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Intervista al fumettista Tony Sandoval, in libreria con "Futura nostalgia"

Considerato uno dei maestri del fumetto contemporaneo, Tony Sandoval è nato in Messico nel 1973, ma vive e lavora Parigi. I suoi lavori combinano un sapiente uso degli acquerelli e racconti fiabeschi dalle tinte dark e gotiche. Tra i suoi lavori più apprezzati ci sono Nocturno, Watersnakes e Mille tempeste, tutti editi in Italia da Tunué. Nel 2016 ha pubblicato l’autobiografico Appuntamento a Phoenix, in cui ha raccontato la sua scelta di attraversare il confine Messico-USA per amore. Il suo ultimo lavoro si intitola Futura nostalgia, una cronaca adolescenziale ambientata in un futuro distopico, che Sandoval ha definito “una storia d’amore alla fine del mondo”. Del suo lavoro e della sua ultima opera abbiamo parlato proprio con lui.
 
Tu sei un autore a tutto tondo, che disegna e scrive le sue storie. Ci racconti il tuo processo creativo e le tecniche che usi per realizzare i tuoi lavori?

Per me disegnare e scrivere sono la stessa cosa, di solito mentre disegno sto anche pensando alla storia. Raramente faccio testi e disegni separati, la maggior parte delle volte faccio uno storyboard e metto già il testo all’interno. Agli inizi scrivevo la sceneggiatura e poi facevo lo storyboard, ora parto quasi sempre direttamente dallo storyboard con i testi e poi realizzo le tavole vere e proprie. Ovviamente quando faccio le tavole definitive cambio alcune cose, in modo che il risultato finale del libro sia il più omogeneo possibile. Di solito lavoro digitalmente, a volte uso gli acquarelli che sono la tecnica che mi piace di più e che secondo me funziona meglio per quello che faccio; gli acquarelli sono anche rapidi e in molti casi anche più economici di altre tecniche.

Non tutti, ma molti dei protagonisti delle tue storie sono adolescenti. Perché ti piace raccontare un’età della vita così specifica e allo stesso tempo così complicata?

Quello che mi interessa di più indagare è la metamorfosi, perché quando stai subendo una metamorfosi molte cose ti capitano per la prima volta. Mi piace fare esplodere i sentimenti che scaturiscono dalle prime volte, anche quelle più semplici e comuni. In realtà nella mia produzione ci sono anche personaggi più grandi: non importa l’età, in ogni momento della vita ci succedono delle cose nuove. È vero che i ragazzini molto spesso si prestano di più alle storie che racconto, ma dipende molto anche dal mio tratto… Non tutti i miei personaggi sono adolescenti, spesso è solo una rappresentazione grafica, non esattamente di età. È un mio segno, spesso disegno dei personaggi come molto giovani anche se nella storia non lo sono. Se le mie storie fossero un film chissà che attori sceglierei per interpretarli…

Tra gli elementi ricorrenti nelle tue opere quelli che colpiscono di più sono la musica, l’acqua e la morte. Ti va di parlarcene?

La musica rientra in molte delle mie opere perché i musicisti sono spesso delle persone molto interessanti se ti piacciono i personaggi con molto ego, come piacciono a me. Potrebbero essere scrittori, potrebbero essere registi, attori di teatro, ma io non li conosco molto bene, mentre in passato ho suonato in molte band, quindi so bene come sono i musicisti. Tutte quelle dinamiche delle prove, i concerti, gli imprevisti del “ci manca questo cavo, tra poco inizia il concerto, potrebbero prestarcelo quelli, ma quelli ci odiano…” le conosco molto bene. Mi piacerebbe in futuro scrivere delle storie con altri tipi di artisti come protagonisti, altri generi di talenti, ma devo ancora studiarli. In generale mi piacciono quei personaggi che non gestiscono molto bene il loro ego, che sono un po’ mal sopportati dagli altri, mi fanno ridere, mi divertono. L’acqua invece è il movimento, la trasparenza, è molto difficile da disegnare, ma mi piace proprio la sfida, mi piace quando riesco a rappresentarla. E poi è un elemento magico. La morte anche è un elemento oscuro, come piace a me, che da quel tocco di paura, di fantasmagorico. Mescola le tre cose e ti trovi nella mia zona di comfort. Ma sicuramente ci sono dei nuovi elementi che mi piacerebbe esplorare in futuro.

