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MONDADORI: Biblioteca umoristica Mondadori

Napolitudine. Dialoghi sulla vita, la felicità e la smania 'e turnà

di Luciano De Crescenzo, Alessandro Siani

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2019

pagine: 115

"La napolitudine è un tipo di nostalgia inspiegabile, perché a me Napoli manca sempre, persino quando sono lì. Io la napolitudine la sento sempre, anche mentre passeggio tra le bancarelle di San Gregorio Armeno e sfioro i pastori creati dai maestri artigiani. Mi si arrampica sulle papille gustative, stuzzicate dal profumo delle sfogliatelle appena sfornate. Mi accompagna come l'ammuina dei vicoli, che ritrovo immutata nel tempo, o come il profilo del Vesuvio, un paesaggio unico al mondo. Insomma, questa nostalgia avvolge tutti i miei sensi e mi agguanta lo stomaco come una mano fatta di tufo, la materia vulcanica nata dalla concentrazione di lava, pomici, cenere e lapilli, su cui è costruita l'intera città." I portoghesi la chiamano saudade, il popolo partenopeo napolitudine, ma il sentimento è lo stesso, la malinconia, o più semplicemente quella smania 'e turnà che attanaglia tutti coloro i quali, napoletani e non, sono costretti per un motivo o per un altro ad allontanarsi dalla tanto amata Napoli. Lo sanno bene Luciano De Crescenzo e Alessandro Siani, due napoletani doc, che di questo sentimento sono vittime. E così si incontrano tra le pagine di un libro e in veste di moderni pensatori si divertono e si confrontano sulla Napoli di ieri e di oggi, osservandola con l'occhio amorevole di chi è consapevole sì delle sue eccellenze, ma anche delle molteplici contraddizioni.
17,00

Ogni cosa è fulminata. Alla ricerca delle Picicì (Piccole Cose Certe)

di Luciana Littizzetto

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2018

pagine: 170

I tovagliolini dei bar che non asciugano, i cartelli stradali che ti abbandonano sul più bello, le calze che si bucano appena le metti, la paletta della scopa che lascia sempre una striscia di polvere ("la sottile linea grigia"), l'apertura impossibile del tonno in scatola, le date di scadenza illeggibili, i tubetti di pomata che appena li apri esplodono... Questo nuovo libro di Luciana Littizzetto è un manifesto sull'importanza trascurata di quelle piccole cose che potrebbero facilitarci la vita e invece ce la complicano. Un piccolo capolavoro di letteratura umoristica che diventa anche un elogio della delicatezza, della sensibilità, dell'attenzione. Contro la prepotenza, la superficialità, l'incuria. "Sarò la portavoce, l'ambasciatrice, la paladina delle micro-rotture del quotidiano, le incongruenze con le quali tutti, tutti i giorni, abbiamo a che fare. Quelle che ti fanno dire: 'Ma perché? Ma ti sembra normale che? Non sarebbe più facile se?'. I piccoli e grandi scontri con un reale che sembra lontano dalla logica e dal buon senso. Vedrei con favore un partito che si occupasse delle cose quotidiane, che promettesse di risolvere minuzie che intossicano giorno dopo giorno il nostro tran tran abituale. Il partito delle Picicì, Piccole Cose Certe." I grandi comici e gli scrittori migliori hanno il potere di osservarci quando crediamo che non ci veda nessuno, mentre ci incagliamo nella vita e nei suoi inciampi. Per questo ridiamo così tanto con Luciana Littizzetto, perché ci sentiamo meno soli.
19,00

