Forme di lontananza di Edurne Portela

Valentina del blog La biblioteca di Babele ci consiglia una novità di Lindau Edizioni.
 

Non so se qui dentro sia rimasta un po' di luce, o se tutto è così morto e spento che quel sorriso ormai non è altro che una smorfia.

 

L'anno scorso mi è capitato di leggere un romanzo di un'autrice spagnola che mi ha colpito moltissimo per il suo modo di raccontare: si trattava di Edurne Portela (e il romanzo era Meglio l'assenza). Da circa un mese e mezzo è uscito un altro suo romanzo, sempre per Lindau, che ho letto nei giorni passati e che mi è piaciuto tantissimo, nonostante tratti temi diversi. Forme di lontananza è la storia di Alicia, giovane spagnola che si trasferisce negli Stati Uniti per un dottorato e inizia lì una nuova vita. Conosce Matty, esce un po' con lui fino a quando i due non si innamorano e non decidono di andare a vivere insieme. Poi si sposano anche, un po' in fretta e furia e senza festeggiare, la madre di lei viene a saperlo a cose fatte, e Alicia stessa sembra non rendersene conto. Addirittura sembra che la vita intorno a lei inizi a scorrere in maniera diversa dal solito, come se lei si lasciasse trasportare dagli eventi senza averne il pieno controllo. Per poi ritrovarsi in una sorta di gabbia da cui lei stessa ha paura di uscire.

Si capisce chiaramente che Matty è una persona molto particolare, uno che vuole avere il controllo e fin dall'inizio lo esercita su Alicia. Il punto, però, è che molto spesso non ci si accorge all'inizio di ciò che non va, perché certi elementi a cui bisognerebbe far attenzione sono inezie, cose che reputiamo trascurabili perché non immaginiamo che possano diventare più grandi o sfociare in qualcosa di più grave. Alicia ha un amico, Alfredo, spagnolo come lei, un ragazzo che la fa sentire meno straniera e meno sola in un altro Paese. Matty, pur sapendo che Alfredo è gay, lo allontana da lei, geloso per quei momenti in cui i due amici parlano in spagnolo facendolo sentire escluso, ma, più in profondità, perché ruba un po' di quell'attenzione che lei non dedica a lui. Alicia quando va in Spagna dalla sua famiglia ci resta un mese, e per Matty è una cosa irragionevole, anche sua madre gli chiede com'è possibile che le permetta di andare da sola e rimanere così tanto (lui aveva anche un padre violento).

Non saprei dire quando è cominciato tutto. Quando la mia vita ha iniziato ad andare a rotoli e quella che ero ha smesso si esistere e si è trasformata in una donna che si chiude a piangere in un armadio. E tutto ciò che è venuto dopo.

Ma com'è che una ragazza in gamba, che a soli trent'anni tiene delle lezioni universitarie negli USA, si riduce piano piano a vivere chiusa a chiave in una stanza a piangere terrorizzata dentro l'armadio? In fondo sembrava avere una vita perfetta: un lavoro appagante, un marito a posto, una bella casa, una bella macchina. Ma qualcosa non funziona, Alicia sperimenta una sensazione di lontananza che si estende su più livelli. All'inizio sembra solo tra americani e immigrati, una cosa che la riguarda personalmente perché lei è basca e viene spesso scambiata per messicana, o la lontananza da casa, dato che si trova in un altro continente. Poi quella di una sua studentessa che le racconta il modo in cui i ragazzi trattano le ragazze nelle confraternite. Però il cerchio inizia a stringersi attorno a lei e Alicia avverte uno scollamento dalla realtà: perde Alfredo, perde parti della propria quotidianità, perde sicurezza, si allontana dal mondo per finire dentro una stanza a piangere. Si addossa responsabilità non sue, viene rimproverata per cose che non ha fatto o che non riesce a fare (come, per esempio, generare un figlio), e viene punita col silenzio.




