Architettura

Salus in horto. Il giardino come cura

Libro

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2020

pagine: 224

Non sono molti i libri che si occupano della storia della funzione curativa del giardino. Salus in horto rappresenta un'eccezione rivolta tanto a chi si occupa professionalmente di storia e di teoria del giardinaggio, quanto agli appassionati che vogliono lasciare il mondo della divulgazione ed entrare in contatto con quello della ricerca. Nel volume, infatti, si trovano saggi che intrecciano gli aspetti tecnici del giardinaggio con l'urbanistica, l'architettura, la medicina, la farmacopea, la cucina, la politica e l'educazione. Il libro, suddiviso in tre sezioni - La cura del giardino, Il giardino come cura e Il giardino cura della città -, esplora tematiche di avanguardia come lo studio del microclima urbano, i giardini «mancati», il rapporto tra mondo dell'industria e giardini, i giardini come strumenti di cura della città. Con testi di: Roberto Leggero, Simona Gavinelli, Anna Finocchi, Valerio Cirio, Giacomo Lorandi, Silvana Bartoli, Agnese Visconti, Franco Mittino, Mirella Montanari, Ornella Selvafolta, Giuseppe Lupo, Sascha Roesler, Fabio Di Carlo, Andrea Di Salvo.
17,00

La città degli orti. Coltivare e costruire socialità nei piccoli spazi verdi della Grande Milano

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 204

Quanti sono gli orti urbani nella Grande Milano? Come sono curati, coltivati e da chi? Quanto producono e quali altre funzioni e servizi svolgono? Come cambiano e possono contribuire al disegno del paesaggio e al miglioramento della vita della città? Quello degli orti urbani milanesi è un fenomeno esteso e di grande impatto. I terreni dedicati a queste coltivazioni raggiungono nel loro insieme oltre 850 ettari. Formano colonie e aggregazioni in particolar modo nelle aree periferiche. A volte sono di poche unità, spesso estesi per diversi ettari, di iniziativa pubblica o autorganizzati. I capitoli del libro descrivono gli orti milanesi trattandone gli aspetti geografici, morfologici e paesaggistici, le modalità di coltivazione, la resa e il rapporto con i consumi delle famiglie, gli strumenti di gestione, la multifunzionalità e in particolare la funzione sociale, costruendo una base informativa per nuove politiche e progetti. Allargando lo sguardo all'intera città metropolitana, gli orti di Milano sono stati osservati, descritti e mappati, costruendo un inedito database, a cui si accompagna un apparato originale di mappe e diagrammi.
28,00

Periferie del cambiamento. Traiettorie di rigenerazione tra marginalità e innovazione a Milano

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 180

Il volume esplora il significato e il ruolo delle periferie urbane nella città contemporanea, prendendo avvio da un'esperienza di ricerca e attivazione durata oltre due anni in diversi quartieri di Milano, maturata all'interno del programma "La città intorno" di Fondazione Cariplo. A partire da una riflessione pratica e teorica sull'indagine territoriale collaborativa, come strumento per la costruzione di un sapere locale e partecipato, il volume approfondisce tre territori paradigmatici: il quartiere Adriano, una periferia delle grandi espansioni urbane incompiute, il quartiere Corvetto, una storica periferia dell'edilizia pubblica posta ai bordi agricoli della città, e via Padova, una periferia dal denso tessuto abitativo privato caratterizzata dal fenomeno dell'immigrazione. Tre esplorazioni che mettono al lavoro diverse prospettive di lettura - spaziale e urbanistica, antropologica e sociale - per interpretare la complessità della città, i diversi modi di abitarla e le possibili traiettorie di trasformazione.
28,00

