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Cinema, televisione e radio

Il Mereghetti. Dizionario dei film 2019

di Paolo Mereghetti

Libro: Copertina morbida

editore: Baldini + Castoldi

anno edizione: 2018

pagine: 10755

Torna, per la dodicesima volta il Dizionario dei film: enciclopedico nel rigore e nella quantità di dati, l'opera di Mereghetti è arricchita di oltre 4.000 nuove schede. Il dizionario dei film 2018 è uno strumento per chi segue il cinema e ne ama le curiosità e le sottili storie nascoste nelle vite dei suoi protagonisti, scoprendo percorsi di lettura e di visione straordinari. Oltre 7000 pagine; 35.000 schede; 60 percorsi tematici; indice di titoli originali per 25.000 voci; indice degli attori per 48.000 voci; indice dei registi per 10.00 voci.
57,00

Milano odia. La polizia non può sparare. Storia di un cult nell'Italia degli anni settenta

di Paolo Spagnuolo

Libro: Copertina morbida

editore: Milieu

anno edizione: 2018

pagine: 271

Si può raccontare un'epoca attraverso un singolo film? A volte sì, soprattutto quando certe pellicole entrano a far parte del nostro immaginario quotidiano influenzando il linguaggio, i costumi e i suoni. Così è stato per il cinema poliziesco degli anni settanta e per uno dei film più importanti di quella stagione: Milano odia: la polizia non può sparare, datato 1974, con la regia di Umberto Lenzi e Tomas Milian, Henry Silva, Ray Lovelock come protagonisti. Il volume monografico che Paolo Spagnuolo dedica a questo film-cult è una vera miniera d'oro per gli appassionati di cinema. Il progetto originale è stato discusso insieme al regista, poco prima che spirasse e gran parte dei materiali provengono dal suo archivio e da quello degli eredi della Dania Cinematografica, che lo hanno fornito in esclusiva. Tra questi: la sceneggiatura dattiloscritta, il soggetto, la documentazione sulla colonna sonora composta da Ennio Morricone, le fotografie di scena in originale (quasi tutte inedite), locandine, fotobuste. Completano il quadro racconti e interviste con il cast tecnico e con gli attori. Non mancano gli interventi di "nomi" legati al cinema come il regista Enzo G. Castellari, e i contributi di critici quali Davide Pulici e Gianmarco Diana, musicista ed esperto di colonne sonore. Un lavoro di ricerca e documentazione che ricostruisce, anche attraverso aneddoti interessanti e divertenti, la storia di un'epoca del nostro cinema, adatto sia agli esperti che ai neofiti. Un viaggio in un film e in un genere che ancora oggi sono oggetto di culto in Italia e all'estero, come dimostrano le tante interviste rilasciate da Quentin Tarantino dove cita Milano odia tra i film che lo hanno maggiormente ispirato.
22,90

Guida al cinema noir

di Michele Tetro, Stefano Di Marino

Libro: Libro in brossura

editore: Odoya

anno edizione: 2018

pagine: 608

Il Noir è forse il genere cinematografico più prolifico e duraturo della storia del cinema. Legato alla letteratura ma capace di sviluppare anche moltissimi soggetti originali, accompagna il pubblico sin dagli anni Trenta. Oggi tutto viene etichettato come Noir, ma esistono canoni tematici e stilistici che il lettore deve conoscere per approfondire questo ricchissimo filone. Lo scopo di questa guida è introdurre il neofita in un mondo oscuro e complesso e stimolare l'esperto a rivedere e analizzare film classici e meno conosciuti. Una panoramica del genere Noir, così come è stato interpretato non solo nel suo paese d'origine, gli Stati Uniti, ma anche in Francia, in Inghilterra e in Italia, senza tralasciare quelle cinematografie che negli anni hanno integrato il Noir nella loro tradizione: la Spagna, la Scandinavia e l'Estremo Oriente. Chiarita la divisione nei tre periodi principali, Noir classico (dagli anni Trenta fino alla fine dei Cinquanta), neo Noir (dalla Nouvelle Vague fino agli anni Ottanta) e post Noir (le ultime tendenze legate al cinema di Tarantino), il volume affronta tutti i personaggi chiave con un'ampia scelta di film.
30,00

