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Storia

Convoglio 53. La vera storia di Jean Khaieté scampato alla deportazione

di Giuseppe Altamore

Libro: Copertina rigida

editore: SAN PAOLO EDIZIONI

anno edizione: 2019

pagine: 160

Nel 1940 la Francia subisce l'umiliazione della sconfitta, l'invasione delle truppe di Hitler, la divisione del Paese in due parti, l'imposizione delle leggi e dei provvedimenti razzisti concepiti a Berlino. Jean Khaieté è un giovane ebreo francese, figlio di una famiglia di emigrati sfuggiti ai pogrom della Russia zarista. Egli decide di rischiare la vita per unirsi, fuori dai confini del Paese, alle forze della "Francia Libera", il movimento di resistenza e riscatto ideato e guidato dal generale De Gaulle. L'iniziativa del giovane perseguitato lo porterà a una fuga spericolata in Spagna, che gli salverà la vita e gli permetterà di dare il suo contributo alla vittoria contro il nazifascismo. Una storia che deve essere raccontata soprattutto perché smentisce uno dei più odiosi stereotipi contro gli ebrei: l'accusa secolare di non avere alcun senso di vera appartenenza a una "patria", sentendosi piuttosto parte di una non meglio definita comunità internazionale... per di più sospettabile di chissà quali complotti ai danni dell'umanità. Uno degli ultimi testimoni viventi di quell'epoca di decisioni definitive ci accompagna nel cuore della reazione civile e nobile a ogni forma di antisemitismo e di razzismo.
18,00

Un anno a Lisbona

di Fabio Roccabella

Libro: Copertina morbida

editore: Monte Università Parma

anno edizione: 2019

pagine: 256

È l'estate del 1939 e, mentre un'Europa tremante viene avvolta da una nube funerea, Henri Werz muore. Da quel momento il mondo di sua moglie, Lilian Meyer, riprende a scorrere. Dopo un'intera vita passata ad assistere il marito malato, Lilian si risveglia. Quello che si trova davanti è un mondo che sta per essere inghiottito dalla seconda guerra mondiale: senza voltarsi indietro Lilian si allontana da New York e da quell'intera vita che ricorda come un "gigantesco banco di nebbia" per spostarsi sull'altra sponda dell'oceano Atlantico, a Lisbona. Il destino di quarantamila profughi ebrei e quello di Lilian s'intrecciano in quell'ultimo lembo di Europa neutrale. "Un anno a Lisbona" è un romanzo che attraverso gli occhi "azzurri e limpidi" della protagonista coglie le diverse sfumature di un momento storico che ha segnato il mondo e che ancora oggi si riflette nel nostro presente. Prefazione di Giorgia Calò.
16,00

L'ansia folle del volo. Sul «Diario partigiano» di Ada Gobetti

di Brigitte Maurin Farelle

Libro: Copertina morbida

editore: Aras Edizioni

anno edizione: 2019

pagine: 294

Il Diario partigiano, difficilmente collocabile in una categoria (diario, autobiografia, memoria), dà conto del travaglio spirituale e letterario vissuto da Ada Gobetti durante i venti mesi di lotta e documenta come le vicende storiche abbiano contribuito a ricostruire un'identità. Questo saggio svela un'Ada che è in cerca del senso della propria vita riuscendo così a ritrovare il proprio equilibrio tramite un processo impegnativo. L'ansia di volo va intesa come una sua presa di autonomia rispetto a Piero Gobetti e alla propria famiglia, la scrittura le permetterà di superare il personaggio storico di staffetta o di commissario politico per approdare alla persona e spaziare in una dimensione simbolica se non poetica. Dal Diario partigiano emerge il salvifico recupero dei tempi, facendo sì che il passato sia ormai uno slancio propulsivo per affrontare un presente affannoso e un futuro denso di minacce.
25,00

