Architettura

Black. Architecture in monochrome

di PHAIDON

Libro: Copertina rigida

editore: PHAIDON

anno edizione: 2020

pagine: 368

19,95

XY dimensione del disegno. Ediz. italiana e inglese. Vol. 7: Immagini e temporalità-Images and temporality

Libro

editore: OFFICINA

anno edizione: 2020

pagine: 159

"XY dimensioni del disegno" nasce nel 1986 per i tipi di CEDIS come rassegna critica di studi sulla rappresentazione dell'architettura e sull'uso dell'immagine nella scienza, nella tecnica e nell'arte. Il programma della rivista è di stimolare e divulgare la ricerca teorica e applicata prodotta nel settore scientifico-disciplinare del disegno, nonché di promuovere ogni possibile connessione con altri ambiti di conoscenza che si relazionino con la bidimensionalità dell'immagine cui si riferiscono le coordinate cartesiane che figurano nel nome. Il primo numero raccoglie le relazioni di base del convegno di Roma "I fondamenti scientifici della rappresentazione", punto di partenza programmatico di un crescente panorama di interessi; la rivista prosegue poi sviluppando temi monografici e interdisciplinari, anche attraverso fascicoli dedicati quali il regesto "1968-1988 vent'anni di architettura disegnata", la raccolta "Dossier rilievo", la rassegna delle "Nuove tendenze" e l'indagine sul binomio "Grafica-architettura". Nel 1989 promuove il convegno di Perugia "Il rilievo tra storia e scienza" di cui due anni dopo raccoglie gli esiti, fondativi per ogni successivo sviluppo disciplinare. Nel 1997 promuove il convegno di Perugia "I luoghi del segno epocale" che per la prima volta pone al centro del dibattito architettonico la questione "periferia" da un punto di vista linguistico e figurativo. Fin dai primi numeri convergono su XY il sostegno e l'apporto di figure di primo piano quali Michele Emmer, Decio Gioseffi, Ernst H. Gombrich, Richard L. Gregory, Corrado Maltese, Ruggero Pierantoni, Franco Purini, Lucio Saffaro, Vittorio Ugo. A partire dal numero 11-12 del 1990 la rivista è edita da Officina Edizioni e dal 1992 le si affianca la collana "I libri di XY", oggi al 16° volume, con l'intento di offrire un repertorio critico di saggi orientati ad esplorare i temi introdotti dalla rivista, nella convinzione che il miglior strumento di approfondimento della conoscenza sia il confronto intelligente tra saperi diversi.
30,00

Rigenerare la città media. Piazza dell'Olmo di Terni

di Alessio Patalocco, Cecilia Cristofori

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 112

Piazza dell'Olmo di Terni ha un pregio singolare: è uno di quei fortunati esempi di rigenerazione urbana che - pur realizzato in una città media dell'Italia centrale particolarmente segnata dall'identificazione con la produzione dell'acciaio, un'attività sempre più rara in Europa - è riuscito a infondere nuova vita a uno spazio, vuoto e di servizio, del centro storico della città, trasformandolo in un inedito luogo pubblico del "loisir" giovanile. Piazza dell'Olmo ha dunque rinnovato la sua funzione ospitando una "movida", che, almeno qui, ha avuto l'effetto di affrancare la notte dall'identificazione con il turno notturno dell'acciaieria. Nel volume, i due autori, diversi per genere, età, formazione e percorsi professionali - l'una sociologa urbana, l'altro architetto e progettista della piazza - avviano un serrato confronto sulla gestione dei processi di innovazione urbana in contesti marginali e una riflessione generale sul destino delle città medie europee, rinnovando l'antico e fertile connubio fra architettura e sociologia inaugurato proprio a Terni da Giancarlo De Carlo e Domenico De Masi nel quartiere Matteotti agli inizi degli anni Settanta.
16,00

