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Filosofia

Saggezza. Saper vivere ai piedi di un vulcano

di Michel Onfray

Libro: Copertina morbida

editore: PONTE ALLE GRAZIE

anno edizione: 2019

pagine: 545

Dopo l'affresco di "Decadenza", che raccontava l'ascesa e la profonda crisi della nostra civiltà, per Michel Onfray è venuto il momento di delineare un modello positivo a cui ispirare l'esistenza individuale e collettiva: lo trova nei grandi protagonisti dell'antica Roma. Il filosofo francese attinge a piene mani dalla storia romana per darcene un'interpretazione eretica e di buonsenso allo stesso tempo: a differenza della pomposa (e inutile) metafisica dei greci, che vivevano con gli occhi rivolti al cielo delle idee, i romani sono veri e propri maestri di vita, «saggezza» incarnata, dunque filosofia allo stato puro. I greci imbrogliavano con le loro fumose teorie, mentre i romani, che sapevano vivere con i piedi ben piantati a terra, continuano a illuminarci e a spronarci con i loro grandi esempi. I discorsi non valgono nulla se non si trasformano in gesti, azioni, carne - ed è uno spettacolare teatro di corpi quello che allestisce Onfray, di suicidi grandiosi e di combattimenti di gladiatori, di amicizie sublimi e di omicidi che cambiano il corso della Storia. Diviso in tre grandi parti, dedicate rispettivamente a Sé, agli Altri e al Mondo,Saggezza ci esorta a (ri)trovare il romano che è in noi, ovvero la capacità di prenderci cura di noi, della comunità e della natura, e prova a dare una risposta alle domande più difficili: che uso fare del proprio tempo? Come rimanere saldi nel dolore? Si può invecchiare bene? Bisogna generare figli? Come si fa ad addomesticare la paura della morte? Cosa ci insegna la natura?Voce rara e preziosa nei nostri «tempi alla fine del tempo», Onfray ci ricorda che vivere non è fissare gli occhi al cielo, ma proteggere la città e amare più che si può: soprattutto se si sta approssimando una tempesta.
24,90

Heidegger e il suo tempo

di Rüdiger Safranski

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2019

pagine: 575

Unanimemente considerato tra i maggiori filosofi del Novecento, Martin Heidegger, come ha scritto Jacques Derrida, rappresenta anche la maggior «ferita» nella storia della filosofia tedesca. Il «caso Heidegger», le accese e ripetute polemiche intorno alla sua figura e al suo iniziale sostegno al nazismo, ha diviso il mondo culturale e ritardato la comprensione del suo pensiero. Con il proposito di chiudere quella ferita, Riidiger Safranski ripercorre l'intera opera del filosofo di Mess-kirch. Apre così una via inedita, perché se si interpreta il pensiero heideggeriano soltanto dal punto di vista politico, non solo non lo si comprende, ma lo si può addirittura fraintendere. Safranski ha scritto molto più di una biografia: ha descritto un'intera epoca tratteggiando l'articolata costellazione dei pensatori del tempo, da Edmund Husserl a Karl Jaspers, da Karl Löwith a Hans Georg Gadamer, Jean-Paul Sartre, Hannah Arendt, per restituirci integro, al di là del bene e del male, il tormentato percorso esistenziale e creativo di un uomo che, in tutta la sua vita, non si è mai stancato di porre la domanda sulla questione dell'essere, perché «il domandare è la pietà del pensiero».
18,00

La consolazione della filosofia. Testo latino a fronte

di Severino Boezio

Libro: Copertina rigida

editore: Bompiani

anno edizione: 2019

pagine: 576

"La Consolazione della filosofia" è un'opera in prosa e in versi composta dal filosofo Severino Boezio durante la prigionia, fra il 523 e il 525. La Filosofia appare all'autore e lo invita a riflettere sulla vera felicità, senza farsi ingannare dai rovesci della fortuna. L'opera è una sintesi di temi della filosofia antica, riprende Platone e Aristotele, ma anche il pensiero degli Stoici e i Neoplatonici, e li armonizza con la riflessione di Agostino e con suggestivi richiami biblici. La Filosofia dimostra che gli uomini cattivi sono in realtà dei perdenti rispetto a chi segue la virtù: il male è assenza di bene e non-essere, e il saggio si assimila alla divinità, partecipando alla natura del Bene. L'eternità divina è «possesso perfetto e del tutto simultaneo di una vita senza fine», in cui tutti gli eventi contingenti, previsti in un'unica «visione», non sono predeterminati da Dio. Quest'affascinante riflessione di un condannato a morte, capace di trascendere il contingente e di tenere fisso lo sguardo sull'Eterno, avrà un grande successo nel Medioevo e influenzerà profondamente Dante. Il presente volume propone una nuova traduzione condotta sull'edizione critica del 2005.
40,00