E il tuo immaginario della morte ha qualcosa a che fare con le tue origini messicane?

Più che dalla tradizione messicana, il mio immaginario viene dalla rappresentazione medievale della morte, dai libri d’arte che avevo in casa: penso ad esempio a Il trionfo della morte e a tutta la pittura di Bruegel, la peste nera, tutte queste cose oscure tipiche della rappresentazione europea della morte. Quella messicana è una rappresentazione più caricaturale, più comica, più colorata, che mi interessa di meno.


Tony Sandoval


Nelle tua produzione c’è un fumetto molto diverso dagli altri: Appuntamento a Phoenix, che racconta una tua vicenda autobiografica, ovvero il tuo tentativo di emigrare dal Messico agli Stati Uniti. Come cambia la scrittura di un fumetto autobiografico rispetto a quello di finzione?


Scrivere Appuntamento a Phoenix è stato molto diverso rispetto a quello che faccio normalmente. Disegnare cose realistiche alla lunga può diventare ripetitivo, almeno per me che sono abituato a disegnare cose oniriche, attingendo alla fantasia. Un’altra interessante di quel fumetto è l’esercizio di memoria che mi ha richiesto: il libro è completamente autobiografico, ma racconta fatti avvenuti 20 anni fa di cui io non ho nessun appunto. Ho dovuto lavorare per rievocare tutto, scrivere il fumetto e poi editarlo perché fosse fruibile dai lettori. Ci ho impiegato molto a farlo diventare il fumetto che avrei voluto scrivere e ancora adesso non sono sicurissimo di esserci riuscito. È come un dolce che è stato tolto dal forno un po’ prima del tempo; può anche essere buono, ma senti che non è perfetto, che gli manca qualcosa.

Il tuo ultimo lavoro, arrivato in Italia da poche settimane per Tunué, si intitola Futura nostalgia. Ce lo racconti?

Futura nostalgia è una storia romantica ambientata alla fine del mondo, o meglio durante la fine dell’umanità. C’è un’epidemia che non sappiamo da dove viene e come si diffonde, perciò la gente cerca di salvarsi con la magia, facendo rituali orribili. La mia protagonista si perde in mezzo a questa voragine, in mezzo al caos delle persone che cercano di salvarsi. Quindi è una storia romantica, ma anche drammatica e io volevo alleggerirla rendendola anche una commedia, un racconto spiritoso che piano piano diventa più oscuro e più sinistro, pur mantenendo sempre una scintilla di dark humor. Questo aspetto comico è rappresentato in particolare da un personaggio: una rana parlante, molto volgare e sboccata. Futura nostalgia è anche un fumetto molto critico, che cerca di mettere in luce un problema attualissimo: i cambiamenti climatici e tutto il danno che stiamo facendo alla nostra terra.



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Futura nostalgia

di TONY SANDOVAL

Libro: Copertina rigida

editore: Tunué

anno edizione: 2019

pagine: 168

«Futura Nostalgia» è il racconto di una crescita - quella di Marie - in cui il fantastico fa gradualmente la sua apparizione. Questo periodo della sua vita prende la forma di una rana ruvida e ossessiva che porterà pian piano la protagonista in uno strano mondo alimentato dai suoi sentimenti e dalle sue emozioni... La vita della giovane Marie da lì a poco sarà completamente stravolta prima dall'amore per Iggy, un affascinante compagno di classe, poi da elementi fantastici come la rana esuberante e rozza che la segue dappertutto e commenta ogni sua azione e infine da un'esplosione e da violenti omicidi, che gettano nel panico tutti i cittadini.

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