È tutto calcolato! Teoremi e funzioni per risolvere i piccoli problemi quotidiani

di Lorenzo Baglioni

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2018

pagine: 112

«E a che ti serve?» «Devi forse imparare a fare il resto alla cassa del supermercato?» E giù, grasse risate, dando di gomito all'amico accanto. Ecco questa era solo una delle tipiche reazioni che suscitavo negli altri quando con ingenua naturalezza affermavo: «Studio matematica all'università». Il ganzissimo Lorenzo Baglioni, quello delle canzoni sulle leggi di Keplero e de "Il congiuntivo", portata a Sanremo, ha scritto questo libro insieme al fratello Michele come risposta a anni e anni di sfottò. Cresciuto a Greve in Chianti (FI), ha coltivato la sua passione per le discipline scientifiche in un paese dove perlopiù si coltiva la vite per fare il vino. Liceo scientifico e poi laurea in matematica all'Università di Firenze, generando in amici e conoscenti un moto perpetuo rettilineo uniforme di sarcasmo dritto in faccia: «Roba inutile», «Pippe mentali», «Prr, io in matematica ho sempre avuto 3!», affermato con un certo orgoglio. E invece sapere la matematica aiuta davvero a vivere meglio, come si accorgerà il lettore di questo libro, grazie agli utilizzi pratici proposti dall'autore. Le disequazioni servono, ad esempio, a capire se lei/lui ci sta, semplicemente mettendo in rapporto le aree dei messaggi inviati in chat. I logaritmi ci spiegano come cambia la percezione che abbiamo della bellezza delle ragazze quando si muovono in gruppo, aiutandoci a trovare quella che ci ruberà il cuore. E che dire della distribuzione binomiale di probabilità, che ci spiega come mai non riusciamo mai a trovare il decimo giocatore per una partita di calcetto? O del fatto che, tramite l'utilizzo di vettori e funzioni, siamo in grado di calcolare in maniera più precisa quanto sono efficaci i nostri post sui social network? Questo libro, brillante e divulgativo, è la grande rivincita di tutti coloro che hanno studiato al liceo scientifico, erroneamente considerati inferiori a quelli che hanno fatto il classico. Baglioni dimostra che chi sa di logaritmi, funzioni, equazioni e disequazioni è in grado di descrivere la realtà come e più di chi sa il latino e il greco antico.
17,00

Sani Gesualdi superstar. Nabbe nel IIII, morve nel 1777

di Nino Frassica

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2017

pagine: 185

Questo libro fa ridere. Più di qualsiasi altro vi capiti di leggere. Fate la prova, apritelo e sarete subito travolti da un incipit folgorante: «Sani Gesualdi nabbe nel 1111 (millecentoundici) e morve nel 1777 (millesettecentosettantasette). Nabbe da Sgallatta Alfredo, soprannominato Scandurra Gaetano, e da Scamarda Agata, vista da destra, o Agata Scamarda, vista da sinistra. Il padre faceva l'indossatore, la madre era casalinga, tutta casa e chiesa, era madre di 106 figli. Sani era il primo gemito, e lo chiamarono Gesualdi, e, per non confondersi, i rimanenti 105 fratelli li chiamarono "Coso" oppure "Cosa" a seconda del sesso. Il fratello più piccolo, di nome "Coso" (106° figlio, ultimo nato), ancora vive. Gli ultimi saranno i primi nella vigna!». Questo è il libro dei nanetti di Sani Gesualdi raccontati da Frate Antonino da Scasazza. Che è un piccolo paese della mente, senza mafia e dove è sempre festa, della provincia siciliana. Il Santo protettore dei nanetti (aneddoti, secondo il linguaggio storpiato di Frate Antonino) nacque nel migliore programma televisivo di sempre, «Quelli della notte» di Arbore, nel 1985. E qui codificò il nuovo esilarante genere letterario. Nello stesso anno Frassica pubblicò questo capolavoro di nonsense e di straniamento linguistico. Lo riproponiamo al pubblico che continua a divertirsi con le sue battute tutte le domeniche a «Che tempo che fa». Le libertà che Frassica si prende con la lingua italiana sono infinitamente più inebrianti e più felici delle comuni storpiature di altri comici. C'è qualcosa di Palazzeschi più che di Totò. L'esito è un capolavoro della comicità da conservare sullo scaffale tra le Tragedie in due battute di Achille Campanile e il Fantozzi di Paolo Villaggio. Perché Frassica ha raccolto in questo libro il suo gramelot mentale. Definitivo. Eccone un altro esempio. «Ringrazzio tutti i correttori di bozze, i quali vedendosi arrivare i miei dattiloscritti li andavano correggendo e mi mandavano le bozze, poi io le rivedevo e correggevo le loro correzioni, poi sono stato costretto a scrivergli: "Attenzione ogni errore corretto da voi è un errore!!!". Così loro non solo non hanno più corretto i miei dattiloscritti, ma ogni tanto gli schiaffavano un bell'errore personale. "Tanto" dicevano "è un libro di Frassica".» Tagliamo la testa al topo, chi l'avrebbe detto che sarebbe diventato un classico? Perché non è bello ciò che è bello, ma che bello! che bello! che bello!
17,50

