Libri Letteratura: storia e critica: Novità e Ultime Uscite | P. 8

Letteratura: storia e critica

Riso alla greca. Aristofane o la fabbrica del comico

di Umberto Albini

Libro: Copertina morbida

editore: Cue Press

anno edizione: 2022

pagine: 114

Alle origini del comico c'è Aristofane. Le indagini dei critici e degli studiosi hanno illuminato molti aspetti della sua opera, da quelli letterari e filosofici a quelli politici, sociali e di costume. Hanno però prestato scarsa attenzione agli accorgimenti spettacolari, alle soluzioni comiche, alle eterogenee invenzioni verbali che hanno fatto delle commedie dell'artista ateniese un'irresistibile fonte di riso. Coniugando il rigore critico e la conoscenza dei meccanismi del teatro antico e moderno, Umberto Albini individua nei lavori di Aristofane il linguaggio e le strutture sceniche adottate per divertire un pubblico esigente e quanto mai vario, ricostruendo un esauriente ritratto della sua opera e dei suoi stilemi.
24,99

Umberto Saba, i corpi e le scritture. Esercizi e collaudi di filologia sportiva

di Alberto Brambilla

Libro: Copertina morbida

editore: Biblohaus

anno edizione: 2022

pagine: 168

"Con Saba i conti non sono mai veramente chiusi. Sembra di aver messo a fuoco la lettura di un testo, di avergli carpito un segreto nascosto e poi si viene a scoprire qualcosa di controverso, un nuovo filo di cui non ci si era accorti prima e che sembra importante dipanare [...]. Il sentiero su cui Brambilla ci conduce ci svela appieno quello che veramente conta: ovvero il clima sociale e politico, l'aura culturale in cui Saba si avvicinò al calcio e ne rimase, sia pure temporaneamente, abbagliato fino al punto di coniugare per primo poesia e football." (dalla prefazione di Stefano Carrai)
15,00

Per Michele Barbi

di AA.VV.?

Libro: Copertina morbida

editore: Salerno

anno edizione: 2022

pagine: 320

La conclusione dell'annata XLV (2020) di «Filologia e Critica» coincide con due eventi di particolare rilievo per le lettere italiane e per gli studi danteschi: cade infatti in prossimità del Settecentenario della morte di Dante (2021) e dell'ottantennale della morte di Michele Barbi (18671941), che degli studi danteschi fu alfiere e organizzatore impareggiabile (a lui si deve infatti il varo della cosiddetta "edizione del Centenario" di tutte Le Opere di Dante, pubblicata nel 1921, per il sesto centenario della morte del Poeta, nonché, appena ventiquattrenne, la selezione e messa a fuoco dei 396 loci critici della Divina Commedia che costituiranno poi un punto di riferimento importante per tutti i successivi tentativi di edizione criticamente riveduta del poema). È sembrato dunque che nessuno meglio del maestro pistoiese potesse degnamente figurare nel volume della rivista conclusivo del quinquennio che, per prassi ormai pluridecennale, ne scandisce il compimento. Barbi - punto di riferimento costante di «Filologia e Critica» nel suo ormai quasi semisecolare percorso - è incontestabilmente colui che per primo ha messo ordine nella caotica tradizione delle opere di Dante, ne ha studiato i problemi e ha trovato e praticato le soluzioni, in parte attuandole lui stesso, in parte lasciando ai posteri indicazioni sicure sulle vie da seguire per risolverli. È quindi parso quasi inevitabile cogliere l'occasione per unire alla celebrazione del Sommo Poeta, che si articolerà in varie sedi e diversi modi nel corso del 2021, un appropriato ricordo di chi piú di ogni altro ne ha sentito e illustrato la poesia. Ma Barbi non è stato soltanto l'illuminato cultore di Dante e della sua opera: i suoi interessi, rivolti alla letteratura italiana in tutte le sue declinazioni, si sono poi soffermati in particolare su Manzoni (l'altro grande polo della sua attenzione criticofilologica, con specifico riguardo al testo dei Promessi Sposi) e sulla poesia popolare italiana, oggetto dei suoi primi studi, amato e riguardato fino all'ultimo, tanto che ancora nel 1939 si augurava si procedesse presto a una rigorosa sistemazione del canto popolare italiano su precise basi storiche e scientifiche. Completano il volume gli Indici analitici dell'ultimo quinquennio (20162020).
58,00

La cazzaria. Manoscritto K: da una copia ottocentesca dell'Edizione di Napoli (1530 ca.)

