Collana Quaderni di cultura alpina - Ultime novità

PRIULI & VERLUCCA: Quaderni di cultura alpina

Architettura alpina contemporanea

di Antonio De Rossi, Roberto Dini

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2019

pagine: 159

Un viaggio attraverso le Alpi italiane, francesi, svizzere, austriache e slovene, alla scoperta dei più importanti progetti di architettura alpina degli ultimi 25 anni. Più di 200 opere presentate: dai grandi interpreti dell'architettura contemporanea in montagna - Peter Zumthor, Gion A. Caminada, Bearth & Deplazes, Valerio Olgiati, Hermann Kaufmann, Jiirg Conzett, Cino Zucchi, Gabetti & Isola -, fino alle molte realizzazioni di qualità di tanti progettisti locali. Un lungo saggio critico introduttivo, che contestualizza la recente produzione architettonica montana in rapporto alle trasformazioni economiche e culturali delle Alpi di oggi e alla storia dell'architettura alpina dell'Ottocento e del Novecento.
25,00

Secret. Formules de guerison utilisées en Vallée d'Aoste

di Fiorenza Cout

Libro

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2010

In questo lavoro, a carattere etnografiico, è stato preso in considerazione un aspetto particolare del più vasto campo dei rimedi empirici di utilizzo popolare: le formule di guargione o secret. Il secret è stato tramandato per secoli nel silenzio e la semplicità, l'umiltà e l'accettazione della volontà divina sono stati e sono ancora oggi gli elementi base per poterlo praticare. La Valle d'Aosta è una regione prevalentemente montana dove le piccole realtà di villaggio e di paese hanno mantenuto, in modo quasi inalterato, l'antico sapere della tradizione orale quale espressione di una cultura contadina legata ai ritmi naturali della vita e all'utilizzo di medicamenti semplici per la cura del corpo e dell'anima.
16,50

Orto di casa. Antico segno alpino della famiglia contadina tra ortaggi, piante aromatiche ed ornamentali

di Aldo Molinengo

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2019

pagine: 74

Fin da quando l'uomo è diventato agricoltore, la necessità di far crescere piante alimentari, ornamentali ed aromatiche, accanto all'abitazione, non si è ancora spenta. La limitata superficie agraria iniziale si è successivamente allargata e diversificata: le coltivazioni hanno occupato vasti appezzamenti, per poter produrre per il mercato, e la creazione del giardino gli ha consentito di soddisfare il proprio gusto estetico. Col tempo, quindi, l'agricoltura ha cambiato aspetto e dimensione, mentre gli ornamenti vegetali hanno sottolineato, con importanza certamente non minore, gli stili architettonici delle varie epoche. Ma l'elemento primitivo, originario di tutto questo, l'orto, l'antica dispensa famigliare, è rimasto immutato in ogni ambiente, cultura e tradizione. Molto probabilmente, è il più antico segno che l'uomo ha lasciato e che ancora oggi continua a «tracciare» ovunque esista un suo insediamento, rurale o urbano. Quasi un carattere del suo patrimonio genetico, che continua a tenerlo legato alla terra e che gli ricorda le sue primordiali origini. Questo libro ne analizza gli aspetti riferiti al territorio alpino, dove l'orto ha mantenuto, pressoché inalterate, le sue caratteristiche, fin dalla notte dei tempi. Uno spazio che è anche l'unico tipo di giardino che, in questo ambiente morfologicamente e climaticamente difficile, è possibile realizzare, mescolando piante ornamentali ad ortaggi. La ricerca di testimonianze, sia storiche che attuali, è stata orientata, in particolare, alle valli Po e Varaita, in provincia di Cuneo, non solo in quanto sono le più conosciute dall'autore, attraverso esperienze di vita e di studi, ma anche perché hanno costituito la parte più estesa dell'antico Marchesato di Saluzzo. Un piccolo territorio che, nei suoi circa cinquecento anni di storia, tra il XII ed il XVI secolo, ha visto svolgersi le proprie vicende in un'area essenzialmente montana. In essa si sono amalgamati, anche con gli ambienti transalpini confinanti, diversi aspetti culturali, che sono leggibili soprattutto nelle tradizioni, rimaste vive fino ad alcuni decenni fa, e nei secolari elementi antropici del paesaggio.
18,50

