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Politica e governo

Stelle cadenti. Perché i leader di oggi sono meteore

di Annalisa Chirico

Libro: Copertina rigida

editore: Piemme

anno edizione: 2020

pagine: 208

Quanto dura un impegno professionale, un'amicizia, una storia d'amore, o magari un amplesso? La durata è importante nella vita di tutti noi. Ma ancor di più dovrebbe esserlo per i politici: il fattore tempo è decisivo, se è vero che il compito di un leader è far raccogliere ai cittadini i frutti di quel grande impegno corale che è la politica. Ma negli ultimi anni il verdetto è inesorabile: i politici dei giorni nostri durano poco, molto poco. Nella maggior parte dei casi, osserva Annalisa Chirico, sono meteore: si accendono, brillano fino ad abbagliare e poi si spengono. Realizzano cose piccole, perché manca il tempo per realizzarne di grandi. Soprattutto i leader italiani. Leadership provvisorie, condannate alla temporaneità, puntellano un cielo di stelle cadenti, come quelle presenti nel simbolo del Movimento 5 Stelle che, secondo l'autrice, ha tradito i suoi ideali originari di partecipazione e trasparenza per diventare un partito verticistico e trasformista. È l'ebbrezza del potere, che fa perdere di vista la realtà finché non si commette l'errore fatale. Ma non solo: è il paradosso della "democrazia istantanea", che corre frenetica sui social rendendo il leader politico sempre più simile a una celebrity. Ma l'elettorato è volubile, fluido: chi non risponde alle aspettative viene "licenziato", avanti il prossimo. L'alternativa, secondo l'autrice, è la "triade aurea del modello Draghi", che racchiude passione, competenza e coraggio. Il leader del futuro deve saper parlare alla gente di cose che alla gente importano. Con gli stivali ben piantati a terra. O su un paio di tacchi, chissà...
17,50

Questa è l'America. Storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro

di Francesco Costa

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 216

Ci sono pochi posti nel mondo dove il divario tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo è tanto ampio quanto nel caso degli Stati Uniti. L'influenza statunitense nei nostri consumi è così longeva che pensiamo di conoscere bene l'America quando in realtà, nella gran parte dei casi, la nostra idea è un impasto di luoghi comuni e poche informazioni concrete. Convinti che gli statunitensi siano tutti armati fino ai denti, non sappiamo, per esempio, che la metà delle armi in circolazione in America è posseduta dal 3 per cento della popolazione. Coltiviamo il luogo comune per cui gli Stati Uniti usino la mano pesante contro l'evasione fiscale e i reati dei cosiddetti colletti bianchi, ma in carcere ci vanno ancora soprattutto ragazzi neri. Ragioniamo e discettiamo sulla cultura americana e sulla sua idea di Stato e libertà, paragonando il tutto a quello che succede qui da noi, senza sapere o tener conto che gli Stati Uniti sono un Paese molto poco popolato: ci sono più persone nella sola New York di quante ce ne siano in 40 dei 50 Stati. Siamo abituati a leggere l'intera politica estera statunitense innanzitutto sulla base del petrolio, e della necessità di trovarlo, ma oggi gli Stati Uniti sono pressoché indipendenti dal punto di vista energetico. L'elenco potrebbe continuare. Allo stesso modo, abbiamo accolto il risultato elettorale più clamoroso in quasi tre secoli di storia statunitense, la vittoria del repubblicano Donald Trump alle presidenziali del 2016, a pochi anni di distanza dell'elezione di Barack Obama, primo presidente nero, come la logica e prevedibile conseguenza dei nostri luoghi comuni. Eppure ci sono fatti e cambiamenti profondi e non sempre visibili che spiegano eventi così straordinari. In quest'anno così cruciale per la politica statunitense, che porterà all'elezione di un nuovo presidente o alla rielezione di Trump, Francesco Costa riflette sulle trasformazioni e i problemi dell'America, quella vera, raccontandoci il doloroso ma inesorabile smarrimento di un Paese speciale che diventa ogni giorno più normale.
18,00

