Collana Lo specchio - Ultime novità

Mondadori: Lo specchio

Poesie (1963-2014)

di Valentino Zeichen

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 592

Due anni prima della sua scomparsa, Valentino Zeichen ha raccolto in questo volume la sua produzione poetica a partire dai versi composti nei primi anni Sessanta fino all'ultimo libro, Casa di rieducazione (2011), e ad alcuni testi fino ad allora inediti. Figura di primo piano della sua generazione, Zeichen fa coesistere il vivacissimo estro di un'intelligenza capace di indimenticabili invenzioni con il disincanto di un'amarezza lucidamente controllata. La sua è una poesia vistosamente antilirica, che privilegia il movimento narrativo, l'andamento prosastico, l'approccio saggistico, il gioco che spesso raggiunge risultati genialmente esilaranti. Tutto questo anche nell'affrontare grandi argomenti storici, come la Seconda guerra mondiale, o il tema amoroso, o il legame indissolubile con una grande capitale, Roma, che è la sua città di adozione. Tra esercizio caustico della ragione e frequente sconfinare nell'assurdo, tra nobile gestualità ironica o autoironica e sottostante malinconia, Valentino Zeichen è venuto componendo un'opera spregiudicata e solitaria, mirabilmente solida e concreta, pur nel funambolismo del suo tratto svagato e nella grazia noncurante e lieve del suo porsi.
15,00

P.P.P. Poesie per Pasolini

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 204

Nessun poeta contemporaneo ha mosso le parole dei nostri poeti, nessuno è stato cantato in versi quanto Pier Paolo Pasolini. Omaggi, critiche, dialoghi, liti, derisioni, riconoscimenti, fedeltà, invettive, celebrazioni, anatemi: il "poeta delle Ceneri" ha costituito una fonte straordinariamente feconda d'ispirazione poetica. Ma dire la propria su Pasolini - e non fa differenza se per incensarlo o metterlo al muro - per molti ha significato e tuttora significa dire la propria anche sulla poesia in quanto tale, esplorare la tensione tra parole e cose, tra forma e vita, tra discorso e azione, tra il poeta (o il Poeta) e la poesia (o la Poesia). Poco meno di tutta la poesia italiana dal secondo dopoguerra a oggi - da Arbasino a Zanzotto - viene chiamata in causa da queste poesie e, tanto più, dal rapporto dei loro autori col poeta che è l'oggetto o il destinatario dei versi. Il che è un segno dell'assoluta centralità di Pasolini nelle vicende della nostra letteratura contemporanea, e una prova ulteriore, caso mai ce ne fosse bisogno, della sua dismisura. La maggior parte di queste poesie implica infatti un quadro di rapporti, diramazioni e intrecci - letterari, intellettuali, personali - non solo complesso ma vastissimo. Un po' come accade per Laura nel Canzoniere petrarchesco, anche le poesie che a Pasolini sono state dedicate si potrebbero dividere tra quelle in vita e quelle in morte del poeta. Si vedrebbe allora che le seconde sono più numerose delle prime, che queste ultime sono per lo più critiche (e in genere più rilevanti dal punto di vista degli argomenti poetici) e le altre il più delle volte partecipi, elogiative, e in qualche caso anche agiografiche. Eppure la questione non è così lineare, perché se il tema-Pasolini costituisce, in tutta l'estensione del termine, un tema-poesia, allora si vedrà anche che il discrimine segnato dalla morte, se in certi casi ha offuscato la vista e confuso le parole dei suoi mittenti poetici, in altri li ha aiutati a comprendere cosa fosse davvero in gioco nella sua ininterrotta belligeranza artistica ed esistenziale. Per questo gli omaggi in versi che gli sono stati tributati consistono in genere in una presa d'atto ch'è insieme un rendere atto, a Pasolini ovviamente, del suo tentativo di sovvertire le regole del gioco, d'impiegare la letteratura non come uno scudo ma come una spada, di aprire la porta per spingere la poesia al di là di se stessa, anche a costo di perderla. La maggioranza delle poesie di questa antologia testimonia anzitutto la gratitudine per questo suo impegno. E se nella sua vicenda si può riconoscere un significato anche sacrificale, questo sta tutto nel suo aver sacrificato la poesia e la letteratura (paradossalmente attraverso la poesia e letteratura stessa) in nome di qualcosa di diverso, la si chiami pure vita, o realtà, o magari poesia della vita, poesia della realtà. Non è un caso che chi gli ha dedicato i propri versi sia stato toccato, prima ancora che dalle sue idee particolari o dai singoli risultati espressivi, dal suo intendimento e dalla sua direzione, poetica o impoetica la si sia poi giudicata, ovvero dal suo nucleo estetico-poetico. Quello che i poeti hanno compreso e sentito più vicino è insomma ciò che Pasolini ha voluto 'fare'. Con tutte le sue buone riuscite e i suoi passi a vuoto, il Pasolini che esce da queste poesie è allora qualcuno che ha portato all'ordine del giorno quel che in fondo i poeti da sempre sanno, ma che, evidentemente, hanno bisogno di ripetersi sempre di nuovo: che al cospetto della realtà uno scrittore non può vivere col cuore in pace, dare per acquisiti il senso e l'efficacia dei suoi strumenti espressivi, trovare nella compiutezza estetica e formale la propria assoluzione. Questa tensione al fuori, questa spinta a disperdersi per ritrovarsi, è qualcosa di consustanziale alla poesia stessa, un elemento primario, basico, dell'arte poetica.
20,00

