Libri Storia dell'arte: stili artistici: Novità e Ultime Uscite

Storia dell'arte: stili artistici

Minimal Baroque

di Gianluca Pacchioni

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori Electa

anno edizione: 2021

pagine: 320

La storia "per oggetti d'arte" di Gianluca Pacchioni, artista, scultore e designer, dalla scoperta dell'amore per il ferro e della sua vocazione di artista, a Parigi negli anni '90, allo studio/laboratorio in una vecchia fabbrica di Milano, dove produce opere d'arte in metallo e pietre, edizioni limitate di oggetti di design destinate alle abitazioni, gallerie e collezioni di tutto il mondo. La sua ispirazione nasce dalle linee pulite del classicismo italiano e dal minimalismo giapponese, con un approccio sperimentale e innovativo che esplora nuovi materiali, dal ferro, all'acciaio al bronzo, al marmo e alle pietre semi-preziose. Arrivato all'arte dopo gli studi in Economia alla Bocconi è uno degli esponenti dell'Art Design e ha esposto alla grande mostra Homo Faber, a Venezia presso la Fondazione Giorgio Cini, durante la Biennale del 2018. Questo volume è il risultato di una collaborazione decennale con il fotografo Lorenzo Pennati e racconta il percorso della sua arte con oggetti di interiors (come la libreria Collapse e i paraventi in bronzo), opere d'arte e installazioni site specific. Il libro è in lingua inglese.
85,00

Piero della Francesca

di Henri Focillon

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2021

pagine: 160

Questo volume dedicato a Piero della Francesca uscì postumo, a Parigi, nel 1952. Il materiale fu vagliato e messo insieme da alcuni allievi sulla base di un consistente brogliaccio e di molte note conservate. La scansione dello scritto che Focillon dedicò in forma opportunamente didattica e breve a Piero possiede anche una metrica giustamente elementare. Così, all'apertura di paese e di geografia della storia, di momento storico non metafisico e neppure cronologico, fa seguito la vita dell'artista e una sommaria traccia della sua attività, non priva di alcune proposte anche a riguardo di opportunità cronologiche e di stile. Poi, il metodo informativo si alza nuovamente a ridosso della proposta di indagare a riguardo dei maestri della prospettiva e soprattutto di Leon Battista Alberti, nel cui magistero parallelo e incisivo le parole di Focillon sembrano trovare già l'interesse tematico che, nel dopoguerra, sarà Chastel ad approfondire nel mondo fiorentino e nel neoplatonismo. Ora, il lettore potrà segnare i punti del suo indubitabile interesse, come è giusto che si faccia, sfogliando le pagine di una così intensa ed elegante proposta di studio e di approfondimento. È inutile, di fronte a una tessitura che è insieme propositiva e definitiva, che si perseguano in questo scritto di informazione tutte le qualità che il testo evidenzia con nitore nel corso della lettura. Analisi come quelle dedicate all'ossessione del pittoresco, del romanzesco e del contenuto; individuazioni di metodo come quella della nozione di evento; assaggi appena suggeriti in direzione di classificazioni tipologiche o psicologiche; oppure, infine, l'offerta didattica di ciò che lega architettura, paesaggio e senso del tempo; sono solo brevi appunti che ognuno potrà meglio attivare e colmare, magari correndo proprio a riaprire le pagine un po' ingiallite di quel singolare, fruttuoso e interminabile libretto che è dedicato alla «Vita delle forme». Il folto succedersi di acquisizioni e di nozioni che si è addossato negli anni su un tema fondamentale come quello di Piero rende disagevole dire in quale positivo luogo sosti, quanto a filologia stretta, il vantaggio di questo scritto. E soccorre tuttavia dire che la base spesso magistrale delle sue pagine offre al lettore una vera, mobilissima capacità di interpretazione. La ricchezza dei moduli di questa materia imponente si propone in maniera spontanea, e in fondo la chiarezza dell'impianto conoscitivo è già essa materia sufficiente per un alto ingresso critico nel problema. Alla fine di una serie di ore di lavoro passate insieme a Henri Focillon tra le opere di Piero, nel corso di un ideale seminario di analisi e di studio, ci si accorge che la qualità delle informazioni è insolitamente elevata e che il passo del maestro, la sua stessa pacata parola, si sono appena allontanati da noi, lasciandoci immersi in una consistente ammirazione. (Dallo scritto di Andrea Emiliani)
20,00