Storia del bosco. Il paesaggio forestale italiano

di Mauro Agnoletti

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2020

pagine: 384

Faggi, castagni, querce, larici, abeti... Oltre il 35% della penisola è coperto da boschi, un paesaggio che spesso percepiamo come primigenio e 'naturale'. In realtà, come il resto del nostro paesaggio, i boschi sono un prodotto della storia, sempre legata all'opera dell'uomo che ne ha modificato tutte le caratteristiche. Nell'antichità il bosco è già largamente utilizzato, tanto che le foreste naturali nel primo secolo d.C. sono meno di una decina. Il bosco di alto fusto e il bosco ceduo, la forma più diffusa, hanno contribuito al bisogno di legna da fuoco, carbone e legname da costruzione, consentendo allo stesso tempo il pascolo del bestiame. Dal medioevo all'Ottocento sono le costruzioni navali che modellano gran parte dei boschi, legando strettamente il mondo dei commerci mediterranei a quello della montagna. Da nord a sud, poi, esiste una 'civiltà del castagno', vero e proprio 'albero del pane' a cui intere popolazioni devono la propria sopravvivenza. Oggi l'esodo dalle campagne e dalle montagne ha portato alla ricomparsa di macchie e foreste in territori antropizzati da secoli. E il desiderio di ricercare nel bosco valori naturalistici si è sovrapposto alla realtà storica di un paesaggio forestale come prodotto culturale. Un viaggio alla riscoperta dello straordinario rapporto che ci lega alle 'selve oscure'.
14,00

Disegnare il sacro. Architettura e liturgia

di Christiano Sacha Fornaciari

Libro: Copertina morbida

editore: Lindau

anno edizione: 2020

pagine: 126

L'approccio dell'architetto verso la progettazione di una chiesa, prefigurazione spaziale e sensoriale della Gerusalemme celeste, deve giocoforza superare le dinamiche proprie del disegno di un edificio civile: oggi come ieri, l'architettura di una chiesa deve essere in grado di dimostrare a chi è entrato nell'edificio che ha varcato il fanum, ha superato la soglia del sacro. I quattro saggi che compongono questo libro, solidamente costruiti attorno al dettato della Scrittura e al magistero della Chiesa, si propongono come spunti di meditazione su alcuni degli elementi essenziali attorno ai quali sviluppare il progetto di costruzione o adeguamento di un edificio di culto: la musica, la luce, i poli liturgici, le proporzioni.
14,50

I monumenti dei dogi. Sei secoli di scultura a Venezia

di Toto Bergamo Rossi

Libro: Copertina rigida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 352

La lunga teoria dei centoventi dogi veneziani - guerrieri, politici, letterati, perfino un santo, Pietro Orseolo -, che si dipana senza soluzione di continuità per dieci secoli, abbraccia la storia millenaria della Repubblica Serenissima evocando la grandezza e gli splendori di uno Stato che, nel periodo della sua massima espansione, andava dalle terre di Bergamo e Brescia all'isola di Cipro. Dalla nomina del primo dux, che si perde nelle nebbie del tempo e della leggenda, alla data fatale del 12 maggio 1797, quando l'ultimo doge, Ludovico Manin, abdicava in favore dei francesi, lo studio dei monumenti funebri dei dogi della Serenissima ci consente un excursus tra i più grandi nomi dell'arte veneziana di tutti i tempi: dagli ignoti maestri scalpellini del Medioevo alla famiglia dei Lombardo, da Antonio Rizzo a Jacopo Sansovino, da Alessandro Vittoria a Baldassare Longhena, a Andrea Tirali, tutti i più famosi architetti e scultori si sono occupati di questa particolarissima forma artistica, in un vero compendio di meraviglie plastiche. Commissionati direttamente dal doge o dalla sua famiglia, questi magnifici monumenti non solo riflettono le preoccupazioni personali del doge per l'aldilà, ma diventano strumenti squisitamente politici, soprattutto in un contesto, come quello della Repubblica veneziana, in cui il doge ufficialmente era soltanto il primo tra i pari e in cui nessuna forma di autoesaltazione pubblica di singoli individui era tollerata. I monumenti offrivano pertanto una rara opportunità di autorappresentazione, con investimenti che potevano perfino superare quelli profusi nella costruzione delle tombe papali a Roma. Una campagna fotografica, commissionata per l'occasione, ci regala inediti dettagli che sono una gioia per gli occhi e fonte di innumerevoli, inattese, scoperte.
70,00

