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Biografie e storie vere

15,00

Doppio superlativo. Massimo Migliore, detto Mittu, campione di calcio e di vita

di Andrea Pascale

Libro: Copertina morbida

editore: Araba Fenice

anno edizione: 2019

pagine: 102

Un racconto di fantasia che vuole portare ai ragazzi, e a chi la vuole ricordare o conoscere, la vera storia di Massimo Migliore, i suoi vissuti e la sua esperienza di giocatore di calcio e di uomo. Un riassunto del suo spirito e dei suoi valori visto da chi lo ha seguito e supportato nell'ultima fase della sua esistenza. Un libro per i giovani calciatori e per i papà che credono in loro. Un inno all'amicizia, al gioco di squadra, alla vita.
13,00
15,00

Antonio segreto. La forza di un uomo

di Nicola Vegro

Libro: Copertina rigida

editore: EMP

anno edizione: 2019

pagine: 616

Antonio si muove tra intricate vicende personali e scelte difficili, guerre e interessi politici, dispute teologiche e prelati corrotti, difesa dei poveri e lotta all'usura e ai prepotenti. Il tutto sullo sfondo di un'epoca affascinante, ricca di grandi fervori e conflitti religiosi che getteranno le basi dell'Europa e del pensiero moderno. La vita di sant'Antonio di Padova, romanzo storico costruito attorno a testi originali del Santo e a documenti autentici.
25,00

Agrippa. Il braccio destro di Augusto

di LINDSAY POWELL?

Libro

editore: LEG Edizioni

anno edizione: 2019

pagine: 450

24,00

Carlo V

di Fernand Braudel

Libro

editore: Ghibli

anno edizione: 2019

pagine: 78

"Sul mio impero non tramonta mai il sole." Le parole pronunciate da Carlo V restituiscono l'immensità del regno su cui l'imperatore del Sacro Romano Impero governò: un regno irto di ostacoli e gravato da guerre, ma certamente glorioso. Fernand Braudel, in questa agile biografia su Carlo V, resa viva dalla consueta intelligenza storica che lo contraddistingue, ripercorre la vita del sovrano, una vita che ancora oggi ci abbaglia, così come abbagliava i suoi contemporanei, amici o nemici che fossero. Emerge con forza la grandezza di questo sovrano e del suo regno che si è concluso con l'abdicazione. Montaigne, nei suoi "Essais", l'ha eretto a modello di saggezza, Braudel, quattro secoli più tardi, ha salutato così questo distacco: "Qualunque ne sia il segreto, niente di più lucido, niente di più bello che questa fine desiderata, preparata, accettata con coraggio, semplicità e grandezza dell'anima".
8,00

Tra due città. Lettere 1951-1995

di Attilio Bertolucci, Roberto Tassi

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 160

"R.T. 6 gennaio 58. Ma Parma mi appariva così ravvivata oggi dal tuo desiderio; improvvisamente ritrovata nella luce struggente, verso le quattro del pomeriggio, sulle ultime pietre del Battistero, su calde pareti di cotto del Lurigoparma; e certe nubi sfilacciate e meravigliose, laggiù, verso Baccanelli e le colline. Ti basterebbe prendere .un treno, tu dici; ma devi poco a poco ritrovare la forza di fare tutto il viaggio che dalla tua prigione luminosa di Monteverdevecchio porta a quel treno che passa da. casa. A..B. 19-11-1966. Non so se alla decisione, non presa, di' vendere Baccanelli non darà una spinta l'essermici trovato, a Baccanelli, ultimamente quasi estraniato come qui? Oh non incolpo te, ,non incolpo nessuno: mi pareva che se sul piano delle idee esiste ancora una concordanza il "ritorno" non dovrebbe essere impossibile, dico un ritorno non nella favola, né nella provincia, ma nella vita più giusta e più vera: Dico giusta e vera anche con i peggiori inferni che la vita sempre può riservarci."
15,00

Adalberto Libera. Tracce per una biografia

di Paolo Melis

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 266

Questa ricostruzione a tutto tondo di Adalberto Libera, personaggio di primo piano e di assoluta centralità nella cultura architettonica italiana del XX secolo, è più di una biografia, e aspira a essere il ritratto che più gli corrisponde. Nasce da un'accurata indagine dei diversi e non comuni ambienti e luoghi in cui Libera è vissuto; è frutto di un attento riesame di fatti, date e circostanze che hanno scandito le sue scelte di architetto, e infine è il risultato di uno scrupoloso lavoro sulle carte del suo prezioso archivio. Paolo Melis ripercorre, attraverso una narrazione viva e coinvolgente, l'intero arco esistenziale dell'architetto trentino. I dodici capitoli in cui è suddiviso il volume sono preceduti da una premessa di Giovanni Marzari e accompagnati da uno scritto di Franco Purini.
19,00

