Libri Filosofia: Novità e Ultime Uscite

Filosofia

Necessità di poesia

di Paul Valéry

Libro: Copertina morbida

editore: Spider & Fish

anno edizione: 2021

pagine: 112

Gli scritti di Paul Valéry che proponiamo in questa raccolta evidenziano l'inquietudine che i tempi attuali impongono alla riflessione, il bisogno della poesia come bisogno del bello, il ruolo della letteratura nella formazione, come diritto a prendere coscienza della propria mente e della mentalità collettiva in cui si è immersi. Italo Calvino, nelle sue Lezioni americane, descrive Paul Valéry come «la personalità del nostro secolo che meglio ha definito la poesia come una tensione verso l'esattezza, soprattutto nella sua opera di critico e di saggista nella quale la poetica dell'esattezza è rintracciabile in una linea che da Mallarmé risale a Baudelaire e da Baudelaire a Edgar Allan Poe.» In questa raccolta di brevi saggi che per la prima volta sono presentati al lettore italiano, è descritta questa tensione verso l'esattezza che dall'evento mentale originario porta al componimento poetico e così facendo rischiara e risveglia la mente di coloro che si dedicano all'esplorazione di quell'«impero nascosto».
10,00

Breve storia dell'infinito

di Paolo Zellini

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2021

pagine: 265

«C'è un concetto che corrompe e altera tutti gli altri. Non parlo del Male, il cui limitato impero è l'Etica; parlo dell'Infinito», così ha scritto J.L. Borges - e le sue parole stanno sulla soglia di questo libro, dove un matematico ha provato a ripercorrere, con eleganza, penetrazione e perspicuità, le vicende di questa categoria temibile, dalle origini greche sino alla ormai cronica «crisi dei fondamenti» del pensiero scientifico. Prima parola occidentale per designare l'infinito è l'ápeiron, il «senza limiti», quale appare già in Anassimandro. Ma l'infinito greco, dai Presocratici alla sistemazione aristotelica, proprio in quanto lo si riteneva un principio «divino, immortale e indistruttibile», viene maneggiato con estrema cautela nei procedimenti del pensiero discorsivo. E si tratterà sempre, allora, di un infinito potenziale, concepito nel segno della «negazione» e della «privazione» (la stéresis di Aristotele). La contesa tra il finito e l'infinito appariva dunque come una delle forme della contesa ultima fra tutte: quella fra l'Uno e il Molteplice. Il numero, sinonimo di misura e armonia, valeva in essa da misterioso punto di mediazione fra il limite e l'illimitato. Dalla Grecia antica a oggi la sequenza delle metamorfosi dell'infinito sarà vertiginosa. Lo svilupparsi della matematica vi s'intreccia con radicali mutamenti nel modo di concepire la realtà cosmica e mentale dell'infinito. A poco a poco vedremo delinearsi quella che è la grande attrazione e tentazione del pensiero occidentale: l'infinito attuale, che i Greci avevano schivato e ora viene ad assumere un ruolo sempre più centrale. Nell'ultimo, bruciante tratto di questa storia, che va da Leibniz a Bolzano e a Cantor, assisteremo a sempre rinnovati tentativi di «indicare in modo esplicito l'infinito con 'qualcosa'», finché questo 'qualcosa' si rivelerà «suscettibile per di più di essere manipolato come segno tangibile della meccanica algebrica». Una soggiogante realtà cosmica si tramuta così in un esile segno sulla carta. Ma una volta giunti, con la teoria cantoriana del transfinito, alla fioritura di una specie inaudita della matematica, cominceranno immediatamente ad aprirsi le falle insidiose dei paradossi e delle antinomie, che metteranno in crisi i fondamenti stessi della scienza. Da questa crisi, in cui siamo ancora immersi, discenderanno le più rilevanti scoperte epistemologiche del nostro tempo. Zellini ha saputo raccontare queste trascinanti vicissitudini del pensiero unendo il rigore alla duttilità: ha seguito passo per passo l'evoluzione tecnica della nozione matematica di infinito e al tempo stesso l'ha riavvolta in quelle ricche speculazioni mitiche, teologiche, letterarie che da sempre l'hanno accompagnata. Così, in controcanto ai testi dei grandi matematici, incontreremo quelli di Musil e di Simone Weil, di san Tommaso e di Boezio, di Broch e di Florenskij. Dalla sconvolgente scoperta pitagorica dei numeri irrazionali allo horror infiniti che serpeggia in tutta l'antichità, dalle ardite teorizzazioni medioevali alla furia mistica di Bruno e di Cusano, dalle innovazioni scandalose (e fondatrici in rapporto alla scienza moderna) di Cartesio e di Leibniz sino all'abbagliante «paradiso» di Cantor (e alla subitanea cacciata da quel paradiso con la scoperta delle antinomie) e alle suggestioni attuali dell'«infinito aperto»: disparati, sorprendenti e nettamente disegnati sono i paesaggi speculativi che questo libro ci lascia attraversare. E Zellini ci farà da guida ogni volta con lucidità e passione, quasi fosse un odierno rappresentante di quel «Segretariato Terreno della Precisione e dell'Anima» che proponeva Ulrich nell'Uomo senza qualità.
13,00