Gramsci nel movimento comunista internazionale

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 242

I contributi raccolti nel volume ricollocano la figura di Gramsci nel quadro degli anni Venti e Trenta e consentono di esplorarne l'originalità alla luce del dialogo intrattenuto con le multiformi prospettive del comunismo del suo tempo. "Tradurre" il bolscevismo in Occidente, pensare il rapporto tra democrazia di massa e comunismo, analizzare le trasformazioni dell'ordine mondiale comprendendo alla luce di esse il fascismo: attorno a questi e altri compiti si incentrò la sua opera politica e intellettuale. Si ripercorrono così passaggi decisivi della biografia politica gramsciana: la Grande guerra, il movimento consiliare, l'esperienza cosmopolita a Mosca, fino agli ultimi anni precedenti alla prigionia, caratterizzati dalla conquista della leadership del Partito comunista d'Italia nel contesto della crisi creatasi nel gruppo dirigente bolscevico dopo la morte di Lenin. I saggi forniscono inoltre molteplici chiavi di lettura utili a comprendere i suoi scritti carcerari, la cui elaborazione apparirà più chiara alla luce delle esperienze maturate da Gramsci tra il 1914 e il 1926.
24,00

Il neofascismo in Umbria 1969-1975. La commissione d'inchiesta della Regione

di Valerio Marinelli

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 247

Tra il 1969 e il 1975, il neofascismo italiano si presenta in forme particolarmente aggressive: stragismo, golpismo, terrorismo e violenza politica mettono in tensione il paese e le sue istituzioni democratiche. In Umbria, il neofascismo non procura morti; si esprime perlopiù nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, all'università. Accanto ad attività politico-culturali di vario genere, manifesta la propria carica eversiva e la propria anima violenta attraverso intimidazioni, provocazioni, scontri con gli avversari della sinistra e con i tutori dell'ordine, attacchi a esponenti politici, a sedi sindacali e di partito, a simboli della Resistenza e della cultura costituzionale. Sebbene all'interno del quadro nazionale possa apparire una realtà marginale, il neofascismo umbro - soprattutto quello perugino - sviluppa nel tempo dei tratti che lo qualificano come un fenomeno tutt'altro che irrilevante. Lo scopo del volume non è solo descrivere la complessità e la parabola della "galassia nera" locale, bensì porre in luce le ragioni e le modalità di intervento che hanno contrassegnato il contributo delle Regioni alla lotta antifascista dello Stato. Ideate nella cornice delle celebrazioni per il trentennale della Liberazione e costituitesi in termini operativi all'indomani della strage di Brescia, le Commissioni regionali d'inchiesta si intestano il compito di analizzare e valutare le insorgenze neofasciste a carattere locale. Il loro lavoro si concluderà alla fine della primavera 1975. Per la quantità e la qualità dei dati reperiti e del materiale prodotto, la Commissione d'inchiesta promossa dal Consiglio regionale dell'Umbria rappresenta senza dubbio un valido caso di studio.
22,00

Manifesto del popolo sovrano italiano. Storia, colori e perché

di Pietro Mazzuca

Libro: Copertina morbida

editore: Santelli

anno edizione: 2020

pagine: 240

"Un manifesto è sempre di carattere descrittivo e/o numerico di punti ai quali si dà e si chiede attenzione su punti o temi proposti. La storia del Manifesto del Popolo Sovrano italiano è una base di sana discussione su una tematica attuale e spesso deformata dal mainstream: alla domanda "Cos'è il sovranismo?" fioriscono le più fantasiose definizioni. I flussi migratori sono un dramma. Si afferma con certezza che chi scappa e chi accoglie hanno lo stesso nemico. L'unico teorema che non può essere smentito è il seguente: non deprediamoli a casa loro. Il resto è conseguenziale e questo è un messaggio per le lobby delle armi, energia, materie prime, trafficanti di esseri umani e di organi. Questa sfida verrà però vinta dal popolo sovrano, unico monarca, sarà il baluardo principe a tali aberranti vantaggi della aristocrazia finanziaria." (dalla presentazione di Giovanni Gravina)
14,90

Gettiamo il nostro corpo nella lotta. Il giornalismo di Pier Paolo Pasolini

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 282

L'impegno giornalistico di Pasolini ne contrassegna tutta la vita adulta: ha inizio negli anni della formazione universitaria e si prolunga fino alle soglie della morte con i celebri Scritti corsari. Tale cospicua e febbrile attività viene qui per la prima volta sistematicamente indagata in tutte le sue fasi e forme: una ricognizione che illumina l'evoluzione del suo sguardo sulla realtà, soprattutto italiana, in stretta correlazione con i cambiamenti del contesto storico, le mutazioni di quello antropologico, gli sviluppi del sistema culturale nel quale agiscono i media di cui il poeta si serve per svolgere il suo discorso e condurre una lotta che alla fine si fece arroventata controversia politica. Attraverso le voci di studiosi, scrittori e professionisti dell'informazione si riflette sullo specifico apporto di Pasolini alla pratica giornalistica sulla quale imprime, con la passione di sempre, il marchio inconfondibile della sua sensibilità. Scaturito da un doppio convegno di studi, il volume raccoglie interventi e relazioni di Stefano Casi, Gianfranco Ellero, Elvio Guagnini, Ricciarda Ricorda, Gian Carlo Ferretti, Anna Tonelli, Angela Felice, Raoul Kirchmayr, Filippo Milani, Valerio Valentini, Giampaolo Borghello, Giovanna Trento, Roberto Chiesi, Alberto M. Sobrero, Marco Dalla Gassa, Massimo Raffaeli, Filippo La Porta, Franco Arminio, Tommaso Di Francesco, Antonio Padellaro, Benedetta Tobagi, Silvia De Laude, Nicola Mirenzi, Simona Zecchi.
25,00

