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Poesia e studi letterari

Cortina. Dicono di lei

di AA.VV.

Libro

editore: Elleboro

anno edizione: 2019

15,00

L'opera poetica

di Giovanni Orelli

Libro: Copertina morbida

editore: Interlinea

anno edizione: 2019

pagine: 720

Con inediti, introduzione di Pietro Gibellini, con una nota critica di Massimo Natale. In un solo libro l'intera opera di un autore di cui non si può fare a meno perché come pochi altri ha saputo raccontare in poesia la sua svizzera tra valli e città, l'amore familiare tra eros e thànatos e la passione per i libri. Giovanni Orelli (1928-2016) è stato «scrittore versatile e uomo intero», ma anche «poeta-profeta», come lo descrive Pietro Gibellini nell'introduzione. Partendo dalla narrativa e dalla critica militante è arrivato alla poesia con una parola che sempre salva perché «guizza dal cervello al cuore».
30,00

Polene. Occhi del mare

di Claudio Magris

Libro: Copertina rigida

editore: La nave di Teseo

anno edizione: 2019

pagine: 190

Claudio Magris torna con un libro che parla di mare, di donne, di navi e di letteratura, uche è solo apparentemente una storia degli oggetti. Le polene - le statue che decoravano la prua delle navi - in queste pagine emergono dal mito per diventare figure reali, che popolano una galleria di indimenticabili ritratti femminili: sono sirene, dee, donne comuni o veggenti come Cassandra, seduttrici, madri, sono donne perverse, terribili, visionarie. Attraverso le loro forme sensuali, davanti agli occhi del lettore si svolge una storia colta e stravagante, documentata e luminosa: un racconto illustrato di eroine, avventurieri, cimiteri di navi, che riemergono immortali dagli abissi della memoria. Il mare, reale o fantasioso che sia, diventa occasione per riflettere sulla vita, sulle sue zone di luce e ombra, sull'infanzia e la sua spericolatezza, sulla necessità di un approdo e sul potere della letteratura - da Karen Blixen e Nathaniel Hawthorne a Juan Octavio Prenz e Giuseppe Sgarbi - capace di condurci in ogni tempo, verso un altrove irraggiungibile.
20,00

Serate futuriste. Gli «strepitosi vagiti» dello spettacolo d'avanguardia italiano

di Mario Musella

Libro: Copertina morbida

editore: Diana edizioni

anno edizione: 2019

pagine: 285

Le "serate futuriste" sono innovative ed eccentriche esibizioni teatrali (declamazioni poetiche, esecuzioni musicali, letture) concepite allo scopo di distruggere l'ottusa fruizione del teatro borghese e coinvolgere attivamente il pubblico rendendolo partecipe della nuova visione futurista dell'arte e della cultura. Con le leggendarie performances dei protagonisti del Futurismo l'azione scenica invade la sala e gli spettatori, la teoria dello schiaffo e del pugno diventa prassi dentro e fuori i teatri di tutta Italia: fischi, grida, insulti, lanci d'ogni genere, scontri fisici, inseguimenti per le strade, risse e immancabili arresti. Il testo di Mario Musella ripercorre le tappe delle serate futuriste nei teatri italiani. Un resoconto dettagliato, frutto di ricerche su fonti e materiale documentario dell'epoca, che rievoca l'esplosività di una proposta estetica la cui eredità sarà raccolta dalle sperimentazioni del venturo spettacolo occidentale: non-sense, teatro dell'assurdo e grottesco, environment, happening e oltre. Una puntuale ricostruzione del fenomeno delle serate futuriste corredata da aneddoti, memorie, cronache, testimonianze di spettatori e protagonisti che consentono di rivivere la rivoluzionaria atmosfera elettrica del Futurismo nella sua più genuina e agguerrita espressione di movimento d'avanguardia. Presentazione di Giusi Baldissone.
15,00