Architettura rurale in Valle d'Aosta

di Gian Pietro Soardo

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2019

pagine: 88

Il disegno per Soardo, professore di Fisica Medica dell'Università di Torino, fa parte di una mentalità quasi scientifica, e costituisce il mezzo con cui acquisire una documentazione soprattutto tecnica, ma anche in parte interpretativa di certe realtà: non solo case contadine, ma anche volti di persone, eventi speciali o quotidiani. Con il disegno, più che con la macchina fotografica, ci si può permettere, secondo Soardo, di illustrare gli incontri e i fatti di una vita, aggiungendo alle immagini un po' di se stessi, una venatura sentimentale. Per vent'anni con i suoi fogli da disegno egli è andato nel tempo libero alla riscoperta delle architetture della Valle d'Aosta, per trarne emozioni, ma soprattutto per svolgere uno studio sulle costruzioni di pietra e legno, fatte cioè con i materiali che naturalmente scaturiscono dall'ambiente. Una specie di ricerca dunque, fatta con il disegno non tecnico, a mano libera, ma secondo una metodologia congeniale alla sua professione di docente universitario, anche se su un tema molto diverso da quelli a lui abituali. Questo volume raccoglie alcuni risultati di un impegno, che ricorda quello dei viaggiatori dell'Ottocento, anch'essi armati di album e matita, per illustrare il racconto di tante esplorazioni. Un impegno fatto tuttavia più di intuizione e di passione, che non di rigoroso approccio scientifico, inteso solo a descrivere e classificare luoghi, date, forme, metodi, materiali. L'intenzione non è dunque di fare un libro di testo per addetti ai lavori, ma di dare qualche ulteriore riferimento a chi opera nel progettare e nel costruire, e di stimolare l'interesse di chi vive o visita questo straordinario territorio, per il lavoro di sconosciuti costruttori, che seppero integrare e fondere le loro opere con l'ambiente.
16,00

Casa alpina in tronchi/blockbau. Varianti locali ed evoluzione tipologica

di Giancarlo Cataldi, Gian Mario Aspesi

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2019

pagine: 143

Questo quaderno si propone di documentare e far conoscere al grande pubblico dei non specialisti un tipo di abitazione ormai desueto e in via di estinzione, che ha avuto tuttavia grande importanza nella storia della costruzione umana ed è ancora - nel paesaggio alpino - la presenza forse più qualificante e significativa. Per comprendere le ragioni abitative della casa in tronchi (Blockbau) occorre conoscere i processi che hanno portato nel corso dei secoli al costituirsi della struttura tipica delle valli alpine, sia morfologica che antropica, e che, per quanto conservativa (cioè sostanzialmente ormai stabilizzata nelle sue componenti essenziali), è comunque soggetta - come ogni organismo territoriale - a continue e progressive trasformazioni, augurandoci che questo secolo post-moderno non ne stravolga del tutto l'identità culturale. Proponiamo questa decennale ricerca universitaria (svolta negli anni Ottanta nei corsi di progettazione del primo anno della facoltà di Architettura di Firenze) e il materiale documentario che ne è derivato. Ricerca che rivista, rielaborata e raccolta in questa pubblicazione restituisce, in un colpo d'occhio, la complessità di un fenomeno edilizio (costruttivo e abitativo) da non considerare - come purtroppo oggi accade - in chiave di mero folklore, ma come parte integrante fortemente radicata nel DNA tipologico dell'architettura occidentale.
19,50