Il governo senza orgoglio. Le categorie del politico secondo Rosmini

di Michele Nicoletti

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 309

Nel suo scritto «Sull'Unità d'Italia» del 1848, Antonio Rosmini definisce il suo ideale di governo un «governo senza orgoglio», intendendo con questa espressione un governo non arrogante, non borioso, non prepotente, ma al servizio delle persone e dei loro diritti e pronto a sottomettersi al giudizio di una giurisdizione indipendente. È questa l'idea di uno Stato di diritto, di uno Stato costituzionale che Rosmini intravvede come unica alternativa al sovranismo e al dispotismo, ossia al rischio di involuzione nazionalistica, autoritaria e illiberale delle istituzioni contemporanee. Sulla base di un'originale meditazione filosofica, condotta in dialogo con la cultura europea, e di un forte impegno per la riforma della società civile e religiosa, la filosofia politica di Antonio Rosmini affronta uno per uno i problemi che accompagnano il processo di costruzione dell'Unità d'Italia e della nascita dello Stato costituzionale nell'Ottocento: libertà e lavoro, costituzione e giustizia sociale, pace e guerra, unità e federalismo, politica e corruzione, chiesa e stato. Per ognuna di queste grandi questioni, Rosmini è capace di offrire interpretazioni mai banali e di individuare le grandi coordinate di pensiero e di azione che ieri come oggi possono contribuire a individuare una prospettiva riformista.
26,00

Il potere opaco. I gabinetti ministeriali nella storia d'Italia

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 351

Cosa sappiamo degli esperti che collegano i vertici politici con le amministrazioni? Da dove provengono, qual è la loro formazione, come è avvenuto il loro ingresso nella professione, quali incarichi hanno svolto al termine del loro mandato e come questa «parentesi» ha influito sulla successiva carriera? Questo volume, che fa parte di un'ampia ricerca consistente in una rilevazione completa dei nominativi dei capi di gabinetto e degli uffici legislativi dei ministeri dall'Unità d'Italia al 2014 (corredata da una serie di 40 interviste in video di un'ora e mezzo l'una ad altrettanti protagonisti), propone una serie scelta di biografie di soggetti che hanno operato tra il 1861 e il 1970 e che hanno ricoperto per almeno due volte o per un minimo di tre anni uno dei due incarichi. Nel ricostruirne i percorsi si è prestata particolare attenzione anche alla rete di collegamenti nell'amministrazione e fuori di essa, alle competenze, agli scritti che i biografati hanno prodotto in merito alla loro attività. Il fine è quello di aprire finalmente una pagina nuova sull'esperienza dei gabinetti ministeriali nel corso della storia d'Italia. Una ricognizione completa e articolata, rappresentativa di un universo variegato, che vuole concorrere alla conoscenza della storia di alcune amministrazioni ancora poco studiate e in generale di quella dei governi.
28,00

Kattolico (Il). Vol. 5: Ma l'inquisizione ha fatto anche cose buone?

di Rino Cammilleri

Libro: Copertina morbida

editore: Fede & Cultura

anno edizione: 2020

pagine: 140

Il mito della Sicilia tollerante sotto la dominazione araba, l'inquisizione criminale, le crociate portate dai cristiani cattivi, il medioevo delle streghe e dei roghi: miti che fanno parte di una "leggenda nera" ormai radicata e diffusa e di cui gli stessi cattolici parlano con imbarazzo, cercando addirittura di evitare l'argomento, quasi vergognandosene. Ma l'ignoranza della storia non serve a niente, anzi, è controproducente, tanto più che molto spesso le cose non sono come ci vengono raccontate. In questo libro Rino Cammilleri racconta le cose come stanno, o come sono sempre state, al di là della vulgata dominante, nella convinzione che i cattolici di oggi abbiano bisogno di essere nuovamente istruiti, nella storia come nella fede.
17,00

