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Libri di Vittorio Manes

Giustizia mediatica. Gli effetti perversi sui diritti fondamentali e sul giusto processo

di Vittorio Manes

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2022

pagine: 168

I media hanno trasformato la giustizia in spettacolo, portando nelle nostre case notizie di indagini e processi attraverso giornali e telegiornali, salotti televisivi e talk show. E non si tratta purtroppo solo di informazione o di cronaca giudiziaria, bensì di una rappresentazione spettacolarizzata dove la corretta descrizione dei fatti viene sacrificata all'impatto sull'audience. Si dà vita in tal modo a una sorta di processo parallelo incurante delle regole e delle garanzie individuali, facendo leva sull'indignazione morale del pubblico e generando scandali. Nel tribunale mediatico il diritto rischia di rimanere imbrigliato nel giudizio dell'opinione pubblica, che trasforma automaticamente l'indagato in colpevole, negandogli il diritto alla presunzione d'innocenza, e travolgendo molti altri diritti fondamentali. Questo libro agile e penetrante mette in rilievo gli «effetti perversi» di tali dinamiche sull'esito del processo e indica le vie da seguire per far sì che la giustizia non rischi di perdere autonomia e credibilità.
15,00

Introduzione al diritto penale europeo. Fonti, metodi, istituti, casi

di Vittorio Manes, Michele Caianiello

Libro: Copertina morbida

editore: Giappichelli

anno edizione: 2020

pagine: 327

«Con la locuzione "diritto penale europeo" non si identifica solo una "materia di studio" ormai entrata anche nei piani didattici dei corsi universitari, ma si evoca anzitutto - ed a monte - un complesso di temi e problemi che negli ultimi trent'anni, con attualità crescente ed incalzante, hanno attratto l'attenzione della dottrina (non solo) penalistica e impegnato l'elaborazione giurisprudenziale, sulla scorta della progressiva influenza ed incidenza che gli obblighi discendenti dai diversi trattati internazionali e dalle varie fonti derivate hanno esercitato sul diritto penale, specie nell'area dell'Unione europea o nel perimetro ben più vasto del Consiglio d'Europa, al traino delle poderose evoluzioni politiche e istituzionali che in tali ambiti si sono susseguite [...]. L'intento di questo volume è quello di offrire a chi si accosta al "diritto penale europeo" gli strumenti introduttivi per conoscere e comprendere le sue tappe fondamentali, a partire dalle sue fonti, dai principi di fondo così come dagli strumenti metodologici essenziali, anche alla luce dei casi giurisprudenziali più significativi che ne hanno contrassegnato lo sviluppo, e soprattutto delle criticità che lo accompagnano. Avvertiti che si tratta di un percorso in divenire, sollecitato da continui stop and go, da "fughe in avanti" e improvvisi impasse determinati dal reflusso dell'ideologia sovranista, sino all'attuale fase di crisi della costruzione europea; ma al contempo consapevoli che si tratta di un percorso che, nel suo farsi, ha modificato e continua a modificare, profondamente, il diritto penale "nazionalistico" e "statocentrico" di un tempo».
35,00

La legge penale illegittima. Metodo, itinerari e limiti della questione di costituzionalità in materia penale