L'indecisionista. Carl Schmitt oltre l'eccezione

di Mariano Croce, Andrea Salvatore

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 173

Carl Schmitt è forse la figura intellettuale più controversa del Novecento, il cui spettro torna immancabilmente a palesarsi ogniqualvolta gli ordinamenti costituzionali vengano messi sotto pressione e pongano limiti alle libertà fondamentali da essi stessi sancite. Campi di prigionia, populismi d'ogni colore, decretazione d'urgenza, misure restrittive a fronte di un'emergenza pandemica e molti altri esempi recenti di provvedimenti che limitano i diritti di libertà: ad ogni minimo cedimento degli Stati democratici, si invoca Schmitt come nume tutelare o ispiratore dannato. Ma questo uso del pensiero schmittiano è davvero fedele alla teoria del giurista tedesco? L'indecisionista offre una risposta netta, ed è un no. Al di là delle letture sclerotizzate che schiacciano Schmitt sulla triade eccezione, decisione e opposizione amico-nemico, il libro mostra come egli abbia sostenuto il "decisionismo eccezionalista" per un periodo assai breve, circoscritto ai primi anni Venti, e come presto vi pose mano per emendarne le debolezze. La teoria istituzionalista schmittiana - conservatrice, certo, e con chiare punte di illiberalità - mostra ben più e meglio del decisionismo eccezionalista come il cuore della politica, per il giurista tedesco, non stia nella creazione di condizioni emergenziali, ma nella selezione dei modelli e delle pratiche su cui si impernia la normalità della vita di tutti i giorni.
18,00

La città, alba dell'Occidente. Saggio su Max Weber

di Michele Basso

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 125

Weber ha definito la città medievale quale «fattore massimamente decisivo» della genesi dello Stato e del capitalismo. Il volume attraversa e ricostruisce le ragioni di fondo di tale genealogia, affrontando tre luoghi cruciali della produzione weberiana, tra loro connessi: il primo è la tesi di dottorato "Storia delle società commerciali nel Medioevo", dove il giovane studioso si sofferma sulla nascita delle forme di impresa commerciale nelle città medievali, in particolare italiane. Segue l'ampio frammento "La città", in cui Weber analizza la rinascita del mercato, primario luogo di aggregazione, e lo sviluppo, tipicamente occidentale, di un diritto alla cittadinanza. Infine si ripercorrono alcuni passaggi di "Economia e società", dove le tematiche già affrontate nei due testi precedenti vengono intrecciate con la questione della migrazione verso le città americane e tedesche dei lavoratori ostelbici a fine Ottocento. Weber mette in evidenza come in questo contesto la città abbia perso la sua autonomia per diventare un nodo funzionale di due comunità che essa ha contribuito a generare, ma che ormai la sovrastano: lo Stato e il mercato.
18,00

La democrazia allo specchio. Tocqueville e Marx

Libro: Copertina morbida

editore: Scuola Normale Superiore

anno edizione: 2021

pagine: 304

Quando si parla di democrazia uno dei primi nomi che viene in mente è quello di Alexis de Tocqueville, autore della "Democrazia in America". Un grande classico, capace come tutti i classici di proiettarsi oltre il proprio tempo storico e di parlare anche a noi - naturalmente se gli vengono rivolte domande che incrociano il filo profondo della sua riflessione filosofica, etico-politica, religiosa. È il caso dei saggi raccolti in questo volume: opera di giovani studiosi formatisi alla Scuola Normale Superiore, essi - estendendo l'analisi a un pensatore come Karl Marx - mettono alla prova la meditazione di Tocqueville muovendo dai problemi del nostro tempo. In modo particolare si interrogano sulla crisi della democrazia che lo caratterizza, su cui Tocqueville aveva già fatto osservazioni così fulminanti da spingere alcuni a parlarne addirittura come di una sorta di 'profeta'.
28,00
18,00