Apolide

di Mary Barbara Tolusso

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 112

Impervia e coinvolgente, già ben attiva in questi anni sulla scena letteraria con opere di narrativa e poesia, Mary B. Tolusso propone ora con "Apolide", testo organico e compatto seppure internamente articolato, un percorso poetico dove i momenti della quotidianità e della storia si manifestano nel loro incidere e rispecchiarsi nei destini individuali. Il poeta ne registra la presenza con un senso di precarietà, di turbata inappartenenza, di problematica estraneità del soggetto lirico, già in parte svelata dal titolo. Chi prende la parola si esprime nel desiderio o nel timore di «ridursi all'essenziale», alla semplicità elementare dell'esserci; e questo avvertendo, passo dopo passo, la desolante concretezza del corpo, la materialità a volte sinistra delle cose e dell'umana esperienza. Tolusso realizza ogni singola sezione, ogni singolo componimento, arricchendo il percorso di precisi riferimenti culturali, attraverso un'energia espressiva a volte anche utilmente violenta, in una fitta, ispida presenza di dati, di figure e situazioni di animali e umani, in un insieme al tempo stesso trasparente e misterioso. Veglia e sonno, con frequenti presagi di morte, entrano sulla pagina attraverso le modalità di un dire spesso drammatico, tra recitativo e moderato canto, nell'incisività tagliente della pronuncia. Dunque un dire che, nella freddezza (solo apparente) dei toni, riesce ad avvincere, a trasmettere vibrazioni intellettuali ed emozioni cangianti. Impressioni perciò mai univoche, nella lettura della verità «indecente» del vissuto, di una quotidianità continuamente increspata, trasfigurata da una tensione morale che invita a osservare la complessità spesso ingannevole del reale. Efficace è in tutto questo l'identità di uno stile funzionale e libero, capace di alternare la prosa poetica al verso, in un composito ritmo musicale, nell'addensarsi di pensiero e visioni, fra opacità dell'esperienza e veloci impennate definitorie. "Apolide" è un'opera il cui deciso carattere, nella visione delle cose e nella forza della parola poetica, si pone come una rilevante novità nel panorama della poesia d'oggi.
16,00

