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Architettura

Camminare cambia. Il lungo cammino come strumento educativo per giovani in difficoltà

Libro: Copertina morbida

editore: EDICICLO

anno edizione: 2019

pagine: 170

«Noi siamo anche la storia di come ci siamo avvalsi dei nostri piedi, di quanto e dove abbiamo camminato in piena indipendenza o perché costretti a farlo. Camminare ti invoglia a raccontarti in prima persona, con un taccuino in tasca; ad abbinare la scrittura ai luoghi visitati e alle peripezie dei propri passi». Dal contributo Cammino dunque sono. La valenza formativa del camminare di Duccio Demetrio Camminare può essere uno strumento di crescita, di maturazione interiore. Lo dimostra il programma dell'Associazione Lunghi Cammini, che propone a giovani in difficoltà di mettersi in cammino per affrontare la propria vita e trovare nuovi equilibri e nuovi inizi. L'Associazione propone ad adolescenti e giovani "difficili" di percorrere duemila chilometri a piedi, in cento giorni, all'estero e in compagnia di un adulto, come già si fa da decenni in Belgio e Francia. Questa esperienza, all'apparenza molto semplice, nasconde una grande complessità e si dimostra un potente strumento di crescita e di cambiamento. Il libro racconta questi primi esperimenti, commentandoli e facendo un primo bilancio. Raccoglie i contributi di: Andrea Bellavite, Bernard 011ivier, Duccio Demetrio, Isabella Zuliani, Luigi Gui, Marco Catalano, Marilena Sinigallia, Matteo Vercesi, Paolo Taverna.
15,00

Terre di scambio. Vite translocali tra il Delta del Nilo e Roma

di Francesca Giangrande

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 257

«Terre di scambio» è il racconto di un territorio plasmato dai flussi di migranti tra Egitto e Italia. Quali interrelazioni permettono di leggere il territorio superando la dicotomia tra mobilità e stanzialità? Quali narrazioni emergono dalle storie di vite migranti? La ricerca, attraverso l'applicazione di approcci translocali allo studio di un caso particolare, vuole contribuire a una migliore comprensione del modo in cui i migranti divengono attori nel processo di territorializzazione, sia nel contesto di partenza che di arrivo. In particolare, è stato indagato il pendolarismo degli egiziani in una traiettoria che parte dal villaggio di Kafr Kela al Bab - nel Delta del Nilo - verso Roma e ritorno. L'osservazione etnografica ha consentito di identificare l'agency socio-spaziale esercitata dai migranti quando sperimentano e negoziano la produzione locale, spesso divergente e conflittuale negli spazi pubblici e privati. Emerge come la migrazione sia uno dei fattori che stanno rafforzando lo scambio tra contesti rurali e urbani, che in tutto il Mediterraneo sono ormai strettamente collegati tra loro attraverso processi di rurbanizzazione, ibridazione e glocalizzazione.
24,00

Il paradiso terrestre. Viaggio tra i manufatti del giardino dell'uomo

di Matteo Vercelloni

Libro: Copertina morbida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 324

La storia del giardino dell'uomo è scandita dal divenire del rapporto natura/cultura, che ha implicato diverse valutazioni del paesaggio vegetale e la realizzazione di manufatti ad esso relativi. Questo libro raccoglie e commenta i più significativi oggetti che hanno contribuito, per il loro valore figurativo e simbolico, a trasformare il paesaggio vegetale artificiale nel Paradiso Terrestre. Il materiale è stato organizzato dal punto di vista tipologico, tramite raggruppamenti di schede storico-critiche tra loro autonome. Guide alla consultazione sono offerte dagli indici per autori e per argomenti; le voci permettono una rapida lettura della narrazione dei loro significati simbolici e pratici. Il libro si offre così a una lettura aperta a diversi interessi e curiosità, volendo sottolineare che il «viaggio» intrapreso non è esaustivo ma in divenire, capace di accogillere nuovi contributi per ogni futuro giardino dell'uomo. L'opera si conclude con l'avventura culturale e industriale «Paradiso-terrestre» iniziata nel 1983 da Dino Gavina.
25,00