Il silenzio è una terribile forma di aggressione
che, non lasciando segni sul corpo, non può essere vista dagli altri. È un'aggressione a tutti gli effetti perché significa privare qualcuno di ciò che per lui è importante: affetto, comunicazione, risposte, confronto. Alicia non viene picchiata, ma viene sottoposta a violenza psicologica da suo marito e si chiude sempre di più in se stessa. Ma come si esce da una situazione del genere? Prima di tutto bisogna accorgersene, poi piano piano prendere la decisione più importante, quella di andarsene, cosa che a sua volta genera il timore di una nuova persecuzione. Tutto questo viene raccontato da Edurne Portela con stralci del diario della protagonista e con brani relativi alla visione di Matty, da cui si vede chiaramente quanto la situazione, in quattordici anni di vista insieme, precipiti ogni giorno di più e quanto lui riesca a prender piede a piccoli passi nella vita di Alicia, togliendole ogni volta qualcosa.

E va bene, a volte ho puntato il dito contro alcune sue debolezze o difetti, ma uno non può criticare la propria compagna? Ora qualunque cosa è un maltrattamento psicologico? E sì, riconosco che sono diventato un po' violento, ma non può dire che l'abbia picchiata, tantomeno come papà picchiava mamma, ma se l'avessi fatto ne avrei avuto tutte le ragioni.

Ma di aggressioni, in questo romanzo, ce ne sono diverse, e costellano la vita di Alicia. C'è quella dei manifestanti pro-vita fuori da una clinica dove le donne vanno ad abortire; c'è quella di un professore universitario che molesta una studentessa; c'è quella - come già detto - dei ragazzi sulle ragazze nelle confraternite; o ancora quella meno eclatante (perché più frequente) degli uomini che quasi cacciano le donne come prede.

Forme di lontananza è una storia che ricorda tante vicende che accadono tutti i giorni, quelle di donne che si ritrovano rinchiuse in trappole invisibili perché l'amore si trasforma in possesso. Gli scatti d'ira, le sfuriate, non sono mai un segno d'amore, questo Alicia lo capisce col tempo, e cerca di trovare la forza necessaria per tirarsene fuori, anche se dopo molto tempo. Edurne Portela parla con sensibilità di una questione molto importante al giorno d'oggi, qualcosa su cui bisognerebbe fare più attenzione e per cui questo romanzo si dimostra anche molto utile. Non ci sono grandi colpi di scena, vicende eclatanti; la libertà che vuole ritrovare Alicia è proprio la serenità di una vita priva di preoccupazioni e soprattutto di paura, quella che, invece, ha di continuo mentre vive con un uomo che, per conto suo, non fa altro che ripetere di non essere violento e di non essere come suo padre.

Buona lettura!

(Questa recensione è apparsa anche sul blog La biblioteca di Babele)

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Forme di lontananza

di Edurne Portela

Libro: Copertina morbida

editore: Lindau

anno edizione: 2020

Alicia, una giovane donna spagnola appena trasferitasi negli Stati Uniti, conosce Matty; i due si innamorano, iniziano a vivere insieme, si costruiscono una vita che molti considererebbero perfetta: una casa, una buona professione, una bella auto. Lei si è lasciata alle spalle i Paesi Baschi, la famiglia e gli amici per immergersi in un'intensa carriera universitaria, lui sembra trovare la felicità nei piccoli interessi quotidiani e nel confort di un'esistenza regolata dalle abitudini. Tuttavia, qualcosa non funziona e a poco a poco emergono sospetti, bugie, contraddizioni. Alicia cerca di adattarsi e trovare il suo posto nel mondo, però il prezzo da pagare è troppo alto. Nella distanza sempre maggiore tra realtà e desideri si insediano nuove forme di abuso, non sempre fisiche, che finiscono per prendere possesso della sua vita, disgregandola poco per volta. Arriva però il giorno in cui Alicia non si riconosce più in questa realtà e trova il coraggio di cambiarla. Edurne Portela racconta un mondo di solitudini condivise in cui la violenza assume la forma del silenzio.

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