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Saggistica

I vizi degli italiani

di Giacomo Leopardi

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2019

pagine: 87

Se Leopardi deve la propria fama soprattutto ai Canti, alle Operette morali e alloZibaldone, nel Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani (qui proposto con il titoloI vizi degli italiani) la sua penna tratteggia con feroce realismo i difetti del «bel paese»: assenza di un'identità comune, atmosfera culturale spesso asfittica, mancanza di alti ideali condivisi, diffuso individualismo e incapacità di collaborazione. Scritto tra il 1824 e il 1826 ma pubblicato per la prima volta soltanto nel 1906, questo pamphlet è la rigorosa diagnosi di alcuni mali cronici, e perciò difficili da sanare, della nostra società: sarà dunque non senza una certa dose di imbarazzo, e insieme di divertimento, che il lettore di oggi riconoscerà, come scrive Sergio Romano, «quanto gli italiani di Leopardi assomiglino ai suoi contemporanei».
4,90

Pagine sull'arte

di Gabriele D'Annunzio

Libro

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2019

«Il ponte di travi di tavole e di ruote, dove Michelangelo saliva per dipingere la volta della Sistina, mi s'è ricomposto nel sogno. Ho sfiorato il prodigio con le ciglia, ho toccato il prodigio con la mano. "Questa è una bella materia" fece Francesco Francia palpando la statua di Papa Giulio. E il Buonarroti si sdegnò. L'opera titanica è bella come un'ala di farfalla. Veduta da vicino, in ogni parte e nel tutto ha la perfezione compatta d'un guscio d'ovo, una continuità simile alla politezza d'un dente d'elefante. È una tra le più belle materie del mondo, nata intiera da un cervello maschio come certe gemme virtuose che gli antichi lapidarii credevano generate nel capo di certi animali solinghi. O chiome delle potenti sibille! Sembra che la lentezza dei secoli non basti a formare il pregio d'un sol frammento di questo intonaco; e questo intonaco Michelangelo lo preparava da sé ed era costretto a dipingerlo in un paio d'ore, dopo aver macinato da sé i colori, dopo aver fatto ogni mestiere da sé. Le spatolate sono visibili. Mi commuovono a dentro come se fossero le tracce lasciate da un combattimento vinto a furia di lampi mentali. La volta era scarsamente rischiarata. In qual penosa attitudine il pittore dipingesse si sa dal suo crudo sonetto a Giovanni da Pistoia. Non aveva egli la guida dei cartoni. E con che s'aiutava egli dunque? Ecco questa mano di Domineddio, gigantesca. E come faceva egli a proporzionare con questa il resto della grandezza, mentre il pennello gli gocciolava sopra il viso e il ventre gli s'appiccava sotto il mento? Quando dipingeva questa testa di Adamo, i piedi della figura erano laggiù, lontani come i miei se nel travaglio dei tossici smarrisco il senso del corpo e mi difformo a dismisura. Non credo che ci sia nel numero dei drammi mentali un fuoco di cervello da paragonare a questo. L'istinto di divinazione accompagnava continuo l'opera. Se è vero che nella Sistina egli non fosse in buon luogo, è pur vero ch'egli non faceva il pittore, come confessò egli stesso in rima al suo Giovanni. Aveva nel suo "petto d'arpìa" l'afflato dei suoi profeti e delle sue sibille, e nella fronte rugosa il balenìo continuo del Monte Tabor, questo manovale disperato, questo macinatore e intonacatore ansante. Non lavorava se non d'ispirazione e di miracolo. E il manico del suo pennello non era se non una verga divinatoria. Ho rapito con le unghie un frammento della materia preziosa, un pezzetto del guscio; e ora lo voglio incastonare in un anello di ferro per farne un dono eroico al mio spirito che non dorme. Dov'è la gemma tagliata che l'eguagli?».
21,00