L'angel

di Franco Loi

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 416

Romanzo in versi, "L'angel" (1994), e al tempo stesso poema che, partendo dalla viva esperienza dell'autore, ci porta nei rivoli della storia attraverso un fitto succedersi di vicende. Come scrisse Cesare Segre nel risvolto della prima edizione, «Loi ci dà una specie di autobiografia trasformata in visione», dove il mito dell'angelo caduto, nella sua nostalgia di Paradiso, spazia in una realtà mista di amore e dolore, di follia e di passione, anche politica, riportandoci a contatto con eventi che hanno segnato e ferito il cammino del nostro paese, a partire dagli anni Trenta. Realistico e fantastico insieme, Franco Loi giunge alla poesia utilizzando i più vari elementi dell'esperienza e realizzando un organismo testuale coeso e al contempo di grande varietà interna, muovendo la sua estrosa vitalità nel racconto condotto in lingue diverse, a seconda delle circostanze e dell'ambientazione. E dunque nel milanese, sempre centrale nella sua opera, ma Loi trova modo di articolare il suo procedere anche in italiano, e poi nel genovese, nel colornese, nel romanesco, in un aperto gioco di felici contaminazioni sorretto da un'energia espressiva e da una carica progettuale interna di insolita forza e capace di coinvolgere il lettore a ogni passaggio. Loi accompagna il poema con una serie di note e capitoli di autocommento che danno ulteriore risalto di idee al quadro complessivo de "L'angel" e che, con il passare dei decenni, ne accrescono il valore e l'imprescindibile sostanza culturale, e la sempre più evidente e inconfondibile identità di classico della nostra letteratura del Novecento.
20,00

Un vuoto d'aria

di Carlo Bordini

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 192

Poeta appartato e ribelle per vocazione, Carlo Bordini è stato comunque per molti, fino alle generazioni più giovani, un autore di culto, una figura autonoma di riferimento. Composto negli ultimi anni di vita, "Un vuoto d'aria", che esce postumo a cura di Francesca Santucci, conserva i tratti più rilevanti della sua fisionomia poetica, in primo luogo l'intensità materica e una potente energia espressiva. L'alternarsi di versi e prosa poetica genera una forte efficacia comunicativa, pur con volute sconnessioni interne, che va ben oltre i termini di una letterarietà di tradizione e di maniera, del tutto estranea al senso della ricerca di Bordini. Una ricerca sempre volta, per citare un suo intervento, a quella che definiva iperverità , nella convinzione che «l'arte, ogni forma d'arte, giunge, quando funziona, a una verità più profonda di quella che una persona conosce o crede di conoscere nella sua vita». Ci troviamo di fronte a un autore che varia le scelte tematiche e formali, e che reinterpreta la stessa poesia d'amore o autobiografica secondo termini del tutto personali. Un autore ben attento all'esempio di Pasolini, capace di ironia e di aperture trasgressive e coinvolto come pochi altri nella stagione dell'impegno, attraversata prima con adesione ideologica e poi con distacco. Ma nella cui poesia troviamo anche legami con grandi esempi storici, come quelli di Apollinaire e Gozzano. Bordini è stato un poeta per il quale risulta decisivo il rapporto tra scrittura e psicoanalisi, poiché nei suoi versi «la psicoanalisi è ovunque», come scrive Guido Mazzoni nel saggio introduttivo, «non è solo un contenuto: è una forma, è una macchina semiotica». E questo nell'ininterrotta indagine sul vissuto che ha alimentato i suoi testi, ai quali possiamo oggi tornare con il pieno interesse dovuto a una riscoperta ormai necessaria.
20,00

