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Cinema, televisione e radio

Chi scriverà la nostra storia. DVD

di Roberta Grossman

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2019

Nel novembre del 1940 i nazisti rinchiusero 450 mila ebrei nel ghetto di Varsavia. Un gruppo segreto composto da giornalisti, ricercatori e capi della comunità, guidato dallo storico Emanuel Ringelblum, decise di combattere le menzogne e la propaganda dei feroci oppressori con carta e penna anziché con le armi e con la violenza e commissionò diari, saggi, poesie e canzoni per documentare le atrocità naziste. Poi, mentre i treni deportavano gli ebrei verso le camere a gas di Treblinka e il ghetto veniva distrutto dalle fiamme, il gruppo clandestino riuscì a seppellire 60.000 pagine di scritti e immagini nella speranza che l'archivio sopravvivesse alla guerra e alla loro stessa fine. Attraverso le voci della tre volte nominata agli Oscar Joan Allen e del premio Oscar Adrien Brody, il film rende omaggio alla determinazione di quegli uomini che ha permesso di creare la più grande raccolta di testimonianze oculari scampate alla guerra, un archivio ora diventato patrimonio dell'Unesco. Nel booklet di 24 pagine: Il film - Note di regia; Dove inizia un muro e Uomini in trappola, di Carlo Greppi.
14,90

Sergio Leone. Dal cinema popolare al cinema d'autore

di Antonio Rainone

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 86

A trent'anni dalla scomparsa di Sergio Leone (1929-1989), questo breve saggio, in costante confronto con il western americano e con il contesto cinematografico e politico-culturale italiano degli anni Sessanta e Settanta del Novecento, intende sollecitare a riflettere ancora sul suo personale percorso cinematografico. In origine sottovalutato e considerato dalla critica ufficiale per lo più come esempio di una produzione popolare frutto di una moda provinciale (il "western all'italiana") dalle finalità esclusivamente commerciali, il cinema di Leone presenta invece, dalle prime opere più popolari fino agli ultimi grandi film, notevoli aspetti di originalità, sia stilistici sia contenutistici, il cui riconoscimento ne ha reso possibile una valutazione più oggettiva, consacrando il regista come uno dei maggiori autori del cinema italiano (e non solo).
8,00

Geroglifici e cinema. Il film come «universale fantastico»

di Manuele Bellini

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 135

I geroglifici egizi, valorizzati dall'estetica fin dalle sue origini settecentesche, sono considerati, nell'età dei Lumi, la lingua muta della sensazione, una sorta di Characteristica universalis che, dopo aver attirato l'interesse, tra gli altri, di Leibniz, diventa la metafora del parlare per immagini: i "geroglifici espressivi" di cui scrive Diderot, peraltro rifacendosi anche a Bacone, accomunano la lingua dei sordomuti all'arte teatrale "del gesto". Due secoli dopo, "arte geroglifica" è definito il cinema delle origini, ancora concepito come teatro filmato, dove l'enfasi espressionistica della recitazione comunica secondo il principio del rebus, che sta alla base anche della lingua geroglifica: lo scrive Abel Gance, lo esemplifica Chaplin, lo teorizzano, tra gli altri, Balázs e Ejzenstein. Ma v'è di più. Il film è una sorta di "universale fantastico", direbbe Vico, che in questo si ispirava proprio ai geroglifici, traducendo concetti astratti in immagini concrete, il cui significato, tuttavia, non è spesso manifesto. Il film, infatti, è, come vuole Kracauer, un "geroglifico visibile", che illustra in filigrana i cambiamenti ancora invisibili di una realtà storico-politica che va saputa, smascherata e denunciata. È un simbolo, proprio alla maniera ermetica, nel quale si celano le "disposizioni psicologiche" di un popolo: anche nei film d'evasione del periodo classico si può intravedere ciò che sarebbe accaduto durante il nazismo.
11,00