Aforismi

di Stefano Chiesa

Libro

editore: AlboVersorio

anno edizione: 2019

pagine: 42

L'autore dà vita a otto aforismi, in cui condensa la sua riflessione su pensiero filosofico occidentale e musica pianistica. Man mano, il dialogo tra filosofia e pianoforte diventa più importante, lasciando uno spazio particolare allo strumento e al suo ruolo di primato nel panorama artistico attuale. Lo scritto non nasce con l'intenzione di giungere a "conclusioni ben identificabili", ma come un'opera breve di elaborazione personale.
5,00

Segnali di fumo

di Andrea Camilleri

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2019

«Confesso, con Neruda, che ho vissuto. Ma mi corre l'obbligo di confessare anche che, alla mia veneranda età, molte delle cose per le quali ho vissuto mi appaiono fatte da una persona che aveva il mio nome, le mie fattezze, ma che sostanzialmente non ero io.» Inizia così questa specie di autobiografia, leggera come l'aria, fatta di frammenti di vita allegri e malinconici. Con pochi tocchi della sua inconfondibile scrittura, Andrea Camilleri allestisce una galleria di incontri, letture, ricordi ed emozioni, un'agrodolce cronaca dell'età che avanza. Perché «il tempo è una giostra sempre in funzione. Tu sali su un cavalluccio o un'automobilina, fai un bel po' di giri, poi, con le buone o con le cattive, ti fanno scendere».
9,00

Una mappa per Kaliningrad. La città bifronte

di Valentina Parisi

Libro: Copertina morbida

editore: Exòrma

anno edizione: 2019

pagine: 256

Il nome di Königsberg ci ricorda la patria di Kant e Hannah Arendt, Kaliningrad invece è un toponimo astruso e opaco. Le due "K" coincidono topograficamente ma non sono la stessa città: se l'antica Königsberg non fosse stata rasa al suolo dai bombardamenti degli alleati nell'agosto 1944 e poi dall'artiglieria dell'Armata Rossa, l'attuale Kaliningrad non esisterebbe affatto. Enigmatica come una delle città invisibili di Italo Calvino, questa exclave russa situata in riva al Mar Baltico cela storie dimenticate, come quella dei tanti prigionieri di guerra, anche italiani, che vi hanno lavorato fino all'aprile 1945, nelle fabbriche del Terzo Reich. La protagonista, nipote di uno di loro, attraversa Kaliningrad guidata da una vecchia mappa di Königsberg, sulle tracce della propria storia familiare. Sa che non ritroverà la vecchia Königsberg, né la cantina in cui si era rifugiato suo nonno, né il campo dove era stato prigioniero, ma incontrerà il Palazzo dei Soviet abbandonato, la Russia dei poeti e storie di ippopotami curati con massicce dosi di vodka. Prefazione di Francesco M. Cataluccio.
15,90

Difesa della poesia. Testo inglese a fronte

di Percy Bysshe Shelley

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2019

pagine: 119

Il pamphlet "Difesa della poesia", opera teorico-letteraria di Percy Bysshe Shelley, fu composto nel 1821, come risposta al saggio del 1820 "The Four Ages of Poetry" ("Le quattro età della poesia") di Thomas Love Peacock nel quale l'autore aveva prefigurato la morte dell'arte nei tempi moderni, caratterizzati dal trionfo della ragione, della scienza e della politica, sostenendo l'inutilità della poesia in un'epoca di progresso e innovazione. Shelley ribatte che non solo la poesia non è prossima a morire, ma è il luogo per eccellenza in cui si sprigiona la facoltà immaginativa dell'uomo, con tutta la sua carica etica e utopica, in vista di un diverso ideale di umanità. Scritto un anno prima della sua morte, "Difesa della poesia" viene considerato il testamento spirituale di Shelley e costituisce uno dei punti di arrivo dell'estetica etica romantica, di cui rappresenta il lascito.
9,50