Le consolazioni della filosofia

di Alain de Botton

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2019

pagine: 278

La filosofia è inutile se non cura i turbamenti dell'anima così come la medicina che non cura i dolori del corpo. Guidato da questo principio di Epicuro, Alain de Botton ha compiuto un lungo itinerario attraverso la storia della cultura occidentale, fino a riconoscere in sei grandi pensatori della nostra tradizione i compagni di viaggio ideali nel percorso alquanto accidentato e travagliato della nostra esistenza. Socrate, Epicuro, Seneca, Montaigne, Schopenhauer e Nietzsche diventano così, nella lettura che ne viene qui data, personaggi cordiali e comunicativi, figure vive e partecipi della nostra quotidianità.
14,00

Etica del perdono

di Elena Colombetti

Libro: Copertina morbida

editore: VITA E PENSIERO

anno edizione: 2019

pagine: 176

L'identità di ciascuno è attraversata dalle relazioni: alcune istituite dalle nostre scelte e azioni, altre che ci precedono, altre che semplicemente intessono la nostra storia senza che ce lo proponiamo. Il nostro essere esseri in relazione fa sì che anche l'atto libero, che esprime chi siamo, appartenga immediatamente alla pluralità umana, se ne nutra e al tempo stesso vi sia esposta. In queste dinamiche acquista una particolare importanza la questione del perdono che, nel contesto contemporaneo, è stata rimessa teoreticamente in gioco anche a partire dai grandi avvenimenti storici del ventesimo secolo. Il perdono è attraversato da una serie di paradossi: la sua necessità per liberare l'altro e la gratuità della sua realizzazione, la libertà ma anche l'irreversibilità dell'azione umana, l'inescusabilità del misfatto come condizione di possibilità del perdono stesso. Il testo indaga questa figura dell'ethos scandagliando i rapporti tra la colpa e la debolezza, tra il pentimento incapace di assolvere e il perdono in assenza di pentimento, ma anche il ruolo della sensibilità, del risentimento e della malafede, della distinzione tra malfattori e vittime insieme alla comune fragilità dell'umano. Il perdono richiede poi di indagare la struttura temporale dell'esistenza, intrecciando memoria, oblio e apertura al futuro, mantenendo traccia della storia e insieme percorrendo il sentiero di una reciproca liberazione. Proprio in quest'ottica occorre affrontare anche il nesso che intercorre tra perdono e punizione e tra perdono e giustizia, interrogandosi sulla sensatezza etica di un eventuale e paradossale dovere di perdonare. L'itinerario che qui si propone passa attraverso il confronto con alcuni dei più acuti pensatori della contemporaneità quali Jankélévitch, Derrida, Arendt, Ricoeur, Guardini, ma anche con testimoni della storia che hanno riflettuto, con prospettive a volte diametralmente diverse, sul proprio vissuto e su alcuni degli accadimenti tragici del Novecento.
15,00

Tra Gerusalemme e Atene. Scritti sull'ebraismo

di Benjamin Fondane

Libro: Copertina morbida

editore: GIUNTINA

anno edizione: 2019

pagine: 301

Il libro "Tra Gerusalemme e Atene" offre per la prima volta al pubblico italiano una prospettiva d'insieme sul rapporto di Benjamin Fondane con l'ebraismo. Il volume raccoglie gli articoli che il giovane Fondane (Fundoianu) scrisse per alcune riviste ebraiche di lingua romena, oltre a una sezione antologica tratta dalla sua opera francese. Al pari di Kafka, Celan, Sestov e molti altri scrittori ebrei del XX secolo, Fondane tentò di definire il proprio legame con la religione ebraica. Nei libri profetici e nella Cabbalà intravide un'alternativa al pensiero logico-razionale greco. Ma la tradizione ebraica, in cui la collettività prevale sull'esistenza individuale, non poté rappresentare una via percorribile per colui che tentava di liberare Dio dal giogo della Legge e della morale. Né il suo interesse per la Bibbia poteva infine risolversi in un atto di fede capace di dissipare il dramma del vivere. Contro ogni tentativo volto a pacificare il reale, Fondane ravvisò l'incolmabile distanza che separa rivelazione e ragione, vita e sapere, Gerusalemme e Atene.
20,00

