Libri Cinema, televisione e radio: Novità e Ultime Uscite

Cinema, televisione e radio

I segreti della fortezza Aquibis. Il collegio

di Valentina Cambi

Libro: Copertina morbida

editore: Rai Libri

anno edizione: 2021

pagine: 256

La fortezza Aquibis ospita un collegio molto particolare, che proietta i suoi allievi in un'epoca diversa dal presente: Marta, Penelope, Francesco e João vi sono appena stati ammessi e si ritrovano così a vivere nel 1969, l'anno dello sbarco sulla Luna e dell'esplodere delle prime contestazioni giovanili. Spinti dalla curiosità e animati da un forte spirito di solidarietà e di amicizia, non appena scoprono del misterioso furto di un medaglione, i quattro ragazzi decidono di darsi da fare per ritrovarlo, avventurandosi tra i segreti meandri del castello e sfidando le ferree regole della scuola e le antipatie degli altri collegiali, alcuni dei quali cercheranno di mettere loro i bastoni tra le ruote. Professori e sorveglianti, dal canto loro, sembrano fermamente intenzionati a tenere nascosti i misteri dell'Aquibis. Riusciranno a svelarli i quattro protagonisti di questa storia? Che cosa si cela nella proibitissima ala est? E perché per loro è vietato anche solo avvicinarvisi?
15,90

La riunione

di Pietro Galeotti

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2021

pagine: 192

Pietro Galeotti racconta un mondo di pareti dipinte tutte uguali e tutte male, dove ha trascorso la sua vita umana e professionale, scritto e firmato programmi di successo che tutti abbiamo visto e flop che non ha visto nessuno. Talk show, varietà, quotidiani, seconde serate, tv dei ragazzi, eventi, eventi speciali, sedicenti eventi, per arrivare infine dove si trova oggi: ancora in riunione.
16,00

Che hai fatto in tutti questi anni. Sergio Leone e l'avventura di «C'era una volta in America»

di Piero Negri Scaglione

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 248

C'è un'avventura dentro l'avventura, una storia dentro la storia di C'era una volta in America. Raccontare i diciotto anni che impiegò Sergio Leone a realizzare il suo capolavoro - diciotto anni di incontri, sconfitte, colpi di scena, di attori e truffatori - significa scrivere il grande romanzo di un artista, di un'ossessione, di un Paese intero. C'è un'avventura dentro l'avventura, una storia dentro la storia in C'era una volta in America: dal momento in cui è stato pensato per la prima volta a quello in cui è stato presentato a Cannes, evento speciale al Festival, passano diciotto anni. Diciotto anni durante i quali avviene di tutto. Ma dopo mezz'ora di film, la magia è svelata: altro che gangster movie, C'era una volta in America è un'opera-mondo, un'epica moderna, o postmoderna, l'unica possibile. «Nasco con il neorealismo, - diceva Sergio Leone, - ma ho sempre pensato che il cinema è avventura, mito, e che l'avventura e il mito possono raccontare i piccoli fantasmi che ognuno di noi ha dentro». Sono i fantasmi dell'amore non corrisposto che diventa volontà di potenza, della violenza, dell'amicizia, del tradimento, della vendetta, del desiderio e del suo lato oscuro, la delusione o - peggio ancora - la sua completa soddisfazione. I fantasmi di chi ha sognato il Sogno americano. Di piccoli fantasmi in C'era una volta in America ce ne sono tanti, e lo sa bene Piero Negri Scaglione che quando lo vide per la prima volta, nel 1984, non aveva nemmeno vent'anni e gli sembrò che quel film ambientato in un tempo e uno spazio lontani raccontasse meglio di mille altri una generazione, un'epoca, forse un'ossessione. Ossessione-passione che divenne la sua: per anni Negri Scaglione ha indagato le vicende che portarono alla realizzazione del film, è andato a cercare e intervistare i protagonisti di quella storia o anche chi l'ha soltanto sfiorata in un piccolo ruolo, i produttori, gli sceneggiatori, gli attori. Ne viene fuori il ritratto epico di un personaggio 'larger than life', e di un film che, dettaglio dopo dettaglio, aneddoto dopo aneddoto, diventa spaccato di un'epoca e di un Paese, il nostro. «Non ho mai pensato a Noodles come vincente o come perdente. Oggi usiamo spesso, troppo spesso, questi termini. Il film è tutta un'altra cosa, è un sogno. Oppure no? È questo il punto. E io mi sono buttato, ho seguito il disegno di Sergio» (Robert De Niro) «Dico a tutti che si tratta del mio film migliore, probabilmente è così e di sicuro lo penso davvero, ma quel che voglio precisamente dire è che C'era una volta in America sono io» (Sergio Leone).
20,00

