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Politica e governo

Comunisti, fascisti e questione nazionale. Fronte rossobruno o guerra d'egemonia?

di Stefano G. Azzarà

Libro

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 266

Dopo decenni di entusiasmo per la globalizzazione e l'unificazione europea, l'emergere dei movimenti sovranisti e populisti in un'epoca di crisi organica sembra rendere di nuovo attuale la questione nazionale ed evoca la suggestione di un blocco trasversale di contestazione del capitalismo neoliberale e apolide che unisca tutti i "ribelli" della società borghese, lasciandosi alle spalle l'alternativa tra destra e sinistra. Anche nella Germania degli anni Venti, ai tempi delle riparazioni di guerra e dell'occupazione della Ruhr, questi temi erano all'ordine del giorno. L'appello di Karl Radek per un fronte unito dei lavoratori, aperto ai ceti medi e alla piccola borghesia patriottica e capace di difendere l'indipendenza del Paese dall'imperialismo straniero, non era però la proposta di un'alleanza totalitaria degli opposti radicalismi estremistici ma la dichiarazione di una furibonda guerra d'egemonia. Uno scontro ideologico che puntava semmai a bruciare il terreno sotto i piedi al fascismo nascente e a candidare la classe operaia tedesca, sulla scorta dell'esperienza bolscevica e del dibattito aperto nel Komintern da Lenin, alla guida della nazione e della sua rinascita. La disputa dei comunisti con Arthur Moeller van den Bruck e la Rivoluzione conservatrice tedesca sfata il mito dell'estraneità del materialismo storico agli interessi nazionali. Tuttavia, al contrario degli odierni equivoci eurasiatisti e socialsciovinisti, attesta l'insuperabile incompatibilità filosofica - prima ancora che politica e morale - tra il particolarismo naturalistico delle destre, con le loro persistenti pulsioni discriminatorie di stampo coloniale, e l'universalismo concreto del marxismo e del suo sogno di un mondo senza guerre.
20,00

#Antifa. Dizionario per fare a pezzi, parola per parola, la narrazione fascista

Libro: Libro in brossura

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2019

pagine: 134

Da "Buonista" a "Risorse Boldriniane", passando per "Invasione", "Lobby Gay" e "Complotto". Un piccolo manuale di sopravvivenza alla neolingua destrorsa e fascistoide che accompagna le nostre letture quotidiane. Questo è #Antifa, un dizionario antifascista, antifake e antifanatismo. Ogni lemma viene analizzato e "decostruito", riportandolo alle reali proporzioni, ai dati, ai fatti. L'operazione è culturale e radicale perché di fronte all'espansione del fenomeno non bisogna indietreggiare, ma fornire strumenti per fronteggiarlo. Introduzione di Ilaria Bonaccorsi.
14,00

Federico

di Fabio Anselmo

Libro: Libro in brossura

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2019

pagine: 281

Fabio Anselmo è un avvocato di Ferrara, titolare di un piccolo studio di provincia specializzato in casi di malasanità. Il 25 settembre 2005 riceve una telefonata che cambierà per sempre la sua vita e quella di molti intorno a lui. Quella mattina Federico Aldrovandi, un giovane studente ferrarese, muore di asfissia posturale in seguito ai colpi ricevuti durante un fermo di polizia. Ha 18 anni. A chiamare l'avv. Anselmo è Patrizia Moretti, la madre di Federico. Questo è l'inizio di uno dei più importanti casi giudiziari degli ultimi anni che ha sconvolto l'opinione pubblica nazionale. A raccontarlo in prima persona è proprio l'avvocato della famiglia Aldrovandi, Fabio Anselmo, che dopo questo caso è diventato consulente in molti dei processi che hanno visto coinvolti poliziotti, carabinieri, medici come nei casi Cucchi, Magherini, Narducci, Budroni, Uva, ma anche quello di Davide Bifolco, il 17enne ucciso dal colpo sparato da un carabiniere a bordo di uno scooter nel settembre 2014 a Napoli. Attraverso i ricordi e gli appunti di prima mano di Anselmo entriamo nel profondo di una vicenda personale che è diventata patrimonio della storia dei diritti civili del nostro Paese. Accanto a perizie e arringhe, incontriamo le emozioni, le paure e i fallimenti di un uomo che si è trovato improvvisamente al centro di un processo mediatico che ha contribuito a far esplodere. L'autore è bravissimo a tessere un memoir spurio, un procedurale intimo, il romanzo di una vita spezzata che va oltre l'ultima immagine del cadavere di Aldro e ci fa incontrare per la prima volta il sorriso di Federico.
18,00

I sovranisti. Dall'Austria all'Ungheria, dalla Polonia all'Italia, nuovi nazionalismi al potere in Europa

di Bernard Guetta

Libro

editore: ADD Editore

anno edizione: 2019

pagine: 176

Dall'Ungheria di Orbàn all'Austria di Kurz, dalla Polonia di Kaczynski all'Italia di Salvini, Bernard Guetta ha attraversato l'Europa in mano ai sovranisti. Chi sono e che cosa vogliono queste nuove forze politiche? Nazionaliste, xenofobe e conservatrici, tutte sono nate dalla fine della socialdemocrazia e della democrazia cristiana, le due forze che hanno dominato in Europa dal 1945. Si oppongono al liberalismo, economico e politico, e vorrebbero cancellare l'illuminismo, letto come l'origine dei mali della modernità. Come succede in altre parti del mondo, gli elettori europei puntano più sulla forza che sulla trattativa, aprendo una nuova epoca storica. Se insieme sembrano formare un'unica ombra minacciosa, i poteri sovranisti che Guetta ha incontrato sono profondamente diversi, figli di storie nazionali distinte e di realtà che non sempre si parlano tra loro. Con questo libro Bernard Guetta ci consegna un'indagine sul campo e lancia un avvertimento: ricostruiamo un consenso, troviamo un nuovo compromesso tra gli europei prima che l'Unione si disgreghi e che l'oscurantismo la inghiotta. Con questo libro comincia il viaggio attorno al mondo di Bernard Guetta. Prefazione di Luis Sepúlveda.
14,00

Atlante delle crisi mondiali

di Sergio Romano

Libro

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2019

pagine: 285

14,00
20,00
16,00

Socialismo e barbarie

di Rosa Luxemburg

Libro

editore: Red Star Press

anno edizione: 2019

15,00

Orbanismo. Il caso dell'Ungheria: dalla democrazia liberale alla tirannia

di Ágnes Heller

Libro

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2019

pagine: 64

Gli anni 1989-1991 sono stati, per tutti i popoli dell'Europa orientale, anni di liberazione dal dominio sovietico e dal suo indottrinamento ideologico. Tuttavia, come insegna Hannah Arendt, liberazione non significa ancora libertà, e il proliferare contemporaneo delle destre xenofobe nei Paesi dell'Est Europa lo dimostra. Ágnes Heller ci narra il caso ungherese, raccontando l'ascesa di Viktor Orbán e con essa i due cambiamenti di sistema che si sono susseguiti nel suo Paese d'origine: il primo, dalla dittatura alla democrazia liberale; il secondo, dalla democrazia liberale alla tirannia. Un libro in cui la filosofa ungherese, anche mettendo a rischio la propria vita, denuncia frontalmente una feroce tirannia che l'Occidente finge di non vedere.
9,00
10,00

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