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Filosofia

Brevi lezioni di filosofia. Il pensiero e il mondo intorno

di Antonio Rinaldis

Libro: Copertina morbida

editore: DIARKOS

anno edizione: 2019

pagine: 176

La filosofia non è una cosa da relegare alle aule accademiche o da lasciare a "vecchi parrucconi ottocenteschi", ma la possibilità di ripensare il mondo, alla ricerca di una strategia per uscire e dare una risposta agli assilli che ci circondano. L'autore lo fa con un stile rigoroso, ma insieme divulgativo e comprensibile anche per chi non sia un esperto della materia. Se pensiamo alle grandi filosofie antiche, a Platone, ad Aristotele, alla patristica, scopriamo come esse abbiano dato il meglio di sé proprio nei momenti di crisi. Ad esempio, Platone ha dato il meglio di sé nel momento in cui la democrazia ad Atene sembrava crollare, come effettivamente poi accadde. Sant'Agostino ha dato il meglio di sé nella Città di Dio, quando l'impero romano stava per crollare. Hegel diceva che la filosofia nasce al far della sera, al tramonto, quando ormai tutto è accaduto. Sicuramente la filosofia rappresenta l'aurora di un nuovo mondo.
14,00

Studiolo

di Giorgio Agamben

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 136

«Studiolo» si chiamava nei palazzi rinascimentali la piccola stanza in cui il principe si ritirava per meditare o leggere, circondato dai quadri che amava in modo speciale. Questo libro è, per l'autore, una specie di studiolo. Ma non si comprende che cosa significhino per lui le immagini che cerca ogni volta di leggere e di commentare, se non si comprende che in questione non è uno spazio privato, ma innanzitutto un'altra esperienza del tempo, che concerne ciascuno di noi. Benjamin diceva che fra ogni istante del passato e il presente vi è un appuntamento segreto e che se si manca a quest'appuntamento, se non si comprende che le immagini che il passato ci trasmette erano dirette proprio a noi, qui e ora, è la nostra stessa consapevolezza storica che si spezza. La scommessa che tiene insieme le opere raccolte nello studiolo è, infatti, che esse, benché siano state composte in un arco di tempo che va dal 5000 a.C. ad oggi, giungano alla loro leggibilità soltanto ora. Per questo, malgrado l'attenzione ai dettagli e le cautele critiche che caratterizzano il metodo dell'autore, esse ci provocano con una forza e quasi con una violenza a cui non è possibile sottrarsi. Quando comprendiamo perché Dostoevskij teme di perdere la fede davanti al 'Cristo morto' di Holbein, quando la 'Lepre' di Chardin si rivela di colpo ai nostri occhi come una crocifissione o la scultura di Twombly ci mostra che la bellezza non possa in ultimo che cadere, l'opera d'arte è allora strappata dal suo contesto museografico e restituita alla sua quasi preistorica sorgività. E questo e non altro, suggerisce l'autore, è il compito del pensiero.
20,00

Modernità antiliberale. Reazioni romantiche e pensiero politico antisistema nell'Europa di Otto e Novecento

di Nicolò Addario

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 328

Perché l'Europa occidentale continentale rispose alle idee e alle sfide dell'Illuminismo con un contropensiero? Perché questo non accadde nei Paesi anglosassoni? Per comprendere queste differenze, la storia del pensiero politico dell'epoca va filtrata attraverso la distinzione tra Paesi "first comers" e Paesi "second comers", cioè tra quelli in cui il passaggio alla modernità fu un processo spontaneo e quei Paesi continentali in cui esso fu introdotto tramite "rivoluzioni dall'alto", promosse da regimi monarchici autoritari al fine di ottenere quella "potenza" che solo la modernità poteva dare, ma senza le connesse libertà. Il Romanticismo fu infatti una "reazione" prima all'Illuminismo, poi alla modernizzazione che veniva dall'Inghilterra e dalla rivoluzione francese. Da qui scaturirono due movimenti politici antisistema, il comunismo e il fascismo. Ambedue promettevano una società alternativa a quella liberal-democratica, riprendendo in chiave di filosofia della storia tematiche millenaristiche del monoteismo cristiano (l'hegelismo, di sinistra e di destra).
26,00