TrumpAdvisor. Donald e Pinuccio in viaggio per il Sud Italia

di Pinuccio

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2017

pagine: 146

«Faccio il faccendiere e da quando mi sono sposato sono entrato nelle grazie di mia Suocera, lei mi ha messo in contatto con i potenti del mondo», che Pinuccio chiama senza farsi troppi riguardi. «Pronto. Pinuccio sono» è il suo tormentone. Finché un giorno riceve una telefonata: «I'm Donald». E allora parte il racconto esilarante del viaggio in Puglia di Trump e dei suoi familiari, tra passioni e clandestini amori, sullo sfondo di calde notti d'estate, tra improbabili incursioni caratterizzate da stereotipi Made in Puglia. Il faccendiere Pinuccio, seguito dal fido Sabino, per la stagione estiva è impegnato nella promozione turistica. Clienti d'eccezione il presidente degli USA Donald Trump, che viene scambiato per il nuovo presidente della squadra di calcio dal sindaco di Bari, e la sua signora Melania. A bordo dell'amata Fiat Ritmo i quattro scorrazzano per la Puglia, regione dalle mille bellezze e dalle numerose contraddizioni, dal Foggiano al Salento, dove si unirà alla comitiva la figlia del presidente, Ivanka. Incontreranno personaggi del mondo politico, Rosy Bindi, Di Battista, Emiliano, Alfano, Nichi Vendola, Salvini, del mondo dello spettacolo, Barbara d'Urso, Maria De Filippi, Al Bano, del giornalismo, Enrico Mentana, Marco Travaglio, e parteciperanno a sagre, feste religiose e cerimonie nuziali.
16,00

La bella addormentata in quel posto

di Luciana Littizzetto

Libro: Libro in brossura

editore: MONDADORI

anno edizione: 2016

pagine: 187

«È uscita una nuova bambola, una specie di Barbie, però racchia. La Barbie cessa. La Barbie cozza. Ha la cellulite, le smagliature, le cicatrici e i brufoli adesivi che puoi appiccicarglieli addosso. Ma la cellulite non si stacca... volevo dirlo al 'barbaio', al 'barbigrafo'. Magari si staccasse! La cellulite non la togli neanche con il raschietto per levare il ghiaccio. Manco se ti entra Chiellini in scivolata... E poi c'è questa moda delle cose automatiche in casa. Che si accendono da sole. Tu non devi fare più niente, fanno tutto loro. Peccato che scleri. Siamo tutti pieni di iPad, iPed, iPod, iMerd, e di' se trovi una presa della corrente per attaccare il caricabatteria, che tra l'altro la batteria si scarica in un quarto d'ora. Se ti va di lusso, di presa ne trovi una dietro l'armadio, che devi spostare un quattro stagioni da sola e incastrare la testa tra l'anta e il muro». Non viviamo certo nel mondo delle favole. Ma se la prendiamo con la giusta ironia, anche la situazione più balenga può conquistare a suo modo un lieto fine. Perfino la start up che trasforma la cacca in energia elettrica, la preoccupante pening review, i trattamenti di bellezza della signora Beckham alla placenta di pecora e scaglie d'oro e quelli per far ricrescere a strappo i capelli ai calvi. Perfino la pietra giapponese che fa sparire le emorroidi, le tette al sale, il walter del moscerino e la Jolanda alla lavanda, la sonda Schiaparelli che si sparpagna su Marte, il ciao ciao alla pensione, la brutta piega della Brexit e il ciuffo di Donald Trump. Luciana Littizzetto ci aiuta a sviluppare una sorta di resistenza, di resilienza, alle follie del nostro mondo. Lo fa da campionessa della satira e dello sberleffo, mettendo i puntini sulle "i" di imbecilli.
18,00