Fam, füm, frecc: il grande romanzo degli spazzacamini Valle d'Aosta, valle Orco, val Cannobina, val Vigezzo, Canton Ticino

di Benito Mazzi

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2019

pagine: 78

Nel grande romanzo dell'emigrazione, per secoli risorsa primaria di tante vallate alpine, pagine molto dolorose sono state scritte dagli spazzacamini, il cui fenomeno ha caratterizzato le più povere di queste terre, dove la maggior parte delle famiglie, pur di togliere qualche bocca al misero desco quotidiano, si sono viste costrette, fino alle soglie degli anni Cinquanta, ad «affittare» nei mesi invernali, quando nei loro paesi fra i monti non esisteva la più piccola possibilità di lavoro, uno o più figli ai «padroni». Questi, vecchi spazzacamini senza scrupoli, il più delle volte crudeli e inumani, induriti da analoghe esperienze, se li portavano al seguito per «la stagione alla Bassa», nelle pianure nebbiose del Piemonte e della Lombardia, sottoponendoli ad uno sfruttamento che non ha avuto uguali nel mondo del lavoro minorile delle nostre Alpi. Il bambino, data l'esile statura che gli consentiva di introdursi lungo i camini dove l'adulto non entrava, rappresentava la materia prima, la condizione «sine qua non» all'esercizio del mestiere. Quanti di questi poveri bocia hanno compiuto i sei, sette anni nell'inferno della caligine, tra vessazioni, patimenti, fame, fumo e freddo! Quanti di essi non hanno fatto più ritorno alle loro montagne! La figura del bambino che col volto cosparso di fuliggine e gli attrezzi in spalla vaga lacero e affamato di paese in paese, di contrada in contrada, lanciando il grido: «spazzacamin000», mendicando un piatto di minestra e un tozzo di pane, è ormai retaggio dell'immaginario popolare, di una letteratura spesso troppo oleografica o superficiale, ma è soprattutto parte integrante della storia della Valle d'Aosta, della Val Cannobina, della Val Vigezzo, della Valle dell'Orco, della Val di Non, della Val Verzasca e delle Centovalli ticinesi, terre un tempo poverissime, dove il fenomeno assunse dimensioni di massa. Questo quaderno ripercorre l'allucinante romanzo degli spazzacamini delle Alpi Occidentali, dalle prime emigrazioni del 1500 in terre straniere al grande esodo minorile nelle pianure del Nord Italia di fine Ottocento e primi decenni del Novecento, attraverso documenti, interviste e testimonianze che hanno richiesto all'autore anni di ricerche.
18,50

Armus-ciand

di Luciano Gibelli

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2019

pagine: 107

Il rapporto con i giovani evidenzia in modo particolare la diversità del linguaggio che separa le generazioni, e proprio da questa realtà che è motivo di interrogativi da parte loro, di voglia di conoscere, nascono queste pagine che desiderano ribaltare il concetto ormai penetrante in molti - giovani e non più giovani - che l'esprimersi in lingua piemontese sia disdicevole. Tutt'altro invece: ogni vocabolo piemontese racchiude in sé l'essenza del passato più remoto ed inimmaginabile, il retaggio acquisito in millenni con il fondersi degli idiomi di tutte le razze. Parlare in piemontese non è razzismo. Parlare in piemontese significa esaltare tutte le razze che lo hanno formato.
19,50