Trans-Europe express. Alla ricerca di un continente perduto

di Owen Hatherley

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 393

Cosa rende le città europee cosí particolari? Quali le loro caratteristiche storiche, sociali e architettoniche? In Trans-Europe Express, Owen Hatherley esplora le più diverse realtà dell'intero continente, da Parigi a Leopoli, da Stoccolma a Skopje, da Porto ad Amburgo e da Lodz a Madrid, immergendo il lettore in paesaggi urbani di volta in volta sublimi o volgari. Attento all'inestricabile intreccio di passato e presente, Hatherley, critico e storico dell'architettura sui generis, getta sull'Europa di oggi uno sguardo sempre capace di andare oltre gli stereotipi, e compone un mosaico originale, che anima una sorta di personalissima archeologia della contemporaneità. Un libro suggestivo, sia per chi si occupa di architettura sia, e soprattutto, per chi sia interessato a comprendere le trasformazioni più recenti e contraddittorie dell'identità europea a partire dall'utopica miscela di centri storici, sale da concerto ipermoderne, fantasiosi spazi pubblici e futuristiche abitazioni egualitarie. E mentre definisce la città europea, Trans-Europe Express scopre un continente diviso all'interno dell'Unione e al di fuori di essa. «Probabilmente la città che ha sviluppato il maggior livello di ansia riguardo al proprio multiculturalismo è Parigi. Le poche volte che l'ho visitata, ho sempre trovato la capitale francese strana e incomprensibile, forse a causa delle preferenze che ho sviluppato da londinese adottivo. La coesistenza di differenti periodi e momenti architettonici, di forme e idee in conflitto sulla pianificazione, che si può trovare nel centro di Londra (anche se spesso sostenuta da una griglia di fondo razionalista georgiana), a Parigi sembra, a un primo momento, non esserci, sostituita da un neo-barocco in pietra calcarea, obbligato, speculativo, tirato su in pochi decenni. Gli edifici pubblici imponenti, in particolare l'orrendo Louvre, ma non solo, sono spesso sgraziati e pomposi. La cosa più frustrante della capitale francese è rappresentata dalle lodi incessanti che ha ricevuto sia dai conservatori - da cui ci si può aspettare l'amore per una città dove è possibile camminare chilometri e chilometri senza trovare un singolo esempio di architettura del XX secolo e dove tanto la modernità quanto il multiculturalismo sono rigorosamente tenuti nelle riserve - sia dai politici radicali, per i quali la storia rivoluzionaria della capitale francese, la tediosa litania di 1789, 1848, 1871, 1968, significa godersi le strade borghesi più eleganti con la scusa che, su quello che ora è un edificio di lusso, una volta una banda di saccheggiatori, artigiani e prostitute, sventolò la bandiera rossa. In confronto con Londra, si potrebbe invidiarne la qualità della vita, ma non molto altro».
32,00

Augusta Palatina. Regina tra le rose degli Horti Farnesiani

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Electa

anno edizione: 2019

pagine: 112

Una nuova specie di rosa, l'Augusta Palatina, che racchiude il patrimonio genetico di alcune delle più antiche rose pervenute fino a noi e incarna l'immagine della rosa di cui parlano le fonti antiche, è stata scelta per celebrare il roseto del Parco archeologico del Colosseo. Torna a risplendere così il roseto del Palatino, realizzato agli inizi del secolo scorso da Giacomo Boni, architetto-archeologo veneziano, convinto sostenitore di un attento impiego del verde nelle aree archeologiche, importante per riproporre l'antica armonia tra monumenti e paesaggio. A lui si deve l'impianto del roseto, con l'intento di far rivivere lo spirito dei giardini imperiali e dei rinascimentali Horti Farnesiani che, in fasi successive, avevano abbellito la sommità dell'antico colle. Il testo di Patrizia Fortini, splendidamente illustrato da foto d'epoca, racconta l'approccio estremamente moderno di Boni nell'utilizzo degli organi di stampa, dei giornali e dei mezzi di comunicazione all'inizio del XX secolo, Massimo de Vico Fallani scrive di Boni riformatore dei giardini di Roma e Luigi Gallo fa un excursus, corredato da molte e belle riproduzioni, sulla rappresentazione della rosa nell'arte moderna e contemporanea. Gabriella Strano, infine, architetto paesaggista del Parco archeologico del Colosseo, descrive il rinnovato roseto del Palatino e le sue rose.
25,00

