Collana Guide - Ultime novità

Skira: Guide

Il chiostro del Bramante e le «Sibille» di Raffaello

di Costantino D'Orazio

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 80

Una guida che permette di immergersi completamente nello spirito della cultura rinascimentale, svelando i segreti di un luogo unico nel suo genere. Non sono molti i luoghi di Roma dove è possibile assaporare la perfezione dell'architettura realizzata nel primo Rinascimento. Uno di questi è il Chiostro del Bramante, capolavoro che inaugura il 1500 e diventa motivo di ispirazione per i grandi maestri che giungeranno a Roma nel giro di pochi anni, Michelangelo e Raffaello su tutti. Il chiostro, luogo dalla tradizione secolare, diventa con Bramante uno spazio in cui mettere a frutto lo studio dell'armonia elaborata sui principi vitruviani di firmitas, utilitas e venustas, solidità, funzionalità ed eleganza. Nelle sue arcate perfette l'architetto plasma un sistema di illusione ottica che favorisce l'armonizzazione delle forme, messa a punto dall'occhio umano, un principio che sarà ripetuto in scala monumentale dagli architetti delle generazioni successive. Quando Pietro da Cortona oltre un secolo dopo sarà chiamato a rimettere le mani sul complesso di Santa Maria della Pace, annesso al Chiostro, farà tesoro della grande esperienza bramantesca e si servirà dei principi di simmetria ed equilibrio per allestire un artificio barocco di grande fascino. La guida permette di immergersi nello spirito della cultura rinascimentale e svelerà tutti i dettagli più curiosi e affascinanti di questo luogo, muovendosi tra riferimenti storici e aneddoti che riguardano i protagonisti e il loro intervento in questo angolo di Roma, dove molto poco è cambiato negli ultimi quattrocento anni.
12,00

Brixia. Parco archeologico di Brescia romana

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 80

In età romana Brescia - Brixia - era una delle città più importanti dell'Italia settentrionale, situata lungo la cosiddetta via Gallica, che collegava alcuni tra i più significativi centri di origine celtica a nord del Po, allo sbocco di vallate alpine di antico insediamento (la valle Camonica e la valle Trompia), tra il lago d'Iseo e il lago di Garda, e immediatamente a nord di una fertile ed estesa area di pianura, organizzata a partire dall'età augustea con imponenti lavori di ottimizzazione agraria (centuriazioni). Nell'area archeologica situata al centro del tessuto urbano sono ancora visibili gli edifici più antichi e più significativi della città: il santuario di età repubblicana (I secolo a.C.), il Capitolium (73 d.C.), il teatro (I-III secolo d.C.), il tratto del lastricato del decumano massimo, su cui insiste oggi via dei Musei. Oltre a questi edifici di età romana, fanno parte dell'area anche palazzi nobiliari di età medievale, rinascimentale e moderna, importati e cresciuti direttamente sulle rovine antiche (palazzo Maggi Gambara e casa Pallaveri, entrambi di proprietà comunale). Nel 1830, a seguito di scavi intrapresi in quest'area, nel Capitolium fu posta la sede del Museo Patrio, a inaugurare la vocazione museale di quest'area e la storia stessa dei musei di Brescia. Dal 1998, è stato avviato un progetto organico di recupero dell'area archeologica volto a un completo recupero archeologico e architettonico, nella sua valorizzazione e nella completa e definitiva apertura alla fruizione pubblica. Così da restituire al pubblico la più importante porzione urbana della città di epoca antica e completare un percorso archeologico tra i più significativi e meglio conservati d'Italia, riconosciuto Patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco nel 2011. Nel volume i seguenti testi: Archeologia, città e musei. Una storia che parte da lontano, La visita dell'area archeologica, L'area archeologica dopo l'età romana, Il Capitolium di Brescia Patrimonio mondiale dell'Unesco. Con testi di Antonio Dell'Acqua, Francesco Franzoni, Francesca Morandini, Anna Patera.
9,50