I film della dolce vita. Cinema d'autore degli anni Sessanta

di Emiliano Morreale

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2021

pagine: 168

Alla fine degli anni '50 e nei primi anni '60 il cinema italiano raggiunge vertici estetici e produttivi altissimi. È il 1959 quando la Mostra del Cinema di Venezia assegna ex aequo il Leone d'oro al Generale Della Rovere di Roberto Rossellini e alla Grande guerra di Mario Monicelli, dando l'avvio a quella che forse è stata la più grande stagione artistica del nostro cinema. I film della dolce vita, nuova edizione dell'unico studio sull'argomento esistente in Italia, ripercorre quel periodo impareggiabile e, off rendo una monografia sintetica ma rigorosa sul cinema d'autore italiano, getta nuova luce sui suoi maestri. Intrecciando il cinema con la società, la letteratura, gli altri media, il libro racconta della consonanza tra quei registi, i loro film, e il loro tempo. Dalla Dolce vita al Gattopardo e all'Avventura, da Pasolini alle inquietudini dei giovani autori (Bellocchio, Bertolucci, Olmi), per giungere alla radicalità di temi e di stile che accompagna il '68 in Dillinger è morto di Ferreri e Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene. I classici del cinema italiano, riletti in chiave originale, ritrovano tutta la loro forza e attualità per lo spettatore di oggi.
19,00

Agire e pensare come Dart Fener

di Gwendal Fossois

Libro: Copertina morbida

editore: Odoya

anno edizione: 2021

pagine: 160

Dart Fener è spesso presentato come la massima espressione del male. Il suo caratteristico respiro pesante, la struttura massiccia e l'intimidatorio costume corazzato, così come la tendenza a imporre la disciplina nei ranghi imperiali con esecuzioni sommarie, si combinano per renderlo il più cattivo dei cattivi cinematografici. La sua forte presenza scenica lo rende uno dei villain più convincenti che abbiano mai minacciato una principessa e i suoi soccorritori. Stratega, misterioso, manipolatore, potente, rigido... Dart Fener è anche il personaggio più carismatico di Star Wars: fa esplodere lo schermo, domina con il suo casco e la sua sagoma ogni film. Insomma, si impone con la sua personalità, la sua voce e il suo carisma. Fine stratega e con un piano per tutto, Dart Fener è coerente negli obiettivi e chiaro nella loro comunicazione. Non c'è ambiguità nella sua politica di comando: se un membro del personale fallisce, verrà soffocato a morte, e il suo subordinato sarà promosso. Tuttavia, la cosa sorprendente di Fener è come il mostro si riveli umano, dopo tutto. Stoico, senza cuore e saggio, Dart Fener usa la sua profonda comprensione della Forza per il dominio. Il più grande potere di Dart Fener risiede nella sua incrollabile convinzione di meritare di essere il leader. È questo che ispira così tanti a seguirlo, ed è una parte importante di ciò che rende Fener così irresistibile.
14,00

Agire e pensare come Tyrion Lannister

di Ilan Ferry

Libro: Copertina morbida

editore: Odoya

anno edizione: 2021

pagine: 224

Nel corso delle sue otto stagioni, Game of Thrones è riuscita a conquistare legioni di fan con le sue trame elaborate e i personaggi sfaccettati. Fra questi, Tyrion Lannister si è sempre dimostrato uno dei più complessi e interessanti, spiccando per le sue doti diplomatiche e la capacità di destreggiarsi all'interno di intricati giochi di potere. Incredibilmente intelligente e capace di cavarsela anche nelle circostanze più difficili, perfino quando tutti lo danno per spacciato riesce sempre a essere quello che ride per ultimo, grazie alla sua scaltrezza. Tyrion è stato maltrattato e deriso per tutta la vita, e ciò l'ha portato a sviluppare un cinismo di cui si serve come un'armatura. Ma, nonostante la sua visione cupa del mondo e la tendenza a rivolgersi in maniera fredda e brutale a chiunque si metta sulla sua strada, Tyrion è tendenzialmente un uomo buono, uno dei pochi. Apprezza la gentilezza, la bontà e l'onore, qualità di cui dà spesso prova; riconosce, però, che queste doti non sono sempre compatibili con la sopravvivenza, e che talvolta vanno accantonate in nome di strategie e obiettivi di più ampio respiro. Ilan Ferry, specialista di cinema e serie TV, ha analizzato i tratti caratteristici di questo affascinante personaggio per poterne trarre ispirazione su come vivere meglio ogni giorno i propri rapporti al lavoro, con gli amici o con la famiglia.
14,00