Maître d'oeuvre. Scritti e conversazioni di architettura

di Fernand Pouillon

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 164

«Utilizzerò due termini per parlare degli architetti e di volta in volta userò il termine mestiere contrapponendolo a quello di professione. In questo testo la parola professione sarà considerata negativamente perché io credo che un architetto non sia tanto un professionista ma piuttosto una persona che esercita il mestiere, un uomo del mestiere. Non si dice che un artista è un professionista, se non per prenderlo in giro. Si dice al contrario che esercita un mestiere». Queste righe fanno parte di una lettera che Fernand Pouillon indirizza ai giovani che si apprestano ad affrontare il suo mestiere. L'architetto, per lui, non è tanto e solo l'ideatore di un progetto, quanto un maître d'oeuvre, espressione con la quale nel Medioevo si indicava il capomastro, colui che organizzava il cantiere seguendone lo svolgimento, dirigeva tutte le diverse competenze coinvolte e sceglieva i materiali, tenendo sempre presente l'orizzonte urbano. Tutto il contrario di oggi visto che l'architetto se ne sta perlopiù rintanato nel suo studio «alla stregua di un notaio». Rem Koolhaas ha manifestato di recente la sua ammirazione per l'impostazione, al contempo modernista e classicista, di Pouillon, osservando come la sua opera in Francia come in Algeria abbia la rara capacità di «fare i conti con la vita e di realizzare [...] una vera integrazione fra la città e l'architettura». Attraverso tre saggi e tre interviste, tutti finora inediti in italiano, il volume restituisce il pensiero e l'attualità della ricerca in campo teorico e costruttivo di uno dei più controversi e avventurosi architetti del Novecento, che ha scelto di porsi in totale continuità con il lascito dei due grandi Auguste dell'architettura francese, Choisy e Perret.
18,00

Del prendersi cura. Abitare la città-paesaggio

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 205

Il "prendersi cura" della città richiede sempre più l'azione dell'abitare, per realizzare una qualità degli spazi, per sostenere condizioni di benessere individuale e collettivo, per alimentare stili di vita salutari e sostenibili. La ricerca di strategie che favoriscano il benessere urbano, adeguate a contrastare l'incremento di malattie croniche non trasmissibili, promuove la realizzazione di reti di mobilità ciclo pedonale che consentano anche un'adeguata fruizione del paesaggio in sistemi di spazi aperti accoglienti e vitali, capaci di reinterpretare i caratteri insediativi e architettonici dei luoghi. La questione della "città che cura" coinvolge il progetto urbano in una estesa opera di infrastrutturazione green, che interviene a scale diverse per adeguare, trasformare e articolare elementi e sistemi, con l'obiettivo di ridefinire i caratteri e le modalità di fruizione degli spazi dell'abitare. In tal senso l'"abitare una città-paesaggio" mette in relazione la condizione di benessere con un'estensione al paesaggio del concetto di abitare la città, sottolineando il ruolo importante assunto dai caratteri trans-scalari e trans-disciplinari nella configurazione tanto degli spazi aperti quanto delle architetture. Questo volume, prodotto nell'ambito della ricerca PRIN "La città come cura e la cura della città", raccoglie vari contributi di ricercatori ed esperti, che introducono il tema tra: scenari della cura, terapie urbane e luoghi di condivisione. L'attenzione si concentra in particolare sugli spazi urbani di relazione, sul paesaggio, sulle azioni e sui termini riconosciuti quale parte nevralgica di una ricerca progettuale per cui: l'abitare è aver cura di un ambiente che diventa luogo solo grazie al coltivare e al costruire; il condividere qualifica gli spazi aggregatori di persone e pratiche, in luoghi articolati, belli e vitali; la città-paesaggio promuove stili di vita salutari nella cura costante dei due principali habitat in cui ci identifichiamo.
20,00