Il Cenacolo di Leonardo. Guida

di Pietro C. Marani

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2010

pagine: 64

"Il restauro del Cenacolo di Leonardo, compiuto tra il 1977 e il 1999, ha senza dubbio segnato una svolta nelle metodologie di restauro delle pitture murali e, forse, nella storia del restauro in generale. A dieci anni esatti dal suo compimento, il complesso lavoro di recupero della pittura, portato avanti tra mille difficoltà e ogni genere di problemi, da quello relativo al timore di avvicinarsi a un testo pittorico tanto famoso, a quello di conservare e 'restituire' un'opera che la storia ci aveva consegnato alterata e manomessa - al punto da non riconoscervi se non un''ombra' del perduto capolavoro di Leonardo - a quello, non ultimo, del suo rapporto con l'immagine che si era sedimentata da almeno un secolo nella coscienza e nel bagaglio visivo del pubblico, chiede oggi, nel 2009, di essere verificato nella sua tenuta e nei suoi risultati. L'apprezzamento della critica italiana e internazionale e il continuo ininterrotto afflusso del pubblico, che, da ogni parte del mondo, giunge ogni giorno a Milano per prendere visione di quella che rimane forse la pittura murale universalmente più celebre della storia dell'arte, corroborano nella convinzione che le Soprintendenze milanesi, insieme con l'Istituto Centrale per il Restauro e le diverse Istituzioni scientifiche internazionali che hanno fornito nel tempo la loro collaborazione e il loro supporto, abbiano preso, a far tempo dal 1977, decisioni corrette dal punto di vista conservativo ed estetico." (dalla Premessa di P. C. Marani)
8,50

Villa Fogazzaro Roi. Visita alla casa di Oria tra storia e letteratura

di Dina Lucia Borromeo

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 176

Poche case possono vantare tanto affetto e dedizione come Villa Fogazzaro Roi. In quella che era la dimora materna lo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro passò innumerevoli e gradevolissime estati, crebbe i suoi figli e ospitò amici e nipoti, ambientando proprio nelle sale della casa di Oria le vicende del suo intramontabile capolavoro, "Piccolo mondo antico". Questa agile ma approfondita guida vi aprirà le porte di salotti, gallerie e biblioteche, conducendovi allo stesso tempo negli studi e nelle camere da letto, e ricostruendo, grazie a numerosi arredi e opere originari, l'appassionato mondo - tutt'altro che "piccolo" - degli affetti e degli impegni letterari e civili dell'autore. Si scoprirà anche il valore del passaggio dei successori, tra i quali spicca la figura di Giuseppe "Boso" Roi, che nel 2009 ha destinato la proprietà al FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano in legato testamentario. Una volta varcata la soglia in uscita, una sezione del volume vi condurrà tra percorsi e monumenti del placido e variegato territorio locale, ancora miracolosamente preservato. La Guida presenta i contributi di Lucia Borromeo Dina, Emanuela Borio, Oscar Ganzina e Francesco Soletti. Villa Fogazzaro Roi è stata abitata dalle famiglie Barrera e Fogazzaro a partire dal XVIII secolo fino alla morte di Antonio Fogazzaro, avvenuta nel 1911. Passata in proprietà ai Roi, diretti discendenti dello scrittore, nel 2009 la dimora è stata lasciata come legato testamentario al FAI - Fondo Ambiente Italiano da Giuseppe Roi. Da allora il bene è aperto al pubblico grazie al lavoro della Fondazione, che regolarmente ne cura la conservazione e la valorizzazione.
20,00

Mantova. Splendore dei Gonzaga

di Lorenzo Bonoldi

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 80

Dal 1328 al 1707 la città di Mantova fu governata dalla famiglia dei Gonzaga. E, con i suoi quasi quattro secoli di storia, il casato gonzaghesco si configura come la più longeva signoria nel panorama storico italiano. Nel lungo corso della loro avventura dinastica, i Gonzaga disseminarono il territorio sottoposto al loro dominio di castelli, ville e palazzi. Ed è soprattutto grazie ai Gonzaga che la stessa città di Mantova divenne una delle capitali del Rinascimento italiano, assumendo l'aspetto che ancora oggi la contraddistingue. Nel corso dei secoli la corte dei Gonzaga richiamò a Mantova figure chiave dell'arte e della cultura del tempo. Qui Vittorino da Feltre fondò la sua celebre scuola, la Ca' Zoiosa. Qui lavorarono ai progetti di importanti edifici Leon Battista Alberti e Giulio Romano. Qui impugnarono il pennello pittori del calibro di Pisanello, Andrea Mantegna, Correggio e Rubens. Qui andò in scena per la prima volta la più antica opera lirica che si conservi, La Fabula de Orpbeo di Claudio Monteverdi. E oltre a richiamare a sé grandi pittori e architetti, investiti del ruolo di artisti di corte, attraverso l'esercizio del collezionismo i signori di Mantova raccolsero nei loro palazzi un'enorme quantità di capolavori, comprendenti opere di Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci, Tiziano, Caravaggio, Lorenzo Lotto, Perugino, Guido Reni, Tintoretto, Veronese e molti altri. Insieme a questi capolavori, una gran quantità di antichità greco-romane trovò dimora negli interni delle corti gonzaghesche, dando ulteriore lustro al casato. Per quanto la maggior parte di questi tesori non si trovi più in città (i Gonzaga in bancarotta furono costretti a vendere quasi l'intera collezione al re d'Inghilterra nel 1627), a Mantova è ancora possibile ammirare il riverbero degli splendori della loro corte. Fra i principali lasciti gonzagheschi figurano infatti il Palazzo Ducale, residenza ufficiale della dinastia, e Palazzo Te, villa suburbana eletta a luogo di piaceri dal casato. Gli ambienti sontuosi, i soffitti dorati, le pareti affrescate, i ricercati apparati decorativi e i lussureggianti giardini di questi monumentali edifici, entrambi oggi musei, perpetuano il mito e la fama di una delle più importanti dinastie del Rinascimento italiano.
14,50