Critica della ragion pratica

di Immanuel Kant

Libro: Copertina morbida

editore: RUSCONI LIBRI

anno edizione: 2021

pagine: 304

La "Critica della ragion pratica", pubblicata nel 1788, è la seconda opera critica di Kant e la seconda opera di etica dopo la Fondazione della metafisica dei costumi del 1785. Fin dalla prefazione Kant ritiene di dover giustificare il titolo dell'opera, preoccupandosi di spiegare perché ha scelto di intitolarla "Critica della ragion pratica". Ciò che Kant ritiene di dover giustificare non è l'uso del termine critica, ma è la parte del titolo che specifica l'oggetto dell'esame critico: sarebbe infatti naturale attendersi che esso fosse stabilito in parallelo a quello della prima Critica. Se quest'ultima si era concentrata sulla ragion pura teoretica, è naturale attendersi che ad essere ora sottoposta ad esame sia la ragion pura nel suo uso pratico, e che pertanto l'opera si intitoli Critica della ragion pura pratica. Invece nel determinare la scelta del titolo prevale il riconoscimento che in ambito pratico s'impone un'inversione del compito critico quanto al suo versante negativo. Mentre infatti in sede teoretica il lavoro critico era pervenuto a negare le pretese della ragion pura di varcare i limiti dell'esperienza, in sede pratica il lavoro critico contesta alla ragion pratica empiricamente condizionata la pretesa di essere la sola a dirigere la nostra condotta.
12,00

Ritrovare Dio. Scritti sulla religione

di Giovanni Gentile

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Mediterranee

anno edizione: 2021

pagine: 240

Giovanni Gentile, formatosi in ambiente cattolico, non rinnegò mai la religione, ma cercò di andare oltre una mera accettazione formale dei suoi principi: la sua concezione speculativa fu l'estremo tentativo di far rientrare la confessione religiosa nella filosofia. La Chiesa, tuttavia, estremamente attenta all'ortodossia, ritenne irrimediabilmente erronea la filosofia idealista, tanto che, nel 1934, l'opera ommia di Gentile fu messa all'Indice dei Libri proibiti. Questo libro è un commento degli scritti gentiliani sul tema della religione e si articola in tre sezioni. La prima parte del volume (La religione nell'attualismo) raccoglie gli scritti di Gentile, tratti dalle sue opere teoretiche, intorno al suo modo di concepire la religiosità. La seconda parte (Il significato del cristianesimo) propone i testi di Gentile intorno al suo rapporto con il cristianesimo. In essa, oltre a testi chiaramente esplicativi, sia pure in chiave teoretica, sono presenti articoli che testimoniano il conflitto con pensatori cattolici ortodossi, soprattutto dopo il Concordato del 1929. Nella terza parte (Tra Occidente e Oriente), invece, i lettori potranno trovare le pagine di Gentile che trattano argomenti e pensatori cristiani e non cristiani, con particolare attenzione alle sue riflessioni sul mondo greco classico e su quello orientale. Filosofi come Gentile non si sono fermati all'accettazione di una realtà rivelata che richiama un'origine remota della creazione o della realizzazione del mondo e dei viventi, ma hanno cercato la verità ultima di là dalle credenze religiose, senza peraltro ignorarle. Il libro Ritrovare Dio Scritti sulla Religione, ideato da Hervé Cavallera, curatore delle opere complete di Gentile, delinea la posizione del filosofo idealista di fronte alla fede nelle sue varie declinazioni.
17,50

Psyché. Invenzioni dell'altro. Vol. 2

di Jacques Derrida

Libro: Copertina morbida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2021

pagine: 384

Il termine "decostruzione", solitamente associato all'opera di Jacques Derrida, è forse uno dei più equivocati della filosofia del Novecento, e sembra ancora lontano il tempo in cui si giungerà a una piena comprensione di quanto abbia prodotto e produca ben al di là delle semplificanti formule a cui lo si è spesso ridotto. In questo secondo volume di "Psyché. Invenzioni dell'altro" è possibile verificare in che senso la decostruzione non è né un'analisi né una critica tecnicamente intese come scomposizioni padroneggiabili, ma un esercizio del pensiero che si produce come lettura esigente e rigorosa, capace di svelare le domande e le genealogie insospettate o nascoste che hanno strutturato e legittimato la tradizione filosofica occidentale. I saggi qui radunati - inaugurati dall'ormai famosa (ma non per questo conosciuta) "Lettera a un amico giapponese" - interrogano Heidegger, Kant, Michel de Certeau e attraversano campi del sapere quali l'architettura, la storia, la teologia, il diritto e la politica, imponendo a ciascuno la radicale presa in carico dei non sempre dichiarati o consapevoli moventi epistemologici, politici, culturali che innervano i loro gesti e le loro procedure.
30,00

