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L'avventurosa vita dei libri: storie di casi editoriali






















Lo scorso 7 novembre la casa editrice 66thand2nd ha riportato in libreria Casa di foglie di Mark Z. Danielewski, un libro molto particolare soprattutto per la forma: da fuori sembra un normale romanzo di 700 pagine, ma aprendolo ci si imbatte in pagine bianche alternate a pagine in cui il testo segue strane direzioni, un innumerevole quantità di note (e note alle note) e altrettanti font. Inoltre, non vi sarà difficile notare che, alcune parole sono scritte in rosso, mentre la casa del titolo è sempre scritta in blu. Questo perché Casa di foglie cerca di raccontare anche nella forma la storia complessa che sviluppa nella trama: Johnny Truant è un tatuatore di Los Angeles che trova tra gli averi di un anziano da poco deceduto (Zampanò) il manoscritto di un saggio critico mai pubblicato su un documentario (apparentemente introvabile) girato dal premio Pulitzer per la fotografia Wil Navidson nella casa infestata di fantasmi in cui viveva la sua famiglia. Il libro che noi leggiamo è il saggio di Zampanò arricchito dalle annotazioni di Truant (più una serie di materiali d’appendice, ad esempio alcune lettere scritte dalla madre del tatuatore). Dopo circa dieci anni dall’inizio della sua stesura, il romanzo venne pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2000 e fruttò a Danielewski un grande successo.


L’aspetto metaletterario del romanzo – ovvero questa idea del libro dentro il libro – è una delle sue particolarità che rimanda ad altri grandi romanzi di culto ad esempio 2666 di Roberto Bolañoo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Cavino, ma anche a esperimenti successivi, ad esempio S. La nave di Teseo di JJ Abrams e Doug Dorst (uscito nel 2013). Ma quello che rende questo libro speciale è anche la sua storia editoriale. Nonostante fosse stato intercettato quasi subito da Edoardo Brugnatelli, allora direttore editoriale della collana Strade Blu di Mondadori, Casa di foglie uscì in Italia solo nel 2005 a causa della complessa opera di traduzione, adattamento e impaginazione. Dopo un buon successo iniziale, soprattutto tra bibliofili e gli appassionati di libri rari e particolari, presto il libro divenne quasi introvabile: Strade blu è una collana che non fa ristampe e la difficoltà di gestire un libro del genere ha a lungo scoraggiato l’idea di farne una nuova edizione. Per anni le pochissime copie ancora in circolazione si trovavano solo su eBay a prezzi che toccavano i 250 euro a copia; la difficoltà nel reperirlo, il prezzo e la comparsa nel 2013 su alcuni siti di e-commerce di una nuova edizione in realtà mai realizzata dalla casa editrice Beat, hanno contribuito nel tempo a rendere questo libro un cult il cui ritorno sul mercato ha entusiasmato molti lettori.


La storia della letteratura è costellata di vicende editoriali avvincenti quanto quella di Casa di foglie. Pensiamo ad esempio a tutti quei romanzi che sono tornati in auge molti anni dopo la loro prima pubblicazione: è il caso di Stoner di John Williams, apparso per la prima volta negli Usa nel 1965 e quasi totalmente ignorato fino alla sua pubblicazione in Francia nel 2012. Divenuto un caso editoriale nel giro di pochi mesi, Stoner è stato poi tradotto e pubblicato in quasi tutta Europa con grande successo di pubblico per essere infine riscoperto anche in America. Tim Kreider sul New Yorker lo definì il «più grande romanzo americano di cui non avete mai sentito parlare». Lo stesso accadde in Italia a La versione di Barney di Mordecai Richler: era stato pubblicato da Adelphi nel 2000, passando quasi inosservato, fino a quando non capitò tra le mani della redazione de Il Foglio che, tra rassegna stampa e passaparola, lo trasformò in un bestseller da 300 mila copie vendute. O pensiamo alla riscoperta di grandi romanzi che stiamo facendo in questi anni grazie al cinema e alle serie tv: ne citeremo solo uno, Il racconto dell’ancella, la cui trasposizione per il piccolo schermo di Hulu ne ha fatto un tale successo da spingere Margaret Atwood a scriverne il seguito a più di trent’anni di distanza. Ma ci sono anche molti romanzi che hanno avuto storie complesse ancora prima della pubblicazione: Il Gattopardo rifiutato da Vittorini, Il Maestro e Margherita – censurato dal governo dell’Unione Sovietica, dato alle fiamme dallo stesso autore in un momento di disperazione, riscritto da capo e poi terminato dalla sua terza moglie -, ma anche Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia, pubblicato per la prima volta nel 1992 con una piccola casa editrice e divenuto un cult passando di mano in mano fotocopiato tra i banchi dei licei romani.


O ancora, i manoscritti ritrovati e pubblicati a distanza di anni, come Va’, metti una sentinella di Harper Lee. Rinvenuto dall’avvocata dell’autrice in una cassetta di sicurezza, è la prima stesura di Il buio oltre la siepe che nel 1961 valse all’autrice il premio Pulitzer. Non si capisce se Lee - allora ancora in vita - avesse effettivamente acconsentito alla pubblicazione del manoscritto, quel che è certo è che il romanzo ha sconcertato i suoi fan, soprattutto a causa del personaggio di Atticus, presentato in questa prima stesura come un anziano reazionario e razzista.
E per finire ci sono i libri che esistono (o almeno, sembra che esistano già) ma devono ancora vedere la luce. Tra quelli che aspettiamo di più c’è sicuramente The Passenger, il nuovo romanzo di Cormac McCarthy di cui si parla dal 2015 ma che non è ancora arrivato in libreria (ed è molto molto atteso, perché il suo ultimo romanzo pubblicato è La strada, del 2006); sicuramente gli inediti di J.D. Salinger - che da anni si dice siano in procinto di pubblicazione con la curatela del figlio Matt -, e poi l’ultimo Montalbano: Riccardino, che Andrea Camilleri scrisse più di 13 anni fa ed è stato per tutto questo tempo gelosamente custodito dall’editrice Elvira Sellerio in attesa della morte dell’autore. Camilleri è mancato lo scorso 17 luglio, e a noi non resta altro che pregustarci la sorpresa di vederlo tra gli scaffali delle vostre librerie di fiducia!


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