L'assassinio come una delle belle arti

di Thomas De Quincey

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 99

La fama di Thomas De Quincey (1785-1859), riscoperto e celebrato nel nostro secolo dai surrealisti, è soprattutto legata a due opere: l'autobiografia "Confessioni di un mangiatore d'oppio "(1821) e il trattatello "L'assassinio come una delle belle arti" (1827), che qui si propone nella versione di Massimo Bontempelli. Come scrive Mario Praz nello studio che accompagna il testo, "De Quincey ebbe un morboso interesse per i processi criminali e da questa materia trasse ispirazione per la sua opera". Fantasia nera e umoristica di un genere che ebbe splendida fioritura nell'Inghilterra fra Sette e Ottocento, "L'assassinio come una delle belle arti" argomenta con capziosa ironia un'estetica del delitto che preannuncia il decadentismo.
13,00

Il crepuscolo celtico

di William Butler Yeats

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 156

Nel corso dei lunghi soggiorni presso la dimora del nonno, nella contea di Sligo dell'Irlanda occidentale, il piccolo Yeats ascolta le storie misteriose, le ballate e le fiabe legate alle gesta degli abitanti del regno fatato. Dall'inesauribile arca di leggende, miti e simboli del folclore celtico, germoglierà poi il denso simbolismo della sua poesia che fornisce una delle sue prove migliori fin da questa giovanile raccolta, apparsa in prima edizione nel 1893. Con assoluta levità Yeats tratta la suggestione di cui sono fatti i sogni rendendo appieno il fascino evocativo delle creature immateriali, il mormorio dei folletti, le nebbie del crepuscolo, il cielo stellato.
20,00

Del meno

di Tommaso Landolfi

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2019

pagine: 333

«Già: come si può guadagnarsi la vita inventando elzeviri?» si chiede Landolfi in "Des mois". D'altronde, per lui che dopo "Un amore del nostro tempo" (1965) aveva abdicato alla «follia» di raccontare storie, non c'era altra scelta: questione di sopravvivenza. Ma il punto è un altro: quelli che Landolfi chiama «innocenti raccontini» nulla hanno a che vedere con gli altrui elzeviri. Sono infatti aguzzi e vertiginosi apologhi, aneddoti, memorie, dialoghi morali, visioni apocalittiche e tenebrosi incubi - come quello, indimenticabile, dello scrittore che offre la sua vita per salvare il figlio morente ma poi, atterrito al pensiero di lasciare incompiuta un'opera ormai matura, cede alla «più inaudita ignominia» e lo lascia morire. Elzeviri eccentrici, insomma: dove, catafratto di una lingua estranea, lucente e inscalfibile, ritroviamo tutto Landolfi: le complicate «macchine di parvenze» architettate dagli uomini; il destino che ci vessa in modo «elusivo, schernevole»; i gravosi eppure ineluttabili doveri nei confronti delle persone che «una mala sorte ha gettate in tua funesta balia»; la «vanità d'ogni possibile agitazione» che ci si rivela allorché abbiamo sperimentato «il tristo sapore della ... felicità raggiunta»; il diritto di por fine col suicidio a un «meschino calvario». Né poteva essere diversamente: gli altri scrittori «si acconciano di ciò che è» - sono cioè acquiescenti alla «immaginaria realtà generalmente accettata». Non il radicale, disincantato, temerario Landolfi.
15,00