Troisi poeta Massimo

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Sabinae

anno edizione: 2019

pagine: 176

"La storia, anche per immagini, di un poeta del cinema. Massimo Troisi era un essere umano leggero, lieve, forse stonato in un'epoca e in una società dello spettacolo dove imporre la propria presenza, essere arroganti, è il comportamento di moda. Massimo sapeva stare al mondo rendendo gradevole la vita dei suoi amici e della gente che gli era cara senza sfiorare mai gli altri con le sue angustie" Gianni Minà. "Per fare una cosa devo sentirla, tutte le mie attività devono essere motivate dall'innamoramento. A me prima di tutto interessa esprimermi: mi piace pensare una cosa e avere i mezzi per dirla. Ecco, il cinema è un ottimo mezzo". Massimo Troisi
22,00

Stand-up comedy. Dalla scrittura al live. Teoria, meccanismi e pratica

di Filippo Losito

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2019

pagine: 127

Una delle situazioni più scomode in cui un essere umano può cacciarsi è stare in piedi davanti a un pubblico con l'obbligo di farlo ridere. È proprio questa la situazione in cui si trova chi fa stand-up comedy: da solo con un microfono in un'arena. Che sia un comedy-club, un teatro o ancor meglio un palazzetto poco importa, purché abbia un pubblico da far ridere. È questo infatti che decreterà il suo successo. Ma si può insegnare a essere divertenti? Questo libro crede di sì. Ridere è un fenomeno fisico e la comicità, come ogni processo creativo, si fonda su strutture e meccanismi precisi. Nella stand-up comedy il talento non sta tanto nell'essere istrioni o brillanti, quanto nel saper trasmettere sul palco la propria autenticità, abbattendo quella quarta parete che in altre forme di spettacolo mantiene la distanza scenica tra chi si esibisce e chi ascolta. Nell'arena il comico si mette a nudo, offre se stesso al pubblico e più è capace di suscitarne l'empatia, maggiori saranno le sue probabilità di farlo ridere. "Stand-up comedy" esamina i due modi principali in cui il comico può raggiungere questo risultato: esprimendo in forma di testo la confessione di ciò che lo muove dentro e mettendosi in gioco con il proprio corpo, sfruttandone le peculiarità. E grazie a un nutrito apparato di esercizi fornisce tutti gli strumenti necessari per costruire battute, joke e monologhi efficaci, accompagnando l'aspirante comico nel percorso che conduce dal testo al live. Prefazione di Edoardo Ferrario.
15,00

Ritratto di goliarda sapienza

di Angelo Pellegrino

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2019

pagine: 95

"Ritratto di Goliarda Sapienza", oltre a essere un omaggio, per quanto possibile obiettivo, di chi l'amò e le stette vicino sino all'ultimo, si può considerare un libro di cui molti lettori avvertivano il bisogno per penetrare in quella conoscenza di un autore che va al di là dell'opera letteraria e che solo una testimonianza diretta può dare.
12,00

L'impero del terrore. Il cinema horror statunitense post 11 settembre

di Antonio José Navarro

Libro: Copertina morbida

editore: BIETTI

anno edizione: 2019

pagine: 336

L'11 settembre 2001 è una data che non dimenticheremo mai. Le immagini traumatiche dell'attacco terrorista al World Trade Center e il crollo delle Torri Gemelle di New York, ritrasmesse sugli schermi di tutto il mondo, hanno segnato in profondità il XXI secolo. Anche il cinema americano è cambiato profondamente da allora, e con esso l'horror, genere che da sempre è il più capace di assorbire e tradurre in fotogrammi terrificanti le paure più profonde di un intero Paese. Il libro di Antonio José Navarro, fuoriclasse della critica spagnola, per anni selezionatore al prestigioso Festival di Sitges, rilegge l'horror americano prodotto dopo l'11 settembre alla luce degli sconvolgenti eventi storici e delle loro conseguenze sulla società occidentale: la "guerra contro il terrore" in Iraq e Afghanistan, le limitazioni alla libertà personale, gli scandali di Guantánamo e Abu Ghraib, la comparsa di nuovi organismi terroristici come l'ISIS. Analizzando i film di fantasmi e zombi, i remake di classici del genere come La casa e Non aprite quella porta, il filone demoniaco, i finti documentari shock, gli agghiaccianti torture porn come Hostel e Saw, le opere di autori come Rob Zombie, James Wan, Eli Roth, il libro restituisce con sguardo acuto l'America di oggi, mescolando analisi critica e indagine sociologica, con rigore storico e ricchezza stilistica, parlando non solo ai fan dell'horror, ma a tutti coloro che ritengono il cinema uno specchio per capire meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo.
22,00