L'età dei Florio

di Romualdo Giuffrida, Rosario Lentini

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2019

pagine: 287

Sul finire del XVIII secolo una famiglia di commercianti calabresi si insedia a Palermo aprendo una modesta drogheria. Trascorsi alcuni decenni, divenuta nel frattempo la protagonista assoluta della vita economica siciliana, costituisce insieme alla sua dirimpettaia genovese, la famiglia Rubattino, la più grande società di navigazione del Paese. Agli inizi del '900 il mito dei Florio raggiunge il suo culmine. L'architetto Basile progetta le loro sontuose dimore, il famoso mobilificio Ducrot arreda le loro navi. Grazie ai Florio Palermo diviene una delle capitali del liberty : ma più ancora di uno stile di vita. Imparentati con i più bei nomi dell'aristocrazia siciliana, i pronipoti dei droghieri calabresi ricevono a casa re Vittorio Emanuele, il Kaiser, il fior fiore del Gotha internazionale, sono amici di D'Annunzio, Boldini, Leoncavallo, Enrico Caruso, di Robert de Montesquiou, testimone immancabile nel tramonto della Belle Epoque. È un "tramonto dorato" che vede dissolversi in breve tempo anche le fortune dei Florio : non solo, come vorrebbe una diffusa opinione, per la prodigalità e le minori capacità imprenditoriali degli ultimi discendenti della dinastia, ma soprattutto, se così si può dire, per una "colpa geografica". L'Italia si avvia a divenire un paese industriale, che non può avere due opposti poli di sviluppo. Così finisce l'età dei Florio, mentre alla Sicilia resta la speranza di un futuro post-industriale. È un'altra storia emblematica, come quelle dei Buddenbrook e dei Krupp, che da trent'anni aspetta il suo Thomas Mann o il suo Luchino Visconti; come potrà constatare chi saprà leggere le immagini e le parole di questo libro. Un'edizione illustrata che contiene 123 illustrazioni in bianco e nero e 116 tavole a colori fuori testo.
34,00

Pier Paolo Pasolini. Polemico, passionale, proteiforme

di Lavinia Spalanca

Libro: Copertina morbida

editore: Navarra Editore

anno edizione: 2019

pagine: 99

Nell'epoca della post-verità, della mistificazione mediatica e delle fake news, riascoltare la voce di Pasolini, uno degli intellettuali più temerari e liberi del Novecento, acquista un particolare valore educativo e costituisce un incoraggiamento - specie per le giovani generazioni - ad affrontare con lucidità di sguardo la realtà contemporanea, seguendo il suo esempio di intellettuale disobbediente e polemista, e di artista ardimentoso nello sperimentare una pluralità di linguaggi e di stili differenti. Intento di questo libro è appunto quello di ripercorrerne la figura e l'opera nella maniera il più possibile completa ed esaustiva - sia nel rispetto della cronologia che degli snodi tematici - ma anche in modo originale - considerando la sua opera come un corpus unitario, pur nella diversità dei generi (poesia, narrativa, saggistica, cinema, teatro, giornalismo) - e offrendo, soprattutto. un testo di facile consultazione. Il volume è strutturato in due parti: nella prima, in cui si delinea l'itinerario esistenziale e artistico dell'autore, numerose schede di approfondimento consentono al lettore di ampliare le questioni affrontate, in relazione al contesto storico-culturale dell'epoca (il rapporto fra lingua e dialetto, fra linguaggio tecnologico e politichese, fra scrittori e cinema); nella seconda, prettamente antologica, è riprodotta una selezione di testi pasoliniani, accompagnata da un ricco corredo di note e da un'ampia e articolata analisi critica. Inquadrando l'opera dell'autore in un preciso ambito storico-geografico (si veda l'approfondimento sulle città di Pasolini) e socio-antropologico, emerge ancor più forte la personalità dell'artista e, di conseguenza, l'attualità della sua riflessione critica, la vitalità delle illuminanti intuizioni e delle provocatorie prese di posizione. Con la speranza che la sua parola, originale e controcorrente, possa ancora risuonare in un'Italia (e in un mondo) che sembra aver sacrificato il libero pensiero sull'altare del consumismo.
10,00

Non fare stronzate, non morire. Un addio a Vic Chesnutt

di Kristin Hersh

Libro: Copertina morbida

editore: Jimenez

anno edizione: 2019

pagine: 189

"Ciò di cui era capace quest'uomo era sovrumano. Vic era brillante, spassoso e indispensabile, le sue canzoni messaggi dall'etere privi di censura. Aveva sviluppato uno stile alla chitarra che gli consentiva di suonare il basso, la ritmica e la solista nella stessa canzone, e questo utilizzando solo due dita. Il tempo fluido della sua musica era inimitabile, la sua poesia era incontaminata da influenze. Era il mio migliore amico. Non ho mai visto la carrozzina, per me era invisibile, ma lui sì. Quando il nostro camerino era in cima a una rampa di scale, mi diceva con nonchalance che ci saremmo visti dopo, al bar. Quando entrambi contraemmo la stessa malattia, gli dissi che non avevo mai provato un dolore più forte di quello. «Io non provo dolore» mi disse lui. Ovviamente. Me n'ero dimenticata. Quando gli chiesi di farci una passeggiata sotto la pioggia sul marciapiede mi disse che le sue mani si sarebbero bagnate. Seduta sul palco con lui, gli chiedevo di suonare una canzone e lui mi faceva il dito medio, che significava "oggi queste dita non funzionano". A me sembrava inespugnabile, immenso e meraviglioso, ma credo che Vic vedesse Vic come qualcosa di piccolo, difettoso, triste. Non so se riuscirò ancora ad ascoltare la sua musica, ma so quanto è necessario che la ascoltino gli altri. Quando ricevetti la telefonata che avevo temuto per quindici anni, persi il mio equilibrio. Tutto il mio essere si spostò a sinistra. Non riuscivo a stare in piedi senza finire contro il muro, e morivo di freddo. Non credo che mi piaccia questo pianeta senza Vic. Avevo giurato che non ci avrei mai vissuto, qui, senza di lui. Ma quello che ci ha lasciato è il suono di una vita che aveva combattuto i propri limiti, come tutte le vite dovrebbero fare. È il suono di qualcuno in fiamme. Fa di questo pianeta un posto migliore. E, volendo essere onesta con me stessa, ho ancora l'impressione che lui sia qui, ma libero dalle costrizioni. Forse ora è davvero immenso. Intatto. E felice."
16,50

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