Casa-Museo Boschi Di Stefano

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 175

Appena dietro una delle più note vie milanesi, il lungo corso Buenos Aires che unisce il centro di Milano a piazzale Loreto, si trova la Casa Museo Boschi Di Stefano. In questa residenza il Comune ha dato forma al sogno di perpetuare la memoria, ma sarebbe più corretto dire la vita, di due collezionisti che avevano costruito e infine donato alla città la loro straordinaria raccolta di arte moderna: Antonio Boschi e Marieda Di Stefano. Al secondo piano della palazzina progettata da Piero Portaluppi, arredato e presentato al pubblico quale esemplificazione del gusto dell'abitare della borghesia milanese del Novecento, sono esposte circa trecento delle oltre duemila opere da loro raccolte tra gli anni venti e gli anni settanta del secolo scorso. Una selezione di poche centinaia di pezzi a fronte di una collezione complessiva di oltre duemila tra dipinti, sculture e disegni, arricchita inoltre dalle altre passioni collezionistiche dei coniugi Boschi Di Stefano: quelle per tappeti, violini e oggetti di culture extraeuropee. La Casa Museo Boschi Di Stefano si propone così come protagonista e interprete di una stagione di cui narra aspetti intimi e domestici, ma soprattutto documenta e rappresenta il processo di definizione dei valori del Novecento; valori a cui i collezionisti hanno contribuito con la loro azione. Da tre anni è stata inoltre riaperta al piano terra del palazzo l'ex scuola di ceramica di Marieda Di Stefano, con le stesse funzioni di allora: spazio creativo e spazio espositivo dove proporre approfondimenti su artisti e situazioni presenti nella collezione.
15,00

Classis Ravenna. Museo della città e del territorio

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 119

Classis Ravenna Museo della città e del territorio è un museo diverso e completamente nuovo ove si racconta sinteticamente ma in modo unitario e complessivo la storia della città e del suo territorio. Questa guida segue l'ossatura dell'esposizione, costituita da una linea del tempo e cioè il lungo racconto delle principali fasi della storia della città: a partire dall'età preromana, quando Etruschi e Umbri si affiancavano per il controllo del porto sul mare e delle terre dell'interno; per passare all'età romana, quando il porto diventò sede della flotta imperiale; a quando poi Ravenna divenne capitale dell'Impero Romano d'Occidente, sede del regno di Teodorico; e infine, a dopo la conquista a opera di Giustiniano, quando visse la sua straordinaria fase bizantina, fino alla conquista longobarda. Accanto a questa linea del tempo, alcuni focus tematici: "Ravenna e il mare" e la basilica di San Severo.
12,00

L'Italia fatta a mano. I beni culturali viventi. Dialogo con Antonio Carnevale

di Davide Rampello, Antonio Carnevale

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 118

«Sarebbe un errore pensare ai beni culturali soltanto in termini di oggetti d'arte. Beni culturali non sono solo la pittura, la scultura e l'architettura che secoli di storia ci hanno lasciato in eredità e che si aggiungono alle creazioni di artisti del presente. Esiste un altro patrimonio, meno conosciuto e meno valorizzato, che merita questa definizione, ed è il lavoro manuale dell'uomo: quell'insieme di attività che ha trasformato il territorio in frutti dell'agricoltura e in risultati dell'allevamento; che ha fatto rivivere i materiali in prodotti dell'artigianato; che ha saputo coniugare la tradizione con l'innovazione, attraverso i secoli, fino a oggi. L'Italia è anche questo. E forse l'Italia dei beni culturali è oggi soprattutto questo, visto che il nostro Paese ha ceduto il primato della creatività artistica ormai da qualche secolo, mentre le tradizioni dell'Italia fatta a mano" hanno saputo rivivere attraverso le generazioni, assegnando al nostro Paese una reputazione planetaria legata al saper fare, alla qualità dei prodotti, alla loro unicità e rarità. È di questi beni culturali che si parla in questo libro. E sono beni culturali "viventi" perché l'accento - in queste pagine - cade sempre sull'uomo: non soltanto sul suo lavoro, ma anche sul modo in cui, nelle storie di persone diverse, il mestiere, la vita, i luoghi, la memoria e un'idea personale di futuro si sono legati e hanno dato un significato nuovo alle parole "tradizione", "innovazione", "qualità"». (Antonio Carnevale). Prefazione di Ilvo Diamanti.
24,50