Tommaso d'Aquino. «De ente et essentia». Selezione di brani e commento

Libro: Copertina morbida

editore: ROGIOSI

anno edizione: 2019

pagine: 78

Primo volume della nuova collana targata Rogiosi editore "Parthenologos", che inaugura un nuovo percorso della casa editrice legato all'universo filosofico, in particolare ai filosofi partenopei o che in terra di Partenope si sono formati, il testo curato da Massimiliano Crocco presenta una selezione di brani tratti dal "De ente et essentia" di , Tommaso d'Aquino - uno dei più grandi pensatori dell'età medievale - con relativo commento. Si parte da un breve racconto dei primi anni napoletani dell'Aquinate, gli anni giovanili, quelli della sua formazione, nei quali - come per ogni adolescente - per lui «Napoli fu maturità e conflitto», come ipotizza il curatore. Ecco quindi le esperienze fatte durante la permanenza nel complesso conventuale di San Domenico Maggiore, lo studio della teologia nella neonata università fondata da Federico II - che ancora oggi porta il suo nome -, la scelta di entrare a far parte dell'ordine domenicano, anch'esso di recente costituzione. Il testo entra nel vivo con la presentazione dei passi scelti del "De ente et essentia" - nella traduzione dal latino di Pasquale Porro - in un percorso attraverso il quale il curatore sceglie di analizzare la costellazione iniziale delle 'immagini concettuali' che Tommaso aveva davanti a sé, soffermandosi in particolare su quanto concerne il mondo dell'uomo e delle esperienze sensibili. La spiegazione tomista degli enti reali e degli enti logici, e quella delle essenze, viene analizzata e commentata da Massimiliano Crocco in un linguaggio che al rigore filosofico unisce una grande ricchezza di esempi 'visivi', consentendogli - come scrive nella Prefazione Luigi Imperato - «di riappropriarsi empaticamente non solo dei pensieri, ma persino dei vissuti del suo autore». Ne emerge una visione nuova e affascinante del pensiero e della figura di Tommaso d'Aquino.
14,00

Lo spirito della casa. Ospitalità, intimità e giustizia

di Silvano Petrosino

Libro: Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 67

«Nell'attraversare quella stanza, nell'aprire quella finestra, nel rigovernare quel letto e quella cucina, il soggetto viene investito da ricordi, sensazioni, sentimenti, e così, senza averlo propriamente deciso, si trova a rivedere, rivivere e ripensare, a immaginare e a fantasticare, come se egli fosse accolto da un flusso di emozioni e parole che gli rivela come quella stanza e quella finestra, quel letto e quella cucina non sono mai stati dei semplici oggetti a sua disposizione o dei meri spazi da occupare, essendo piuttosto il proprio luogo, la "propria casa" senza proprietà».
8,00

Discorso e verità nella Grecia antica

di Michel Foucault

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 161

Chi è colui che può «dire la verità»? E quali rischi corre? Quanto gli può costare il suo «parlar chiaro»? E ancora: qual è il rapporto tra la verità e il potere? Deve coincidere, il dire la verità, con l'esercizio del potere, o deve essere un'attività del tutto indipendente e separata? Verso la fine del V secolo a.C., nella Grecia classica, la verità comincia ad essere percepita come un problema. Anzi, secondo Foucault, la problematizzazione della verità è l'elemento che caratterizza la fine della filosofia presocratica e l'inizio della filosofia così come ancora oggi noi la conosciamo. L'obiettivo dichiarato di queste lezioni, tenute a Berkeley nel 1983, è appunto quello di ricostruire, attraverso la problematizzazione del concetto di verità, «una genealogia dell'atteggiamento critico nella filosofia occidentale». Il metodo seguito è quello dell'analisi filologica. Protagonista di questo seminario foucaultiano è infatti una parola, il termine 'parresia', che connota, nella lingua greca, l'attività di colui che dice la verità. Seguendone il percorso nelle tragedie di Euripide, nei testi «socratici» di Platone, e poi in quelli di Aristotele e Plutarco, Epitteto e Galeno, Foucault restituisce a pieno le tensioni etiche della società greca, e insieme propone la questione centrale del suo metodo di indagine: vi sono momenti, nella storia del pensiero, in cui certe realtà - la verità, la criminalità, la follia, il sesso - diventano «un problema»; è su questi momenti che conviene addensare l'attenzione, è lì che bisogna indagare. In questa edizione le lezioni di Berkeley sono accompagnate in appendice dal testo integrale della conferenza tenuta da Foucault all'Università di Grenoble nel maggio del 1982, in cui si possono rintracciare in forma embrionale i filoni di ricerca che svilupperà nel corso del suo lavoro sulla parresia. Introduzione di Remo Bodei. In appendice il testo della conferenza di Grenoble sulla "Parresia".
16,00

