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Architettura

Fuori norma. Percorsi e ragionamenti su urbanistica e informale

di Gilda Berruti

Libro: Copertina morbida

editore: INU Edizioni

anno edizione: 2019

pagine: 160

26,00

Libro bianco libro nero. Le ragioni dell'invenzione

di Dina Nencini

Libro: Copertina morbida

editore: GANGEMI

anno edizione: 2019

pagine: 191

Questo libro, dedicato agli studenti di architettura, raccoglie, riordina, seleziona i materiali della didattica nel Laboratorio di Progettazione del primo anno dal 2006 a oggi. Si tratta di un arco temporale abbastanza lungo, per il quale la scelta dei materiali presentati è molto precisa, sia per quanto riguarda i saggi relativi alle lezioni teoriche che per i progetti degli studenti. La selezione è rivolta a identificare una linea permanente di riflessione sull'insegnamento del progetto nel momento di inizio del percorso formativo degli studenti di architettura. I disegni scelti tra le differenti esercitazioni assegnate nel corso degli anni, sono quelli che maggiormente esprimono il raggiungimento degli obbiettivi che ci siamo posti nel laboratorio. Il libro si conclude con un glossario elaborato dai collaboratori alla didattica che, simile a un lessico familiare, costituisce la delimitazione interpretativa e la definizione di termini permanenti e mutevoli nel nostro lavoro sull'architettura all'interno del laboratorio e, in senso più ampio, nella progettazione.
24,00

Sette note di architettura. Esperienze del progettare contemporaneo

di Emilio Faroldi

Libro

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 246

La realtà costituisce il motore dell'atto progettuale: è dalla realtà e per la realtà che il progetto di matrice accademica, parimenti a quello di matrice professionale, deve muovere il suo statuto. La mutazione della pratica del costruire ha apportato modifiche alla sua teoria. Le istanze riformistiche e di innovazione si concentrano in un'efficace correlazione tra gli obiettivi formativi dei corsi e la connessa articolazione degli studi universitari, con la struttura dei saperi, delle competenze e delle professionalità richieste dal sistema socio-culturale e produttivo, in sintonia con le linee evolutive e le rinnovate opportunità del mondo del lavoro. L'insegnamento dell'architettura è coinvolto da un processo in corso di profonda rivisitazione: istanza questa di carattere globale che si confronta con un rinnovato ruolo della professione derivante dai significativi mutamenti stimolati dalla crisi economica, da un'apertura universale di accesso alle conoscenze e al mercato del lavoro, e da innovativi metodi e strumenti a disposizione dell'azione progettuale. Elementi sia endogeni sia esogeni all'architettura che costituiscono la base di ripensamenti critici riguardanti le pratiche d'insegnamento in diverse scuole di architettura europee. All'interno di tale scenario si colloca la presente pubblicazione che coinvolge, in forma esemplificativa, alcuni lavori di tesi di laurea magistrale inerenti il biennio 2013-2015, coincidenti con un significativo momento di transizione tra la precedente Scuola di Architettura e Società e l'attuale Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. La selezione dei lavori è stata ispirata da un duplice e complementare criterio: l'interesse pedagogico della diffusione di esiti di eccellenza e il riproporsi, per metodo e atteggiamento culturale, di alcune tematiche ricorrenti e paradigmatiche del progettare contemporaneo. Gli studi restituiscono esperienze progettuali consapevoli della complessità del fenomeno architettonico e costruttivo: in tale ambito, la ricerca storica, lo studio del contesto sociale e culturale, la sensibilità artistica, la verifica costruttiva e le istanze compositive si fondono in una competenza integrata a cui lo studente-progettista attinge per configurare l'ipotesi trasformativa di un luogo. I lavori riguardano contesti di Spagna, Portogallo, Cile, Brasile, oltre a quello nazionale. Un'azione progettuale di rilevante spessore internazionale, resa possibile da un processo d'immersione nelle specifiche realtà coinvolte, eletto a metodo di lavoro atto a sensibilizzare il futuro architetto al confronto con un ambito di riferimento ampio e senza confini politici, geografici, culturali. In tale contesto, la figura del docente rappresenta la guida metodologica di organizzazione intellettuale e tecnica del lavoro, rafforzata e facilitata dalla presenza di interlocutori, architetti, amici, e docenti internazionali, in rappresentanza dei contesti esplorati.
28,00