Piccola enciclopedia degli ultracorpi. I B-movies americani degli anni Cinquanta

di Alberto Pallotta

Libro: Copertina morbida

editore: ULTRA

anno edizione: 2018

pagine: 384

Formidabili quegli anni, avrebbe detto qualcuno. In questo caso, si parla dei Cinquanta, e si parla di cinema. I film americani di fantascienza e di horror più creativi sono stati certamente realizzati in quel mitico decennio. Storie di viaggi interstellari, scoperte di nuovi pianeti, invasioni di alieni tetri e minacciosi, esperimenti incredibili, mutazioni dovute agli effetti radioattivi di test nucleari. Vicende che fornivano una rilettura parallela di natura politica, legata alla guerra fredda e alla paura del comunismo. Alcuni erano film d'intrattenimento destinati ai drive-in, altri autentici capolavori. Tutti, però, avevano una caratteristica in comune: erano realizzati con pochi soldi, e spesso questo era molto evidente. Così i critici storcevano la bocca e li chiamavano B-movies. Il dizionario di Alberto Pallotta, uno degli esperti italiani del tema, con le sue schede tecniche e critiche, tanti aneddoti e una galleria iconografica, rende il giusto tributo a pellicole ormai mitiche come "L'invasione degli ultracorpi", "L'esperimento del Dottor K", "La cosa da un altro mondo" e tanti altri, e ci fa tornare indietro nel tempo, come in un film di fantascienza tratto da un romanzo di Wells.
23,50

Il cinema di Powell e Pressburger

Libro

editore: Il Castoro

anno edizione: 2018

pagine: 155

Una magnifica scala che si srotola dall'Aldilà verso la Terra ("Scala al paradiso"), un tuffo nell'acqua di una piscina che si trasforma in un balzo all'indietro nel tempo ("Duello a Berlino"), una ballerina dai capelli fiammeggianti che non riesce a smettere di danzare ("Scarpette rosse"), un gruppo di suore anglicane confuse dal calore e dalla sensualità di un convento in cima all'Himalaya ("Narciso nero"); e cavalli, tappeti volanti, un genio della bottiglia e un mago malvagio ("Il ladro di Bagdad"); seducenti bambole meccaniche, stregoni e venditori di occhi ("I racconti di Hoffmann"); bizzarri giochi a Risiko e a rimpiattino tra nazisti, canadesi e inglesi ("49° Parallelo e Volo senza ritorno"); e per finire un giovane, tranquillo operatore cinematografico londinese che, con una lama nascosta nella macchina da presa, uccide le sue vittime mentre le riprende (Pee-ping Tom). In bianco e nero o in uno sfavillante Technicolor, questi sono stati i sogni degli Archers, un regista-produttore e uno sceneggiatore che, dalla fine degli anni Trenta all'inizio degli anni Sessanta, colmarono di meraviglie gli schermi e gli occhi degli spettatori. Michael Powell ed Emeric Pressburger, un inglese purosangue e un ungherese emigrato a Londra, hanno creato il nucleo immaginario più eccentrico, coerente e duraturo della storia del cinema inglese, l'unico in grado di competere con quello dei grandi maestri europei e americani sul piano delle suggestioni visive e tematiche e della ricchezza stilistica. Guardati con sospetto dalla critica loro contemporanea, ma amatissimi dal pubblico, hanno influenzato autori come Martin Scorsese, Brian De Palma, Francis Ford Coppola, Bertrand Tavernier, Bernardo Bertolucci. Questo libro ripercorre la loro storia e il loro lavoro, attraverso le parole degli ammiratori che, dagli anni Settanta in avanti, hanno rivalutato l'opera degli Archers e le analisi di alcuni critici contemporanei di nove dei loro film.
15,00

Bambole perverse. Le ribelli che sconvolsero Hollywood

di Mariuccia Ciotta, Roberto Silvestri

Libro

editore: La nave di Teseo

anno edizione: 2018

pagine: 393

"Che Diva sei? È la domanda per 'indossare' la propria maschera, e in ogni sembianza, sotto ogni copertura, ridisegnare i generi o fluttuarvi delicatamente da un lato all'altro. Dive e Divine insegnano a smantellare i 'tipi' di donne (e di uomini), divise in categorie, classificate a seconda del fascino e della bellezza, ma come scrive Francis Scott Fitzgerald: 'Lui voleva fare di me una Dea, invece io voglio essere Mickey Mouse'." Un "catalogo delle dive" cinematografiche che racconta le donne del grande schermo, dalle icone intramontabili del passato alle loro eredi di oggi, facendo saltare convenzioni e generi, sgretolando gli stereotipi. Da Mary Pickford a Emma Watson, da Clara Bow a Meg Ryan, da Katharine Hepburn a Kristen Stewart, da Glenn Close a Tilda Swinton: donne libere ed eversive, che frantumano le mode imponendone di nuove, scompigliano la scena e il bon ton borghese creando categorie inedite e rivoluzionarie. Donne inimitabili, bellissime, che siano "maschiette", icone del femminismo o dive dal fascino noir, tutte rifiutano le etichette più banali per imporre la loro identità. Prefazione di Luca Guadagnino.
22,00