Il paese dei maccheroni. Storia sociale della pasta

di Alberto De Bernardi

Libro: Copertina rigida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 248

C'erano una volta i maccheroni, trascurati e negletti dai cuochi e dalla gente comune. A un certo punto, accadde qualcosa: una serie di convergenze inaspettate creò le magiche condizioni che permisero, a questo cibo poco valorizzato, di mostrare appieno le sue enormi e squisite potenzialità. Fu così che i poveri maccheroni assursero agli altari della gloria, per essere celebrati sulle tavole italiane e del mondo intero. Ma come è potuto accadere tutto ciò? Quali sono stati gli incastri della storia e del destino, quali gli orchi e quali invece le fate che hanno sancito il trionfo della pasta? Il volume - arricchito da un inserto a colori con immagini d'epoca - ci accompagna lungo questa storia affascinante. Tutto ebbe inizio quando quel semplice impasto di acqua e farina - uno dei composti più comuni dell'alimentazione fin dall'antichità - cominciò a svelare, nelle mani dei mastri pastai di Genova e Napoli, la ricchezza che racchiudeva, la straordinaria malleabilità, l'incredibile capacità di accompagnare i sughi e i condimenti più disparati, di zittire la fame e accendere il piacere; e tutto cambiò quando, fuori dall'ambito domestico e artigianale, i maccheroni si reinventarono come prodotto industriale urbano, imponendosi come «primo piatto» e come unico, autentico cibo nazionale, in grado di esportare l'italianità fuori dalla penisola. L'accurata ricerca di Alberto De Bernardi rivela curiosità e aneddoti di questa vicenda e mette in luce le profonde dinamiche storiche, economiche e culturali di una trasformazione del gusto che è stata anche e soprattutto una trasformazione sociale. La storia della pasta è la storia di un cibo identitario, però aperto al mondo, che invita a «mangiare italiano», ma al contempo attrae e accetta i condimenti e i sughi dei popoli e delle terre con cui entra in contatto; un cibo dunque che parla al mondo, ma che anche porta il mondo in Italia.
32,00

Il tramonto della Langobardía minor. Longobardi, saraceni e normanni nel Mezzogiorno (X-XI sec.)

di Tommaso Indelli

Libro: Copertina morbida

editore: Francesco D'Amato

anno edizione: 2019

pagine: 302

Il X secolo è, storiograficamente, il "secolo di ferro". L'Europa carolingia fu devastata da nuove "invasioni barbariche", dopo quelle che determinarono il crollo dell'impero romano, e popoli sconosciuti minacciarono i suoi confini: Normanni, Magiari, Saraceni. I re e gli imperatori erano ridotti, ormai, a figure simboliche. Mentre gran parte del continente europeo regrediva a livelli economici e demografici antecedenti la breve stagione della "rinascita carolingia" , nel Mezzogiorno d'Italia, la Langobardia minor, erede del regno fondato da Alboino, si frammentava nei principati di Benevento, Salerno e Capua. Il Mezzogiorno partecipava al processo di generale dissoluzione delle eredità del passato, ma, grazie alle personalità straordinarie di Pandolfo I Capodiferro di Capua e Guaimario IV di Salerno, l'eredità politica, culturale ed etnica dei Longobardi riuscì a ritrovare la forza per contrastare l'espansione militare dell'Islam mediterraneo. Ripercorrendo gli eventi che caratterizzarono l'ultima - ma anche la più intensa - stagione di vita della Langobardìa minor, il libro si sofferma non solo sulle personalità dei principi, legislatori e condottieri, in grado di segnare un'epoca, ma anche sugli uomini di Chiesa e di cultura, sui monaci e i medici, i poeti e gli eruditi come Desiderio di Montecassino, Alfano di Salerno, Costantino l'Africano, Trotula de Ruggiero. Accanto ad essi, le grandi personalità dei papi della Riforma ecclesiastica - Leone IX, Niccolò II, Gregorio VII - alle prese con la corruzione della Chiesa, la lotta contro gli imperatori germanici, lo scisma degli Ortodossi, le incursioni dei Saraceni e dei Normanni. Tutte furono figure emblematiche costrette, loro malgrado, a misurarsi con un'epoca dura, ma non aliena da grandi e significativi cambiamenti culturali.
16,00

L'«immensa palacia regum...» e l'hortus magnus. Storia di Salerno Medievale

di Rosa Fiorillo

Libro: Copertina morbida

editore: Francesco D'Amato

anno edizione: 2019

pagine: 159

Il volume racchiude gli studi condotti sull'area urbana antica mente detta Orto Magno e compresa tra il Quartiere Mutilati, via San Benedetto, largo san Giovanni, la piazzetta del Crocifisso e via Masuccio Salernitano. Qui, sulle terre di proprietà del monastero benedettino, sorsero il palazzo di Roberto il Guiscardo, il duca normanno che decretò la fine della presenza longobarda a Salerno, l'acquedotto e la chiesa di san Giovanni. Con una puntuale lettura architettonica e stratigrafica si dimostra come l'edificio a lungo ritenuto la sede del potere normanno altri non è che uno dei tanti palazzi di pieno XII secolo che mutarono l'immagine della stessa Salerno unitamente all'acquedotto e al monastero.
20,00
12,00