Urbanistica e pianificazione nella prospettiva territorialista

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 187

Questo volume ricostruisce l'apporto degli urbanisti e dei pianificatori all'elaborazione di una scienza multidisciplinare del territorio, proponendo allo stesso tempo uno specifico contributo disciplinare al rinnovamento dell'urbanistica e della pianificazione. I limiti dell'urbanistica e della pianificazione di matrice funzionali-sta sono particolarmente evidenti nella scarsa qualità delle urbanizzazioni contemporanee. Affrontare i rilevanti cambiamenti ambientali, sociali ed economici che interessano i nostri territori richiede un diverso approccio, in grado di rinnovare l'intuizione olivettiana della preminenza del «principio territoriale» su quello funzionale, e di trattare i temi dell'identità, del patrimonio e del progetto di territorio come produzione collettiva. La «scuola territorialista» italiana, confluita nella Società dei Territorialisti/e, ha sviluppato questi passaggi metodologici e operativi trattando ogni luogo come esito di una relazione co-evolutiva di lunga durata fra insediamento umano e ambiente, da assumere quale base patrimoniale per il progetto. Il volume delinea le tappe di conoscenza e azione imprescindibili per poter contribuire alla costruzione di alternative ai processi negativi in atto. Questo percorso si articola in una serie di saggi il cui punto di forza risiede nella peculiarità di intervenire sul tema con una riflessione, sia teorica sia applicata, basata sull'esperienza degli autori consolidata sul campo, al Nord, al Centro e nel Sud Italia. Testi di Ilaria Agostini, Angela Barbanente, Alberto Budoni, Carlo Cellamare, Luciano De Bonis, Alberto Magnaghi, Anna Marson, Daniela Poli, Marco Prusicki, Maddalena Rossi, Claudio Saragosa, Carla Tedesco, Alberto Ziparo.
20,00

Patient-centred care approach. Strategie per la progettazione di un'unità di degenza umanizzata

di Michele Di Sivo, Claudia Balducci

Libro: Copertina morbida

editore: Pisa University Press

anno edizione: 2020

pagine: 180

Il tema dell'umanizzazione delle cure, intesa come attenzione alla persona nella sua totalità, fatta di bisogni organici, psicologici e relazionali, risulta oggi come non mai di grande attualità. Le crescenti acquisizioni in campo tecnologico e scientifico, che permettono oggi di trattare anche patologie una volta incurabili, non possono essere disgiunte nella quotidianità della pratica clinica dalla necessaria consapevolezza dell'importanza degli aspetti relazionali e psicologici dell'assistenza. L'interesse verso una medicina in grado di accompagnare i pazienti e le famiglie lungo il percorso della malattia, umanizzando le cure e sostenendo gli assistiti oltre il routinario approccio al malato e alla sua patologia, è un campo di ricerca sempre più al centro dei piani strategici delle aziende sanitarie, indice di una sanità moderna e in evoluzione. L'evoluzione della medicina con il suo approccio parcellizzato alla malattia e ai singoli organi e all'ospedale come luogo di cura dei malati di ogni categoria sociale si è accompagnata, negli anni, a una costante riflessione sul tema dell'umanizzazione dell'assistenza sanitaria e dei luoghi di cura. Tale riflessione ha sia inteso richiamare l'attenzione di tutti a considerare l'uomo come "centro" delle cure ed allo stesso tempo ha promosso un passaggio dalla medicina "Desease-Centered" a una medicina "Patient-Oriented" producendo una molteplicità di declinazioni del concetto di umanizzazione.
21,00

Mario Lovergine. L'ambiguità dell'essere. Arte, professione, vita

Libro: Copertina morbida

editore: GANGEMI

anno edizione: 2020

pagine: 152

"Il titolo è indicativo di come questo libro intenda 'narrare' l'esperienza del personaggio Lovergine ricostruendone sinteticamente le vicende artistiche, professionali e umane, non disgiunte dal forte temperamento che lo caratterizza; per cui, le sollecitazioni creative e il conseguente risultato sono permeati del vissuto esistenziale e si qualificano come insolita testimonianza del nostro tempo. Il consistente apparato iconografico e l'impaginazione, concepita come 'specchio' dell'inventiva figurale dell'artista, consentiranno al lettore di recepire la ricchezza rappresentativa delle immagini e l'arguzia ironica delle frasi tratte dai suoi taccuini - inserite opportunamente a compendio - e di fare la 'conoscenza' con un autore tra i più significativi della cultura contemporanea." (Il curatore)
24,00