Arcimboldo

di Roland Barthes

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2021

pagine: 80

Tanto regolata e coronata dal successo fu la vita di Giuseppe Arcimboldo, quanto accidentato e censurato dall'oblio il destino postumo delle sue opere. Pittore tra i più amati, lusingati e imitati del suo tempo, svolse onorata carriera al servizio di arcivescovi e imperatori; i suoi dipinti subirono invece il flusso di alterne vicissitudini, andarono in gran parte dispersi e confusi nella massa delle modeste e anonime imitazioni. Intravista come «curiosità» e relegata nella sottospecie dei «capricci e bizzarrie» dal gusto dominante, la sua opera fu pressoché ignorata dalla letteratura artistica ufficiale, o citata solo accidentalmente, spesso a sproposito; questo artista strabiliante è stato un «caso», vagamente romanzesco, della storia dell'arte, e la sua biografia rimane affidata alle sole testimonianze dei ridondanti panegirici che gli dedicarono i suoi contemporanei e alle puntigliose note spese riesumate dagli archivisti tra i documenti e la contabilità dei suoi potenti mecenati. (Dallo scritto di Corinna Ferrari)
12,00

Girolamo da Carpi

di Alessandra Pattanaro

Libro: Copertina morbida

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2021

pagine: 552

Girolamo Sellari (Ferrara 1501-1556) è due anni più giovane di Giulio Romano, di due più anziano di Parmigianino, coetaneo di Perino del Vaga. I suoi modelli compositivi sono Raffaello, Giulio Romano, Parmigianino, Peruzzi, Polidoro da Caravaggio e, ovviamente, l'antico. Alle spalle di tutto è il background ferrarese di corte al quale Girolamo ha accesso tramite il padre Tommaso, del quale nulla resta, ma che dai documenti d'archivio si presenta come figura polifunzionale alla corte degli Este, dal 1503 al 1545, decoratore, corniciaio, scenografo; con lui Girolamo, giovane apprendista, ha accesso allo studio dei marmi e al camerino di Alfonso d'Este nella sua progressione, prima di trasferirsi a Bologna alla metà degli anni venti. Nella città pontificia, come attesta Giorgio Vasari, esegue molti ritratti, un genere in cui diventa specialista e che agevolerà il suo rientro alla corte estense all'avvento del nuovo duca Ercole II (1534), presso la quale sarà attivo anche come architetto fino alla morte (1556), salvo una lunga parentesi romana in cui servì il cardinale Ippolito II d'Este e, brevemente, il papa Giulio III (1550-1553). In questo libro, a più di 40 anni dalla monografia di Amalia Mezzetti, si presentano, per la prima volta strettamente interrelate, in forma monografica, l'opera pittorica e grafica. Costituisce una novità lo stesso catalogo dei disegni sciolti del maestro, riferibili a tutta la carriera del pittore, e irrinunciabile integrazionedel corpus del già bene noto Taccuino Romano (Canedy, 1976; distribuito tra la Rosenbach Library di Philadelphia, la Biblioteca Reale di Torino e il British Museum di Londra), composto da disegni di formato lungo e stretto, che annotano, copiano, estrapolano, nei tardi anni del soggiorno nell'Urbe, modelli dall'antico e dal moderno per uso personale e della bottega.
65,00