Attorno al fuoco. Leggende delle terre alpine

di Piercarlo Jorio

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2018

pagine: 151

La prima parte del volume spazia sul miscuglio dei temi prevalenti, dall'improbabile al reale, dal sacro al demoniaco, dal miracolo consolante all'enigma che brucia; la seconda, invece, suddivisa in sei capitoli o "lezioni", dà voce agli opposti coesistenti in ogni racconto: bene/male, luce/buio, santo/diavolo. Nella leggenda c'è tutta la "maestà del mondo": uomini, animali, piante, natura inanimata, legame creaturale ma in urto continuo, tanto da essere costretti, ogni volta che la si approccia, a ricominciare sempre daccapo, a cercare i termini più adatti a ricomporla nelle sue modulazioni di echi e di silenzi, di sorprese, di smarrimenti, di colpi di scena, di consonanze e dissonanze. Può venire dalla pianura, dalla collina, dalle Alpi o dagli Appennini, dagli Abruzzi o dall'Alto Adige, può essere "questo" o può essere "quello" senza esauriente compiutezza, ma unico è il respiro: tentare di vedere oltre il fluire dell'avventura umana. Allora anche i draghi, i mostri, le streghe, gli elfi, i nani, nelle secche clausole che chiudono il racconto diventano le diffrazioni propaganti definizioni aggettivali come puntualizzazioni di credenze: il drago ab origine volante, il mostro comunque raccapricciante, la strega vecchia insidiosa, l'elfo armoniosamente etereo, il nano creatura ripudiata.
16,00

Astronomia e antica architettura sull'arco alpino

di Adriano Gaspani

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2018

pagine: 143

Le popolazioni che abitarono l'arco alpino durante il Neolitico, le età del Rame, del Bronzo e del Ferro e oltre ci hanno lasciato una imperitura testimonianza della loro esistenza e del nostro passato. Le strutture in pietra da loro prodotte furono edificate sia per ragioni utilitaristiche, di riparo, difensive, ma anche con motivazioni religiose e di culto. In tutti i casi lo studio accurato, condotto con le più moderne tecniche di rilevamento e di georeferenziazione, ha mostrato che l'osservazione del cielo e la conoscenza dei cicli astronomici fondamentali mostrati dal sole, dalla luna e dalle stelle, condizionarono in maniera molto determinante sia il modo di disporre le pietre sia l'orientazione delle strutture che ne derivarono, rispetto alle direzioni astronomiche fondamentali. Il cielo visibile in quelle epoche remote, dalle nostre montagne, era un po' diverso da quello che noi oggi possiamo ammirare, in quanto tra i cicli che regolano il moto apparente degli astri ne esistono alcuni che - nei secoli e nei millenni - sono capaci di modificare in maniera rilevante le posizioni delle stelle visibili nel cielo. In modo che determinate costellazioni che allora erano visibili ora non lo sono più, e viceversa altre, che allora non salivano mai al di sopra dell'orizzonte naturale locale, ora possono essere facilmente osservate. Il calcolo astronomico, condotto con i più moderni metodi di calcolo, ha permesso di ricostruire accuratamente sia il cielo visibile durante quelle antiche epoche sia le condizioni di visibilità e hanno permesso, insieme alle misure eseguite sul campo, di rendersi conto di cosa vedevano, osservavano e calcolavano i nostri progenitori alpini, i quali anche se dotati di minor tecnologia rispetto a noi uomini moderni non erano da meno dal punto di vista delle capacità intellettuali. Un altro aspetto molto importante è relativo all'uso rituale e simbolico che le antiche popolazioni alpine fecero delle osservazioni astronomiche: se da un lato esse servirono per gestire la vita agricola, pastorale, sociale e religiosa, finalizzate al benessere quotidiano della comunità, dall'altro la conoscenza del cielo e dei suoi fenomeni permise lo sviluppo dei calendari, taluni molto sofisticati ed efficienti, e lo sviluppo di una cosmologia destinata a rendere conto della struttura e del significato ultimo dell'universo, così come era concepito da queste antiche popolazioni. Anche a quel tempo, come ora, l'uomo era in cerca di risposte in relazione alla sua origine al suo destino e al mondo che lo circondava e la conoscenza del cielo e dei suoi fenomeni contribuì in modo fondamentale a esse. Questo libro descrive i risultati più recenti ottenuti dallo studio archeologico, storico e astronomico delle antiche popolazioni alpine e dei reperti che ci hanno lasciato e fornisce risposte inedite a molti quesiti che fino a ora erano rimasti senza un'adeguata spiegazione.
24,50