La linea d'ombra. Roma 1378-1420

Libro: Copertina morbida

editore: Viella

anno edizione: 2019

pagine: 472

"La linea d'ombra" indaga gli "oscuri" decenni che intercorrono fra il ritorno della corte pontificia a Roma dopo il periodo avignonese (1378) e la conclusione dello scisma, con il definitivo ingresso in città di Martino V Colonna (1420). Sempre percepito come "di transizione" fra Medioevo e Rinascimento, questo periodo turbolento e insicuro è però anche quello in cui la città di Roma ricostruisce il proprio ruolo e gli strumenti visivi e letterari che lo esplicitano e lo visualizzano, di volta in volta ritratta quale cumulo di rovine abitate da banditi e bestie selvagge, o come luogo di impareggiabile fascino e conservazione di memoria. Il volume include studi in più di un campo "tecnico": la scultura e i monumenti funerari, la pittura e i nomi degli artisti, la precoce attività nei monasteri, la città già meta di viaggio e di esplorazione dell'Antico per i grandi artisti del primo Rinascimento.
58,00

Il bambino medievale. Storia di infanzie

di Angela Giallongo

Libro: Copertina morbida

editore: Dedalo

anno edizione: 2019

pagine: 320

Uno sguardo originale sulle abitudini educative del Medioevo e sui modelli di comportamento adottati dagli adulti nei confronti dei minori. Come visse il senso dell'infanzia il Medioevo? Quali condotte sociali adottarono gli adulti per allevare ed educare i loro figli? Quali furono i comportamenti maschili e femminili? A questi e ad altri interrogativi risponde il saggio che, attraverso il ricorso a varie testimonianze scritte e iconografiche, restituisce gli atteggiamenti, le riflessioni, i comportamenti, le emozioni, i sentimenti e le raffigurazioni dei contemporanei a riguardo. Da sant'Agostino, che trovava odioso persino il ricordo di essere stato bambino, a Christine de Pizan, che attribuiva ai giorni felici della sua infanzia il merito di averla aiutata a superare le avversità della vita: una panoramica approfondita e affascinante sul mondo dei bambini nel Medioevo nei vari ambiti sociali, nelle campagne, nelle corti, nelle città, nelle scuole ecclesiastiche e comunali, nei monasteri. In primo piano anche l'"altra" infanzia, quella femminile, molto diversa - allora come oggi - da quella maschile.
17,90

La guerra delle Due Rose. La nascita dell'Inghilterra moderna

di Roberto Chiavini

Libro: Copertina morbida

editore: Odoya

anno edizione: 2019

pagine: 186

La guerra civile che ha insanguinato l'Inghilterra nella seconda metà del XV secolo è una delle principali fonti utilizzate da George R.R. Martin per le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, per l'incredibile successo televisivo del Trono di Spade. Ma come si svolse il vero conflitto? È stata realmente la punizione divina per l'usurpazione di Enrico IV Bolingbroke ai danni del legittimo Riccardo II come la propaganda Tudor ha cercato di tramandare? Oppure è stato il frutto malato della deriva morale che travolse la nobiltà inglese alla fine del Medioevo, come ricostruito dalla storiografia vittoriana? Molteplici personalità presero parte al conflitto: re e regine, usurpatori e consiglieri malfidi, vittime innocenti e sovrani impazziti. Uno spazio particolare è riservato nel libro alle molte protagoniste femminili di quei decenni. Parleremo anche delle battaglie che infiammarono il paese, delle rotte e delle ritirate, dei tradimenti e dei colpi di scena, molti dei quali ripresi dallo stesso Martin, mettendo in luce come la sua fonte principale sia stata non tanto la storia di per sé, ma la sua reinterpretazione a opera di Shakespeare, il primo a riunire sotto un unico arco narrativo l'intera sequenza di conflitti dinastici che insanguinò l'Inghilterra fra la deposizione di Riccardo II nel 1399 e la salita al trono di Enrico VII Tudor all'indomani della vittoria di Bosworth nel 1485. Accanto alla storia illustreremo come i fatti siano stati riletti dalla letteratura (a partire da Walter Scott, che a quella guerra civile assegnò il nome con cui è stata poi per sempre identificata), dal cinema, dalla televisione e dagli altri media contemporanei.
16,00