Costruire l'abitare contemporaneo. Nuovi temi e metodi del progetto

Libro: Copertina morbida

editore: Il Poligrafo

anno edizione: 2020

pagine: 420

Le prime due edizioni del Convegno Nazionale di Architettura degli Interni si sono tenute a Venezia nel 2005 e nel 2007 grazie all'impegno di Adriano Cornoldi, artefice e reale ispiratore di tali eventi. La sua scomparsa nel 2009 interrompe una tradizione di confronto e approfondimento sulle materie del settore disciplinare degli Interni e sulle ricerche ad esso connesse. Il terzo Convegno Nazionale di Architettura degli Interni è dedicato, nel decennale della scomparsa, proprio ad Adriano Cornoldi, riferimento scientifico e culturale, guida per molte generazioni di studiosi, ricercatori e docenti. Riproporre tale tradizione, dopo quindici anni dal primo evento, vuole essere un omaggio a quei docenti che, con il loro impegno costante, hanno contribuito a definire i contenuti della disciplina degli Interni, l'hanno saputa promuovere con convinzione e dedizione e l'hanno lasciata nelle mani di chi da loro è stato attentamente formato, anche nell'ambito delle attività del Dottorato di ricerca in Interni, dove si è elaborato, discusso e attualizzato lo statuto di teorie, conoscenze e metodi del settore.
48,00

Verso un'architettura ecocentrica

di Daniele Vadalà

Libro

editore: FRANCO ANGELI

anno edizione: 2020

pagine: 208

Il volume tenta di individuare alcuni tratti comuni in esperienze di progettazione che, dispiegandosi in regioni molto diverse della Terra, in contesti territoriali eterogenei, possono tuttavia ritrovarsi dentro un paradigma che possiamo definire ecocentrico. L'idea di radunare questi diversi apporti sotto la definizione di progettazione ecocentrica estrapolandone alcuni principi comuni intende cogliere la novità di questi approcci progettuali, nonché la promessa di un futuro più umano e di un ruolo davvero centrale dell'architettura nella trasformazione dell'ambiente costruito. L'aggettivo "ecocentrico" sembrerebbe alludere ad un atteggiamento che intenda contrapporsi a quello 'egocentrico' di cui sono accusati i protagonisti dell'architettura internazionale. In realtà l'architettura non può rinunciare a rappresentare le istanze di gruppi sociali ed attori economici che continuano a raffigurare le forze trainanti dell'economia mondiale; al tempo stesso va rilevato come un altro modo di fare architettura stia crescendo d'importanza, acquisendo una diffusione planetaria. Questo secondo modo di intendere la progettazione architettonica - che si può definire ulteriore anziché altro, nel senso che si aggiunge piuttosto che essere alternativo a quello dell'architettura globalizzata - non è tanto legato alla rappresentatività di grandi istituzioni pubbliche o private, quanto agli sforzi di attori e committenti meno incisivi nel panorama dell'economia globale, ma ben più partecipi nelle realtà locali. È grazie al loro essere parte di quanto succede intorno che queste architetture stanno facendo da battistrada ad un'idea della progettazione capace di rimettere al centro le ragioni profonde di un'attività, spesso vista come un fatto tecnico o tutt'al più d'immagine, che appare invece sempre più necessaria a dare una direzione ai bisogni innati di riconoscimento, radicamento e rappresentazione propri delle società umane. L'obiettivo che si intende perseguire in questo testo è quello di individuare alcuni tratti comuni in esperienze di progettazione che, pur dispiegandosi in regioni molto diverse della Terra, in contesti territoriali eterogenei, possono tuttavia ritrovarsi dentro un paradigma che possiamo definire ecocentrico. L'idea di radunare questi diversi apporti estrapolandone alcuni principi comuni vuole portare a cogliere la novità di questi approcci progettuali, nonché a realizzare la promessa che vediamo contenuta in essi di un futuro più umano e di un ruolo veramente centrale dell'architettura nella trasformazione dell'ambiente costruito. Prefazione di David Rifkind.
27,00