Erratici. Disperse e altre poesie 1937-2011

di Andrea Zanzotto

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 344

Entrare nel laboratorio di un grande autore è una straordinaria avventura, un'occasione unica per osservarne l'opera e apprezzarne gli sviluppi da una prospettiva privilegiata. "Erratici" ci offre una serie di poesie di Andrea Zanzotto pubblicate nelle più varie sedi tra il 1937 e il 2011 e mai confluite nei suoi libri, testimonianze fedeli della vivacità e dell'operosità della sua officina poetica. L'esplorazione dell'archivio privato in cui il poeta spesso teneva traccia o a volte copia delle sue pubblicazioni occasionali, assieme alla esplorazione sistematica di annate di quotidiani e riviste, ha infatti consentito di espanderne il corpus di un centinaio di poesie, da quelle adolescenziali risalenti agli anni del liceo (1937-38), improntate a un sostanziale pascolismo psicologico, ai versi di impostazione civile (1946) legati agli eventi della Resistenza. Se le poesie successive delineano l'evolversi dell'esperienza poetica zanzottiana fino a quel primo acuminato vertice toccato da Vocativo , quelle degli anni Sessanta ne dilatano l'orizzonte del sapere e del dire tra classicismo, caustica ironia e inclinazione sperimentale, proiettandosi verso i grandi esiti di "La Beltà". Ed eccoci poi alle prime e già mature ricognizioni in versi sul dialetto (precedenti l'edizione del poemetto "Filò" e la composizione dei testi per il "Casanova" di Federico Fellini), fino alle prove quanto mai varie degli ultimi decenni, quando il soggetto lirico zanzottiano «si diffrange identificandosi con gli enti minimali del paesaggio», o con gli indizi del suo «"accadere" nella pagina, esitante tra silenzi e "promesse" di senso» (Francesco Carbognin). Siamo già nel pieno della stagione lirica inaugurata dal "Galateo in Bosco", cui fanno da contrappunto i sorprendenti sonetti, gli epigrammi e le poesie a tema erotico degli ultimi anni. Questi 'erratici' - in geologia: blocchi di roccia trascinati a valle dai ghiacciai - ci invitano a ripercorrere, per sentieri a tutt'oggi inesplorati, l'itinerario di un assoluto protagonista della nostra poesia - della nostra cultura 'tout court' - tra secondo Novecento e albori del nuovo millennio.
20,00

Quaderno di traduzioni

di Eugenio Montale

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 280

Leggere importanti autori della poesia di varie epoche e letterature nella versione di Eugenio Montale è già di per sé un'avventura affascinante, sorretta peraltro da una certezza: quella di poterli ritrovare in versi perfettamente leggibili in italiano come autentica grande poesia. Una prima edizione del Quaderno uscì nel 1948 nella collana di poesia diretta da Vittorio Sereni per le Edizioni della Meridiana, mentre quella ampliata e definitiva è del 1975. Costante la prevalenza della poesia di lingua inglese, a partire dai versi di Shakespeare per arrivare a importanti versioni da Yeats e Djuna Barnes, proposte nell'edizione del 1975 insieme a un testo del grande poeta greco Kavafis. L'antologia offre un vasto campionario di classici: Blake, Emily Dickinson, Hopkins, Melville, Joyce, Eliot, Leonie Adams, Thomas, per la lingua inglese, ma anche autori di altre letterature come Maragall, Milosz, Guillén. Un capitolo finale di elegante civetteria è poi costituito dalla versione in latino, realizzata da un raffinato e coltissimo poeta come Fernando Bandini, di un capolavoro quale è "La bufera" dello stesso Montale; che qui dunque appare non solo in veste di traduttore ma anche in quella di autore tradotto. Ed è un gioiello in più in un quaderno vitalmente aperto, nel quale, come scrive Enrico Testa, accanto ad autori «importanti per la formazione di Montale o comunque vicini al suo gusto critico se ne alternano altri che ad esso sono estranei». Ne scaturisce un'opera comunque decisamente montaliana, dalla tessitura molto articolata, nel segno di una sfida con le varie forme dei testi originali, allo scopo, felicemente raggiunto, di ricrearne il carattere poetico nel corpo e nelle intonazioni particolari della nostra lingua. L'appendice Scritti sui poeti tradotti affianca al lavoro creativo di Montale la sua produzione saggistica sugli stessi autori.
20,00

Betelgeuse e altre poesie scientifiche

di Franco Buffoni

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 160

Nell'energia di queste densissime pagine, Franco Buffoni realizza un importante capitolo di vitale apertura e novità: nella sua opera, naturalmente, ma in genere nei percorsi della poesia d'oggi e non solo italiana. In "Betelgeuse e altre poesie scientifiche" l'autore procede infatti articolando una fitta serie di esplorazioni intellettuali e poetiche, muovendosi puntuale nel campo della scienza, nell'onda di una sua avventura del pensiero, lucidissima tanto da apparire visionaria. Eccoci passare, per esempio, dall'umano antenato più antico alla creazione dell'intelligenza artificiale. Eccoci còlti a vivere «In una bolla intergalattica / Di dimensioni pantagrueliche». Buffoni esplora questi nuovi territori del linguaggio con fermezza razionale di accenti e con una nitida asciuttezza di parola, che pure custodisce in sé l'emozione inesauribile della scoperta. Lo fa, appunto, muovendosi tra i due estremi dell'astrofisica e della microbiologia, e attingendo a un vasto repertorio di conoscenze scientifiche, i cui termini hanno spesso già in sé una vera e propria autonoma pregnanza poetica. Ma nel suo cantare - con voce che evoca Lucrezio e Leopardi - la fine dell'antropocene, l'autore chiama in causa anche il mito e la storia: da qui le sorprendenti catene di legami evocativi per cui Erbio e Disprosio - da nudi elementi della tavola periodica - trasfigurano nei santi Cosma e Damiano, in dialogo con il domatore di cavalli Castore e il pugile Polluce. Decisivo è anche l'implicito invito che il poeta rivolge al lettore di questo libro-poema: uscire dalle angustie di un io troppo volto a se stesso e di un antropomorfismo ormai incapace di far volare l'esserci. Perché si possa meglio orientare la mente verso il variabile cuore dell'universo, nelle vertigini e nel perenne incanto del suo immenso pulsare di spazio e tempo.
20,00