Il Palazzo Merulana e la collezione Cerasi

di AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2018

pagine: 79

In queste pagine vengono ripercorse le principali vicende che hanno segnato la storia, non priva di vicissitudini, del monumentale Palazzo Merulana, recuperato risanando una ferita rimasta aperta per quasi mezzo secolo nel cuore di Roma. Al radicale restauro dell'edificio si lega strettamente un'altra storia importante, quella della Collezione Cerasi, che è esposta nei suoi spazi: una delle più pregevoli raccolte di arte italiana tra le due guerre - ne fanno parte, tra gli altri, capolavori di Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphael e Giuseppe Capogrossi -, soprattutto per quanto riguarda l'avventura della Scuola Romana. Un progetto importante che si inserisce in una tendenza già in atto da alcuni anni, che vede l'amministrazione comunale impegnata in un complessivo processo di riqualificazione dell'area intorno alla Stazione Termini.
12,00

Musei civici di Pavia. Pavia longobarda e capitale di regno. Secoli VI-X

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2018

pagine: 88

La città di Pavia assunse in età tardoantica una particolare importanza commerciale e strategica. Probabilmente per tale motivo fu scelta da Teodorico (490-526) quale seconda capitale, insieme con Verona, del Regno ostrogoto. Questa scelta venne confermata dai re goti successivi e poi ancora in periodo longobardo e carolingio, quando la città fu capitale del Regno italico. Con la distruzione del palazzo reale nel 1024 si diede avvio all'affermazione del libero Comune. Questa guida intende fornire un quadro storico di quei secoli, in cui questa sonnolenta città di provincia fu capitale di un regno, e accompagnare il lettore alla scoperta di reperti occasionali, indizi, testimonianze storiche che evochino i fantasmi di quel lontano passato.
15,00

Architettura, arte e natura in Brianza

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2017

pagine: 159

"La Brianza è il paese più delizioso di tutta l'Italia, per la placidezza dei suoi fiumi, per la moltitudine dei suoi laghi, ed offre il rezzo dei boschi, la verdura dei prati, il mormorio delle acque, e quella felice stravaganza che mette la natura ne' suoi assortimenti." Con queste parole lo scrittore francese Stendhal descriveva agli inizi del l'Ottocento la terra briantea. Area di intreccio tra arte, architettura e natura, la Brianza sin dai tempi dell'impero romano ha ricoperto un ruolo fondamentale nella storia e ha goduto di un grandissimo interesse, grazie alla sua posizione strategica e favorevole; l'abbondanza di acqua e zone verdi ne ha fatto un luogo di elezione durante i secoli passati. La ricchezza della sua vicenda storica ha come naturale conseguenza l'ininterrotta ricchezza e varietà di quella architettonica e artistica: dalle antiche basiliche romaniche alle chiese rinascimentali, dagli oratori ai castelli, per giungere alla "stagione" delle ville, spettacolari residenze che diventano luoghi capaci di generare stupore e continue sorprese dal Quattrocento fino ai giorni nostri, in un continuum di bellezza. Prefazione di Philippe Daverio.
16,00

Musei civici di Pavia

di Musei civici di Pavia

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2017

pagine: 95

Il trecentesco Castello di Pavia, splendida dimora voluta da Galeazzo II Visconti, ospita dalla metà del XX secolo i Musei Civici, raccolte e collezioni formatesi ancora nel corso dell'Ottocento, la cui cronologia spazia dall'età preistorica al contemporaneo e la cui tipologia comprende dipinti, sculture, mosaici, arti minori, grafica e fotografia. A partire dal 2000 numerosi sono stati gli ampliamenti e i nuovi allestimenti che consentono di meglio conoscere il ricco patrimonio d'arte non solo relativo alla città di Pavia, ma anche di carattere e valore internazionali.
13,00

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