Sia lode ora a uomini di fama

di James Agee, Walker Evans

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 516

Nell'estate del 1936 la rivista Fortune invia in Alabama un giovane scrittore, James Agee, e un fotografo, Walker Evans, per lavorare a un articolo sulla «vita quotidiana e l'ambiente di una famiglia media bianca di contadini fittavoli». Sono gli ultimi anni della Grande depressione, ma la morsa che stritola i coltivatori di cotone non accenna ad allentarsi. Agee ed Evans decidono di immergersi in quel mondo, di abitare nelle case dei contadini condividendo ogni aspetto della loro esistenza, per cercare di trasmettere ciò di cui sono stati testimoni. Ben presto devono però rendersi conto che il rapporto con un'umanità così esausta, la bruciante vicinanza col reale sono impossibili da restituire attraverso i mezzi espressivi tradizionali. «Impubblicabile» è il giudizio di Fortune sul materiale raccolto: troppo vero e diretto, troppo complesso e vasto. Quella che doveva essere una semplice inchiesta si è trasformata in un oggetto letterario che sfugge a qualsiasi catalogazione. Romanzo, saggio, reportage appassionato e stravolto, Sia lode ora a uomini di fama è soprattutto un'illuminazione poetica, in cui visione e linguaggio coincidono con l'impegno più rigoroso nei confronti della materia narrata. Accolto con entusiasmo dalla critica, il libro incontra una fortuna crescente, fino a elevare Agee tra i grandi cantori dell'America, insieme a William Faulkner e John Steinbeck. A decenni di distanza, il viaggio di Agee ed Evans nel cuore del Sud rimane un'opera fondamentale che trascende il tempo e le generazioni: un immenso paesaggio con figure, dipinto di polvere e luce, in cui gli inganni che coscienza e percezione giocano all'osservatore sono indagati con un'attenzione tanto spietata quanto è pudica e rispettosa quella riservata agli osservati: esseri umani feriti, eppure misteriosamente sfiorati da nobiltà e grazia. Prefazione di Luca Briasco.
25,00

Calendario civile europeo. I nodi storici di una costruzione difficile

Libro: Copertina rigida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 523

«Cari amici, il progetto a cui vi proponiamo di collaborare nasce dalla convinzione che alle radici della crisi attuale dell'Europa vi siano certamente ragioni politiche ma anche responsabilità, inadeguatezze e inerzie della cultura. Inadeguatezze e inerzie di lungo periodo, divenute ancor più evidenti dopo l'allargamento dell'Unione europea a quella parte dell'Occidente a lungo «sequestrata» dal comunismo sovietico (per dirla con Milan Kundera): quell'ampliamento avrebbe dovuto imporre un radicale salto di qualità nella circolazione e nel confronto culturale, ma esso non è stato neppure tentato. Senza dimenticare la perdurante e forse accresciuta «ignoranza reciproca» negli stessi paesi di più antica appartenenza alla comunità euroea. Ache per questo, forse, di fronte a processi di dissoluzione che appaiono talora quasi inarrestabili - ben oltre la Brexit - rischia oggi di prevalere una rassegnazione impotente. Un'abdicazione comunque grave: ancor più grave, per quel che ci riguarda, perché alcuni nodi culturali di questa crisi chiamano in causa anche il nostro lavoro di studiosi. Chiamano in causa cioè la nostra capacità di far avanzare una riflessione complessiva sui nodi storici di una costruzione difficile, per citare direttamente il sottotitolo del progetto. Una riflessione capace di offrire alle differenti narrazioni e memorie nazionali punti di riferimento che possano favorire confronti e dialoghi fra storiografie e culture. Come è facile comprendere, si tratta in primo luogo di delimitare il campo di questo lavoro collettivo. Ogni scelta implica una selezione: in questo caso particolarmente difficile, e quindi discutibile. La prima delimitazione che ci siamo imposti è indubbiamente drastica, ed è temporale e tematica al tempo stesso. Nell'immaginare questo libro abbiamo deciso cioè di prendere avvio dalla prima guerra mondiale e dalla dissoluzione degli imperi, lasciando spazio solo a due «precedenti» che annunciano già i due filoni centrali nella costruzione dello scenario europeo: il nodo dei diritti costituzionali e quello dei diritti sociali. Per ogni voce abbiamo indicato anche una data simbolo. Ovviamente non intendiamo ridurre ad essa la trattazione dei temi generali di volta in volta indicati, che sono il vero oggetto del libro: talora però anche la data può rendere più visibile una direzione di marcia o una questione aperta. È sufficiente scorrere l'indice per cogliere l'intrecciarsi di momenti fondativi, momenti tragici (talora ignorati o rimossi) e momenti controversi. È nostra convinzione che solo dall'intreccio di queste tre differenti tipologie si possa ricavare una percezione più approfondita e consapevole dello stato effettivo della costruzione europea. Una costruzione che appare straordinariamente complessa e problematica, e insieme necessaria e addirittura ineludibile, nella prospettiva di un futuro che non voglia essere di involuzione e di conflitti.» (Angelo Bolaffi e Guido Crainz)
35,00

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