di Antonio Vignali

Libro: Copertina morbida

editore: Cesati

anno edizione: 2022

pagine: 170

Antonio Vignali, l'autore della Cazzaria nacque a Siena nel 1501 e morì a Milano nel 1559. Fu tra i fondatori dell'Accademia degli Intronati tra il 1525 e il 1527 con il nome di Arsiccio Intronato. La Cazzaria venne scritta nel 1526 e pubblicata a stampa nel 1531 a Venezia. L'opera del Vignale è un testo in cui si intrecciano stili e mode del suo tempo. Vi è la parte oscena e goliardica, ampiamente sfruttata da altri, fra cui l'Aretino (di gran lunga superiore a tutti per la capacità pirotecnica di manipolare la lingua); è l'inizio dell'accusa verso il maggior tabù della chiesa in nome della libertà individuale che porterà all'illuminismo con la letteratura libertina in Francia. Antonio Vignale ci dà un'immagine di come due uomini del suo tempo si intrattengono su questioni sessuali (l'opera è in forma di dialogo), mentre colui che sa è orgoglioso di poter insegnare ad uno che non sa con dovizia di particolari. Nella Cazzaria ci è dato misurare la rimozione che la sessualità ha sofferto in cinque secoli. Quanto era potente allora il significato dell'omosessualità! Pruriginosa o coraggiosa l'opera? Vi è la parte coraggiosa e nuova del Vignale che prende posizione a favore del sesso anale, sia con la donna che fra uomini, in modo quasi didattico. Persino la sua "spalla" nel dialogo, viene chiamato con il nome di Sodo! Sesso, intrighi, potere, politica Cinquecento anni fa. Allora come oggi è questo il mix di un successo letterario? Il testo, spesso dimenticato appare oggi in edizione originale con appunti critici dello studioso Alfie Fabian.
18,00

La sconfitta della ragione. Leonardo Sciascia e la giustizia penale

di Ennio Amodio, Elena Maria Catalano

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2022

pagine: 224

Che cos'è l'amministrazione della giustizia penale per Sciascia? Cos'è un'indagine, una prova, un indizio? Un giudice, un avvocato, un inquirente, un poliziotto, un imputato? Che cos'è una pena? Questo libro è un'analisi compiuta con gli «occhiali del giurista», condotta da professionisti del diritto che hanno una passione per il grande scrittore accompagnata da una totale conoscenza. Essi introducono chi segue il loro percorso ai romanzi e ai racconti, e a tutti gli scritti sparsi, come dentro a un coerente universo giuridico. E questo, grazie - premettono gli autori - a una «scoperta». «Sciascia non è l'algido osservatore del lavoro di poliziotti e giudici», «è un cultore del vero giudiziario», non descrive semplicemente casi gialli, realtà vissuta e archivi sono i due pilastri della sua conoscenza; «egli si affida ben poco alla immaginazione narrativa. Sfoglia dossier polizieschi, fascicoli processuali e carte di archivio». Un'immersione profonda che porta alla radice più interessante della sua idea di diritto (che dà forma al capitolo forse più originale e rivelatore di tutto il saggio). La critica contro il «misticismo giudiziario», quell'idea di giustizia come di cosa esistente separata e superiore agli umani che l'hanno prodotta e la producono, un feticcio e un sacerdozio. Al contrario «chi applica le norme non è un essere inanimato». «Nessuno - diceva il grande scrittore - si può considerare estraneo e profano rispetto all'amministrazione della giustizia». Gli autori definiscono questo con la formula felice di «Illuminismo ben temperato». Che conduce a una conclusione interpretativa sorprendente: «Ci vuole anche, per rendere vera giustizia, la "scienza del cuore umano", un supporto che vale quanto la "scienza dei codici"». Così come i viaggiatori stranieri in una terra arcinota a chi vi abita - osserva Gianni Puglisi nella Prefazione -, questo libro coglie aspetti che nessuno aveva visto, della teoria sciasciana di una giustizia. Prefazione di Gianni Puglisi.
20,00

Il milite ignoto e i militi ignari

di Matteo Saccone

Libro: Copertina morbida

editore: CartaCanta

anno edizione: 2022

pagine: 320

L'ultimo caduto italiano nella Grande Guerra fu Augusto Piersanti, 21 anni, stroncato da una mitragliatrice quel 4 novembre alle 14.40, pochi minuti prima che scoccasse l'armistizio, mentre cercava di strappare agli austriaci la località Paradiso, un nome beffardamente tragico, ad est del Tagliamento. Ad Augusto Piersanti fu conferita postuma una medaglia d'argento al valore militare e persino D'Annunzio, alla vigilia dell'impresa di Fiume, lo ricordò in un discorso. La Prima Guerra mondiale è stata l'incubatrice di una condizione abissale in cui l'uomo, connotato dal proprio linguaggio, non ne avrebbe più avuto uno adeguato, efficace e verosimile per restituire le proprie esperienze più tragiche. A cent'anni dalla traslazione della salma del Milite Ignoto italiano al Vittoriano in Roma, serve una riflessione profonda sulle dinamiche attraverso le quali la politica, la letteratura, l'arte e la cinematografia hanno raccontato, nel corso degli anni, la descrizione e la sublimazione della morte nella Grande Guerra.
14,50