L'Italia di Dante. Viaggio nel Paese della «Commedia»

di Giulio Ferroni

Libro: Copertina rigida

editore: La nave di Teseo +

anno edizione: 2019

pagine: 1126

Seguendo la traccia della Divina Commedia, e quasi ripetendone il percorso, Giulio Ferroni compie un vero e proprio viaggio all'interno della letteratura e della storia italiane: una mappa del nostro paese illuminata dai luoghi che Dante racconta in poesia. L'incontro con tanta bellezza, palese o nascosta, nelle città come in provincia, e insieme con tanti segni della violenza del passato e dei guasti del presente, è un modo per rileggere la parola di Dante in dialogo con l'attualità, ma anche per ritrovare in questi luoghi una ricchezza, storica e letteraria, che spesso fatichiamo a riconoscere anche là dove ci troviamo a vivere. Da nord a sud, dalla cerchia alpina alla punta estrema della Sicilia, da Firenze al Monferrato, da Montaperti a Verona, da Siena a Roma, Ravenna, Brindisi, si seguono con Dante i diversi volti di questo paese "dove 'l sì suona", "serva Italia", "bel paese", "giardin dell'impero": un percorso attraverso la storia, l'arte, la cultura, con quanto di essa luminosamente resiste e con ciò che la consuma e la insidia; ma anche un viaggio che riesce a restituirci, pur tra le fuggevoli immagini di uno smarrito presente, la profondità sempre nuova della nostra memoria.
30,00

Poesia e diritto nel due e trecento italiano

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2019

pagine: 248

Che poesia e diritto, nel Due e Trecento, siano intimamente legati è cosa nota. Si sa che grandi poeti come Giacomo da Lentini e Cino da Pistoia furono, al tempo stesso, grandi giuristi. Ma sia gli storici del diritto che i filologi non spingono oltre le loro ricerche e restano nello stretto perimetro della loro disciplina, come se l'idea che il diritto possa entrare in poesia fosse inimmaginabile. Questo volume intende invece prendere insieme poesia e diritto, e capire perché in Italia, nel Medioevo, la poesia sia entrata nel diritto (Literature in Law) e, perché, inversamente, il diritto sia entrato in poesia (Law in Literature). Nei tredici capitoli di questo volume filologi e storici del diritto analizzano il legame tra poesia e diritto per metterne in prospettiva gli effetti e le ripercussioni, in un percorso che va del Duecento fino al primo Rinascimento. Il libro comincia alla corte di Federico II, dove fu realizzato un ambizioso programma giuridico-poetico a cui contribuì Pier della Vigna, coniugando con genio poesia e diritto nell'Ars dictaminis. Ci si sposta poi nel contesto giuridico bolognese, con le poesie di Monte Andrea e di notai poeti come Niccolò Malpigli; si studia l'astrologia giudiziaria con Cino da Pistoia e Francesco da Barberino; si rintraccia la figura del giurista e la sua ascesa nelle due redazioni del Novellino; si analizza l'uso raffinato e critico della retorica giudiziaria in una novella del Decameron. Arrivati in pieno Trecento, si considera la figura del poeta umanista, per capire se il rifiuto del diritto, che Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca ostentano nelle loro epistole, sia apparente o sostanziale. Infine, si scopre che la poesia stessa - non solo la poesia latina, ma anche quella di Dante - si trasforma in fonte d'autorità nel discorso giuridico del Trecento e continua a nutrire l'ius gentium nell'età moderna.
18,00

Opere: Oceana. Canti cerimoniali-Geografia infruttuosa-Un giorno ancora-Maremoto-Canzone di gesta-Le mani del giorno-La spada di fuoco-Tentativo dell'uomo infinito-Crepuscolario-L'uva e il vento. Testo spagnolo a fronte

di Pablo Neruda

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2019

pagine: 1410

Contiene le opere di Pablo Neruda: Oceana. Canti cerimoniali, Geografia infruttuosa, Un giorno ancora, Maremoto, Canzone di gesta, Le mani del giorno, La spada di fuoco, Tentativo dell'uomo infinito, Crepuscolario, L'uva e il vento.
105,00