Castelli, rocche e palazzi del Piemonte

di Valter Bruno, Gian Vittorio Avondo

Libro: Copertina morbida

editore: Editoriale Programma

anno edizione: 2019

pagine: 159

Il territorio piemontese è costellato di castelli, manieri e rocche risalenti alle epoche più svariate. In molti di questi edifici si sono poste le basi per la Storia più recente del nostro Paese, quando la capitale era ancora ospitata entro i confini della regione e i Savoia decidevano, nelle stanze delle loro residenze, le sorti del Regno d'Italia. Tra alture e valli troviamo poi le fortezze medievali, sempre poste in posizione strategica, imponenti e severe come da antichi canoni oppure rimodernate dai ripetuti restauri, o ancora silenziose e quasi dimenticate, se di esse rimangono sono le rovine. Gli edifici che troverete descritti in questa guida sono celebri e poco noti, utilizzati come musei o dimore, costruiti in stile o lasciati in mano al tempo: è un elenco completo e forse un po' atipico, volto a fornire un'ampia panoramica e innumerevoli spunti interessanti per guidare il lettore attraverso vicende storiche ed emergenze artistiche capaci di riservare, in molti casi, inaspettate sorprese.
9,90

Zaha Hadid. Nessun limite all'invenzione

di Flavio Levi

Libro: Copertina morbida

editore: Phasar Edizioni

anno edizione: 2019

pagine: 360

La vita di Zaha Hadid fu segnata da una visione architettonica geniale e da un'incrollabile pervicacia nel realizzarla. Questa vocazione, divenuta una lotta per l'affermazione, è ben sintetizzata dalle sue stesse parole. Nel 1994, dopo oltre 10 anni di soli stupefacenti dipinti, vinse infine il concorso per il Teatro dell'Opera di Cardiff, ma l'incarico le venne vergognosamente scippato e lei reagì dichiarando: «Siamo stati trattati male, ma non ci volevano, in realtà non volevano il progetto di una donna, per di più straniera». Dodici anni dopo, nel 2006, sommersa dalle richieste dei clienti, a chi le chiedeva perché non rinunciasse a qualcuna di esse, rispose: «Per così tanto tempo siamo stati senza lavoro, che non ho ancora perso l'abitudine di dire sì ad ogni domanda». Come tutto ciò sia potuto accadere è raccontato nel libro, che spazia in più di cento anni di storia dell'architettura per spiegare in che modo lo spirito d'avanguardia di Hadid, assimilando via via la lezione dei grandi maestri del Modernismo, abbia potuto creare inediti modelli strutturali e urbanistici che saranno oggetto di studio nel futuro.
30,00

La città e i segni

di Giuseppe Carmosino

Libro

editore: Maggioli Editore

anno edizione: 2019

pagine: 156

Il titolo del libro si ispira alla denominazione di un capitolo de "Le città invisibili" di Calvino, dove i segni sono il patrimonio artistico e architettonico che contraddistingue la maggior parte delle città italiane. Questi segni sono spesso ignorati, o poco conosciuti, al pubblico che percorre e attraversa distrattamente e frettolosamente la realtà urbana che lo circonda. Prendendo spunto dalle statue poste al centro delle piazze, il progetto di ricerca del libro prevede l'utilizzo di elementi fisici e interattivi diffusi all'interno della piazza, in modo da rendere le statue non più solo dei simboli muti, ma dei personaggi in grado di dialogare con i vari utenti ed essere un centro di attrazione e di informazione per l'intera città. Il libro è il frutto di una ricerca universitaria svolta durante il master del Politecnico di Milano in Exhibition Design, sotto la supervisione dell'arch. Alessandro Colombo.
20,00