Stoicismo. Esercizi spirituali per un anno

di Massimo Pigliucci, Gregory Lopez

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2021

pagine: 384

Sopraffatti dallo stress? Agitati prima di un esame? Sconvolti dalle pene d'amore? La guida per superare le piccole e grandi difficoltà della vita. Con stoicismo. Vogliamo dimagrire, ricevere un aumento, essere apprezzati da chi ci sta intorno. Ma spesso - a chi non è capitato? - accade esattamente ciò che non vogliamo che accada, dalle piccole seccature di tutti i giorni ai problemi più gravi. E se invece il segreto della felicità fosse desiderare solo ciò che è sotto il nostro completo controllo? Con questa guida filosofica, Massimo Pigliucci e Gregory Lopez ci insegnano come far fronte allo stress, all'ansia e alle preoccupazioni della nostra vita di oggi rimandando alla pratica e alla saggezza dello stoicismo, l'antica scuola di Seneca e Marco Aurelio. Impareremo così a fare un passo indietro, guardare le cose da una nuova prospettiva e far fruttare ciò che abbiamo, traendo beneficio da ogni situazione per imparare, finalmente, come essere felici.
14,00

La memoria dell'amore. Sull'imparare le cose che non si possono insegnare

di Giuseppe Ferraro

Libro: Copertina morbida

editore: Chiarelettere

anno edizione: 2020

pagine: 208

La memoria è la stanza dei sentimenti. È fatta di nostalgia e desiderio, procede per salti e voli. Le parole che l'arredano colpiscono e sorprendono con la perentorietà del vissuto di chi porta un'esperienza da condividere. Se non riusciamo a trovare le parole è perché non viviamo i sentimenti, quindi nemmeno li ricordiamo. Una memoria senza ricordi. Non bastano i database che ci fanno ricordare tutto ma non quello che abbiamo sentito dentro, come vissuto. Siamo lontani dal saggio "filosofico" argomentato secondo una sintassi rigida e conosciuta, secondo un sistema di pensiero chiuso. Qui no. Le parole escono fuori dagli schemi e vanno da sole come tante frecce, ognuna delle quali ne contiene molte altre, svelando e rivelando sensi presenti e inattesi. Il testo che le raccoglie può sembrare un cruciverba senza schema, ma nel suo avanzare c'è un metodo rigoroso, che consente di fissare la memoria dell'amore da moltissime angolazioni. "Bisogna restituire l'amore alla vita e la vita all'amore" è l'affermazione più rivoluzionaria che si possa fare. Un libro sovversivo. Diversi sono i riferimenti al carcere, alla scuola, al quotidiano. In nessun altro testo di filosofia la vita entra così tanto dentro le parole e l'amore ci arriva in tutta la sua urgenza. Perché l'amore non si ripete ma ritorna, basta riconoscerlo. Affinché l'altro non sia soltanto un pericolo di contagio, ma un'offerta d'amore da cogliere in tutta la sua bellezza.
15,00

Sofocle. L'abisso di Edipo

di Giulio Guidorizzi

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 168

L'Edipo re di Sofocle: il capolavoro tragico che nel corso del tempo è stato decisivo punto di riferimento per pensatori come Aristotele e Freud. La storia è nota: Edipo, re di Tebe, deve trovare e punire l'assassino di Laio, il vecchio sovrano, perché solo così la città sarà liberata dalla pestilenza. La verità da conoscere è lì, evidente, eppure nessuno la vede. È questo silenzio, questa rimozione collettiva, che affascina il lettore. E anche l'angosciosa ricerca del protagonista, che ha il coraggio di guardare dentro sé stesso e i propri segreti. Alla fine il giallo si scioglie: è lui il colpevole, ha ucciso Laio senza saperlo suo padre, per poi sposarne la vedova Giocasta, sua madre. La vicenda di Edipo si eleva così a parabola della fragilità umana, dell'azione cieca del destino, del dolore e della tragicità del conoscere. Voi che abitate Tebe, la mia patria, guardate Edipo che risolse l'enigma famoso e fu l'uomo più potente, invidiato da tutti i cittadini: guardate in quale abisso di sventura è precipitato. Perciò non chiamate felice nessuno che attende il suo ultimo giorno, prima di aver visto se attraversa il confine della vita senza aver provato dolori.
14,00

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