Fallo. Il futuro è nelle tue mani. Teorie inutili ed esercizi pratici per vincere le paranoie ed essere vergognosamente felici

di The Show

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2016

pagine: 229

"Quanti limiti ti dai? Come sono le tue giornate? Ti senti libero? Ma soprattutto, sei soddisfatto della tua vita? Non abbiamo le tue risposte, ma conosciamo le nostre, che sono cambiate da quando abbiamo iniziato con gli 'esperimenti sociali', rivisitazione moderna della candid camera. Il nostro intento era divertire, creando situazioni sempre più paradossali. Ci siamo invece ritrovati a indagare inconsapevolmente i meccanismi che regolano i rapporti umani; a scoprire se davvero esiste un limite oltre cui non si può andare. E quello che abbiamo scoperto è che quei limiti, spesso, ce li poniamo da soli. E a volte provocano paura. Altre volte immobilità. Ma il risultato è che, quando decidiamo di oltrepassarli, non succede nulla, nulla di male, almeno. Quanti di voi sanno cosa si prova a portare un water in un ascensore e usarlo per espletare i propri bisogni in pubblico? Non che cagando in un ascensore si possa davvero imparare qualcosa. Collateralmente, però, situazioni del genere ci hanno insegnato tanto: ciò che conta è stato saperle decodificare. Sii creativo, sii libero. Osa. Noi lo facciamo. E adesso ti raccontiamo come. Non limitarti a leggere. Fallo. E no, non intendiamo il cazzo." (theShow)
16,90

Troppo napoletano

di Alessandro Siani

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2015

pagine: 113

"Quante volte i miei concittadini sono stati segnati da un fatidico e superficiale commento: 'Sei troppo napoletano'. Scusate, ma che razza di giudizio è? C'è un'unità di misura per stabilire i livelli di napoletanità? e poi, senza cadere nel vittimismo, perché questo metro di valutazione viene applicato sempre e solo a noi? Io non ho mai sentito dire, nei confronti di altri popoli o nazioni, quello che viene detto a noi. Avete mai sentito qualcuno dire: 'Sei troppo svedese'? oppure: 'Guaglió, tu sei troppo hawaiano'? Io ho rispetto per le radici, e mi piace l'idea che ognuno possa coltivare le proprie tradizioni. Col passare del tempo, le tradizioni diventano cultura, perché in fondo, per un essere umano, le radici sono come un boomerang: puoi fare il giro del mondo ma alla fine ritorni sempre al punto da cui sei partito." Secondo la divertentissima e appassionata analisi di Alessandro Siani Napoli non è solo una città ma un concetto. Un concept. Un brand, come direbbero i manager. "'Nu fatto", come direbbe sua nonna. "'Nu fatto gruosso assaje", come aggiungerebbe suo nonno. Essere di Napoli Napoli è uno status, è come esibire una originalissima parure di gioielli, un vestito di sartoria come non se ne fanno più. Essere di Napoli Napoli è in buona sostanza un privilegio assoluto. E più sei di Napoli, più sei privilegiato. Nel bene e nel male. Perché chi è di Napoli non è che sta meglio degli altri. Sta diversamente da tutti gli altri.
18,00