Nuove architetture a Milano. La città dalla ricostruzione al boom economico (1945- 1958) in un classico dell'epoca

di Roberto Aloi

Libro: Copertina morbida

editore: Hoepli

anno edizione: 2020

pagine: 432

Il libro - un'istantanea della Milano del boom economico quando nuove architetture stavano cambiando il volto della città - assume a sessant'anni di distanza il valore di documento storico, integrato per ogni edificio da schede e fotografie che ne documentano lo stato attuale. Dopo i bombardamenti della guerra Milano rinasce con grande velocità. Roberto Aloi, in questo volume pubblicato nel 1958, documenta il fervore edilizio che interessa grattacieli, palazzi per uffici, condomini, scuole, ospedali, biblioteche, musei, chiese, teatri. Ognuna delle 70 schede è un identikit dell'edificio attraverso fotografie, dettagli, disegni, piante. In questa edizione, curata da Marco Strina, grafico e studioso dell'archittettura milanese, e Marco Biraghi, docente di Storia dell'architettura al Politecnico di Milano, ogni edificio è accompagnato da una scheda storico-critica redatta da esperti che inquadra criticamente l'edificio e ne narra il destino, raffigurato, se tuttora esistente, attraverso una fotografia attuale.
69,90

Il principio territoriale

di Alberto Magnaghi

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2020

pagine: 336

Il territorio è il «bene comune» per eccellenza. Formato da città - piccole, medie e grandi - borghi e paesi, sistemi agroforestali e ambientali, infrastrutture urbane e rurali, costituisce un vero e proprio essere vivente, i cui geni, personalità e bellezza, sono frutto di processi coevolutivi fra insediamento umano e ambiente sedimentati nel corso della storia. Questi caratteri identitari e il loro drammatico sfarinamento nella corsa di Megacity all'urbanizzazione globale del pianeta sono analizzati in "Il principio territoriale", dialogando con la cultura multidisciplinare praticata dai territorialisti e con i molti soggetti della cittadinanza attiva che vanno creativamente rinnovandoli per il benessere collettivo. Da questo punto di vista, ri-abitare il territorio diviene per Alberto Magnaghi atto politico e la sua progettazione, alimentata e indirizzata da nuove forme di democrazia comunitaria, una possibile via d'uscita da quel divorzio fra natura e cultura che ci ha condotti all'alienazione della crescita senza limiti. «Tornare al territorio» - alla terra, alla montagna, all'urbanità, ai sistemi socioeconomici locali - significa ritrovare le regole che ci consentono di affrontare la produzione dello spazio in quanto «ambiente dell'uomo» secondo modalità capaci di affrontare strategicamente anche la profonda crisi ecologica globale che stiamo vivendo. Tracciando un percorso che, attraverso la crescita della «coscienza di luogo», va dal riconoscimento collettivo dei valori patrimoniali alla integrazione delle culture idrauliche, ambientali, urbane, agroforestali energetiche e produttive in un progetto bio-regionale, Magnaghi condensa le sue esperienze e la sua visione complessiva definendo in forma organica e compiuta quel «principio territoriale» che potrà orientare la rotta di una futura civilizzazione eco-territorialista.
30,00

Napoli super modern

Libro: Copertina rigida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 232

La sua complessa stratificazione rende Napoli una città dalle fasi di crescita quasi inestricabili, ma consente analisi trasversali capaci di individuare alcune peculiarità ricorrenti. L'ipotesi di questa indagine collettiva coordinata da LAN (Local Architecture Network) è che si possa precisare una traccia latente nell'architettura napoletana, e specificamente in quella d'epoca moderna: la rinuncia a definire modelli astratti e universali, unita alla capacità, se non addirittura alla necessità, di misurare il progetto con il contesto fisico, storico, sociale e paesaggistico. Il volume si concentra sul periodo che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e deroga così dalle consuete cronologie, che vedono nella guerra una cesura risolutiva, mostrando quindi gli elementi di permanenza che attraversano e oltrepassano gli eventi storici; inoltre, riunisce opere celebrate, come il Palazzo delle Poste (Giuseppe Vaccaro e Gino Franzi) e Villa Oro (Luigi Cosenza e Bernard Rudofsky), insieme con molte altre architetture di notevole interesse e con un imprescindibile radicamento nella città, quali ad esempio quelle di Marcello Canino, Renato Avolio De Martino, Stefania Filo Speziale e quelle di autori non napoletani come Cesare Bazzani e Luigi Piccinato.
48,00