Bariona o il gioco del dolore e della speranza. Racconto di Natale per cristiani e non credenti

di Jean-Paul Sartre

Libro: Copertina morbida

editore: Marinotti

anno edizione: 2019

pagine: 130

"Bariona" è un originale racconto scritto e rappresentato da Sartre nel Natale del 1940 per i suoi compagni di prigionia nel campo di Treviri. Sartre ebbe modo allora di conversare a lungo con i preti detenuti, discutendo con sincerità di fede e teologia. È forse alla luce di questa nuova esperienza che Sartre scrisse un testo teatrale sul mistero del Natale. Lo compose in breve tempo, scelse gli attori, assistette a tutte le prove, creò la messa in scena ed i costumi e lui stesso vi partecipò nella parte del Re Magio Baldassarre. La storia ruota intorno alla figura di Bariona (dal curioso soprannome di "figlio del tuono"), capo di un villaggio vicino a Betlemme ed è ambientata nell'epoca in cui la Giudea era oppressa dai Romani e vessata da continue richieste di tributi. Alla visione di Gesù Bambino Bariona abbandona ogni diffidenza verso il Messia e si impegna nella realizzazione del progetto di liberazione del suo popolo. Il testo si offre al lettore come l'immagine di un'esperienza religiosa che raggiunge il suo apice nella descrizione, poetica e pittorica insieme, del rapporto di intimità che lega la Madonna al Bambino, e nel contempo come esperienza politica che, nella chiara allusione alla Francia occupata dai nazisti, vuole creare aggregazione e solidarietà tra i prigionieri, credenti e non credenti, e sollecitarli alla resistenza contro gli invasori. Progetto, questo, assolutamente nuovo e singolare per Sartre, notoriamente riconosciuto come l'esponente di un esistenzialismo ateo; lui stesso non ha esitato a dichiarare di aver avuto sempre un rapporto difficile ed impossibile con Dio. Oggi, la lettura di quest'opera, offre l'occasione di ripensare l'ateismo di Sartre e la sua filosofia dell'esistenza.
16,00

Uomo tragico, uomo biblico. Alle origini dell'antropologia occidentale

di Salvatore Natoli

Libro: Copertina morbida

editore: MORCELLIANA

anno edizione: 2019

pagine: 80

Se «la costellazione Occidente» nasce dal contaminarsi, scontrarsi e comporsi di varie culture, hanno un particolare rilievo in questo processo la civiltà greca e quella giudaica. La visione che i Greci ebbero del mondo - di cui è emblema la vicenda di Edipo - viene qui designata «metafisica del tragico»: di fronte a una natura violenta e crudele, l'uomo è posto nel gioco spietato della vita e della morte e non può che far fronte al suo destino. Cifra del pensiero giudaico - esemplificato nelle figure di Giobbe e Qoèlet - è invece la «teologia del patto», la cui specificità è l'unico Dio con il quale Israele ha stipulato un'alleanza per sempre che richiede l'osservanza della Legge. Natoli confronta uomo tragico e uomo biblico facendone emergere il tratto comune: la consapevolezza della finitudine umana a fronte dell'indomabile.
8,50