Percorsi di storia artistica e storiografia. Roma, l'Italia e l'Europa fra il Seicento e il Settecento

di Carmelo Occhipinti

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2021

pagine: 684

Le pagine dei principali testi di storiografia artistica italiana ed europea, tra XVII e XVIII secolo, possono aprirci prospettive sorprendentemente stimolanti non solo sui grandi maestri del Cinquecento e sulla loro fortuna, ma anche sulle vie del mercato dell'arte in rapida espansione, sui canali di circolazione delle conoscenze, sul linguaggio in continua trasformazione, sui modi sempre mutevoli di concepire la geografia artistica e di interpretare gli avvicendamenti delle epoche della storia: dall'età antica al Medioevo, fino alle diverse rinascite, ai manierismi e, infine, alle rivoluzioni. Mentre la progressiva specializzazione degli interessi disciplinari, favorita dall'esperienza dei primi musei pubblici, provocò la rottura di quel "dialogo" tra la pittura e la scultura, che da sempre aveva contraddistinto le abitudini di fruizione e sollecitato i dibattiti sul "paragone" tra le due arti "sorelle", prese finalmente avvio in Italia, nel corso del Settecento, una moderna riflessione sulla tutela del patrimonio, nonché della memoria storica dei luoghi.
59,00

Venere. Natura, ombra e bellezza

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 216

Dedicato a Venere, divinità dell'Olimpo greco dalle numerose sfaccettature, il volume indaga le sue svariate raffigurazioni archetipiche, mettendone a fuoco i diversi aspetti: dalle origini classiche del mito alle sopravvivenze nella cultura, nella letteratura mitografica e poetica e nelle immagini fino al primo Seicento. I saggi critici, le approfondite analisi delle opere e delle loro storie e le numerose immagini pubblicate in volume raccontano la Venere Pandemos, divinità legata alla fecondità naturale e generatrice di tutte le cose, la Venere Urania figlia di Ouranos espressione dell'amore divino, la Venere Cnidia di Prassitele, capolavoro assoluto dell'immaginario della bellezza femminile. Venere è inoltre protagonista di favole e presta le sue sembianze anche ad altre figure del mito antico, dando luogo a travestimenti e a interpretazioni complesse, che animano la letteratura e l'arte rinascimentale e barocca. Ma Venere, madre di Cupido nella mitologia antica, è anche soggetta alla variabilità delle occasioni declinando il suo potere in termini ora naturalistici ora erotici, come nel caso dell'arazzo tessuto a Mantova su disegno di Giulio Romano, ma anche in altri aspetti legati all'inganno, alla magia e alla stregoneria, che troveranno espressione nella letteratura e nelle immagini fino al Cinquecento e al Seicento. Infine Venere resta la dea della bellezza secondo il Giudizio di Paride e dunque è divenuta il modello ideale della bellezza femminile, come testimoniano le stanze delle famose Veneri, dove venivano collezionati i ritratti delle donne più belle delle corti italiane ed europee che si confrontavano con la divinità, a partire all'esplosione del fenomeno del collezionismo alla fine del Cinquecento e nel Seicento, come testimonia, fra gli altri il "camerino delle belle" nel Palazzo Ducale a Mantova.
35,00

Ettore Modigliani. Atti del convegno

Libro

editore: Skira

anno edizione: 2021

25,00

Storie meridiane. Miti, leggende e favole per raccontare l'arte

di Lauretta Colonnelli

Libro: Copertina rigida

editore: Marsilio

anno edizione: 2021

pagine: 352

Non si tratta di una guida, né di una raccolta di saggi, ma di una serie di racconti brevi, in cui però niente è inventato. Ogni racconto nasce da un incantamento per un dipinto, una scultura, un'opera di architettura, un capolavoro letterario. Da queste storie si affacciano figure mitologiche e personaggi realmente esistiti, dal tempo della Magna Grecia ai giorni nostri. Le immagini di questi personaggi, o le loro opere, si trovano sparse in musei che quasi nessuno conosce, o in palazzi privati, o in siti archeologici impervi da raggiungere ma carichi di magia, o in parchi disseminati di opere d'arte contemporanea. Un patrimonio immenso che non si finisce mai di scoprire. E narrandolo si vedono trascorrere nelle terre del Sud i tempi di guerra e i tempi di pace, le feste e le epidemie, la nascita delle civiltà e il loro dissolversi. Si vedono passare gli eserciti e i migranti che venivano dal mare, o dai lontanissimi paesi del Nord, o dal vicino Medio Oriente. Si riconoscono gli intrecci di religioni e culture, di usi e costumi, di vicende private che sembrano d'oggi e invece si svolsero migliaia di anni fa. E di ogni cosa è rimasta traccia.
29,00