A nessuno piace caldo. Perché il pianeta ha la febbre

di Giobbe Covatta, Paola Catella

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2015

pagine: 150

"Quando ne1 2080 la temperatura del pianeta salì di 4 gradi rispetto a quella normale, il mondo divenne irriconoscibile. La Pianura Padana sparì sott'acqua e venne chiamata Golfo di Torino. Si potevano fare i tuffi in mare dalla Torre Eiffel e una spiaggia in Scandinavia diventò la nuova Saint-Tropez." Da un alto sperone di roccia, il saggio Exelon racconta al popolo la storia del pianeta Terra e dei suoi abitanti che si sono estinti. A provocare la scomparsa dell'intera popolazione terrestre non è stato un evento improvviso, tipo la collisione con un altro pianeta o una pioggia di meteoriti: è stato l'uomo con la sua sfrenata voglia di consumismo ad aver consumato anche la cara madre Terra. L'aspetto più grottesco è che tutti sapevano tutto, sottolinea Exelon. Bastava guardarsi intorno. Non era difficile capire le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai perenni come fossero Cornetti Algida a Ferragosto. E così pure della desertificazione galoppante, veloce come Usain Bolt. Invece niente. L'umanità ha continuato a violare l'equilibrio dell'ecosistema fino a rendere l'intero pianeta una palla infuocata e invivibile. Fine della storia. Con "A nessuno piace caldo" Giobbe Covatta affronta con divertita arguzia un tema molto serio: l'irresponsabilità ambientale di gran parte della specie umana.
17,00

Storia di un amore

di Guillermo Mordillo

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2005

pagine: 112

In "Insieme" rispondeva alla domanda "che cos'è l'amore?". In questo libro il disegnatore argentino, che ora vive in Spagna, ritorna sul suo tema preferito per descrivere le mille sfaccettature dell'amore tra un uomo e una donna. La formula è la stessa del libro precedente: tavole a piena pagina, colori sfavillanti, testi ironici, tanta tenerezza e poesia.
14,00

Storia buffa dello sport

di Gli Autogol

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2016

pagine: 117

"Il Tiro della Tigre di Mark Lenders è il tiro più potente della storia del calcio mondiale. Può arrivare fino a mille chilometri orari." Tutto è cominciato con questa frase, ormai celeberrimo incipit del trio comico più famoso di YouTube: Gli Autogol. In una notte di maggio di qualche anno fa, i tre ragazzi di Pavia hanno cominciato per scherzo a parodiare il più bravo, il più riconoscibile, il più epico giornalista contemporaneo, Federico Buffa, e la sua rubrica capolavoro, "Buffa racconta", in onda su Sky. È stato da subito un successo incredibile, con milioni di visualizzazioni e un incontenibile parapiglia di condivisioni soprattutto fra i più giovani. Dopo le avventure di Holly e Benji. La nazionale più forte di tutti i tempi, per Gli Autogol il resto è venuto quasi come un automatismo, quasi come un colpo di tacco di CR7: la parodia di Michael Jordan, il ragazzo che non faceva "mai gol"; quella del Divino Jonathan, un brasiliano dell'Inter che lasciava interdetti i tifosi e il suo allenatore Stramaccioni, che ripetevano in loop: "Ma quanto cazzo è forte Jonathan". Poi la vera storia di Stephan El Shaarawy, figlio di Tutankhamon, che scappò dall'Egitto per arrivare prima a Milanello, poi a Trigoria. E ancora Cassano, Francesco Totti, Cristiano Ronaldo chierichetto, la "Lettera di buoni propositi" di Mario Balotelli al suo mister Mihajlovic', la storia mai raccontata di Zlatan Ibrahimovic', di Adriano Galliani, del rapporto fraterno fra Guido Meda e Valentino Rossi, fino ad Antonio Conte.
17,00

Il libro dei maialini bastardi

di Andy Riley

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2014

pagine: 96

Sono brutti, sporchi e cattivi. Anche per questo fanno ridere da pazzi. I maialini bastardi di di Andy Riley riprendono laddove ci avevano condotto i coniglietti suicidi, cioè in un universo di semplice e folgorante umorismo. In cento pagine di situazioni paradossali, i maialini intervengono malignamente per turbare un equilibrio, per mandare in rovina un progetto. Tutti i luoghi e tutte le persone sono vittime di sgarbi e scorrettezze ignobili, e più sono impresentabili più strappano la risata. Con una cattiveria imperturbabile e la sicumera di essere sempre dalla parte giusta, quella del proprio tornaconto. Forse i maialini di Riley ci piacciono così tanto perché fanno ciò che noi molte volte vorremmo fare.
10,00

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