Trilogia della vita: Le sceneggiature originali de Il Decameron-I racconti di Canterbury-Il fiore delle Mille e una notte

di Pier Paolo Pasolini

Libro: Libro in brossura

editore: Garzanti Libri

anno edizione: 2018

pagine: 695

Questo volume raccoglie le sceneggiature originali de "Il Decameron", "I racconti di Canterbury" e "Il Fiore delle Mille e una notte", film diretti da Pier Paolo Pasolini tra il 1970 e il 1974. Poche pellicole, nella storia del cinema italiano, hanno subito una censura così feroce fatta di denunce, sequestri, accuse di pornografia, linciaggi morali. Oggi, a distanza di oltre quarant'anni dalla loro prima uscita nelle sale, i dialoghi, le dettagliate didascalie e le precise descrizioni colgono in tutta la sua complessità il rapporto tra lo scrittore-regista e la sua opera, e più in generale quello tra letteratura e cinema. Reinterpretando infatti tre grandi classici della novellistica mondiale, Pasolini disegna un ambizioso e articolato progetto artistico dotato di genuina forza poetica e immediato slancio narrativo, capace di sfidare il conformismo e aggiungere nuove sfumature di significato alla nostra idea di moralità. La prefazione di Gianni Canova descrive il cammino che ha condotto l'autore dall'idea iniziale al montaggio finale, e sottolinea la sorprendente classicità e l'attualissima modernità di questi tre film non omologabili, ancora estranei al deperire delle mode e al mutare effimero dei costumi.
24,00

Il Farinotti 2019. Dizionario di tutti i film

Libro: Copertina rigida

editore: Newton Compton

anno edizione: 2018

pagine: 2837

Tutto il cinema a portata di mano, in un imponente volume di oltre 2.800 pagine. La nuova edizione del Farinotti fotografa il glorioso passato della cinematografi a, sin dalle prime pellicole mute e in bianco e nero, ma ne racconta anche il presente. Lo strepitoso trionfo internazionale dei film tratti da fumetti (tra tutti i due campioni d'incassi Black Panther e Avengers. Infinity War); l'Oscar a La forma dell'acqua di Guillermo del Toro (che aveva già ottenuto il Leone d'Oro); sul versante italiano: il ritorno dagli Stati Uniti di Gabriele Muccino con il cast stellare di A casa tutti bene, il Berlusconi rivisto da Paolo Sorrentino nei due controversi capitoli di Loro e i David di Donatello assegnati ai Manetti Brothers per il loro Ammore e malavita. Di stagione in stagione, il Farinotti si conferma un punto di riferimento per gli appassionati, gli studiosi e i semplici curiosi, perché nei giudizi, espressi sinteticamente in stelle, va incontro ai gusti del grande pubblico, tenendo sempre in considerazione il bello ma senza mai eccedere nelle raffinatezze di certa critica. Aggiornatissimo, contiene le schede di tutti i fi lm presentati alla 75ª mostra del Cinema di Venezia.
19,90

Tre passi nel genio. Fellini tra fumetto, circo e varietà

di Ottavio Cirio Zanetti

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio

anno edizione: 2018

pagine: 135

«Felliniano... Avevo sempre sognato, da grande, di fare l'aggettivo». Anche se Fellini stesso dichiarava di non sapere cosa significasse, «felliniano» è stato declinato dalla critica ma anche dal linguaggio comune come sinonimo di grottesco, surreale, onirico. Eterodosso, sfuggente alle definizioni e alle classificazioni, irrealistico, onirico Fellini lo è stato non solo nei confronti del realismo cinematografico e della militanza politica, ma anche delle più prosaiche regole hollywoodiane su come confezionare un film. Sembrava piuttosto pensare alle strip dei fumetti, alle composizioni a quadri della rivista e dell'avanspettacolo, alle attrazioni del circo. Il volume analizza dunque gli stimoli e le suggestioni culturali che hanno contribuito alla formazione dello stile di Fellini. Prefazione di Nicola Piovani.
15,00