Da Gerusalemme a Pechino, da Roma a Vienna. Sul «Saggio di architettura storica» di J.B. Fischer von Erlach

di Monica Preti, Marco Folin

Libro: Libro in brossura

editore: FRANCO COSIMO PANINI

anno edizione: 2019

pagine: 259

Composto fra il 1705 e il 1712, rielaborato negli anni successivi e infine pubblicato nel 1721, il "Saggio di architettura storica" nasce come un'opera aperta, in cui J.B. Fischer von Erlach continuò per anni a riversare disegni e progetti sollecitati da stimoli di varia natura. Nelle sue tavole - qui integralmente riprodotte - troviamo accostati i grandi monumenti della tradizione occidentale, dal tempio di Salomone alle Meraviglie del mondo, a una serie di edifici del vicino e lontano oriente (dal mondo ottomano alla Cina): gli uni e gli altri posti sullo stesso piano dell'architettura barocca viennese in base al principio che "i gusti delle nazioni non differiscono in architettura più di quanto non capiti nelle maniere di vestirsi o di cucinare le carni". Quale il significato di questa raccolta tanto stravagante quanto originale? Dobbiamo vedervi un primo, epocale, tentativo di andare al di là dei canoni consolidati della tradizione vitruviana? Oppure al contrario un'operazione essenzialmente etnocentrica, che proiettava sulla sfera dell'immaginario architettonico le mire universalistiche del colonialismo europeo? Probabilmente Fischer von Erlach, come la maggior parte dei suoi contemporanei, non avrebbe colto il senso della domanda. Quel che si respira, nelle sue tavole, non è una chiara consapevolezza dei processi in atto, ma il confuso sedimentarsi di stimoli eterogenei, a volti contraddittori, lasciati filtrare da quella che sembra essere stata una delle doti migliori dell'architetto: la sua irrequieta curiosità, la sua prensile capacità di orecchiare. Ponendosi in ascolto, sentiamo ancora gli echi delle frequentazioni romane della sua gioventù - le voci di Athanasius Kircher e Giovanni Pietro Bellori, Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana - convivere con gli incontri e le letture degli anni viennesi: Leibniz, Heraeus, Wren... e poi la letteratura di viaggio e le guide antiquarie, gli atlanti storici e i teatri di città, le raccolte di vedute e i libri di architettura, le accademie scientifiche e le biblioteche di corte, le missioni gesuitiche e le Wunderkammern, le discussioni sulla lingua universale e la passione per l'Egitto, su tutto la travolgente espansione della città di Vienna e la sensazione che la storia si era rimessa in moto.
28,00

Sicilia. Noto, dentro e fuori

di Samuele Mazza

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori Electa

anno edizione: 2019

pagine: 322

Il libro è dedicato alle più esclusive ville e residenze in Val di Noto, magnifico territorio della Sicilia meridionale, dal 2002 patrimonio mondiale dell'Unesco. Case rurali, masserie e palazzi, ricostruite dei primi decenni del XVIII secolo, in piena fioritura del gusto barocco, oggi restituite allo splendore fondendo tradizione e innovazione, si alternano ad architetture contemporanee. Un viaggio unico attraverso ville e residenze, tra comfort moderno e rispetto per il passato.
50,00

L'immagine di Roma moderna. Da Bufalini a Nolli. Un modello europeo

di Mario Bevilacqua

Libro

editore: Artemide

anno edizione: 2019

Piante e vedute di Roma dal Rinascimento all'Illuminismo, nel dialogo serrato con le capitali europee. Arte, scienza, simbolo e potere nella costruzione, produzione e diffusione dell'immagine della città eterna e del suo ruolo universale nella cultura dell'Occidente cristiano.
20,00