Torre Allianz. Milano. Ediz. italiana e inglese

di Arata Isozaki, Andrea Maffei

Libro: Copertina morbida

editore: ELECTA

anno edizione: 2020

pagine: 240

Il volume ripercorre il processo progettuale e costruttivo delle Torre Allianz di Milano, emblematica testimonianza a livello internazionale di corporate architecture. Con i suoi 207 metri di altezza a livello della copertura, La Torre Allianz è il grattacelo più alto di Milano e d'Italia per numero di piani (cinquanta in totale). L'elegante struttura terziaria, ispirata nella ripetitività modulare alla celebre Endless Column, ideata e modellata in molteplici versioni dallo scultore rumeno Constantin Brâncusi tra il 1917 e il 1937, è l'esito di un fortunato sodalizio tra creatività internazionale ed efficienza tecnico-esecutiva Made in Italy. Lo styling limpido ed essenziale dell'opera è, infatti, firmato a quattro mani dal maestro giapponese Arata Isozaki e dall'architetto italiano Andrea Maffei; il concept strutturale si deve invece all'ingegnere nipponico Mutsuro Sasaki, mentre alla messa a punto e alla produzione delle speciali facciate in vetro curvato e di altre importanti soluzioni e dettagli costruttivi ha contribuito l'apporto specialistico di Arup Italia e del General Contractor Colombo Costruzioni. Il volume è corredato da un portfolio con fotografie selezionate, che offre al lettore una rappresentazione plastica della qualità architettonica della Torre, nonché della funzionalità dell'interior design applicata a beneficio di chi ogni giorno lavora nella Torre o la visita in occasione di incontri ed eventi. Infine una sezione è dedicata alla vita all'interno della torre con storie, aneddoti e eventi che coinvolgo tanto i dipendenti quanto l'intera città.
50,00

P+F Aldo Parisotto Massimo Formenton architetti. Works. Ediz. italiana e inglese

di Massimo Curzi

Libro: Copertina rigida

editore: ELECTA

anno edizione: 2020

pagine: 310

"La nostra architettura nasce sempre attorno alle persone che la vivranno: è come se venisse generata da dentro e si disegnasse a partire non dalla scatola esterna, ma dagli interni, dagli spazi più intimi [...] Progettiamo edifici da usare, da vivere; immaginiamo coloro che vi cammineranno all'interno, ne toccheranno le superfici, ne respireranno la luce. Disegniamo spazi per attività umane universali: pensare, riposarsi, lavorare, incontrare, creare, amare." (Aldo Parisotto e Massimo Formenton). Il volume è la terza monografia che descrive e documenta la trentennale attività dello studio Parisotto + Formenton Architetti. L'approccio al progetto di Aldo Parisotto e Massimo Formenton è un'attività quotidiana condotta con passione nei vari campi del design, dell'architettura e del retail. I diversi ambiti progettuali nei quali i due architetti si sono cimentati testimoniano un impegno tenace e una professione - nel significato originale del termine - di misura e semplicità, equilibrio e competenza, aperta nei confronti delle esigenze dei singoli committenti. Residenze private, interventi urbanistici, oggetti di design e progetti retail, recuperi di palazzi storici e yacht design sono giustapposti senza soluzione di continuità mettendo in luce la vera natura dello studio: il progetto come esigenza di espressione, come missione di ricerca del bello e di soluzioni per il miglioramento della vita di tutti i giorni. Ma in questo viaggio emergono anche il piacere di lavorare bene e la leggerezza: progetti iconici si alternano ad altri più irriverenti, progetti istituzionali ad altri ancora nati dall'incontro con un amico o un'anima affine. Il volume presenta testi critici di Massimo Curzi e un'introduzione di Francesco Dal Co, mentre negli spazi vuoti tra le immagini, sospesi come pensieri, si insinuano brevi testi a tema, a volte citazioni, per accompagnare il lettore nel viaggio fotografico, volutamente documentato da autori diversi, ognuno in grado di cogliere con toni, inquadrature ed equilibri differenti i vari soggetti. Il susseguirsi dei progetti mantiene fede ad una relazione temporale tra gli stessi, ma anche ad accostamenti cromatici coerenti e affini, essendo lo studio cromatico e della materia parte essenziale del lavoro di Aldo Parisotto e Massimo Formenton. Fotografie di: Helenio Barbetta, Denise Bonenti, Studio Borlenghi, Giulio Ghirardi, Gennadii Kravchenko, Mads Mogensen, Alberto Strada, Leo Torri, Paolo Utimpergher e Koen van Damme.
50,00

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