Cinema Italia. I film che hanno fatto gli italiani

di Giovanni De Luna

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 332

Nel 1914 esce Cabiria, forse il più grande kolossal della storia del cinema italiano. La trama, in teoria, dovrebbe ricostruire l'epico scontro tra Roma e Cartagine, ma l'estetica orientaleggiante e liberty dell'epoca, con tanto di Gabriele D'Annunzio alla sceneggiatura, racconta facilmente in controluce il presente di quell'Italia desiderosa di guadagnare visibilità e credibilità internazionale. Come spiega Giovanni De Luna in Cinema Italia, di fronte a Cabiria lo storico finisce per «aggirarsi tra quelle immense scenografie, fiutando non l'aria del III secolo a.C. ma quella carica di odori e di miasmi pestiferi del primo Novecento, di quella incredibile e paradossale stagione in cui stava finendo l'Ottocento e fragorosamente e maledettamente stava nascendo il terrificante XX secolo». Parte da qui il percorso affascinante di uno storico che utilizza i film come documenti del periodo in cui venivano realizzati, dei gusti del pubblico e della temperie culturale, avvicinandoci così a un'inedita lettura del modo in cui il cinema ha contribuito a "fare gli italiani". I film, infatti, spesso sono lo specchio di un presente in procinto di farsi storia: l'immediato dopoguerra di Ladri di biciclette, i primi venti del boom di Un americano a Roma, la lotta sociale de La classe operaia va in paradiso, ma anche l'edonismo pre Mani pulite di Yuppies o Vacanze di Natale. Ma non solo, perché in molti casi proprio il cinema, arte nobile e popolare insieme, ha voluto farsi a sua volta strumento di indagine storica, che fosse propaganda di stato o contestazione intellettuale: per ogni Cabiria ci sono stati moltissimi La grande guerra, Una giornata particolare, La notte di San Lorenzo, La meglio gioventù... Mescolando alto e basso senza timore, e con qualche sortita nel cinema straniero, Giovanni De Luna ricostruisce la storia del nostro paese per come l'abbiamo vista, o meglio, voluta vedere al cinema noi italiani, che fossimo di volta in volta sceneggiatori, registi o solo semplici ma appassionati spettatori.
22,00

Divi duci guitti papi caimani. L'immaginario del potere nel cinema italiano, da Rossellini a The Young Pope

di Gianni Canova

Libro: Copertina morbida

editore: BIETTI

anno edizione: 2021

pagine: 144

Perché a Hollywood quando si mettono in scena le vicende di o legate a uomini politici si usano nomi e cognomi (da JFK. Un caso ancora aperto di Oliver Stone a Frost/Nixon. Il duello di Ron Howard, passando per Lincoln di Steven Spielberg e Jackie di Pablo Larraìn) e in Italia invece i registi scelgono sempre di nascondere l'uomo dietro una maschera (grottesca)? Nanni Moretti non parla di Berlusconi ma del Caimano, il Giulio Andreotti di Paolo Sorrentino è prima di tutto un Divo. Da questa suggestione prende il via il libro di Gianni Canova, tra i massimi critici cinematografici odierni: un pamphlet denso che approfitta dell'urgenza di affrontare il "caso" The Young Pope per dipanare la matassa attorno al tema "come si parla quando si parla di politica e di potere nel cinema e nella società italiani".
12,00

In cucina con i film dello Studio Ghibli

di Claire-France Thevenon

Libro: Copertina morbida

editore: Kappalab

anno edizione: 2021

pagine: 144

Che celebrino un momento di condivisione familiare, di conforto in situazioni difficili o dipingano semplicemente un'irresistibile tentazione, le sequenze dedicate alla cucina sono sempre di fondamentale importanza nei film di Hayao Miyazaki e Isao Takahata. Dal tradizionale okayu di Principessa Mononoke al sontuoso bento de Il mio vicino Totoro, dai ramen di Ponyo sulla scogliera al tempura de La collina dei papaveri, dallo sformato di aringhe e zucca di Kiki - Consegne a domicilio agli onigiri e manju de La città incantata e tanto altro ancora, in una parata di deliziosi piatti gourmet che puoi cucinare finalmente a casa tua. Scopri tutte le ricette dolci e salate tratte dai film dello Studio Ghibli!
15,00