Libertà

di Paolo Crepet

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2019

pagine: 279

«Da quando ho iniziato a scrivere questo libro ho cercato un'immagine che potesse rappresentare, almeno per me, un'idea "fisica" di libertà. Così una sera, improvvisamente, mi è tornata alla memoria una sensazione lontana, ma ancora vivissima: quella che accompagnava i miei passi di bambino dal bagnasciuga verso il mare nelle estati trascorse a Milano Marittima con la mia famiglia. Una strana percezione di "transizione" che avvertivo quando la sabbia sotto i miei piedi cominciava a perdere consistenza e sostegno, mentre io non ero ancora in grado di galleggiare sull'acqua.» È in questa immagine della soglia da attraversare, con uno stato d'animo in cui convivono timore e coraggio, paura di abbandonare la realtà conosciuta e attrazione irresistibile verso l'ignoto, che Paolo Crepet condensa la sua personale idea della libertà. Ed è da qui che parte il suo viaggio attorno a un concetto che non rimanda a qualcosa che si può toccare o vedere, bensì a un impulso - a volte appena percettibile, a volte prorompente - presente in ognuno di noi e capace di aprire porte e dischiudere casseforti, sollevare tappeti impolverati, agitare venti imprevisti, sfidare rassicuranti quotidianità. In quanto intima consapevolezza di poter fare, bramosia, miraggio, anelito, visione, la libertà può trovarsi ovunque, anche nei luoghi più impensati: in un carcere, in un convento di clausura, in una stanza d'ospedale, in una sala da concerto, in un laboratorio scientifico, in un centro di accoglienza per migranti. Lo testimoniano le biografie delle persone scelte da Crepet come compagni e guide in questo itinerario esplorativo, poiché ognuna ha saputo conquistare, nel duro confronto con le leggi e le regole della tradizione e del presente, un proprio spazio di libertà in cui coltivare un'idea di futuro e speranza. «Questo libro nasce dalla necessità di avviare una ricerca personale che mi riportasse indietro negli anni, per poter riflettere sul tempo che sto vivendo. Scriverlo è stata una provvidenziale provocazione contro ogni seduzione di autarchico appagamento.»
19,00

Abecedario di Andrea Camilleri. 2 DVD

di Andrea Camilleri, Eugenio Cappuccio

Libro

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2019

"L'abecedario di Andrea Camilleri" è l'incontro con uno dei protagonisti indiscussi della letteratura contemporanea italiana e non solo, con la sua biografia, con la sua vita precedente e successiva alla fama come scrittore. Con la sua lingua romanzata e parlata, con la tonalità della sua voce. Con l'immancabile fumo delle sue sigarette. Con il suo pensiero tutto, non solo quello che prende forma nella parola scritta, ma anche quello che vortica nella mente di un uomo instancabile. Andrea Camilleri parla, e lo spettatore viene trascinato da un fiume in piena di parole e di immagini, catturato da un'intelligenza acuta. Da una carica vitale che non teme la franchezza. Da un'ironia e una capacità critica raffinate. Non una semplice intervista dunque, un'opera in video piuttosto, il cui protagonista è appunto Andrea Camilleri. Accompagna la video-intervista un «abecedario parallelo» che trascrive le voci registrate non incluse nel montaggio finale del film.
18,00

Lezioni di anatomia. Il corpo umano in quindici storie

Libro: Copertina rigida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2019

pagine: 126

Tra autobiografia e racconto, saggio e meditazione filosofica, quindici scrittori di grande talento sono stati chiamati dalla Bbc a parlare di una specifica parte del corpo umano. Il risultato è sorprendente e felice: un viaggio buffo e spesso commovente attraverso il misterioso paesaggio dei nostri corpi. Una lezione di anatomia affidata alla fantasia e alla creatività. In "Lezioni di anatomia", ogni scrittore ha ispezionato una parte del corpo diversa, attingendo a ogni possibile fonte: la saggistica esistente in materia, la filosofia, l'esperienza personale. E così, Naomi Alderman si immerge nelle spire degli intestini e della nostra ossessione per il cibo; Thomas Lynch celebra il ventre come fonte costante del miracolo della vita; A.L. Kennedy esplora la stupefacente capacità del naso di rievocare i ricordi, e Philip Kerr ricostruisce la grande storia del cervello e dei chirurghi che hanno insegnato a dissezionarlo. Racconti di: Naomi Alderman, Christina Patterson, A.L. Kennedy, Ned Beauman, Abi Curtis, Kayo Chingonyi, Mark Ravenhill, William Fiennes, Annie Freud, Philip Kerr, Daljit Nagra, Patrick McGuinness, Chibundu Onuzo, Imtiaz Dharker, Thomas Lynch.
22,00

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