All'altro capo

di Roberto Deidier

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 136

Nella limpida eleganza della sua pronuncia, Roberto Deidier compie un libero, articolatissimo viaggio poetico dove non cessano mai di intrecciarsi l'emozione dell'esserci e la meditazione lirica. Ci offre così una fitta serie di situazioni e immagini, di presenze spesso evocate da un passato cangiante, in «una trama senza tempo», nella sottigliezza del dettaglio dipinto con mano sicura. Ecco allora le scene e le stanze, felici o desolate, dell'amore e della quotidianità, l'emergere del paesaggio naturale o delle città nel variare delle stagioni e degli anni, il vivo desiderio di affondare nel tempo verso il senso remoto eppure imprescindibile delle origini. Appaiono così, nella raffinata "petite musique" di queste pagine, episodi e personaggi, come in "Atelier Valadon", dove la protagonista si racconta da un mondo ormai per noi antico, nella concretezza e nelle suggestive sospensioni della sua vita. Altre figure dell'arte, del mito o della storia si affacciano nei diversi capitoli di "All'altro capo", come Caravaggio o Bacon, come la poetessa rumena Nina Cassian, o Tiberio nella Grotta Azzurra, Medea, e «i sogni di Marco Polo nei deserti». Figure che giungono a opporsi, nella loro evidenza immutata, a un nulla, pur visto talora dal poeta come una «carezza inattesa» a cui rivolgersi nelle frecciate del dolore. Roberto Deidier si conferma, sette anni dopo "Solstizio", un poeta colto che sa muovere in sobria elegia il suo canto. Un'elegia per frammenti e formelle, con frequenti transizioni da una delicata trasparenza di accenti a movimenti narrativi in cui la sua voce si ispessisce e si impenna. E qui il suo tono si fa più inquieto, ma sempre conservando l'impeccabile misura di chi sa dare alla parola e al verso il valore di uno scavo in profondo, nella complessità sempre aperta del pensiero e dell'esperienza.
18,00

La terra di Caino

di Alessandro Rivali

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 152

Questo libro fortemente organico, che segna la piena, raggiunta maturità di un poeta, si impone per l'identità forte della sua struttura e per le articolazioni di una narrazione lirica condotta attorno all'emblematica figura di un protagonista, volutamente anche troppo umano, pur cangiante nel suo apparire, e proposto con il nome di Caino. Un nome che rivela la forte nostalgia di un paradiso perduto, nell'apparizione dei «molti colori del male» che segnano il nostro essere nel mondo, dunque nella storia e nei luoghi, nelle diverse generazioni e civiltà e nella memoria. Alessandro Rivali compie in questi suoi versi un viaggio apertissimo e inquieto, e ne dà un resoconto d'impronta lirica, ma che spesso si avvicina, anche per i toni, a un vero e proprio disegno epico. Eccoci allora, per non citare che qualche episodio, dai Sumeri e Gilgamesh ai congelati del Don nel '42, con esempi di violenza e guerra, ma non di meno con il manifestarsi delle opere di grandi artisti come Leonardo Bistolfi, Arturo Martini, Marc Chagall o Miró, ma anche di Ezra Pound, orrendamente ingabbiato nel '45, eppure capace di splendidi versi dei "Cantos". Tra i molti luoghi in cui il viaggio poetico si svolge, domina peraltro Genova, città natale dell'autore, con il popolo di morti del cimitero di Staglieno. Ma il dolore non esclude affatto l'amore, la ricerca di un volto paterno totale, il riparo della tenerezza, così come l'aprirsi in momenti nei quali si manifesta improvviso un realismo dai vivi contorni marcati. Alessandro Rivali realizza una poesia nella quale si impone la potenza delle immagini guidate dal pensiero, nella continuità di una insolita e densissima energia espressiva, che nelle terzine del testo finale, dedicato al commovente monumento funebre di Margherita di Brabante di Giovanni Pisano, trova un sensibilissimo, delicato compimento esemplare.
20,00