C'era una volta la showgirl. L'arte della seduzione nelle immagini di un archivio scomparso

di Renato Tomasino

Libro: Copertina morbida

editore: Odoya

anno edizione: 2021

pagine: 688

La showgirl è in Italia la soubrette del Varietà televisivo. La sua storia inizia alla metà degli anni Cinquanta con le prime trasmissioni Rai e termina con la scomparsa del Varietà dopo il primo decennio degli anni Duemila. Questo percorso, che ha visto le protagoniste raggiungere enorme popolarità fino a divenire icone dello star system, è andato incontro al suo esaurimento per diversi motivi: "correttezza" politica, ideologica, etica ed economica. Il libro racconta anche delle varie forme d'arte che hanno concorso all'affermazione della showgirl quali il canto, la danza, la recitazione drammatica e comica, l'imitazione e l'intrattenimento; quasi sempre, però, finalizzate all'esibizione di una personalità carismatica per la sua seduttività femminile verso lo spettatore. La bellezza infatti, per la showgirl, non è un semplice dono di natura ma si compone anche di una laboriosa pratica artistica che si caratterizza anche per look, cosmesi, voce, eloquio e intelligenza. Ma, in questo volume, quel che più conta è il metodo innovativo della narrazione e del resoconto delle varie performance; un racconto che si sviluppa attraverso immagini inedite tratte dagli show in esecuzione live o dal loro backstage, individuate su un'ingente quantità di videoregistrazioni effettuate dagli anni Cinquanta ai nostri giorni. L'arte della showgirl viene dunque analizzata nel suo prodursi sul set e sulla scena attraverso inediti "fermiimmagine" durante show come Un, due, tre, Canzonissima, Studio Uno, Milleluci, Fantastico, Buona Domenica, Domenica In e altri; né mancano immagini "dimenticate" tratte da rotocalchi d'epoca quali Cinema, Festival, Otto, Hollywood, Novella 2000 eccetera .
42,00

Chaplin

di Peter von Bagh

Libro: Copertina morbida

editore: Cineteca di Bologna

anno edizione: 2021

pagine: 560

Che cosa si può dire ancora di Charles S. Chaplin? Quel che ancora si può dire ce lo dice Peter von Bagh, una delle voci più originali della critica cinematografica internazionale, scomparso nel 2014. Questo libro, scritto nei suoi ultimi anni e maturato lungo una vita intera, è stato il naturale punto d'approdo d'una cinefilia colta, libera, ironica e sempre operativa (tra festival, cineteche, università, divulgazione e mestiere di regista). "Chaplin" nasce da una devozione dichiarata e la espone alla luce di un'intelligenza capace di imprevedibili affondi e prodigiose sintesi, secondo uno stile di pensiero critico a cui forse non siamo più abituati. Uno studioso inimitabile si confronta con uno dei cineasti e delle figure più influenti della cultura del Novecento. Il risultato è una lettura dove si fondono sapere storico, vocazione letteraria e ricerca archivistica, dove ogni film risplende in una nuova, personale interpretazione, con speciale attenzione ai primi anni della carriera chapliniana, mai oggetto di una ricognizione così profonda.
25,00

Cinema futuro

di Simone Arcagni

Libro: Copertina morbida

editore: Produzioni Nero

anno edizione: 2021

pagine: 182

Tute aptiche e visori per la realtà aumentata, reti neurali e imaging medico, proiezioni, ologrammi ed esperienze immersive: l'applicazione delle nuove tecnologie è sul punto di stravolgere il linguaggio e la pratica cinematografica, e in "Cinema Futuro" Simone Arcagni analizza come tutte queste tendenze più avveniristiche stiano rimodulando la natura stessa della settima arte. Attraverso la teorizzazione della futurologia del cinema, Arcagni ci conduce attraverso un vero e proprio museo del cinema che sarà, a partire da una approfondita disamina del presente e delle più avanzate forme di sperimentazione nell'ambito del racconto audiovisivo. Tra film scritti e diretti da intelligenze artificiali e derive immersive in cui svaniscono i concetti stessi di inquadratura e attore protagonista, Arcagni ci dimostra come la profezia del padre dei fratelli Lumiere - «Il cinema è un'invenzione senza futuro» - continui a essere contraddetta da tantissimi artisti, linguaggi e pratiche che ancora oggi, e giorno per giorno, continuano a ridisegnare i tratti del cinema a venire.
18,00

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