La villa italiana del Rinascimento. Forme e funzioni delle residenze di campagna, dal castello alla villa palladiana

di Howard Burns

Libro: Copertina morbida

editore: Colla Editore

anno edizione: 2019

pagine: 160

Il paesaggio italiano e le periferie dei centri storici sono abbelliti da migliaia di ville e residenze nobiliari edificate in epoca rinascimentale che costituiscono una delle maggiori attrazioni turistiche dell'Italia - basta pensare alle ville di Palladio, palazzo Te a Mantova, Caprarola, villa d'Este a Tivoli. Ma da dove viene, perché e come si è sviluppato il genere architettonico della villa, una residenza ben diversa dalla casa di città, che ha influenzato gli architetti di tutto il mondo? Howard Burns, intrecciando in maniera sapiente la storia dell'architettura con la storia sociale, economica e di costume, traccia lo sviluppo di un fenomeno complesso. Ci spiega che la villa italiana risponde non solo al desiderio da parte dei proprietari e dei loro architetti di ricreare le forme e i piaceri delle ville degli antichi romani, con i loro colonnati e giardini, ma anche alle esigenze della sicurezza e dello sfruttamento economico delle campagne. E ci ricorda come la villa rinascimentale è spesso erede del castello medioevale, cioè luogo forte da cui dominare il territorio circostante. Il libro offre al lettore un'introduzione affascinante e originale alla comprensione dei nuovi modi rinascimentali di vivere in campagna e insieme costituisce un'agile guida, arricchita da brevi 'ritratti' di singole ville, per vedere, capire e godere uno dei patrimoni artistici più singolari d'Italia.
19,00

Architettura alpina contemporanea

di Antonio De Rossi, Roberto Dini

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2019

pagine: 159

Un viaggio attraverso le Alpi italiane, francesi, svizzere, austriache e slovene, alla scoperta dei più importanti progetti di architettura alpina degli ultimi 25 anni. Più di 200 opere presentate: dai grandi interpreti dell'architettura contemporanea in montagna - Peter Zumthor, Gion A. Caminada, Bearth & Deplazes, Valerio Olgiati, Hermann Kaufmann, Jiirg Conzett, Cino Zucchi, Gabetti & Isola -, fino alle molte realizzazioni di qualità di tanti progettisti locali. Un lungo saggio critico introduttivo, che contestualizza la recente produzione architettonica montana in rapporto alle trasformazioni economiche e culturali delle Alpi di oggi e alla storia dell'architettura alpina dell'Ottocento e del Novecento.
25,00

Breve trattato sull'arte involontaria

di Gilles Clément

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 101

«Per chi sa osservare, tutto è arte. La natura, la città, l'uomo, il paesaggio, l'atmosfera, ciò che chiamiamo "umore", e, infine e soprattutto, la luce. Peraltro, tutti conoscono l'arte degli artisti, quella firmata. Pittori, scultori, musicisti, scrittori, cineasti, danzatori ecc. sono chiamati in causa sulla questione dell'arte, a proposito della quale, come si sa, c'è sempre molto da dire. Esiste tuttavia un luogo indefinito nel quale si incrociano il dominio elementare della natura - le contingenze - e il territorio marcato dall'uomo. Questo terreno d'incontro produce figure che sono al tempo stesso lontane dall'arte e vicine, a seconda delle definizioni che se ne danno. Per quanto mi riguarda, considero come arte involontaria il felice risultato di una combinazione imprevista di situazioni o di oggetti organizzati conformemente alle regole d'armonia dettate dal caso.» (Gilles Clément)
14,50

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