Pier Paolo poeta. Le poesie di Pasolini

di Giorgio Manacorda

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2022

pagine: 276

«Se c'è un autore che sembra vicinissimo, ancora presente nella cultura italiana o, meglio, nell'immaginario degli italiani vagamente acculturati, è Pasolini. Ma di quale Pasolini si tratta? L'immagine di Pasolini che sembra Pasolini, è Pasolini? Possibile che la sua poesia non stia più in piedi, possibile che faccia la fine di D'Annunzio, di un poeta che è un poeta, ma la cui produzione, il cui modo d'essere e di pensare, sono talmente espressione del suo tempo (del gusto del suo tempo), che con la sua epoca svanisce anche lui, relegato in un passato dal quale si salvano solo una manciata di poesie? Se le cose stanno così, ed è molto probabile che così stiano, esiste la sua "Pioggia nel pineto"? Le sue poesie bastano a sé stesse? Sono eterne, bucano il tempo come Petrarca e Leopardi, o sono "dannunziane"? Spogliato di tutto, il poeta Pasolini esiste?».
20,00

Il mio Dante. La «Divina Commedia» tra poesia e scienza

di Edoardo Boncinelli

Libro: Copertina morbida

editore: Book Time

anno edizione: 2022

pagine: 84

Tanto la grande poesia quanto la scienza si appoggiano da un lato sull'unicità e l'eccezione e dall'altro sull'equivalenza e l'uniformità. Non sarà un caso allora che Dante, signore della poesia e della scienza, faccia di questi strumenti di conoscenza e di valutazione gli elementi portanti della sua Musa. Soprattutto nella sua opera maggiore, la Divina Commedia, una preziosa e inesorabile nassa per filtrare e catturare i frutti più prelibati del gran mar dell'essere. Il senso dell'eccezione serve ad apprezzare e a raffigurare l'unicità, a ritrarre cioè i grandi personaggi del Poema. La convinzione dell'equivalenza assoluta è invece la cifra del cosmo nella sua interezza e unità superiore. Sia in sé, che rappresentato. Senza eccezionalità non ci può essere singolarità e rappresentazione, senza equivalenza non ci può essere totalità e trasfigurazione. Sono questi i due poli fra i quali oscillano Figurazione e Trasfigurazione, cioè l'essenza più profonda di Dante.
9,00

Petrarchism, paratexts, pictures: Petrarca e la costruzione di comunità culturali nel Rinascimento

Libro: Copertina morbida

editore: Cesati

anno edizione: 2022

pagine: 398

Attraverso il contributo di sedici esperti di Petrarca e della sua fortuna tra Quattro e Cinquecento, il volume si interroga sui modi in cui la ricezione delle sue opere nel contesto italiano ed europeo ha mediato, in forme varie e molteplici, la costruzione di comunità culturali nel Rinascimento. I capitoli si soffermano sui vari contesti in cui Petrarca veniva letto, interpretato e riscritto e si confrontano con diverse pratiche in cui il modello petrarchesco si riattiva e insieme si trasforma, dal gioco all'emblema. L'evoluzione dei paratesti, tanto verbali quanto visivi, riflette le attese di determinate comunità, dalle corti alle accademie, e al tempo stesso influenza le dinamiche di lettura e circolazione dei testi. Come la storia della lirica quattro-cinquecentesca è inseparabile dalla storia della ricezione di Petrarca, così, nel Rinascimento, la nascita e lo sviluppo del commento alla poesia dei contemporanei si intrecciano con le vicende della tradizione esegetica dedicata a Canzoniere e Trionfi.
45,00

Wolfram von Eschenbach e i custodi del Graal

di Nuccio D'Anna

Libro: Copertina morbida

editore: Iduna

anno edizione: 2022

pagine: 186

Autore del più importante romanzo del ciclo del Santo Graal, Parzival, Wolfram von Eschenbach è anche lo scrittore con maggior formazione mistico-esoterica, che questo libro analizza e approfondisce anche in relazione alla tradizione sufi.
20,00

Il mito di Ginevra. Bellissima e misteriosa regina dei Celti

di Norma Lorre Goodrich

Libro: Copertina morbida

editore: Ghibli

anno edizione: 2022

pagine: 281

L'insieme delle leggende sui cavalieri della Tavola Rotonda costituisce una delle saghe più note dell'immaginario classico medievale. Ancora oggi però sono molti i misteri che avvolgono la figura enigmatica di Ginevra, l'affascinante regina che rimase sempre al fianco di re Artù nella lotta dei bretoni contro gli anglosassoni. Il tragico e illecito amore tra Ginevra e Lancillotto è considerato uno dei simboli dell'amor cortese medievale. Ma cosa si cela dietro la donna a lungo calunniata e accusata di perfidia, crudeltà e adulterio? Norma Lorre Goodrich prova a rispondere all'interrogativo tracciando la storia della dama che nel '400 fu in grado di affrancarsi da una società patriarcale. Il risultato è un testo che mischia sapientemente linguistica, archeologia, antropologia e letteratura per far emergere la figura di Ginevra in tutte le sue sfumature: maga, guerriera, sacerdotessa e regina.
20,00

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