I dialoghi

di Confucio

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 181

"Il Lunyu («Dialoghi», «Conversazioni») è attribuito dalla tradizione ai discepoli di Kong Qiu (Kong Zhongni, Kongzi: 551-479 a.C.), da noi conosciuto col nome latinizzato di Confucius, secondo il modo dei missionari cattolici. Si tratta in realtà di un testo composito, pervenutoci nella redazione del II secolo a.C. (dinastia Han) rivista e commentata dal filosofo Zhu Xi (secolo XII), il grande organizzatore del sistema di pensiero noto in Occidente come neoconfucianesimo, che ha costituito l'ortodossia nella classe dominante dal tardo medioevo alla fine dell'impero. Pur non essendo accredita- bile come opera autentica e integrale dei discepoli di Confucio, il Lunyu resta tuttavia, fra i classici indebitamente a lui attribuiti, quello che in modo più diretto reca le tracce del pensiero del Maestro, e nel quale con più immediatezza è rappresentata anche la sua figura d'uomo." (Dallo scritto di Edoarda Masi)
21,00

La mente allargata. Perché la coscienza e il mondo sono la stessa cosa

di Riccardo Manzotti

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 340

Che cos'è la coscienza? È qualcosa di fisico? E che cos'è la realtà? È qualcosa di esterno, oggettivo, che possiamo davvero conoscere? E come? Dall'antichità a oggi, queste domande perturbanti non hanno smesso di far discutere filosofi e scienziati. Ma le loro risposte si sono sempre basate sul dualismo irriducibile tra mente e realtà, apparenza e mondo fisico, che ha scavato un fossato tra l'uomo e gli oggetti che lo circondano. Così la coscienza umana è diventata un mistero inafferrabile, un fenomeno interiore e soggettivo, e la natura un dato esteriore ed estraneo, come se tra le due esistesse una distanza incolmabile. Riccardo Manzotti rifiuta questa frattura e ci invita a cambiare prospettiva, a ripensare la relazione tra mente e realtà in termini di identità e corrispondenza, superando il pregiudizio secondo cui la nostra esperienza del mondo sarebbe diversa dal mondo di cui facciamo esperienza. Con un approccio che abbraccia corpi e vissuti, ma anche sogni e allucinazioni, in "La mente allargata" Riccardo Manzotti avanza una tesi radicale: che la nostra percezione sia un dato concreto, materiale; che coscienza e mondo, infine, coincidano. Con "La mente allargata" possiamo non solo capire come funziona la nostra mente, ma anche vedere la nostra esistenza sotto una nuova luce, e scoprire che non c'è alcun baratro a separarci dall'universo, che non siamo né scissi dentro di noi né divisi da ciò che ci circonda. Anzi, possiamo finalmente affermare «io sono il mondo».
25,00

Il male radicale. Genocidio, Olocausto e terrore totalitario

di Ágnes Heller

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2019

pagine: 89

«Il male radicale ha celebrato la sua più grande vittoria nel Ventesimo secolo». Nei saggi raccolti in questo volume Agnes Heller analizza il tema dal punto di vista storico e letterario e offre una profonda riflessione sul paradossale rapporto fra Olocausto e modernità. Il mondo moderno ha infatti fornito al male le condizioni necessarie alla sua estensione planetaria. L'ideologia, le nuove tecnologie e il pensiero strumentale hanno reso lo sterminio di massa una questione di efficienza e freddo calcolo. Allo stesso tempo però, la modernità ci ha consegnato anche l'antidoto a tutto questo: le idee di tolleranza, libertà e uguaglianza, e i diritti umani, la cui difesa può impedire al male di vincere ancora. Introduzione di Marco Carassai.
13,50