Pro bono urbis. Un progetto di riforma urbana per la Roma di Innocenzo X

di Marisa Tabarrini

Libro: Copertina morbida

editore: Artemide

anno edizione: 2019

pagine: 263

Il codice "Varia consilia pro bono urbis Romae" della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, di cui si propone la prima edizione integrale, è una straordinaria fonte inedita per la storia di Roma in età barocca. Databile allo scadere del pontificato di Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), il manoscritto presenta un piano di riforma urbana volto ad abbellire la città di Roma, un piano finanziario per rimediare all'indebitamento dello Stato Pontificio, e un regesto degli eventi più significativi tra il 1648 e il 1655. Di eccezionale interesse sono le molte proposte che anticipano i principali piani attuati dalla politica urbana di Alessandro VII (1655-1667) e dai papi di fine Seicento. Sorprendente la collocazione ideologico-religiosa dell'estensore del manoscritto - il cui volto rimane ancora ignoto - apertamente schierato a favore del giansenismo e di istanze politico-sociali che matureranno solo molti decenni più tardi nell'entourage di Clemente XII Corsini (1730-1740).
30,00

Il falso è l'autentico. Politica, paesaggio, design, architettura, pianificazione, pedagogia

di Lucius Burckhardt

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 256

Storico, paesaggista, designer e urbanista, Lucius Burckhardt è stato un pensatore tanto influente quanto eccentrico. Maestro di Jacques Herzog e Pierre de Meuron, teorico dell'ecologia, della partecipazione e dell'«intervento minimo», ha sviluppato quest'ultimo concetto, insieme a Bernard Lassus e Bazon Brock, in un seminario tenutosi, non a caso, a Gibellina, ovvero a fronte del primo «fecondo fallimento» della pianificazione di Stato nel dopoguerra; e si è spinto ad applicarlo anche all'arte dei giardini, anticipando così, almeno in parte, l'opera di Gilles Clément: «L'erba - ecco la teoria dell'intervento minimo - non deve essere trasformata in erbaccia degradando il giardinaggio a produzione di fiori». Burckhardt è conosciuto come il padre fondatore della promenadologia, una teoria della percezione fondata sulla pratica del camminare, che permette di ricostruire la storia evolutiva dei vari frammenti di paesaggio, abitato, incolto, boschivo o dismesso, che incontriamo lungo il cammino. Lo studioso svizzero ha aperto in tal modo la strada a un approccio interdisciplinare agli ambienti creati dall'uomo, creando uno strumento di analisi in grado di confrontarsi con gli aspetti visibili e invisibili di ogni tipo di paesaggio (una categoria alla cui definizione ha dato un contributo assai rilevante). La sua ricerca non si è mai limitata alla mera dimensione estetica, ma si è sempre sforzata di considerare criticamente, anche e soprattutto, gli effetti a lungo termine della progettazione: «Riattivare sia il committente sia l'utilizzatore è una cosa possibile: non nel senso che ora vogliamo siano loro a produrre programmi deterministici e determinati, ma nel senso che anch'essi possano concorrere a definire soltanto quel che basta, perché chi prenderà parte al processo in futuro abbia anch'egli lo spazio per esprimere la propria opinione in merito». Il volume propone per la prima volta in Italia un'ampia raccolta degli scritti di Burckhardt, dalle prime riflessioni degli anni Sessanta sui temi della democrazia e della pianificazione, sul design e sull'«industria della porta accanto», fino al dibattito degli anni Novanta sul paesaggio, sulle periferie e sulla marginalità urbana. La sua è stata una voce critica, affine a quella di Ivan Illich (si veda, per esempio, il saggio La scuola: un luogo per sentirsi a casa, ma anche uno stimolo all'opposizione), caratterizzata dalla capacità di formulare le più ardue argomentazioni scientifiche con un'acuta semplicità espressiva che ha pochi termini di paragone. Anche per un irregolare come Burckhardt, infatti, restano valide le parole di Lewis Mumford: «Chi segue il metodo utopistico, deve guardare la vita considerandone contemporaneamente tutti i lati, e vederla come un tutto interrelato: non come una mescolanza casuale, ma come un organico insieme di parti suscettibile di migliore organizzazione».
24,00

