo atmosferico, si fa metafora di quel doloroso tabù che è l'amore non corrisposto.
10,00

Sul cinema. Saggi, recensioni, essais

di Viktor Sklovskij

Libro: Copertina morbida

editore: Temi

anno edizione: 2009

pagine: 296

16,00

Viaggio sentimentale

di Viktor Sklovskij

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 1991

pagine: 308

18,08

Teoria della prosa

di Viktor Sklovskij

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1981

pagine: 325

19,63

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