Antonello Gagini e la Pietà. Storia di un capolavoro riscoperto

di Gianfrancesco Solferino

Libro

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2021

pagine: 142

Questo libro solleva il velo di mistero che da più di due secoli avvolge come un'aura la Pietà di Soverato, capolavoro marmoreo di Antonello Gagini scolpito cinquecento anni or sono per l'ordine degli Agostiniani zumpani. Dalla collocazione originaria al culto tributatogli nei secoli, passando attraverso l'artista, la committenza, il senso più recondito del suo significato iconografico e iconologico, sono molteplici gli aspetti affrontati dall'autore. Non ultimo, l'infelice storia conservativa, la ferocia del tempo e della mano dell'uomo e, finalmente, la rinascita nella nuova sede, tra il rispetto e l'ammirazione di un popolo che nel prezioso manufatto di Antonello Gagini riconosce il duplice significato di oggetto di culto e di opera d'arte. Ne viene fuori una piccola grande storia scritta da uomini che nell'arte e nella bellezza cercavano una via per scalare il cielo, un racconto avvincente che attraverso le vicende di un piccolo mondo, rievoca il senso più vero e autentico della resilienza meridionale, tenacemente forte nonostante le grandi intemperanze della natura e gli accadimenti della storia.
19,00

Giovan Battista Moroni. Ritorno ad Albino

Libro: Copertina morbida

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2021

pagine: 64

La mostra e il relativo catalogo celebrano il quinto anniversario della nascita di Giovan Battista Moroni (c. 1521 - 1579/80), presentando una selezione di opere legate per ragioni diverse al borgo natale dell'artista, Albino. Nella prima sezione, intitolata Inizi, sono raccolte alcune sue prove giovanili. Si prosegue con Ritratti e personalità albinesi, una sezione dedicata al genere in cui il pittore eccelleva (quello del ritratto), anche tramite personaggi che hanno intrecciato la loro storia con quella di Albino. In questa sezione, ad esempio, sarà esposto il Ritratto di Bartolomeo Colleoni che servì da modello all'incisione pubblicata nell'Historia della vita et fatti dell'Eccellentissimo capitano di guerra Bartolomeo Coglione, scritta da Pietro Spino, umanista di origini albinesi. Infine, una sezione dedicata ai Ricordi, quadri destinati alla devozione privata eseguiti a partire da opere pubbliche che hanno riscosso particolare successo nella vicenda artistica di Moroni. 
9,00