Casa alpina in tronchi/blockbau. Varianti locali ed evoluzione tipologica

di Giancarlo Cataldi, Gian Mario Aspesi

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2017

Questo Quaderno si propone di documentare e far conoscere al grande pubblico dei non specialisti un tipo di abitazione ormai desueto e in via di estinzione, che ha avuto tuttavia grande importanza nella storia della costruzione umana ed è ancora - nel paesaggio alpino - la presenza forse più qualificante e significativa. Per comprendere le ragioni abitative della casa in tronchi (Blockbau) occorre conoscere i processi che hanno portato nel corso dei secoli al costituirsi della struttura tipica delle valli alpine, sia morfologica che antropica, e che, per quanto conservativa (cioè sostanzialmente ormai stabilizzata nelle sue componenti essenziali), è comunque soggetta - come ogni organismo territoriale - a continue e progressive trasformazioni, augurandoci che questo secolo post-moderno non ne stravolga del tutto l'identità culturale. Proponiamo questa decennale ricerca universitaria (svolta negli anni Ottanta nei corsi di progettazione del primo anno della facoltà di Architettura di Firenze) e il materiale documentario che ne è derivato. Ricerca che rivista, rielaborata e raccolta in questa pubblicazione restituisce, in un colpo d'occhio, la complessità di un fenomeno edilizio (costruttivo e abitativo) da non considerare - come purtroppo oggi accade - in chiave di mero folklore, ma come parte integrante fortemente radicata nel DNA tipologico dell'architettura occidentale.
25,00

Architettura alpina contemporanea

di Antonio De Rossi, Roberto Dini

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2017

pagine: 159

Un affascinante viaggio attraverso le Alpi italiane, francesi, svizzere, austriache e slovene, alla scoperta dei più importanti progetti di architettura alpina degli ultimi 25 anni. Più di 200 opere presentate: dai grandi interpreti dell'architettura contemporanea in montagna - Peter Zumthor, Gion A. Caminada, Bearth & Deplazes, Valerio Olgiati, Hermann Kaufmann, Jùrg Conzett, Cino Zucchi, G a betti & Isola -, fino alle molte realizzazioni di qualità di tanti progettisti locali. Un lungo saggio critico introduttivo, che contestualizza la recente produzione architettonica montana in rapporto alle trasformazioni economiche e culturali delle Alpi di oggi e alla storia dell'architettura alpina dell'Ottocento e del Novecento. Soprattutto un libro inedito, che fino a oggi mancava, che ricostruisce in modo organico e completo le vicende dell'odierna architettura alpina.
25,00

Casa alpina in tronchi/blockbau. Varianti locali ed evoluzione tipologica

di Giancarlo Cataldi, Gian Mario Aspesi

Libro: Copertina morbida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2013

pagine: 143

Questo Quaderno si propone di documentare e far conoscere al grande pubblico dei non specialisti un tipo di abitazione ormai desueto e in via di estinzione, che ha avuto tuttavia grande importanza nella storia della costruzione umana ed è ancora - nel paesaggio alpino - la presenza forse più qualificante e significativa. Per comprendere le ragioni abitative della casa in tronchi (Blockbau) occorre conoscere i processi che hanno portato nel corso dei secoli al costituirsi della struttura tipica delle valli alpine, sia morfologica che antropica, e che, per quanto conservativa (cioè sostanzialmente ormai stabilizzata nelle sue componenti essenziali), è comunque soggetta - come ogni organismo territoriale - a continue e progressive trasformazioni, augurandoci che questo secolo post-moderno non ne stravolga del tutto l'identità culturale. Proponiamo questa decennale ricerca universitaria (svolta negli anni Ottanta nei corsi di progettazione del primo anno della facoltà di Architettura di Firenze) e il materiale documentario che ne è derivato. Ricerca che rivista, rielaborata e raccolta in questa pubblicazione restituisce, in un colpo d'occhio, la complessità di un fenomeno edilizio (costruttivo e abitativo) da non considerare - come purtroppo oggi accade - in chiave di mero folklore, ma come parte integrante fortemente radicata nel DNA tipologico dell'architettura occidentale.
24,50

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