Porto Marghera Atlas

di Esther Giani, Irene Peron

Libro: Copertina morbida

editore: List

anno edizione: 2019

pagine: 861

Porto Marghera ATLAS è un insieme di descrizioni, rappresentate in varie forme diagrammatiche, tendenti a fornire strumenti utili per decifrare la complessa morfologia di Porto Marghera. L'Atlas raccoglie gli oggetti presenti a Porto Marghera, siano essi manufatti, infrastrutture, suoli, spazi liberi; li nomina, li elenca, li cataloga, li descrive, li ordina, li seleziona secondo gerarchie di volta in volta palesate e che si possono implementare a volontà, secondo necessità e ipotesi di lettura. L'Atlas si configura come una serie di raccolte e collezioni che proiettano molteplici opportunità progettuali di rigenerazione. Il presupposto che ha orientato la raccolta dei materiali è quello del risarcimento ambientale. Porto Marghera ATLAS è l'esito di una ricerca universitaria (Venezia: Iuav) e fornisce elementi utili per individuare parametri di selezione di punti nevralgici. Elementi indispensabili per elaborare possibili strategie di ri-composizione del distretto industriale veneziano.
48,00

Ri-abitare il moderno. Il progetto per il rinnovo dell'housing

di Spartaco Paris, Roberto Bianchi

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 243

Il testo si propone di affrontare il tema dell'utilizzo di quella grande eredità che è l'edilizia residenziale pubblica prodotta nella seconda metà del Novecento. Questo patrimonio di case popolari coincide infatti, per lo più, con la moderna periferia delle città, e viene spesso percepita dall'opinione pubblica come problematica, brutta, sbagliata, luogo di degrado estetico, sociale, fisico e ambientale. Eppure, a partire dal secondo dopoguerra, la periferia costituisce oramai per quantità una parte rilevante delle nostre realtà urbane, una realtà nella quale diventa sempre più difficile distinguere lo stile dell'intervento pubblico dalla sua imitazione privata. Inquadrando il tema in un orizzonte internazionale, il volume passa in rassegna le pratiche e le sperimentazioni, i metodi e le strategie progettuali adottati in tutta Europa per il rinnovo di questo grande parco edilizio: da Bordeaux (Anne Lacaton & Jean-Philippe Vassal, Frédéric Druot e LAN) a Parigi (Lion, Lapierre, Gap, Berim e aasb_agence d'architecture suzel brout), da Sheffield (Hawkins/Brown) ad Amsterdam (Atelier Kempe Thill e NL Architects, XVW Architectuur), da Zurigo (Burkhalter Sumi) a Milano (Studio Albori).
24,00

Le case Olivetti a Ivrea. L'Ufficio Consulenza Case Dipendenti ed Emilio A. Tarpino

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 291

Questo volume, attraverso ricerche condotte presso l'Associazione Archivio Storico Olivetti e presso altri archivi privati e pubblici, propone una prima ricognizione, sui programmi di case per dipendenti a Ivrea, con una particolare attenzione al ruolo affidato all'Ufficio Consulenza Case Dipendenti Olivetti diretto dall'architetto Emilio A. Tarpino. Oggetto di studio e analisi sono i modelli progettuali e le scelte politiche operate dalla Società OliVetti in un periodo importante della sua storia. Scelte che testimoniano la pluralità di soggetti e di culture - anche tecniche - che contribuirono a dare forma al paesaggio residenziale di Ivrea, investito da un singolare processo di modernizzazione che vide l'attività dei servizi sociali come fulcro della gestione della vita della fabbrica e catalizzatore dell'attenzione anche internazionale sul «caso Olivetti». Il volume è corredato da inserti documentali e dal prezioso contributo fotografico di Paolo Mazzo.
26,00

Sant'Alvise. Una chiesa e un monastero tra storia e leggenda

di Andrea Gallo

Libro

editore: MARCIANUM PRESS

anno edizione: 2019

pagine: 112

Un testo agile e scorrevole accompagna il visitatore alla chiesa e al monastero di Sant'Alvise. Tutto ebbe inizio da un racconto intessuto di avvenimenti meravigliosi. L'autore dà voce ai documenti d'archivio, raggiunge la vicenda umana dei protagonisti, rivela i percorsi che la trasformarono in un "racconto di fondazione". Una storia secolare declinata al femminile riemerge nei dettagli simbolici scoperti in tre capolavori di Giambattista Tiepolo, nei seicento metri quadrati di uno stupendo soffitto affrescato di cui ora sappiamo l'autore. E molto altro ancora su affreschi e teleri, statue e altari, tutto riconducendo a unità. Poter penetrare in un vissuto femminile produttore di significati e di simboli è il miglior dono che la chiesa di Sant'Alvise ha conservato per l'uomo contemporaneo.
13,00

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