Milano calibro 9 di Fernando Di Leo

di Davide Pulici

Libro: Copertina morbida

editore: New Books

anno edizione: 2019

pagine: 139

Fernando Di Leo è stato un genere a sé stante, nel panorama del cinema popolare italiano a cavallo tra anni '60 e '70, e "Milano calibro 9" è il film che meglio rappresenta questa sua unicità. Al suo interno, infatti, le reminiscenze letterarie da Giorgio Scerbanenco e gli influssi cinematografici di Jean-Pierre Melville si sposano dando vita a qualcosa di nuovo, spiazzante, poco convenzionale. Qualcosa di straordinario. La lotta di Ugo Piazza contro il destino intreccia le matrici del noir e del poliziesco, del gangster movie e del melodramma, in una vorticosa discesa agli inferi dell'animo umano marchiata a fuoco dai dialoghi asciutti e incalzanti, dalle efficaci partiture musicali di Luis Enríquez Bacalov e dalle interpretazioni di un parterre d'attori magistralmente orchestrato. Da Gastone Moschin a Mario Adorf, da Philippe Leroy a Lionel Stander, ogni volto dà sembianze e sostanza a un personaggio irripetibile, mentre Barbara Bouchet danza ancora nella memoria degli spettatori italiani e internazionali, Quentin Tarantino in primis. Davide Pulici, che di Di Leo fu amico e intimo confidente, ripercorre la genesi, la lavorazione e le mille sfaccettature del film, in un libro-scrigno i cui piccoli tesori si susseguono in forma di fotografie, documentazioni inedite e preziose testimonianze. Prefazione di Manlio Gomarasca.
18,00

Sotto il vestito niente di Carlo Vanzina

di Claudio Bartolini

Libro: Copertina morbida

editore: Gremese Editore

anno edizione: 2019

pagine: 143

Top model, sfilate, griffe. Anni '80, Milano da bere, auto costose. Party privati, cocaina, delitti. Prodotto da Achille Manzotti e inizialmente affidato a Michelangelo Antonioni, nelle mani di Carlo ed Enrico Vanzina Sotto il vestito niente diventa l'affresco del decennio edonista made in Italy. Tra carrellate in via Montenapoleone, sfilate di fronte alla Stazione Centrale e indagini tra piazza Meda e piazza della Scala, Milano è restituita nel suo lato più glamour e lussuoso. Al contempo, però, diventa sede di omicidi a catena che fanno del film il capostipite del thriller d'alta moda nostrano, la cui ricetta mescola il patinato approccio vanziniano alle lezioni di Dario Argento e Brian De Palma. Interpretato dalla superstar delle passerelle Renée Simonsen e dal fuoriclasse britannico Donald Pleasence, "Sotto il vestito niente" viene qui indagato dalla sua genesi all'eredità che ha consegnato al giallo-thriller italiano, in un viaggio attraverso testimonianze, documenti, fotografie e materiali mai visti prima.
18,00

Charlot sotto inchiesta. Un interrogatorio dell'FBI a Charlie Chaplin

Libro: Copertina morbida

editore: Marietti

anno edizione: 2019

pagine: 64

Quando nel 1941 la Germania nazista invade la Russia, molti americani chiedono agli alleati di aprire un secondo fronte in occidente contro le potenze dell'Asse. Anche Charlie Chaplin, già noto per capolavori cinematografici come "Il monello", "La febbre dell'oro" e "Luci della città", si impegna attivamente tenendo numerosi discorsi e realizzando una satira del nazismo, "Il grande dittatore". Ma, alla fine del conflitto, l'opinione generale cambia e agli occhi degli Stati Uniti la Russia si sostituisce ai nazisti nel ruolo di avversario principale nell'arena internazionale: il regista britannico diventa così il bersaglio di un'inchiesta dell'FBI sulla sicurezza interna. L'interrogatorio a cui fu sottoposto offre una vivace testimonianza della mentalità da guerra fredda che chiarisce anche gli orientamenti politici di Chaplin. Prefazione di Goffredo Fofi.
6,90