Fra antropologia e storia dell'arte. Saggi, conferenze, frammenti

di Aby Warburg

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 726

"A leggere la vastissima bibliografia critica - e spesso agiografica - su Aby Warburg, si ha l'impressione che la sua opera, edita e inedita, cosí spesso citata, ricordata e utilizzata. sia tuttora avvolta da una luce crepuscolare, da quella che Nietzsche avrebbe chiamato «una notte di alberi scuri». L'intento di questa silloge, che raccoglie saggi, frammenti, conferenze, è delineare un orizzonte piú nitido della sua ricerca, spesso cosí frammentaria, muovendo dagli interrogativi fondamentali che l'autore si è posto, e dalle funzioni che egli ha di volta in volta assegnato ai suoi scritti. È un tentativo - pur sempre parziale - di cogliere il senso e lo sviluppo del suo pensiero attraverso l'esercizio tipico e "violento" dell'interprete e del traduttore, che si fonda su un lavoro storico e filologico, e che si prefigge di contribuire a corrodere immagini scontate o ricorrenti mitologie. Detto altrimenti: si tratta di far emergere quella capacità di vedere in grande che un autore come Warburg richiede e pretende, visto che la sua riflessione è come una ragnatela che egli ha tessuto e tenacemente sviluppato e infittito nel corso della sua intera vita. Una ragnatela che si prefiggeva di indagare le modalità espressive che stanno a fondamento dell'orientamento umano e che sono oggettivate nei linguaggi, nei simboli, nei segni e nelle immagini. Perciò Warburg si era proposto di ampliare e amplificare la vita psicologica dell'uomo attraverso quel metodo che ha definito come psicostorico. Ma forse è destino dei grandi pensieri non comprendere fino in fondo se stessi. E Warburg è andato appunto spesso ben oltre le intenzioni che si era prefisso. Ciò spiega - almeno in parte - perché la sua opera sia stata modificata da tutti i presenti che si sono accavallati, e che non hanno esitato a interpretare e a disancorare il suo lascito dal contesto in cui era maturato. Certo è che senza decodificare il suo particolarissimo linguaggio è arduo cogliere come la sua produzione scritta e la sua attività volta a fondare la celebre Biblioteca siano connesse, siano nel loro insieme simili a un macrotesto che deve essere ricostruito e collegato internamente. Per penetrare il senso dei testi warburghiani occorre dunque adeguarsi alla mobilità delle formulazioni, distinguere ciò che è essenziale dal contingente, individuare in divenire la sua opera". (dall'Introduzione di Maurizio Ghelardi)
85,00

Arte veneta. Rivista di storia dell'arte

di AAVV

Libro: Copertina rigida

editore: ELECTA

anno edizione: 2021

pagine: 248

Il numero 77 di "Arte Veneta", la rivista dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Fondata nel 1947 - sotto la presidenza di Giuseppe Fiocco e la direzione scientifica di Rodolfo Pallucchini - "Arte Veneta" è divenuta nel tempo tra le più importanti pubblicazioni specialistiche di storia dell'arte. Apre il presente numero il saggio di Mauro Minardi dedicato a una nuova testimonianza della prima attività di Lorenzo Veneziano; seguono i temi di ambito rinascimentale trattati da Davide Civettini, con una rilettura del San Michele Arcangelo in San Michele Extra a Verona, e da Michele Guida Conte che prende in esame l'altare Velo in Santa Maria dei Servi a Vicenza, finora toccato solo dalla storiografia locale. Il volume prosegue con interessanti saggi di ambito cinque-seicentesco - di Wolfgang Wolters, che analizza il contributo di Tintoretto alla retorica autocelebrativa della Serenissima, e di Vincenzo Mancini, che ripercorre, con il supporto di nuovi dati, il percorso di Luca Ferrari a Padova fino a comprendere l'importante approfondimento di Monica De Vincenti e Simone Guerriero dedicato ad Antonio Corradini "Prometeo Tritoniano" della scultura veneziana, e quello di Olga Piccolo che fa luce sulla collaborazione tra Giovanni Battista Cavalcaselle e i primi due direttori della National Gallery di Londra, Charles Lock Eastlake e William Boxall. Segue la sezione delle segnalazioni, dove spiccano interessanti ritrovamenti - fra cui un disegno di Carpaccio alla Galleria Nazionale delle Marche presentato da Denis Morganti - e in chiusura, per le Carte d'archivio, i testi di Matteo Ceriana e Anna Pizzati, che fanno luce su Antonio Rizzo nella chiesa veneziana di Sant'Elena; di Georgios Markou, con una proposta sulla provenienza della Madonna con il Bambino di Giovanni Bellini del Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City; e, infine, di Giordana Mariani Canova che presenta il ritrovamento di un nuovo inventario, datato 1729, della galleria di dipinti dell'appartamento dell'abate del monastero benedettino di Santa Giustina in Padova. Tutti i contributi sono corredati da un ricco apparato iconografico.
95,00

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