Pier Paolo Pasolini. Polemico, passionale, proteiforme

di Lavinia Spalanca

Libro: Copertina morbida

editore: Navarra Editore

anno edizione: 2019

pagine: 99

Nell'epoca della post-verità, della mistificazione mediatica e delle fake news, riascoltare la voce di Pasolini, uno degli intellettuali più temerari e liberi del Novecento, acquista un particolare valore educativo e costituisce un incoraggiamento - specie per le giovani generazioni - ad affrontare con lucidità di sguardo la realtà contemporanea, seguendo il suo esempio di intellettuale disobbediente e polemista, e di artista ardimentoso nello sperimentare una pluralità di linguaggi e di stili differenti. Intento di questo libro è appunto quello di ripercorrerne la figura e l'opera nella maniera il più possibile completa ed esaustiva - sia nel rispetto della cronologia che degli snodi tematici - ma anche in modo originale - considerando la sua opera come un corpus unitario, pur nella diversità dei generi (poesia, narrativa, saggistica, cinema, teatro, giornalismo) - e offrendo, soprattutto. un testo di facile consultazione. Il volume è strutturato in due parti: nella prima, in cui si delinea l'itinerario esistenziale e artistico dell'autore, numerose schede di approfondimento consentono al lettore di ampliare le questioni affrontate, in relazione al contesto storico-culturale dell'epoca (il rapporto fra lingua e dialetto, fra linguaggio tecnologico e politichese, fra scrittori e cinema); nella seconda, prettamente antologica, è riprodotta una selezione di testi pasoliniani, accompagnata da un ricco corredo di note e da un'ampia e articolata analisi critica. Inquadrando l'opera dell'autore in un preciso ambito storico-geografico (si veda l'approfondimento sulle città di Pasolini) e socio-antropologico, emerge ancor più forte la personalità dell'artista e, di conseguenza, l'attualità della sua riflessione critica, la vitalità delle illuminanti intuizioni e delle provocatorie prese di posizione. Con la speranza che la sua parola, originale e controcorrente, possa ancora risuonare in un'Italia (e in un mondo) che sembra aver sacrificato il libero pensiero sull'altare del consumismo.
10,00

Orazione sul comando di Pompeo-De imperio Cn. Pompei. Testo latino a fronte

di Marco Tullio Cicerone

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 141

Nel 66 a.C. Cicerone è pretore e pronuncia il primo discorso pubblico della sua carriera, dopo aver già riportato negli anni precedenti importanti successi in tribunale. L'occasione è offerta dalla proposta di legge del tribuno della plebe Gaio Manilio di attribuire a Pompeo un comando straordinario nella guerra contro Mitridate, l'inafferrabile re del Ponto che da più di vent'anni teneva Roma in scacco minacciando i suoi domini in Oriente. Cicerone prende la parola a sostegno della legge, inserendosi in un acceso dibattito politico tra i più convinti difensori delle prerogative del senato e quei gruppi sociali - popolo e ceto equestre - che reclamavano un uomo solo al comando per porre fine alla grave crisi economica provocata dal protrarsi del conflitto mitridatico. Nel celebrare Pompeo, Cicerone ritrae l'uomo "divino", il comandante ideale più volte artefice della salvezza di Roma, la figura nella quale l'indiscusso primato militare si sposa con le più alte doti di humanitas. Con un discorso dalla prosa fluida e brillante, in cui lo scorrere dell'argomentazione lascia ampio spazio alla riflessione teorica sull'economia e sul buon governo dell'impero, Cicerone contribuì in maniera determinante all'approvazione della legge, assicurandosi l'appoggio di Pompeo per la sua corsa al consolato: appena tre anni dopo, proprio a Cicerone sarebbe toccato di mettere in salvo la res publica dalla mortale minaccia di Catilina. Introduzione di Gianluigi Baldo.
14,00