Una segreta complicità. Lettere 1933-1983

di Emil M. Cioran, Mircea Eliade

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2019

pagine: 300

Nella fotografia riprodotta sulla copertina di questo libro, che ritrae Mircea Eliade e Cioran insieme a Parigi, negli anni Settanta, colpisce il contrasto tra le due fisionomie. Un contrasto che sembra rispecchiare la distanza che umanamente e intellettualmente separava i due grandi romeni: il fecondo e ammirato studioso, in grado di maneggiare con scioltezza le concezioni religiose di tutte le culture; e il sulfureo flâneur del pensiero, l'antiaccademico ancorato a poche e lancinanti ossessioni. Da subito, del resto, non erano mancati gli scontri visto che, all'inizio degli anni Trenta, Eliade aveva attaccato Cioran per via della sua tanatologia, che gli faceva prediligere le tenebre e la negazione alla luce e alla creazione; e Cioran, da parte sua, aveva demolito Eliade in un articolo che sin dal titolo aveva tutto il sapore di una sentenza inappellabile: "L'uomo senza destino". Ma, dietro le divergenze, si celava anche un'intesa, una complicità che alimentò una fervida, inossidabile amicizia, come testimonia questo volume in cui sono raccolte le lettere che i due si scrissero nell'arco di un cinquantennio, scambiando riflessioni, pareri letterari, impressioni di viaggio, osservazioni politiche, ricordi. Lettere a volte accese da vampate di humour, non senza contraddizioni e paradossi - ma sempre contrassegnate da quella sincerità che spingeva Cioran a confessare: «Benché io provi per te un'infinita e non smentita simpatia, a volte sento il desiderio di attaccarti, senza argomenti, senza prove e senza idee. Ogniqualvolta ho avuto l'occasione di scrivere qualcosa contro di te, il mio affetto è aumentato».
22,00

Una difesa del vegetarianismo e altri saggi

di Henry S. Salt

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2019

pagine: 88

Perché diventare vegetariani? Quali sono i principali vantaggi di questo regime alimentare? E, soprattutto, come rispondere alle tante critiche dei suoi oppositori? In questa raccolta di saggi pubblicata nel 1886, l'attivista e pioniere dei diritti animali Henry S. Salt affronta queste e altre domande con il suo stringente rigore logico, la sua vasta cultura letteraria e il suo tipico humour inglese. Diffuso dalla Vegetarian Society di Manchester in circoli e ristoranti fedeli alla causa, "Una difesa del vegetarianismo" fu uno dei primi testi a trattare in maniera specifica la questione della "riforma alimentare", e fu anche un libro destinato a giocare un ruolo importante nella formazione di Mohandas Karamchand Gandhi, che - ancora studente di Legge nella Londra di fine Ottocento - lo lesse quasi per caso rimanendone folgorato, tanto da abbracciare il vegetarianismo non più come un semplice obbligo religioso, ma come un'improrogabile scelta etica.
13,50

La fuga davanti a Dio

di Max Picard

Libro: Copertina rigida

editore: VITA E PENSIERO

anno edizione: 2019

pagine: 150

L'individuo deve ricrearsi la fede con un atto di decisione; perché la fuga, non più la fede, esiste oggi come mondo oggettivo. La fuga davanti a Dio è un pamphlet scritto nel 1934, in piena epoca nazista. In un clima storico in cui si assiste all'affermarsi dell'industrialismo e del dominio tecnologico della macchina, del culto futuristico della velocità, al disfarsi dei legami sociali, alle mattanze dei totalitarismi e delle guerre mondiali, Picard descrive la fuga dell'umanità dalla divinità, dal fondamento dell'essere, dal paradigma stesso dell'esistenza. La sua diagnosi è netta: «Nel mondo della fuga l'uomo non esiste come singolo essere delimitato, ma come coacervo di sensazioni, volontà e azioni continuamente mutevoli». La critica di Picard risuona oggi lungimirante e visionaria. La sua analisi della mobilità inesausta, dell'accelerazione della vita e del continuo cambiamento dei rapporti tra gli esseri umani individua problematiche sollevate da filosofi come Morin, Baudrillard, Virilio, Debord. La sua descrizione del dissolvimento dell'oggettività e dell'avvento di una realtà virtuale e fantasmagorica costituita da grumi di materiali informativi fluttuanti in un continuum di immagini, ci ricorda la società liquida di Bauman e il dominio planetario della rete. La lezione di Picard oggi assume un valore particolare in riferimento al cuore stesso delle sue riflessioni: ricentrare l'essere umano intorno ad alcuni nuclei essenziali e imprescindibili, per riconoscere il mondo come donazione, ma anche per riaffermare le ragioni neglette di un principio di umanità da opporre alle forze omologanti che oggi sembrano imporsi su scala planetaria. Come scrive Hermann Hesse nel testo che lo accompagna: «Molte sono le ragioni che rendono importante questo libro... È un'opera spaventosa e confortante allo stesso tempo, ma lasciamo che il libro parli da sé. Prefazione di Jean-Luc Egger.
15,00

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