Il teatro e il suo doppio

di Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2019

pagine: 152

"Il teatro e il suo doppio", pubblicato da Gallimard nel 1938, raccoglie i saggi più significativi di Artaud. Questa è la seconda traduzione italiana. L'altra uscì presso Einaudi mezzo secolo fa, a vent'anni dalla morte dell'autore, e chiuse l'arco di trformazione con cui da noi si era raccontato Artaud: dall'anarchico che attentava al teatro con brutali messinscene, dal grafomane recluso, distrutto dagli elettroshock, al poeta finalmente consacrato con l'Opera Omnia dal più prestigioso editore francese. Scrive Giuseppe Rocca, curatore di questa edizione: «In varia misura e legittimità, quasi tutto il teatro di ricerca, di questo cinquantennio si è riconosciuto illuminato dal Sole Nero di Artaud. Nel bene e nel male. [...] Spesso, chi ha agito nel nome di Artaud ne conosceva solo qualche massima. E poche parole d'ordine sono bastate, per esempio, a provocare nel DNA teatrale una vera mutazione genetica: l'atto performativo (recitazione o lettura registica di un dramma) è, di fatto, passato da attività di secondo livello (interpretazione del testo) ad azione di primo livello (creazione scenica). [...] Una nuova traduzione può servire anche à discutere di questo, a invitare a un consuntivo della fase che la versione Einaudi ha contribuito ad avviare e che oggi siamo maturi per storicizzare. [...] .Artaud distruttore del testo? Può esserlo uno che lascia ventisei volumi di scritti? Cos'è il rito, tanto sognato da Artaud, se non proprio quella ripetizione e quella fissità da lui tanto negate? È veramente applicabile in teatro quello che Artaud ha scritto sul teatro? Se cinquant'anni di teatro italiano sono stati influenzati da questo libro vuol dire che esso può avere effetti pratici. E vuol dire anche che la prassi ha bisogno di un pensiero che ia stimoli, la guidi e la controlli eticamente.» (Dalla Prefazione)
16,00

Salutandovi indistintamente. La commedia all'italiana in duecentotrenta battute

di Alberto Pallotta

Libro

editore: ULTRA

anno edizione: 2019

pagine: 128

La commedia all'italiana ci ha fatto ridere per più di settant'anni, e non ha ancora smesso. E il suo successo è internazionale: ancora oggi francesi e americani organizzano rassegne dedicate a Monicelli, Scola, Risi. È stata un potente strumento di critica e di satira sociale al servizio di molti registi, che attraverso i loro film hanno fornito una vera controstoria dell'evoluzione sociopolitica e culturale della nostra Italia, e attraverso la rappresentazione del quotidiano ha permesso l'affermazione di comicità diverse, strettamente legate al vernacolo del luogo d'origine, dalla Lombardia fino alla Sicilia. Le sue battute sono entrate a far parte della nostra cultura e del nostro lessico quotidiano. E allora perché non far rivivere sulla carta l'umorismo di Alberto Sordi, Totò, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, fino a Troisi, Verdone, Benigni e tanti altri? Un grande esperto come Alberto Pallotta ci ha fatto questo regalo, semplice quanto gradito: la raccolta delle battute più fulminanti e irresistibili, quelle che hanno colorato il nostro immaginario collettivo, quelle che ci eravamo dimenticati e quelle che ci eravamo persi. Un libro da leggere a voce alta insieme agli amici e da tenere sul comodino, per addormentarsi con il sorriso.
12,90

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