Sigillo

di Giovanna Sicari

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 92

S'intende l'innocenza, stasera il suolo ci raggiunge, si sospetta della verginità ancora intatta. Amore non so, non voglio sapere se dalla via s'intravede la statua risorta. Un libro di incontri e apparizioni tra le periferie cittadine nella continua, entusiasmante scoperta del mondo e di sé stessa. Anche grazie alla lunga esperienza di insegnamento nelle carceri, in questi versi amici e sconosciuti, poeti e poveri cristi, folli e braccati di ogni genere si aggirano per le strade e vengono colti nella loro essenza. Ed è un verso perentorio, luminoso, folgorante, capace di svelare mondi segreti con la forza di un'epifania, di unire all'improvviso cose che sembravano lontane e ora nella pagina si scoprono sorelle. Il libro si chiude con il poemetto La madre, storia di un aborto che diventa sfida al mondo intero, scommessa sul senso della vita e della morte, prodigio espressivo di una donna, Giovanna Sicari, che ha sempre chiesto tutto alla poesia e alla poesia ha consegnato se stessa. Introduzione di Giancarlo Pontiggia e con uno scritto di Milo De Angelis.
17,00

Il mappamondo di Giacomo. Leopardi, l'antico oltre l'antico, un filosofo indiano, il sublime del qualunque

di Gilberto Lonardi

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 274

Il cerchio piace all'autore di questo libro, costruito concertando, accordando strumenti. Pedale continuo, il dialogismo leopardiano. Tra orizzonte dell'Origine, pensiero in atto, poesia, mentre da capo a fondo vi si affaccia e riaffaccia il grande lirico interrogante del "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia". Non vi si rifiuta, in compagnia di Giacomo, la sfida. Da qui l'aprirsi, sulla sua scia, per esempio, sì a Rousseau, ma più al suo opposto, a Voltaire. E riserva sorprese l'attenzione di Leopardi non solo alla religione-filosofia della Persia, ma, insieme, all'India antichissima: al Buddha. La mira è al disegno complessivo di un poeta e intellettuale intrigato dal canto di Omero o di Mimnermo o di Anacreonte, o da Qohélet o da Virgilio, o da Dante o dal Monti dell'"Iliade", o dal pensare in grande di un Pascal, o dalla prima modernità dei narratori dell'io; ma anche dal canto di un muratore. Da ascoltare come un'epifania dell'Inizio. O da quello di una filatrice di paese. O da quanto insegna la moltitudine senza nome. Dunque un personaggio che frequenta le cime, ma pure conosce la seduzione del 'margine'. E disponibile, allora, anche alla scommessa del «gettarsi via». Non in cerca, vedi "L'infinito", di un cielo mistico-spiritualistico, ma della medicina, chiesta al tragico di esperienze come quella del naufragio, della dolcezza di un pur passeggero, 'terrestre' fremito per esserne uscito salvo. E un poeta e pensatore molto preso dal gran problema del male, fino all'abbozzo di un inno all'eterno trionfo del dio-diavolo persiano, Arimane. Un pensante-immaginante anche quando trascende un altro frammento, sul «Tutto è male» - da affidare nel 1826 a un antico «filosofo indiano» - nell'«a me la vita è male» di un pastore asiatico: figura 'in canto' del qualunque, e, insieme, del sublime. Come poi due creature dell'ultimo Leopardi: una foglia di faggio, foglia qualunque, 'da nulla', ma portatrice di un alto messaggio, in Imitazione, e il fiore gentile della "Ginestra".
25,00

Veniamo dal basso come un pugno sotto il mento

di Alice Diacono

Libro: Copertina morbida

editore: Battaglia

anno edizione: 2019

pagine: 202

"Veniamo dal basso come un pugno sotto il mento" è la raccolta delle poesie e prose poetiche di Alice Diacono. È un delizioso e tenace libro illustrato adatto anche a chi non legge e odia la poesia, i suoi testi vanno giù come patatine fritte, da godere un po' per volta comodamente seduti al gabinetto. Un viaggio lungo dieci capitoli dove si parla di presa di coscienza della propria femminilità, respiro, cadute dai pattini, buchi neri, incapacità di amare, Antropocene, file alle Poste, precariato emotivo ed economico, sradicamenti, clamori, pensamenti, euforia e disforia, morti e rinascite. Le letture dal vivo prevedono: musica da sballo con ritmi sferzanti, un bidè illuminato e un gran coinvolgimento emotivo con picchi di esaltante romanticismo e di tormentato esistenzialismo, il tutto servito in salsa agrodolce.
15,00

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