Attraverso la storia dell'estetica. Vol. 2: Da Kant a Hegel

di Paolo D'Angelo

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 388

Questo è il secondo tomo di una storia dell'estetica moderna in tre volumi ("Attraverso la storia dell'estetica"), che, iniziata con "Dal Settecento al Romanticismo", si concluderà con "Dalla fine dell'Ottocento a oggi". Non si tratta di una storia di taglio manualistico, che aspiri ad una irraggiungibile completezza, dedicando un pur piccolo spazio a quanti più autori possibile. Al contrario, essa si concentra su poche figure salienti, consacrando loro un'ampia trattazione. In questo volume i protagonisti sono i grandi filosofi tedeschi operanti tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento. Si inizia con Kant, con una lettura genetica della "Critica del Giudizio" che è anche una guida all'interpretazione di quest'opera fondamentale, e si prosegue con un'analisi puntuale dei paragrafi dell'Analitica del Sublime (sempre dalla terza "Critica"). Dopo un rapido richiamo a Schiller, molte pagine sono dedicate all'Estetica di Hegel, ricostruita grazie alle testimonianze dirette relative ai corsi tenuti dal filosofo tra il 1821 e il 1829, e resesi disponibili soltanto negli ultimi anni. Il tema hegeliano della «morte dell'arte» è ripreso nel capitolo dedicato a Carl Gustav Jochmann, un autore ancora poco conosciuto in Italia, mentre il punto di arrivo è rappresentato da un filosofo la cui estetica, pur altamente originale, ha raramente ottenuto l'attenzione che avrebbe meritato: Friedrich Schleiermacher.
26,00

Escatologia occidentale

di Jacob Taubes

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 325

Quale senso può avere la storia dopo l'Apocallisse delle guerre mondiali, la Shoà e Hiroshima? Per rispondere a questa domanda Jacob Taubes ha scelto la prospettiva messianica giudaico-cristiana della fine della storia. Taubes passa in rassegna la storia della coscienza dell'uomo occidentale, a partire da Gesù Cristo attraverso san Paolo, sant'Agostino, Gioacchino da Fiore, Hegel, Marx e Kierkegaard fino a Nietzsche, che chiude senza alcuna possibilità di riapertura questo ciclo «apocalittico». Per questo «apocalittico della rivoluzione» (così si definiva Taubes) che sfida il pensiero del Novecento sia sul versante teologico sia su quello più propriamente filosofico, si tratta di interrogare il percorso della storia in quanto disvelamento della verità, ma usando strumenti al di fuori di essa: il tempo, l'origine, la fine, l'essere. Il destino ultimo si rivela come creazione e redenzione, in mezzo a cui sta la storia che nel suo scorrere è destinata a svelare la verità della coscienza occidentale. Questo libro del 1947 è l'unico testo scritto interamente da Taubes. In esso appaiono quei temi che accompagneranno la sua storia intellettuale e umana.
24,00

L'inferno del politico. Del vuoto, dell'ozio e della non azione

Libro: Copertina morbida

editore: ORTICA EDITRICE

anno edizione: 2019

pagine: 238

Per occultare la sua violenza originaria il Potere si presenta come fenomeno naturale, ed in sostegno a questa menzogna si edifica la struttura psichica dell'«io». Se non vi fosse un «io» da plasmare con onoranze e castighi, si spezzerebbe, fin dalle fondamenta, quel rapporto duale tra il dominatore e il dominato. Perché senza sudditi non si danno padroni. Via suprema è dunque sottrarsi alla truffa del Potere distruggendo gli artifici e le protesi del proprio ego, per liberare l'individuo asservito, ridotto a «mezzo» in vista dei «fini» della Macchina. E questa distruzione si opera attraverso un ritorno alla "vita selvaggia", alla serenità del non-agire persa a causa delle farneticazioni del pensiero che hanno messo il mondo a ferro e fuoco, perché il pensare è diventato volontà raziocinante di «nominare» e di «qualificare», di conoscere ciò che non si potrà mai conoscere, invece di restare quel «chinarsi su ciò che già conosce».
13,00

Filosofia delle relazioni. Il mondo sub specie transformationis

di Laura Candiotto, Giacomo Pezzano

Libro: Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 164

Siamo abituati a vedere intorno a noi oggetti, la cui esistenza sembra la cosa da dare più per assodata. Eppure, le nostre vite sono sempre più immerse in reti di interazioni: che cosa accadrebbe allora, se cominciassimo ad accorgerci che siamo invece innanzitutto circondati da relazioni e processi, prima che da cose e oggetti? È possibile cominciare a guardare al mondo come se fosse percorso da rapporti e trasformazioni? Filosofia delle relazioni offre degli strumenti linguistici e concettuali per comprendere la natura e il funzionamento delle relazioni, elaborando una prospettiva in grado tanto di tenere conto di alcune sollecitazioni provenienti dalla scienza contemporanea, quanto di rendere conto di alcuni aspetti che fanno parte della nostra esperienza, anche se spesso in maniera inavvertita.
18,00

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