C'era una volta il cinema. I miei film, la mia vita

di Sergio Leone

Libro

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2018

pagine: 225

Due occhi di ghiaccio, un poncho sulle spalle, il mozzicone di un sigaro stretto nel ghigno da pistolero. Quel sigaro appartiene a un uomo troppo svelto a sparare, un uomo senza nome la cui mira non conosce perdono. Ad annunciarlo, mentre si avvicina al galoppo al villaggio di San Miguel, è un fischio malinconico che sembra provenire dalla gola del tempo, dai decenni sepolti nella polvere rossastra del West. Quell'uomo spietato è l'eroe di una nuova epica, fatta di sangue e piombo, di carne, cavalli e dinamite. È la Trilogia del dollaro, canto per fucile e macchina da presa, odissea di cacciatori di taglie che ha riscritto il genere western con la lingua di Kurosawa e Céline: film costruiti con gesti ieratici, con tempi dilatati pronti a esplodere in parossismi di violenza, con un ordito di sguardi interminabili, spari improvvisi, dialoghi scarnificati le cui battute si dischiudono in formidabili aforismi. Il regista si chiama Sergio Leone. "C'era una volta" il cinema - frutto di quindici anni di dialogo ininterrotto con Noël Simsolo tra Parigi, Cannes e Roma - è il testo cui Leone ha affidato il racconto della propria vita e di tutti i film che ha girato. I fotogrammi dei suoi ricordi portano impressi il cappello di Clint Eastwood e la barba mal rasata di Gian Maria Volonté, le melodie di Ennio Morricone, lo sguardo di Claudia Cardinale e il sorriso offuscato di Robert De Niro, gli incontri con Pier Paolo Pasolini, Klaus Kinski e Orson Welles. Leggere questo memoir-intervista è come ritrovare in una vecchia cassetta una voce che si credeva smarrita. Una voce acuta, divertita, ferocemente anticonvenzionale, che fra un aneddoto di vita sul set e una riflessione sul cinema finisce per rivelare i segreti di un regista che ha saputo trasformare gli anni del proibizionismo nel romanzo struggente delle amicizie tradite, delle vendette e degli amori perduti. E che, nell'oblio di una fumeria d'oppio come sulle carrozze di un treno a vapore, ha dipinto l'immagine del tempo mentre fugge via.
24,00

Baci rubati di François Truffaut

di Jean-François Pioud-Bert

Libro: Copertina morbida

editore: New Books

anno edizione: 2018

pagine: 125

Nel 1968 Francois Truffaut è consapevole di essere al termine di un ciclo. I suoi film precedenti, "Fahrenheit 451" e "La sposa in nero", gli hanno lasciato un senso d'incompiutezza. Sente dunque la necessità di ritornare al cinema che il Truffaut critico aveva difeso a suo tempo, quello di Renoir ad esempio. Ma ha voglia soprattutto di ritrovare Jean-Pierre Léaud e il personaggio da lui interpretato, Antoine Doinel, una sorta di suo atter ego. "Baci rubati", piccola cronistoria di vita quotidiana e sentimentale, viene realizzato in un contesto particolare, in pieno "affaire Langlois". Truffaut assume il comando del movimento per la difesa della Cinémathèque e del suo fondatore/animatore, ma non esiterà ad affermare che proprio questo è il suo film «più sereno». Con i suoi toni brillanti, la sua varietà di personaggi gustosi e la lieve malinconia della canzone di Trenet che lo incornicia, "Baci rubati" è una commedia di educazione sentimentale «infarcita di tutto quel genere di cose legate al tema che Balzac definisce "un début dans la vie"», un ingresso nella vita.
16,00

C'era una volta il West di Sergio Leone

di Roberto Donati

Libro: Copertina morbida

editore: New Books

anno edizione: 2018

pagine: 140

L'universo cinematografico di Sergio Leone è ricamato di America e di nostalgia: l'una si compenetra nell'altra, e insieme si completano a vicenda. Quando il grande paese sognato dai pionieri si piega alla legge del dollaro, i cowboy e i gangster cominciano ad avere qualcosa a che fare con la morte e non sono più John Ford e Howard Hawks a cantarli. Con i suoi tempi narrativi dilatati, i suoi (anti)eroi da tragedia greca e il suo senso di stanchezza e di morte, C'era una volta il West è al tempo stesso un film sull'inizio e sulla fine del West, il culmine e insieme il canto del cigno di un genere - il western all'italiana - che, nonostante l'impressionante quantità di titoli, raramente era emerso dalla serie B del linguaggio e delle intenzioni. E, come molti western americani del crepuscolo, è anche un film sugli uomini veri: «una razza vecchia» che i nuovi affaristi «faranno sparire», come poi del resto è avvenuto nella realtà. "C'era una volta il West", c'era una volta l'America; e c'era una volta Sergio Leone a raccontarlo e a raccontarla. Il Far West nato a Roma recupera gli spolverini e tinge te malinconie del tempo e della Storia di sugo all'amatriciana: mai così lontano, mai così vicino.
16,00

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