Odiare la poesia - Ben Lerner | GoodBook.it

Odiare la poesia

Odiare la poesia
titolo Odiare la poesia
Autore
Traduttore
Argomento Poesia e studi letterari Saggistica
Collana Il contesto
Editore Sellerio Editore Palermo
Formato Libro: Copertina morbida
Pagine 83
Pubblicazione 05/2017
ISBN 9788838936586
 
12,00
 
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Nessuna forma d'arte è stata denigrata quanto la poesia. Gli stessi poeti sono i suoi primi critici, e sembra esistere una sorta di condivisa sprezzatura, come di fastidio per la sua presuntuosa inutilità. «Io stesso» ha ammesso Ben Lerner «la detesto pur avendo organizzato la mia vita sulla poesia. Non considero questo una contraddizione perché la poesia e l'odio per la poesia sono fusi insieme ed è questo che voglio arrivare a spiegare». Ben Lerner scruta i sentimenti che abbiamo per la poesia come punto di partenza per una difesa del mondo dell'arte. Parla di coloro che hanno disapprovato la poesia, a partire da Platone, analizza poeti grandi e meno grandi ricorrendo a esempi concreti che attraversano le opere di Keats, Dickinson, Whitman, McGonagall (secondo Wikipedia il peggior poeta di tutti i tempi) e molti altri. Il suo tentativo è quello di spiegare la nobile arte del fallimento alla base di ogni poema, che sia riuscito o meno, e la sua è un'analisi personale e altamente originale di una vocazione essenziale quanto inattuabile. Esistono innumerevoli tipi di poeti, e per ognuno di loro la poesia può significare cose diverse. Lerner cerca di sondare e comprendere le aspettative che le persone nutrono verso di essa, e capire come la parola «poesia» sia utilizzata per dare un nome a un tipo di richiesta impossibile da esaudire: il desiderio di fare qualcosa con le parole che le parole in realtà non possono fare, ossia unire le persone oltre quelle che sono le loro differenze, plasmare ciò che gli esseri umani condividono - la natura dei sentimenti, l'espressione del linguaggio - per costruire un mondo nuovo, a cui tutti sentiamo di appartenere. E in questa presunta universalità si cela una logica crudele, quella che fa dire «siamo tutti poeti», «siamo poeti senza neanche saperlo». Eppure non siamo tutti pianisti, o scultori, o ballerini, e in questa illusione, o speranza, risiede il luminoso e tragico paradosso dell'arte della parola.
 

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