La foresta che cammina. Le sepolture dei soldati tedeschi 1920 1970

di Marco Mulazzani

Libro: Copertina morbida

editore: ELECTA

anno edizione: 2020

pagine: 224

"Noi viviamo in un momento critico del mondo che non offre quasi spazio alle celebrazioni" (Hugo von Homannsthal, 1926). Tra il 1914 e il 1945 i caduti tedeschi durante le due guerre mondiali furono più di 7.000.000. Che ne fu dei loro resti? Come vennero ricordati? Come l'architettura contribuì all'esaltazione della loro memoria? Dal 1920 sino al 1970 il Reich ha promosso la costruzione di un migliaio di cimiteri e memoriali nelle Fiandre, nella Prussia Orientale, nei Balcani, in Francia, in Africa, in Italia e persino in Palestina. Questo libro racconta le loro storie e esamina come vennero costruiti; ne interpreta il significato quale conseguenza della guerra moderna, «la guerra dei materiali», che ha sancito «il venir meno dell'eroe come figura esemplare» e l'affermarsi del culto riservato al milite ignoto, «alle vittime senza nome, ai figli della terra il cui destino è fecondare la Madre Terra», ha scritto Ernst Jünger. Ma «le uccisioni in massa», ha osservato Elias Canetti, «non cancellano l'uccisione dei singoli individui alla vecchia maniera, non fanno altro che includerla», nei modi che questo libro spiega.
36,00

Il culto moderno dei monumenti. Il suo carattere e i suoi inizi

di Alois Riegl

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

«Il senso e il significato dei monumenti non dipendono dalla loro destinazione originaria, ma siamo piuttosto noi, soggetti moderni, che li attribuiamo a essi». La conservazione di Riegl rappresenta un fattore decisivo del mutamento sociale e della costruzione della nostra identità. Noi siamo per ciò che conserviamo e per come lo conserviamo. La conservazione è, infatti, un lavoro specialistico ma i beni a cui si dedica sono patrimonio comune. (Sandro Scarrocchia)
19,00

Ottavio Bonomi. L'attualità di un testimone del Novecento

di Gianni Andreani, Francesco Peruselli

Libro: Copertina morbida

editore: IBIS

anno edizione: 2020

pagine: 186

"Tutti oggi sono pronti a riconoscere che le città meglio riuscite, le più vive, le più umane, le più belle sono quelle medioevali, quelle spontanee costruite poco a poco dai cittadini, dalle confraternite, dalle famiglie. Mentre tutti sono pronti a criticare le città o i quartieri macchinosi e freddi sfruttati fino all'ossessione, pur con le strade diritte, dei nostri giorni. Sono i progetti dei tecnici impreparati o di imprenditori il cui interesse è solo il guadagno facile e non certo l'ambiente sereno per la vita dei nostri bambini, delle nostre famiglie, dei nostri lavoratori, dei nostri vecchi. Ma come è possibile essere ancora noi cittadini, noi persone, noi comunità vivente e pensante, essere soggetti delle nostre case e delle nostre città e ridimensionare i tecnici al ruolo di interpreti sensibili e intelligenti. [...] Tutto questo è possibile se la comunità prende coscienza del problema di come realizzare gli ideali umani e democratici." Ottavio Bonomi (Pavia 1921-1968), ingegnere, urbanista e insegnante, impegnato nell'associazionismo e in politica, nella FUCI e poi nelle ACLI e nella DC, sia a livello locale sia a livello nazionale, è stato testimone e protagonista di una stagione eccezionale, segnata da un fermento innovativo e costruttivo irripetibile, nell'Italia del dopoguerra e quindi della ricostruzione postbellica, fino agli anni del grande sviluppo economico e delle tensioni politiche e sociali che porteranno al '68. Influenzato da Le Corbusier e Wright, ha progettato e realizzato alcune opere di grande modernità e ha partecipato alla stesura di piani urbanistici e viabilistici molto innovativi.
18,00

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