Auto da fé

di Eugenio Montale

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 408

In un momento di silenzio della produzione poetica, tra 'La bufera' (1956) e 'Satura' (1971), Eugenio Montale pubblica 'Auto da fé' (1966), raccolta di oltre novanta articoli sull'arte, la poesia e il loro ruolo nella società. Tra questi, usciti a stampa tra il 1925 e il 1966, spicca il nucleo risalente agli anni '45-46, quelli dell'impegno politico e civile del poeta nella neonata Repubblica italiana. Non si tratta solo di una testimonianza, per quanto elevata, del "secondo mestiere" montaliano, quell'attività giornalistica necessaria all'intellettuale per guadagnarsi da vivere, ma di una vera e propria integrazione del suo canzoniere: la prosa diventa qui alimento e commento della poesia. Temi, sensibilità e tono sono squisitamente montaliani: le pagine sono piene di briosa tensione, animate da un'ironia a tratti sprezzante; la lingua precisa, limpida, è immune da concessioni alle mode. 'Auto da fé' costituisce dunque uno dei titoli chiave per comprendere e apprezzare Montale: lungi dall'essere una raccolta di scritti d'occasione, definisce un concetto di arte che si sublima in poetica personale.
20,00

Guarire dal silenzio

di Adam Zagajewski

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2020

pagine: 288

"Guarire dal silenzio" delinea il percorso, lungo mezzo secolo, di uno dei maggiori poeti d'oggi, capace di intrecciare (come in una cinematografica dissolvenza incrociata) la storia privata, sempre cantata con discrezione, e quella collettiva. Fin dal tempo della "nouvelle vague" polacca ("Nowa Fala"), nata nelle traumatiche vicende del '68, la voce poetica dell'allora giovanissimo Adam Zagajewski si è imposta come una realtà autonoma e preziosa. Il suo valore si è poi affermato sempre più per l'aperta capacità di coniugare la realtà storica direttamente vissuta con il senso profondo della condizione umana, acutamente vista nella sua anche fisica concretezza: «voce sommessa sullo sfondo delle immense devastazioni di un secolo osceno, più intima di quella di Auden, non meno cosmopolita di quelle di Mi?osz, Celan, Brodskij» l'ha definita Derek Walcott. In esilio volontario, il poeta si mostra coinvolto dal costante, ineliminabile riemergere alla coscienza delle proprie radici, mentre si trova a vagare nei diversi territori di un mondo che gli è sempre, in buona parte, estraneo. Nell'articolata varietà tematica dei suoi versi, che spaziano tra storia e tempo, infinito ed eternità, silenzio, sogni e morte, Zagajewski, realizzando una testimonianza lirica fortemente comunicativa e tra le più attendibili della nostra epoca, ci consegna un'opera sulla possibile assenza della poesia, che montalianamente gioca a nascondersi; un'opera sulla tendenza, che non è ineluttabile, di tutte le cose a uniformarsi; sulla necessità di operare una scelta, una selezione, un salvataggio. Questa ampia raccolta riassuntiva, frutto della cura di Marco Bruno, ci guida in un suggestivo cammino che muove dalle sillogi più recenti ('La vera vita', 2019, e 'Asimmetria', 2014) per condurci a ritroso fino alle opere dei giovanili e già interessanti esordi ('Comunicato', 1972), caratterizzati da un linguaggio fortemente iconoclasta destinato nel tempo a trasformarsi in incisiva levigatezza.
22,00

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