di Vittorio Manes, Valerio Napoleoni

Libro: Copertina rigida

editore: Giappichelli

anno edizione: 2019

pagine: 604

"La legge provoca la collera di Dio", ammonisce Paolo di Tarso nella Lettera ai Romani. Talvolta, più sommessamente, provoca l'intervento della Corte costituzionale, l'organo chiamato a controllarne la conformità ai principi fondamentali, a sorvegliarne la ragionevolezza, a decretarne se del caso l'illegittimità: ad assicurare - insomma - la "giustizia nella legislazione". Questa attività è tanto più delicata in materia penale, dove la dialettica tra autorità e libertà si fa più serrata, e il confronto con i diritti fondamentali più radicale e a volte vertiginoso; e dove, al contempo, più accentuata appare la tendenza della legge a colorarsi di connotazioni politiche, e più forte - conseguentemente - la tentazione del legislatore a rivendicare piena autonomia. Proprio in quest'ambito, in ogni caso, la Corte si dimostra particolarmente vigile, specie nei tempi recenti, di fronte al susseguirsi di leggi penali spesso poco attente ai canoni costituzionali, rivelandosi capace di dar voce, con le sue pronunce, a diritti e garanzie non rappresentati nel circuito politico e dei quali pochi hanno il coraggio di assumersi la paternità. Dietro alla Corte, però, un ruolo essenziale è svolto dal giudice che la interpella, "introduttore necessario" del giudizio incidentale di legittimità costituzionale con l'ordinanza di rimessione: questa deve fissare il thema decidendum destreggiandosi tra parametri di legittimità articolati e complessi, ed arricchiti oggi dai vincoli imposti dalle fonti sovranazionali (la normativa UE, le diverse Carte dei diritti - come la Carta di Nizza e la CEDU - e la giurisprudenza delle rispettive Corti), motivando adeguatamente la rilevanza della questione e la consistenza delle censure; il tutto secondo tempi, modalità e cadenze che presentano, non di rado, aspetti e criticità peculiari nel contesto penale. Ed assieme al giudice a quo, un ruolo altrettanto protagonistico è svolto dai suoi possibili "suggeritori", avvocato e pubblico ministero, che possono illustrare al rimettente il percorso più efficace verso la meta segnata da una pronuncia di accoglimento. L'intento di questo volume è appunto quello di offrire una possibile "mappa orientativa" per chi si scopra a meditare il dubbio di costituzionalità, e, magari, si accinga ad interpellare la Corte: per cercare di evitare - in definitiva - che tale impresa possa apparirgli un misterioso ed imponderabile "lancio di dadi".
74,00
30,00

Il principio di offensività nel diritto penale. Canone di politica criminale, criterio ermeneutico, parametro di ragionevolezza

di Vittorio Manes

Libro: Copertina morbida

editore: Giappichelli

anno edizione: 2005

pagine: 329

Argomenti trattati: il principio di offensività nella fondazione costituzionale della politica criminale; lo scenario della teorica del bene giuridico, tra aspirazioni critiche e involuzioni metodologiche; la teoria costituzionalmente orientata del bene giuridico; le prospettive attuali della teorica dell'offensività e dei beni di rilievo costituzionale; i paradigmi operativi del principio di offensività; la posizione della corte costituzionale sulla "teoria costituzionalmente orientata del bene giuridico" e sul principio di offensività; l'offensività come criterio ermeneutico; l'offensività come parametro di ragionevolezza.
36,00

Il giudice nel labirinto. Profili delle intersezioni tra diritto penale e fonti sovranazionali

di Vittorio Manes

Libro: Copertina rigida

editore: Dike Giuridica Editrice

anno edizione: 2013

pagine: 199

Oggi è a tutti chiaro che il diritto penale non è più padrone in casa propria. Da un lato il diritto dell'Unione europea, la cui progressiva invadenza è giunta ad annettere - dopo il Trattato di Lisbona - significativi ambiti di competenza anche in materia penale; dall'altro, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, il cui protagonismo è ormai conclamato specie nelle aule giudiziarie; senza contare le molte ulteriori fonti che possono essere tratte dalle orbite più remote della costellazione sovranazionale, e che non di rado sono portate all'attenzione di chi deve giudicare questioni penali. Proprio il ruolo del giudice, al cospetto della "frantumazione stellare" delle fonti, appare ormai profondamente trasfigurato: la sua opera quotidiana assomiglia a quella di un rapsodo o, meglio, di un bricoleur, coprotagonista del legislatore nella tessitura di una trama normativa sempre più poliedrica, complessa ed articolata. Così, chi giudica ha spesso la sensazione di trovarsi imprigionato in un "labirinto": per uscirne, deve tentare di ripercorrere le geometrie sconnesse dell'"interpretazione conforme", dialogando costantemente con le Corti sovranazionali, intarsiando precetti e sanzioni, soppesando obblighi e diritti, operando persino un difficile decoupage della normativa interna, "disapplicando" o rivolgendosi alla Corte costituzionale.
30,00

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