Il mito della volontà popolare

di Albert Weale

Libro: Copertina morbida

editore: Luiss University Press

anno edizione: 2020

pagine: 123

Assistiamo in tutta Europa all'ascesa di movimenti populisti, di destra e di sinistra, diversi tra loro ma accumunati dalla rivendicazione di un ruolo, quello di veri portavoce della volontà del popolo, e dall'attribuire alle élite, colpevoli di essersi appropriate della democrazia rappresentativa, l'origine di ogni male. Osservando con attenzione i miti democratici spesso evocati dai populisti, come il modello dell'antica Atene o la volontà generale di Rousseau, e analizzando i vari sistemi di formazione della maggioranza, il funzionamento dei suoi cicli e le problematiche insite nello strumento favorito dai populisti, il referendum, Albert Weale dimostra che quello della volontà popolare è, a tutti gli effetti, soltanto un mito. Non si può raggiungere alcun obiettivo democratico facendo finta che le cose siano più semplici di quello che sono o sostenendo che esista una volontà del popolo univoca. Il pluralismo è il cuore pulsante della democrazia ed esercitare responsabilmente il potere significa pensare con molta attenzione alle conseguenze delle scelte politiche e affrontare con onestà le obiezioni. Prefazione di Richard Bellamy. Con un saggio di Valentina Gentile.
14,50

Il valore di uno. Il Movimento 5 Stelle e l'esperimento della democrazia diretta

di Davide Vittori

Libro: Copertina morbida

editore: Luiss University Press

anno edizione: 2020

pagine: 234

È passato oltre un decennio da quando, il 4 ottobre 2009, Beppe Grillo celebrava l'atto fondativo del Movimento 5 Stelle, l'"asteroide" della politica italiana che molti avevano previsto si sarebbe dissolto al contatto con l'atmosfera. Non è stato così: l'impatto, soprattutto elettorale, è stato deflagrante, e dieci anni più tardi, dopo vittorie clamorose e momenti di difficoltà, apprezzamenti e critiche feroci, battaglie di opposizione e responsabilità di governo, è giunto il momento di analizzare nel profondo l'esperienza politica del partito dell'"uno vale uno." Quanta sostanza c'era nei proclami dei primi tempi? Cosa si è conservato e cosa si è perso dei primi manifesti programmatici? Quali mutazioni ha attraversato il Movimento e perché? Lontano dalle faziosità, Davide Vittori ripercorre la prima, compiuta esperienza di democrazia diretta in Italia, descrivendone gli aspetti innovativi e le peculiarità che ne hanno garantito la durata e i punti di debolezza che, invece, sono stati concausa delle fasi critiche. "Il valore di uno", un'accurata analisi politologica del Movimento 5 Stelle, lascia da parte sensazionalismi e animosità intendendo fornire uno strumento utile a valutare un'esperienza alla quale i voti hanno dato sostanza e che resta, anche nei limiti talora mostrati, un caso rilevantissimo nello studio della democrazia e della sua trasformazione in atto. Prefazione di Piero Ignazi.
16,00

Purgatorio arabo. Il tradimento delle rivoluzioni in Medio Oriente

di Marcella Emiliani

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2020

pagine: 249

Nella primavera del 2011 il mondo arabo è stato investito da una serie di proteste radicali che chiedevano un reale cambiamento dei regimi politici al governo. Dopo decenni di dittature militari, di corruzione generalizzata, malversazioni, inefficienza amministrativa e sperpero delle risorse nazionali, per un breve spazio di tempo è sembrato che finalmente la democrazia stesse per affermarsi anche in Medio Oriente. Il sogno si è infranto quasi subito nella tragedia: la sanguinosissima guerra civile in Siria, i conflitti tribali e petroliferi in Libia che hanno smembrato quella parvenza di Stato che era la Jamahiriyya di Gheddafi, le guerre religiose che nella penisola arabica hanno ridotto alla fame lo Yemen. Tunisia a parte, ovunque la richiesta di democrazia è stata disattesa, ovunque i problemi economici e demografici sono rimasti irrisolti, ovunque si è preferito utilizzare la forza per affrontare le tensioni tra Stato e società civile. Ripercorrere la storia di questa stagione è fondamentale per comprenderne fino in fondo le ragioni, per analizzare le responsabilità e per prevedere le conseguenze che essa avrà anche sulla nostra parte di mondo. Una lettura indispensabile per chiunque voglia approfondire le contraddizioni e i conflitti del nostro tempo, soprattutto in un paese come l'Italia che dal legame con il mondo arabo viene direttamente coinvolto.
20,00

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